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Disturbi ossesivi

Buonasera, volevo chiedere un parere circa la mia condizione, è ormai più di un anno che soffro di ansia molto intensa che si acuisce in periodi di forte stress , per esempio sotto esame (studio medicina) e che puntualmente si traduce in somatizzazioni di malattie molto gravi , sono passato ad autodiagnosticarmi roba tipo sla sclerosi multipla, linfomi. L'apice è stata la comparsa di un acufene che ho inizialmente collegato alla sclerosi e successivamente ad una neurofibromatosi di tipo 2 perché ho pensato ad uneurinoma bilaterale. Mi sono anche fatto vedere da alcuni specialisti che dopo avermi visitato hanno attribuito tutto all'ansia. Da settembre siccome la situazione continua talvolta diventando insopportabile mi sto facendo seguore da uno psichiatra che ha confermato il disturbo di ansia. In questo momento stiamo andando avanti nella ricerca di elementi che possono aver creato tale sindrome ansiosa. Ora da 2 giorni si è aggiunto un ulteriore fattore. L'altro ieri mi è venuta una paura incredibile di essere omosessuale e ho cominciato subito a testarmi dinanzi immagini femminili e maschili per vedere come rispondevo, in più ho pensieri intrusivi che non riesco a togliermi dalla testa circa l'omosessualità. Sono entrato in panico e non sapevo cosa fare , in più sono all'estero dalla mia fidanzata che studia fuori, non sapevo con chi comunicare, ho cercato su internet e ho trovato gente che parlava di questo doc omosessuale in cui mi ci sono rivisto. Ora mi sono sempre piacute le donne e sto con la mia ragazza attuale da 2 anni e mezzo e nei giorni precedenti a questa cosa era tutto perfetto , anche sessualmente. Adesso questi pensieri mi stanno stravolgendo tutto, ho una paura tremenda di essere gay , non faccio altro che domandarmi e se fosse veramente cosi e non te ne sei mai accorto prima? A quel punto ho contattato il mio psichiatra che mi ha tranquillizato dicendomi che era la mia solita ansia che invece di focalizzarsi ed estrinsecarsi nell'acufene o in una parstesia o una fascicolazione si concentrava su queste tematiche. Voi cosa ne pensate, è possibile che sia sempre la solita sindrome ansiosa, che sia un doc in fase iniziale o è addirittura possibile che io sia veramentw gay? Attendo notizie, grazie mille
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,7k 912 271
Gentile utente,

Lei si sta facendo curare o si è fatto curare per le ossessioni ?

Le domande ossessive non devono essere trattate come domande generiche, altrimenti si alimentano, e si trasformano in domande che necessitano di una risposta.

Se uno chiede "sono gay ?" e qualcuno gli dà un parere, finisce che allora il cervello a maggior ragione cerca all'esterno la risposta a questa domanda, senza smettere di farsela.

Dr.Matteo Pacini
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Utente
Utente
Io sono in cura perché ho ansia che somatizzo con comparsa di sintomi (parestesie formicolii che mi fanno pensare alla sclerosi multipla per esempio ma anche altri tipo acufeni fascicolazioni ecc..) ed a volte tali sintomi mi provocano delle vere e proprie crisi di ansia, facendomi fare controlli al mio corpo in continuazione e quqlche volta pur di escludere la malattia mi sono anche fatto visitare. Arrivo a volte ad essere convinto di essere malato. Quindi il disturbo mi sembra essere sempre di natura ipocondriaca , almeno fino a 3 giorni fa, da quando improvvisamente mi è venita questa paura improvvisa di essere gay. Il meccanismo mi sembra simile a quello delle malattie, ma il fatto che il tema sia cambiato non lo capisco e mi spaventa moltissimo, continuo a ripensare al mio passato eterosessuale,oggi praticamente tutta la notte, per cercare magari degli indizi che mi erano sfuggiti, mi testo continuamente e tutto ciò alimenta sempre più la mia ansia.
Io volevo solo un'opinione medica sulla mia condizione, mi scusi ma non ho capito bene la sua risposta. Se potesse essere più chiaro mi farebbe un piacere, Grazie mille comunque :)
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,7k 912 271
Gentile utente,

E' quello che si intende con il termine di ossessioni, anche se a questo punto pare Lei abbia invertito la descrizione del fenomeno. Il controllo le fa venire paura, non l'inverso (la paura la costringe a controllare). Il contenuto del controllo è indifferente, può essere una parte del corpo come un'idea sull'essere gay, il meccanismo funziona nello stesso modo.
Quindi tutta la descrizione che ha dato va bene, ma si era capito già perfettamente.

