Utente 198XXX
Buonasera,

Da sei anni ho una storia di attacchi di panico e ansia molto invalidanti. Sei anni fa mi fu prescritto cipralex, per 3 mesetti 10 mg, poi aumentato a 20 mg. Quasi non usando ansiolitico sono stata molto meglio e ho proseguito la cura per circa 2 anni., più psicoterapia. Fatta la sospensione del farmaco, abbastanza graduale, ho avuto una ricaduta dopo 4 mesi. Allora ho rifatto un altro ciclo di terapia, sempre 20 mg di cipralex per star bene e poi, dopo due anni, sospensione ancora più graduale della volta precedente (20 mg, 15mg, 10,mg, 7.5 mg, 5 mg). Mentre ancora assumevo 5 mg ho avuto una violentissima ricaduta, necessitavo di ricovero ma mi sono opposta. Attacchi di panico violentissimi più volte al giorno, persi 10 chili in un mese e mezzo arrivando al sottopeso. Ho riassunto ancora il cipralex 10 mg per un mese (senza risultati), poi passato a 20 mg. Sono stata costretta, a differenza delle altre due volte, ad aggiungere l'alprazolam.

Attualmente prendo cipralex 20 mg da quasi 3 mesi, e xanax da 7 settimane ( 6 settimane 1 mg al giorno, 1 settimana 0.75 al giorno, benchè la dottoressa volesse andarci molto più pesante con l'ansiolitico). Il problema è che ho avuto leggeri miglioramenti solo quando ho preso 1 mg di xanax, e adesso ho riacutizzazioni da che ne prendo 0.75.

Ma il cipralex, in tutto questo, perchè non sta facendo effetto come le altre due volte (in cui in meno tempo e senza ansiolitico sono stata bene e senza effetti collaterali)?
Dopo 3 mesi di cipralex devo ancora aspettarmi un margine di miglioramento? Non vorrei dover continuare per molto tempo con l'ansiolitico, e non vorrei che fosse solo l'ansiolitico ad aver dato miglioramenti, che adesso, riducendo la dose, vengono meno con ansia, tremore diffuso, testa vuota..
Cosa potete dirmi in merito? Il mio psichiatra non mi ha proposto di cambiare farmaco ancora, ma di procedere ancora con lo xanax. Solo che mi sembra di non venirne più fuori dopo 3 mesi di cipralex a 20 mg. Dose che ha funzionato alla grande le prime due volte ma che è abbastanza alta, visto che peso solo 44 chili per 1.68.

Grazie

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Francamente dopo 3 mesi in cui né c'è una buona risposta, né si riesce a scalare l'ansiolitico, sarebbe il caso di passare ad un antipanico diverso, non esiste solo il cipralex.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 198XXX

Come mai per ben due volte il Cipralex ha risolto la sintomatologia, ma adesso non riesce a farlo del tutto? Mi è stata solo proposta eventualmente la paroxetina in alternativa, ma io vorrei evitarla.. E mi è stato detto che la sertralina può essere più attivante..
é possibile che riducendo un pò il cipralex possa ottenere un miglioramento? Pare che questa volta stia andando tutto al contrario rispetto ai due cicli fatti in precedenza..
Peraltro ho da pochi giorni delle scosse elettriche in testa, tipiche di quando in passato scalavo il cipralex, inconfondibili. Che significano? Che i miei recettori non riconoscono più il farmaco?

Dover ricominciare tutto da capo dopo 4 mesi di inferno è sconfortante...e dovrei comunque continuare ad assumere ansiolitici, superando di gran lunga i periodi suggeriti anche dalla casa produttrice..

Ho spesso letto qui che cure di 24 mesi scongiurano molto di più le ricadute, eppure io per ben due volte ho fatto la cura per due anni, scalando molto gradualmente, e dopo qualche mese tutto come prima.

Grazie

[#3] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Le linee guida propongono 24 mesi per la sospensione. Però dopo una prima ricaduta sintomatolgoica il farmaco va mantenuto per tempi più lunghi. Attualmente non è l'abitudine al farmaco a non dare effetti ma lo squilibrio che si è creato è più complesso del precedente.

Non esistono solo i farmaci di cui ha fatto menzione. Ce ne sono diversi da valutare e non è detto che debba ancora fare uso di benzodiazepine che attualmente sono ad un dosaggio abbastanza alto.

La psicoterapia avrebbe dovuto darle strumenti per il suo disturbo.


