Borderline e/o alcoolismo

Sono in una situazione ormai ingestibile con mio marito. E' sempre stato un rapporto molto conflittuale, segnato dal suo prolungato abuso di alcool e da un carattere molto aggressivo da parte sua. Ma ora la situazione è degenerata.
Da un anno a questa parte mio marito mi accusa di un tradimento con un amico di famiglia, rimasto vedovo recentemente, assolutamente inventato e infondato. Si è persino inventato situazioni in cui io e questa persona ci saremmo incontrati, anche in presenza di lui e della moglie, tdi regali che io gli avrei fatto ecc. ecc.. Insomma tutta una serie di situazioni assolutamente di fantasia.
Negli ultimi mesi non mi parla, mi odia, mi lancia occhiate di odio. E' arrivato a minacciarmi di uccidermi e costantemente, in particolare se riesce a trovarmi da sola visto che con noi vive ancora una figlia adulta, mi chiede ossessivamente di confessare, di dire la verità, di ammettere questo tradimento con le figlie e con i miei genitori.
Con loro comunque ha già parlato di questa cosa e purtroppo non solo con loro ma anche con estranei.
Sia le mie figlie che i miei genitori l'hanno invitato a curarsi senza nessun esito.
Ora l'ho invitato ad andare via da casa, ma nonostante dica che andrà via, se ne guarda bene. E io non trovo il coraggio di andarmene, anche perché la casa è di mia proprietà.
Le mie figlie, da sempre toccate da un rapporto pesante fra di noi, mi hanno sempre detto di abbandonarlo al suo destino.
Ora che lo vorrei fare veramente non so come muovermi e vorrei fare comunque per lui questo ultimo tentativo di capire e di curare questo suo problema.
Tempo fa ne avevo parlato con il medico di famiglia, ma non mi aveva trovato nessuna soluzione, anzi evita accuratamente di parlare di lui e di questo argomento con me.
Ma vorrei anche capire come fare in un caso come questo e cioè quando la persona malata ritiene assolutamente di non esserlo, anzi dice che la malata sono io, e naturalmente rifiuta di veder un medico né tanto meno uno psichiatra.
Vi ringrazio della gentile risposta.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 41.7k 1k 63
Suo marito primariamente è un alcolista e l'uso di alcool può comportare anche l'insorgenza di questi sintomi sia nei periodi di uso che in quelli di astinenza. Pertanto andrebbero anche capiti i danni derivati dall'uso continuativo di alcool, tra esse encefaliti ed epatiti che sono di pertinenza del medico di famiglia.

Dr. F. S. Ruggiero

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