Utente 464XXX
Salve, vorrei raccontarvi la mia storia così da avere qualche parere in più. Ho quasi 28 anni e ogni giorno lotto contro questo male invisibile che molte volte mi paralizza. La mia adolescenza è stata travagliata, i fenomeni di bullismo sono subentrati presto nella mia vita sin dai tempi delle scuole elementari. La cosa peggiore però erano i litigi in casa, costanti, tra mamma e papà. Mi sentivo come se fossi tra due fuochi e impotente di fronte alla gravità della situazione. Ricordo che durante l'adolescenza ero una ragazza molto taciturna, con poche amiche, ma una di esse è stata importante perché mi ha indirizzato verso una psicologa. Quindi a 19 anni ho iniziato un percorso terapeutico che è durato sette anni, al termine dei quali la mia psicologa mi ha indirizzato al CPS della mia provincia. Lì mi hanno diagnosticato una psicosi che però si è dimostrata incorretta. Infatti il mio psicologo attuale, molto competente, mi ha detto chiaramente che il mio è un disturbo borderline con sintomi psicotici. Quindi con lui dovrò prima eliminare questi sintomi e poi lavorare sul mio disturbo vero e proprio. Il fatto è che io sto prendendo un farmaco antipsicotico da ben tre anni e mezzo (non è troppo tempo?) per i sintomi sopra citati, ma non sto prendendo nulla per il disturbo borderline. È il caso di rivedere la terapia o vado avanti senza prendere nient'altro finché non sarà arrivato il momento di affrontare il problema grosso? Inoltre ho molta paura di metterci tanto tempo a guarire, lo psicologo mi ha detto che ci vorranno degli anni, ma intanto la mia vita scorre e io cosa faccio? Non sono utile a nessuno, non riesco neanche ad alzarmi dal letto quando sono giù e andare a correre o visitare città, come mi ha consigliato il mio psicologo. Non ha senso andare avanti con il solo scopo di lottare contro questo male e non riuscire a godersi la vita. Non ho mai tentato il suicidio però capisco bene chi lo fa e si trova nelle mie condizioni. Ho sempre bisogno di un punto di riferimento senza il quale mi sento persa. Non riesco a trovarmi un lavoro per paura di non essere continuativa e di mollare subito come ho fatto in molti altri ambiti della mia vita. Sono alla ricerca continua della conferma che sono una nullità e una brutta persona. Vi chiedo di darmi il vostro parere, se la mia situazione è così grave, se posso diventare una persona come le altre tranquilla e serena. Grazie

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Dr. Giovanni Portuesi

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La durata dei trattamenti antipsicotici sono in relazione al rischio di una ricaduta psicotica. Questo viene valutato in base alla situazione clinica del momento e dell' anamnesi. Non vi è motivo di preoccuparsi di fare un trattamento antipsicotico anche di anni, se c' è una motivazione clinica.
Il disturbo di personalità borderline necessita anche di un approccio psicoterapico prolungato. Il focus di questo approccio psicoterapico può essere più di uno. Da quello che scrive mi sembra che meriterebbe attenzione il suo vissuto di rifiuto non apprezzamento da parte degli altri ( che beninteso può avere una base concreta ).
Dr Giovanni Portuesi

[#2] dopo  
Utente 464XXX

Grazie dottore, è stato chiaro però volevo chiederle un'ultima cosa. È il caso di combinare i farmaci antipsicotici con qualche farmaco per il disturbo borderline?

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Dr. Giovanni Portuesi

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Al momento non vi sono farmaci che hanno l ' indicazione per il disturbo borderline di personalità. A seconda della situazione clinica il suo psichiatra può consigliarle un antipsicotico per l ' eventuale sintomatologia psicotica o una rilevante impulsivita, un antidepressivo, specie ad azione serotoninergica, per i sintomi depressivi o di disforia, o un normotimizzante come il valproato se vi è una rilevante impulsivita.
Non si può però ritenere di assumere un farmaco per il disturbo borderline di personalità, ma solo dei farmaci mirati a certi sintomi bersaglio.
Dr Giovanni Portuesi