Esaurimento nervoso

Buongiorno, vi scrivo perché sto vivendo un momento per me molto complicato. Sono uno studente al quarto anno di medicina e credo di avere un esaurimento nervoso. Sono sempre stato uno studente diligente, mi sono sempre imposto di studiare molto, spesso tralasciando il divertimento ed il riposo per raggiungere i miei obiettivi. Non sono entrato al primo tentativo a medicina, così ho frequentato il corso di farmacia per un anno e l'anno dopo sono entrato a medicina. Contemporaneamente ho avuto un periodo molto difficile in cui si sono sovrapposte molte cose, compresa una malattia che ha coinvolto mia madre, ora risolta fortunatamente. Nonostante questo ho superato tutti gli esami del primo anno e nonostante le difficoltà e un paio di bocciature sono arrivato fino al terzo anno concluso con un solo esame indietro, patologia e fisiopatologia. Un bel mattone sul quale mi sono buttato con la voglia di spaccare il mondo. Premetto che in questi anni ho sofferto molto di ansia, soprattutto prima degli esami, un'ansia debilitante, l'anno scorso una settimana prima dell'esame di fisiologia non riuscivo più a leggere nulla, finché un paio di giorni prima ho dato una riletta a tutto e l'esame fortunatamente è andato bene. Mi sono rivolto in passato ad una psichiatra che mi ha prescritto degli ansiolitici. Ciò non toglie che ad ogni esame mi sento davvero male, faccio molti confronti con i miei compagni di corso, li vedo macinare esami ed allontanarsi da me. Soffro il fatto di avere qualche esame indietro. In questo caso era solo patologia, più quelli di questo semestre che non ho potuto preparare ovviamente. A due settimane dall'esame sono impazzito, non sono più stato in grado di leggere una sola frase, non riesco a concentrarmi è più ci provo, più me la prendo con me stesso per non essere in grado di affrontare la cosa. Mi sento in colpa e stupido per buttare all'aria tanto lavoro. Da un mese sentivo un'ansia anormale e quindi sono tornato dalla psichiatra ed abbiamo cominciato un percorso di psicoterapia e dai primi incontri mi ha detto che ho più di qualche motivo per trovarmi in questa situazione, soprattutto motivi legati ad anni passati, mi ha assicurato che un po' alla volta si può affrontare questa cosa. Io martedì avrei l'esame ma non sono più riuscito a toccare i libri, quando ci provo è peggio. Ora tutti mi dicono di andare lo stesso, solo che si tratta di due scritti e un orale, mettiamo anche che per qualche colpo di fortuna io riesca ad accedere con un 18 all'orale, non so con che coraggio mi potrei presentare davanti ad una commissione. Patologia è enorme e nonostante l'impegno dei mesi scorsi non si inventa nulla ed andare lì in queste condizioni è una cosa che mi spaventa parecchio.Negli ultimi due mesi non ho fatto altro che studiare senza concedermi molto tempo libero, quasi nulla, nonostante vedessi l'ansia aumentare (è iniziata un mese prima). Ne ho parlato con gli amici in corso con me, cercano di incoraggiarmi e dirmi che andrà bene ma questo mi fa stare solo peggio. Vorrei solo andare via un po' e ricominciare. Ma al momento, sul presente, non ho energie e mentre solitamente davanti ad un problema agisco in maniera pratica per affrontarlo, stavolta mi sento incapace di agire. Non riesco ad accettare che sia andata così. Ho provato a parlare con amici del quinto anno e sostengono che possa succedere di avere un periodo di "crisi", soprattutto in un corso lungo come medicina.
Scusate lo sfogo ma in questi giorni mi sento esplodere. Avete qualche consiglio da darmi?
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 44k 998 248
Gentile utente,

Io mi farei visitare. Magari tempo fa i sintomi erano più lievi e fu dato un ansiolitico come rimedio momentaneo con l'idea che la cosa si risolvesse da sola.
Fatto sta che ora si ripresenta. Le è mai stata formulata una diagnosi ? Se ha fatto un intervento psicoterapico, dovrebbe in teoria sapere che diagnosi c'è e quale tipo di psicoterapia è stata eseguita.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini

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Utente
Utente
Un paio di anni fa era considerato un disturbo d'ansia generalizzato che abbiamo trattato con zoloft. Ora,al presentarsi di questo peggioramento, abbiamo cominciato da un mese con dei colloqui settimanali ma ancora non ho una diagnosi specifica. Si è trattato di conversazione e anamnesi familiare/personale
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 44k 998 248
Gentile utente

Quindi fu data una terapia specifica, non solo ansiolitici. Ma durò evidentemente poco, quindi non è strano pensare ad una ripresa del problema.
Quanto alla psicoterapia, è strano che non abbia una diagnosi (ce l'ha di fatto, quella fatta due anni prima da altri), e non sappia che metodo state seguendo.
Andrei a consultare il medico per sapere se è lo stesso disturbo e che cura prendere.