Utente 397XXX
Salve a tutti, volevo chiedere dei consigli sulla terapia che ho intrapreso:
È da 2 mesi e 3 giorni che vado da uno psicologo specializzato in psicanalisi a causa di ansia somatizzata nel vomito; in questo lasso di tempo abbiamo scoperto che la mia ansia è dovuta al fatto di dover mantenere una certa immagine di me con le ragazze, un meccanismo ormai divenuto automatico ed io stesso lo faccio quasi senza accorgermene (nello specifico, un atteggiamento da "consigliere"); ciò unito al fatto che tendo ad essere molto perfezionista ed a pretendere tanto da me e tanto da gli altri.
In questi mesi qualche cambiamento l'ho incominciato ad intravedere: sento di meno l'ansia e riesco a parlarci "virtualmente" più tranquillamente e comincio ad avvertire che piano piano la mia "forma mentis" sta cambiando in positivo, certo piccole cose e comunque sono passati due mesi, però sono abbastanza fiducioso dell'andamento.
Ogni tanto però, soffro di attacchi improvvisi di ansia: pensieri improvvisi di eventi passati e futuri che circolano nella mia mente, battito accelerato (non come se avessi corso mezz'ora, ma moderato), pensieri molto, molto negativi (dalla paura per il mio futuro alle relazioni con altre persone) ed una stanchezza più mentale che fisica che mi accompagna dopo questi attacchi o che è precedente a dei momenti di tristezza accentuata: di questa angoscia sinceramente non so da quanto ne soffro, ma sicuramente da tanto e soprattutto recentemente mi prendono la notte facendomi addormentare più tardi di quando vado al letto e con una paura che ricollego a quella che avevo da piccolo al buio; in questi casi prendo una valeriana qualche ora prima (quando "sento" che sarà una notte "particolare" o negli improvvisi attacchi di ansia) per potermi rilassare, anche se francamente non vorrei diventarne in un certo senso "dipendente (anche se ho letto che non crea dipendenza, ma non vorrei farla diventare la mia soluzione per tutto e vorrei usarla sono in casi veramente necessari ecco)". Ovviamente di queste mie notti ne parlerò con lo psicologo (che per il resto sa tutto).
L'estate è già da un po' cominciata e di ragazze ne conosco e alcune sono anche mie amiche, però mi blocca la paura che si inneschi il meccanismo della somatizzazione dell'ansia e non possa godermi pienamente l'uscita con un'amica... Ho letto che in alcuni casi di somatizzazione dell'ansia vengono usati dei farmaci e quindi alla luce di tutto quello che ho scritto: devo passare ad uno psichiatra? Necessito di farmaci per bloccare questi attacchi di ansia e la somatizzazione, oppure devo avere pazienza e continuare per la strada dello psicologo? Nel caso dovessi "cambiare barricata", che tipo di farmaci sono e come agiscono?
Grazie a tutti per la pazienza e buon lavoro!

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Questo è il modo in cui la sua ansia si manifesta, più che la spiegazione. L'ansia non è somatizzata, l'ansia si accompagna a sintomi corporei, tra cui il vomito. Stiamo parlando di cervello e di parametri ad esso collegabili, come la nausea e il vomito, quindi niente di strano che se uno è particolarmente ansioso possa avere nausea, conati o vomito.
Se prevale il fatto che vomita è un conto, se prevale la paura di perdere il controllo delle sue funzioni corporee o di entrare in allarme in maniera visibile, o mentale anche non visibile, ma tale da mandarla nel pallone, allora è un'altra cosa.

Non c'è una diagnosi precisa ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 397XXX

Scusi, cercherò di spiegarmi meglio: il fatto di vomitare mi capita in situazioni di elevata ansia e la paura di perdere il controllo in questi situazioni è notevole, all'esterno non do l'impressione ma mentalmente si, cerco un posto dove poter rimettere senza essere visto o comunque allontanarmi da tutti...

