Utente 410XXX
Salve, scrivo in merito ad un problema che sto vivendo da 1 mese. Sono fidanzata con un ragazzo ormai 30enne, il quale, a causa dell'uso di sostanze stupefacenti di qualsiasi tipo e con precedente depressione è stato ricoverato in psichiatria più volte e prendendo come medicinale Invega. Dopo 3 anni dall assunzione dell 'Invega e sottolineo il fatto che continuava a drogarsi, il psichiatra ha sospeso la cura pensando che fosse guarito, questo perché essendo molto furbo non diceva la realtà allo specialista. Ora è un mese che il suo comportamento è molto strano, tipo è scappato di casa per 1 settimana fino a quando non intervenuti i carabinieri vedendolo per strada che camminava di notte ed è stato ricoverato in psichiatria per 15 giorni. Lui pensa che tutte le persone sono cattive e che cercano di avvelenarlo, trascorre le giornate in giro a piedi per ore ed ore, lui dice che sta da solo perché ha bisogno di riflettere, ma è impossibile che una persona trascorro 6h in giro solo secondo me. Un particolare che ora ricordo è che un giorno a casa mia stette tutta la giornata nel cortile e vedevo che gesticolava da solo.. sono comportamenti che non conosco e non so come comportarmi anche perché dovrebbe curarsi riprendendo Invega, ma rifiuta le medicine o meglio dice di averle prese quando in realtà non è così;inoltre dorme pochissimo e non mangia. Ora nel weekend vado da lui per stargli vicino per qualche giorno, ma non so come comportarmi e non so se potrebbe farmi del male. Io non capisco cos'abbia e sono dei comportamenti nuovi per me.. come dovrei comportarmi? Ma soprattutto da cosa potrebbe essere affetto? Vorrei un consiglio per come affrontare il tutto perché siamo fidanzati da un anno e ne ho passate di ogni con lui e capisco il fatto che sia fragile ecc però anche lui dovrebbe collaborare, in pratica vorrei un consiglio su tutto.
Mi scuso se mi sono dilungata, ma sono spaventata..
Aspetto risposte
Grazie mille

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Sono comportamenti che sembrano proprio psicotici, ovvero coerenti con il tipo di cura che gli è stata indicata.

Di psicosi ce ne sono di forme diverse, le due principali sono la bipolare e la schizofrenica, con forme meno tipiche appunto legate al pregresso o attuale uso di sostanze (in genere la cocaina, amfetamine o cannabis sono implicate nelle forme non spontanee di questo tipo di disturbi).
Di solito quando l'uso di sostanze prosegue anche dopo episodi di psicosi la diagnosi più probabile è di tipo bipolare.

Ha decisamente bisogno di una cura, e di accertare se stia magari assumendo ancora sostanze e che cosa. Questo cambia un po' la scelta del farmaco.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 410XXX

Grazie per la risposta... Lui in passato faceva e anche di recente assumeva: cocaina ed eroina. Infatti è stato anche in clinica per disintossicazione, a mio parere doveva rimanerci molto di più; perchè trovo assurdo il fatto che una persona per disintossicarsi da queste sostanze impiega 1 mese e mezzo...
lui ora è nello stato in cui sopra descritto ho omesso che non si lava da 1 settimana..
Quindi Le chiedo: io come devo comportarmi? Non voglio abbandonarlo perchè mi sembra egoista da parte mia farlo, ma se lui non collabora posso sprecare la mia vita da 26enne con una persona che non si lascia curare ecc??
Sono molto confusa, mi trovo in una posizione più grande della mia età.
Grazie mille

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Lui faceva quindi cocaina ed eroina, ma aveva una dipendenza ? E se aveva una dipendenza, dove è la cura per la dipendenza ?
La disintossicazione è una cura collaterale.

Se aveva una dipendenza da oppiacei, così facendo si trova in condizioni di rischio: la ricaduta è prevista, in più non è assuefatto e vi è maggiori rischio di overdose. Nell'uso combinato inoltre associare cocaina o non associarla fa variare l'effetto dell'oppiaceo.

Disintossicazione significa, in parole povere, eliminare l'astinenza, ovvero ristabilire la sensibilità all'eroina. Oppure, per la cocaina, permettere al cervello di ristabilire parte degli equilibri alterati in senso eccitatorio.
In ogni caso la ripresa funzionale richiede mesi.
Altro discorso è la dipendenza: quella va curata in senso preventivo, anche se si inizia in concomitanza con un ricovero e anche per l'astinenza.

In più, quando c'è una psicosi, a maggior ragione certe cure sono indicate, perché tamponano anche una parte dei sintomi di agitazione o di psicosi, mentre non accade il contrario: le cure antipsicotiche non prevengono le ricadute eroiniche e cocainiche.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 410XXX

Forse mi sono espressa male, anche perché il mondo della droga fortunatamente non lo conosco.. Si lui era dipendente prima da cannabis ( partendo dall'inizio), poi cocaina misto eroina.
Ultimamente ho saputo che faceva uso di queste 2 ultime sostanze in modo occasionale. Infatti nell'ultimo ricovero non hanno trovato traccia di droga.
Forse il problema che lui ha è dovuto al fatto che facendo uso in passato di sostanze ha causato danni al cervello ( ovviamente).
Però quello che chiedo io è: come devo comportarmi? è giusto vederlo? Vorrei un consiglio per me perchè Le giuro che non so cosa fare e tanto meno non voglio essere egoista verso di lui.
GRazie

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Se era in modo occasionale, allora è diverso il discorso sulla terapia specifica per la dipendenza.

E' noto che alcune sostanze sono connesse al rischio ma soprattutto al decorso della psicosi, e che alcune terapie sono maggiormente indicate quando la psicosi è connessa, ad esempio, all'uso di cannabis.

Una persona con ricorrenti crisi di questo tipo, ammesso che fuori dalle crisi non rimangano comunque dei deliri, è poco prevedibile.
La priorità è la cura.
Dr.Matteo Pacini
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