Non avrà una risposta se è gay o meno, perché questa non è una domanda, è una ossessione. Va curata, non trattata come fosse un argomento su cui ragionare.
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Utente
Utente
Ok ho capito, quindi da come dice lei il mio psichiatra ha ragione, è la mia ansia che si sta manifestando in questa forma in questo momento. Tant'è vero che lui durante le varie sedute non si è mai preoccupato dei sintomi di cui io gli parlavo, cioè io andavo li pensando che lui mi tranquilizzase sul sintomo, ma in realtà lui a volte mi sembra non considerarlo proprio. Più che altro cerca di individuare cosa possa aver scatenato quest'ansia e attualmente ci siamo soffermati sul rapporto tra me e mio padre e me e la mia ragazza che sembra che generino verso di me una grande pressione , in maniera indiretta , circa la laurea che è vicina e mi mancano pochi esami ma ormai da 2 anni sto praticamente solo studiando per cercare di recuperare un'anno e mezzo perso in passato , il che non so per quale motivo ma per me pesa veramente molto.
Lo psichiatra parla di Ansia ma non mi ha mai etichettato sotto un vero e proprio "disturbo". Mi propose dei farmaci inizialmente per "placare" un po' l'ansia e poi ovviamente le sedute con lui. Io gli ho detto che preferisco non usare i farmaci e lui ha acconsentito dicendo che però cosi sarebbe stato un po' più impegnativo e poi ha detto che questi farmaci sn in realtà un po'demonizzati in maniera eccessiva. Non mi ha detto che tipo di strategia sta utilizzando. Secondo lei questo approccio può funzionare? I farmaci li ritiene indispensabili? Grazie mille e mi scusi per il diturbo :)
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,7k 912 271
Gentile utente,

Non vedo francamente perché partire escludendo un tipo di terapia che è, guarda caso, una di quelle efficaci. E poi che senso ha escludere in generale "i farmaci" ? Questo sa di pregiudizio sui farmaci più che di ragionamento.
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Utente
Utente
Salve , io ieri ho rivisto il mio psichiatra. Mi ha fatto illustrare ciò che era accaduto ma poi non si è soffermato più di tanto sulla cosa attribuendola come già mi aveva detto ad una manifestanzione ansiosa. A fine seduta , non avendo mai capito bene o comunque non essendomi mai stato detto ina maniera precisa io cosa ho da un punto di vista psichiatria gliel'ho chiesto. La mia domanda è stata : ho un disturbo d'ansia generalizzata, un doc o cosa? . Lui mi ha risposto dicendo che in realtà ogni paziente è a se e che queste rappresenterebbero più delle etichette per inquadrare i pazienti. Alcuni le usano , altri no. Per quel che riguarda me , lui ha detto che secondo la sua opinione io non sono un malato ma una persona con una "tendenza ipercritica - iperanaltica che tende all'ossessivo" che va arginata per evitare che questa prenda il sopravvento. Lei è d'accordo?
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 38,7k 912 271
"Lui mi ha risposto dicendo che in realtà ogni paziente è a se"

Che sciocchezza, appunto, servono delle etichette, per inquadrare i pazienti e avere una guida su quello che si fa.
Non è vero che qualcuno non le usa. E' che qualcuno vuole usarle senza criterio, oppure ognuno è un caso a sé, e così non prende decisioni secondo alcun criterio, ma un po' come viene.
Peccato che non è così che si acquiscono le conoscenze su come funzionano le cure, e come si applicano.

Se poi ovviamente stiamo ragionando su "non una malattia" ma una cosa vaga come una tendenza che deve essere arginata perché prenda il sopravvento (e chi ha detto che lo prenda ?), stiamo semplicemente sbagliando concetto.

Io mi occupo di persone che espongono un disagio che non riescono a gestire: si verifica se corrisponde a qualcosa di conosciuto, e si propone un metodo per ottenere un risultato.
Il resto sono discorsi fumosi.

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