Ipocondria psichica? (c.a. Dr. Pacini)

Gentile Dr.Pacini,ho letto un suo articolo sull'ipocondria e credo di ritrovarmi nella componente patofobica che viene descritta.Ho 35 anni e sono laureata in Psicologia.Soffro da 12 anni di ansia ed attacchi di panico ed ipocondria.Sono stata curata con Paroxetina per molto tempo.Ho svolto una psicoterapia per tanti anni ma non vedendo miglioramenti netti ho cambiato psicoterapia da 6 mesi ed ho notato molto miglioramenti. Nell’ultimo mese di terapia è emerso quello che probabilmente è stato il mio trauma infantile(che conoscevo già a livello cognitivo ma evidentemente non emotivo)e questo mi ha provocato molto dolore.Per circa due settimane ho iniziato a sentirmi depressa,la notte dormivo poco e male,non avevo fame,mi sentivo senza energie Ora questo stato"depressivo"sta man mano migliorando ma sono subentrati altri sintomi che mi spaventano molto,al punto da crearmi l'ossessione della paura di stare impazzendo.A volte mi sento come se mi guardassi da fuori,come se mi ascoltassi parlare dall’esterno;oppure mi capita anche di guardare i miei familiari,compresi mio marito e mio figlio,e vederli diversi,ma non diversi“oggettivamente”,semplicemente come se avessero perso di familiarità.Potrebbe trattarsi di depersonalizzazione o di derealizzazione?So che spesso si possono accompagnare all'ansia,ma questo non mi tranquillizza;queste brutte sensazioni mi mettono un’ansia terribile,temo continuamente di stare per impazzire,di diventare psicotica o di arrivare a non riconoscere più le persone che amo.E diventa un’ossessione,non faccio altro che pensarci,cerco più volte durante il giorno rassicurazioni su internet ma non mi rassicuro mai e l’ansia aumenta sempre di più,e più aumenta l’ansia più aumentano queste sensazioni.Immagino possa essere tutto ricollegabile all'ansia.Il mio psicoterapeuta sostiene che questa mia ansia sia una forma di difesa di fronte all'aver ricontattato quel dolore.Io nutro fiducia nella psicoterapia e mi auguro che con l'andare avanti riesca a superare questa impasse senza dover di nuovo ricorrere alla paroxetina..Tuttavia vorrei sapere il suo parere riguardo ciò che le ho raccontato.I miei sintomi possono rientrare nel disturbo d’ansia o potrebbero veramente portare ad una psicosi?Questo al momento è il mio più grande terrore e più ci penso più mi sembra di pensare cose da"matta"(di cui ho vari esempi dato che ho svolto recentemente il tirocinio in una comunità psichiatrica).Ho studiato che le psicosi si distinguono dalle nevrosi perchè la persona non ha insight,non ha paura di impazzire,perchè neanche si accorge di impazzire..ma vorrei una rassicurazione a riguardo.La ringrazio di cuore.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 40.7k 990 63
La differenza diagnostica è possibile solo con la visita diretta.

Il problema che emerge è che attualmente senza terapia farmacologica ha sviluppato nuovi sintomi a seguito della psicoterapia, per cui andrebbe valutato attentamente come un peggioramento della condizione clinica che potrebbe far considerare anche la sua non eleggibilità al trattamento psicoterapeutico.

Non voler assumere farmaci risolutivi sono un ulteriore problema che deve affrontare perché pare che i suoi sintomi siano in peggioramento.

Dr. F. S. Ruggiero

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Gentile Dr. Ruggiero, la ringrazio per la Sua risposta. Avrei piacere di conoscere il parere anche del Dr. Pacini, che ringrazio in anticipo.

Cos'è l'ansia? Tipologie dei disturbi d'ansia, sintomi fisici, cognitivi e comportamentali, prevenzione, diagnosi e cure possibili con psicoterapia o farmaci.

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