Dr. F. S. Ruggiero

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Dr. Francesco Saverio Ruggiero
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[#4] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Sì, come diceva il collega una possibilità è che le ricadute creino un distrurbo meno malleabile con lo stesso farmaco.
Una seconda ipotesi è che una certa azione sia ottima a breve termine,e per ragioni che possiamo anche non conoscere sia peggiore a lungo termine.
Il punto nella ripresa della cura comunque è che se a tot mesi, diciamo 3, dalla ripresa non si hanno proprio miglioramenti, non ha molto senso attendere, perché in entrambe le ipotesi utilizzare una molecola diversa può essere una soluzione.
Dr.Matteo Pacini
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[#5] dopo  
Utente 198XXX

Gentili dottori,
nel mio caso il miglioramento c'è stato, perchè ero ridotta male, ma dopo 3 mesi non mi sento ancora bene, ho crisi di ansia e anche di panico qualche volta. E non so nemmeno se togliendo l'ansiolitico possa peggiorare tutto, dimostrando una totale inefficacia del cipralex.

Essendoci stato un miglioramento (anche se non so se è merito dell'ansiolitico) dovrei proseguire con cipralex secondo voi. é un farmaco che non mi ha dato effetti collaterali e mi dispiace tanto che stia fallendo adesso.

Inoltre che significa "Una seconda ipotesi è che una certa azione sia ottima a breve termine,e per ragioni che possiamo anche non conoscere sia peggiore a lungo termine."

La mi psichiatra dice che il dosaggio dell'ansiolitico è basso, il dott. Ruggiero dice che è abbastanza alto. Leggere e ricevere pareri così discordanti su uno stesso tema è abbastanza sconfortante. Ci si aspetterebbe una univocità di vedute almeno su alcuni aspetti. Non lo dico in tono critico, semplicemente è sconfortante.

[#6] dopo  
Utente 198XXX

Nessuna risposta? compatibilmente ai Vostri impegni, ne avrei bisogno, grazie in anticipo.

[#7] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Appunto, compatibilmente agli impegni, quindi non solleciti. Comunque la sollecitazione non ha alcun effetto, la si legge quando si apre il consulto.

Mi pare che siamo fermi a questo semplice concetto. Se dopo 3 mesi non sta bene, nonostante una cura che ha le caratteristiche che deve avere come dose, val la pena di considerare un cambiamento di molecola.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 198XXX

Non volevo essere inopportuna. Scusate se sono sembrata tale.
Volevo altri chiarimenti che al momento non riesco ad avere dal mio specialista.

1) I sintomi da riduzione dell'ansiolitico si avvertono anche se di base si sta assumendo ssri da 3 mesi a dosaggio pieno? Come ho già scritto prendo cipralex 20 mg per ansia da tre mesi e il medico mi sta facendo scalare lo xanax (da un 1 mg al giorno preso per 5 settimane a 0.75 al giorno che prendo da 2 settimane). Alla riduzione sono comparsi dopo 3 giorni tremori, scosse agli arti, malessere. il medico dice che la riduzione è cauta così ma io ho questi chiari sintomi. Quindi mi chiedo: è normale sentire questa "astinenza" nonostante l'ssri di base? Anche perchè la riduzione dello xanax dovrà proseguire..

2) Si può passare dall'assumere una quantità giornaliera totale di ansiolitico divisa in due somministrazioni, alla stessa quantità giornaliera divisa in 3? Io prendo 0.75 totali divise tra pranzo e cena. é possibile passare a 0.25 per 3, senza creare problemi a livello dei recettori?

3) Cosa pensate di questo: "Il Dr. John Steinberg, direttore medico del Programma di dipendenza chimica del Greater Baltimore Medical Center e Presidente del Maryland Society of Addiction Medicine, conferma che i pazienti che prendono una tavoletta di Xanax al giorno per alcune settimane possono diventarne dipendenti. Secondo Steinberg, dopo che un paziente smette di prendere Xanax ci vogliono dai 6 ai 18 mesi perché il suo cervello recuperi.

Ci vuole davvero così tanto perchè il cervello recuperi? La fonte sembra autorevole.


Grazie in anticipo

[#9] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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I sintomi da riduzione possono essere benissimo confusi con i sintomi del disturbo, se questo non è tenuto in equilibrio da altra terapia.
Le indicazioni sulle dosi le deve avere dal suo medico e non qui.
E' noto che dopo alcune settimane c'è assuefazione (non dipendenza), dopo di che l'altra affermazione non è chiaro a quale durata di esposizione si riferisca, e a quali dosaggi, mi paiono discorsi mescolati tra di loro.
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 198XXX

Dott. Pacini, naturalmente non intendevo avere una indicazione da seguire senza prima avvertire il mio medico.
Chiedevo semplicemente se in linea generale, passare dal dividere una stessa quantità di ansiolitico X da due dosi al giorno a tre, possa essere fonte di disturbi o peggioramenti.

In merito alla prima domanda, mi pare di capire che, essendo a 3 mesi di cipralex 20 mg a dose piena, io non dovrei avvertire sintomi quando riduco lo xanax, cosa che invece mi accade. Ho capito bene?