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Ho capito. A questo punto va fatta una diagnosi medica, e poi indicata una terapia secondo gli standard basati sul tipo di sintomi e sull'obiettivo (per esempio appunto: prevenire gli attacchi d'ansia e i sintomi ad essi associati, consentendo la ripresa del comportamento sociale libero).
Uno psichiatra può servire.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 397XXX

La ringrazio per le risposte, vorrei porle ancora delle domande:
- una terapia con lo psichiatra comprende (presumo) anche l'uso di farmaci, nel mio caso che tipo di farmaci sono? Che effetti collaterali avranno?
- Se volessi incontrare delle mie amiche o comunque ragazze che mi provocano questa somatizzazione in vomito, ci sono dei metodi che potrei usare per poter evitare quest'ultima?
- Un cambio da psicologo a psichiatra, in termini burocratici, come funziona?

La ringrazio per la pazienza e buon lavoro!

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Nel suo caso, ponendo che si tratti di un disturbo di panico, si tratterebbe di farmaci per questo (per il resto, gli effetti poi glieli può spiegare il medico direttamente nel momento in cui sappiamo di che medicinale stiamo parlando - per inciso non è che per forza ci debbano essere degli effetti collaterali). Il metodo è la cura.

Cosa vuol dire un cambio da psicologa a psichiatra ? Che deve cambiare ? Uno va a consultare chi vuole, nel pubblico o nel privato.

Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 397XXX

Dottore,
Comincio sempre più frequentemente ad avvertire come una sorta di rabbia verso persone che mi fecero piccoli torti in passato e che mi "acceca" con i suoi fumi, rendendomi arrabbiato esclusivamente con quella persona, dopo circa 30 minuti comincio a calmarmi di nuovo, ma in questi momenti ogni persona può diventare una potenziale "vittima" della mia rabbia, anche chi non c'entra nulla ..
È un sintomo di cosa?

[#7]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#8]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Si sta arrovellando su pensieri di ciò che potrebbe o non potrebbe essere o accadere, sul senso di ciò che prova, ma qui il punto è farsi diagnosticare e consigliare una cura, non è capire.
Dr.Matteo Pacini
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[#9] dopo  
Utente 397XXX

Scusate il ritardo, ma è successa una cosa molto bella
Oggi sono andato dallo psicologo, prima sono andato a vedere una mia amica che aveva l'orale degli esami di maturità: ci ero uscito mesi fa e mi aveva provocato la spiacevole somatizzazione in vomito. Ieri sera sono andato a letto avendo si, un po' paura che potesse ricapitare, ma attenuata; andando da lei non ho provato alcun principio di nausea ne il bisogno di dovermi nascondere da qualche parte e, bellissimo, neanche il vomito.
Lo psicologo ha detto che in 3 mesi di terapia è incredibile vedere già un passo in avanti così grande e lo ha definito quasi un miracolo. Adesso bisognerà vedere se questo "miracolo" varrà con tutte le ragazze o solo con lei.
Opinioni?

[#10]  
Dr. Matteo Pacini

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Il commento è quello già fatto da Lei. E' un evento isolato, in un giorno isolato. Pertanto non cambierei in generale le osservazioni fatte in merito.
Dr.Matteo Pacini
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[#11] dopo  
Utente 397XXX

La sua risposta è stata uguale, in sostanza, a quella del mio psicologo: probabilmente è un piccolo passo avanti nella terapia, ma ancora è presto per dire che sono "guarito (non so se sia il termine più corretto)" e sicuramente bisognerà andare avanti per fare in modo che non sia solo con questa ragazza che va tutto normale ma con tutte.
Per quello che riguarda i precedenti messaggi, parlerò con il mio medico di base in merito ad una terapia su due fronti: psicologico e psichiatrico.

[#12]  
Dr. Matteo Pacini

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Niente le vieta di rivolgersi direttamente a uno specialista.
Dr.Matteo Pacini
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