Grazie

[#11] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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In generale, potrebbe non aver senso a seconda dell'ansiolitico, o cambiare la modalità caratteristica di assorbimento di quella formulazione.
Per esempio, lo xanax esiste in formulazioni rapide e lente. Quella lenta è pensata per durare, quindi suddividerla avrebbe poco senso, spezzarla cambierebbe il tipo di azione.
La questione però è che quando il bisogno dell'ansiolitico è frequente, significa che il disturbo non è ben controllato, e la soluzione non passa da una nuova distribuzione dell'ansiolitico, che come misura, per quanto possa dare un effetto, è temporanea o placebo.
Dr.Matteo Pacini
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[#12] dopo  
Utente 198XXX

La ringrazio. La ridistribuzione dell'ansiolitico (xanax normale, non a r.p.), sarebbe solo temporanea perchè in ogni caso sto affrontando la riduzione graduale dello stesso. Quindi passerei da 0,37 mg circa x2 a 0.25 x3, anche per provare a ridurre la sonnolenza che il farmaco mi dà.

Dimenticavo: secondo lei, scalare lo xanax di 0.25 mg per volta (tipo ogni 2-3 settimane) sul totale della giornata, è eccessivo dopo un'assunzione di un paio di mesi? Io uso le compresse (non posso usare le gocce) e quindi scalare di goccia in goccia come fanno molti è impossibile, ma cmq la mia dottoressa sostiene che togliere 5 gocce (praticamente mezza pillola da 0.25) alla volta su ogni singola dose sia comune.

[#13] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Ascolti, vedo che Lei fa finta di chiedere "in generale" e poi è lì che medita e pianifica delle modifiche alla cura, peraltro secondo suoi ragionamenti.
Non lo faccia e segua il medico.
Questo spazio non serve a confermare o meno l'autogestione delle medicine.
Dr.Matteo Pacini
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[#14] dopo  
Utente 198XXX

Le posso assicurare che io non "faccio finta" di nulla.
Il fatto che lei sia uno psichiatra non la autorizza a fare supposizioni su ciò che medito o pianifico, perchè io sono seguita e mi sono rivolta a medicitalia per avere un secondo parere. Non ho di certo chiesto se posso sospendere di botto una terapia, ho solo chiesto un parere sul fatto che possa essere o meno problematica una variazione come quella che ho descritto e se una riduzione come quella suggeritami dal mio specialista sia in effetti usuale.
Ribadisco solo perchè disturbano certe supposizioni. Non perchè stia ancora cercando di "estorcerle" informazioni.
La ringrazio per il suo prezioso consulto.

[#15] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Io mi baso su quel che Lei scrive. E Lei prima dice che chiede così in generale, e poi si mette a fare ipotesi di dosi, frazionamenti etc, da Lei pensati.

Una variazione come quella che ha descritto non è oggetto di commento, ed è la conferma che sta esattamente pensando di fare per conto suo, nonostante uno schema già fornitole dallo specialista.

Quindi eviti di risentirsi, se poi riconferma esattamente quello che aveva già dato l'impressione di chiedere, e ponga più domande inopportune.
Dr.Matteo Pacini
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[#16] dopo  
Utente 198XXX

E invece non è così dottore. Il mio specialista mi ha proposto o di prendere 0.75 mg divisi in due dosi o di, EVENTUALMENTE, provare a dividerli in 3 dosi. Ecco il motivo della mia richiesta di consulto. Era solo per avere un secondo parere su quella seconda eventualità, perchè il mio medico non me l'ha esposta in modo sicuro, ma come TENTATIVO per vedere come il mio fisico reagisce. E a me i tentativi, in una situazione d'ansia delicata, mi spaventano. Se un secondo medico mi dicesse che non possono esserci chissà che problemi, almeno mi sarei rassicurata di più. E anche chiederle se ridurre di un tot di alprazolam alla volta, come suggeritomi dal medico, non ipotizzato da me, era una mia fonte di dubbio e ecco un'altra volta il perchè della mia richiesta di un secondo parere.
Non ho chiesto nulla che non mi sia già stato proposto dal medico.
Non mi risento, non si preoccupi, i problemi della vita sono altri, questo mi è chiaro.

Buonaserata

[#17] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Non deve avere nessun secondo parere su una prescrizione del genere, questo spazio non serve per chiedere indicazioni sulle prescrizioni.

Continua a non voler capire che ha chiesto come deve prender le medicine, e questo non è possibile dirlo qui.

Inoltre sta facendo di un problema marginale una questione centrale per motivi legati al suo stato ansioso.

Abbiamo già detto che non è quella la componente del trattamento che deve essere adeguata, ma se mai l'altra.
Dr.Matteo Pacini
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