Utente 926XXX
Buongiorno, scrivo dopo lungo tempo.
Da circa sei mesi ho cambiato la terapia che seguivo da molti ani per una leggera depressione, screzio paranoico e sbalzi d'umore. L'ultimo anno non è stato molto buono in salute e nella vita in famiglia. Mi hanno sostituito 0,50mg di Alprazolam e 5 gocce di Impromen con 5mg di Olanzapina e mantenuto i 20mg di Paroxetina, a volte aumentati 30mg nei momenti peggiori.
L'inizio è stato scoppiettante, poi i 5mg di Olanzapina sembravano anche troppi per alcuni effetti collaterali e sono scesa a 2,5mg.
Sempre sotto controllo medico.
Nelle ultime settimane la situazione sembra essersi stabilizzata ma l'umore è piuttosto basso, tranquilla sì ma con poca attività, poca voglia di fare, poca voglia di vedere gente. Faccio l'indispensabile, comunque meglio dell'anno scorso quando facevo fatica anche ad alzarmi dal letto.
D'accordo il caldo soffocante che secondo il medico influisce molto sulla mia situazione ma comincio ad essere preoccupata di dover cambiare nuovamente terapia.
Premetto che da diversi mesi il ciclo è irregolare o assente, dovrei essere in zona menopausa e anche questo complica la situazione.
Non voglio sostituire lo specialista che mi cura, vorrei solo avere altre possibili spiegazioni.
Olanzapina mi ha svegliato, ma ne vale la pena?
Non so cosa pensare. Forse si tratta di aver pazienza e trovare la giusta combinazione.
Grazie, saluti.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Prenota una visita specialistica
Gentile utente,

La diagnosi andrebbe chiarita, perché secondo dalla enunciazione che ha riportato non si ricava una diagnosi formale chiara: disturbo bipolare ?
Ad esempio, se si trattasse di quello, l'uso dell'antidepressivo in maniera continuativa può essere discutibile, o non sempre utile, e le terapie bilanciate (stimolante più sedativo, per intenderci) sono un tentativo di coprire tutti i sintomi o fasi ma senza incidere sull'andamento altalenante.
Comunque, questo schema con olanzapina a piccola dose e un antidepressivo è uno tra quelli genericamente usati, quindi niente di strano. Bisogna capire meglio quale funzione deve svolgere l'olanzapina, se antipsicotica, preventiva degli sbalzi umorali in un disturbo bipolare, o altro.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#2] dopo  
Utente 926XXX

Grazie, vedo se riesco a spiegarmi. Anni fa avevo delle fasi d'umore molto altalenanti e la diagnosi era stata di screzio paranoico non invalidante e fobia sociale scatenata da eventi esterni e da persone esterne alle quali reagivo scaricando tutto su me stessa. Alternavo periodi di chiusura totale verso l'esterno, con due/tre giorni a letto e senza parlare con nessuno, a fasi di ottimo umore dove mi sentivo benissimo.
Farmaci a parte ho frequentato negli ultimi anni uno psicologo con buoni risultati, l'anno scorso abbiamo ritenuto di chiudere l'esperienza giunta al capolinea.
Le crisi si sono attenuate ma non sparite, la sensazione di oppressione dalla gente c'è sempre però riesco a gestirla meglio. Ne sono più consapevole.
L'ultimo inverno invece è stato abbastanza problematico, le crisi non sono state passeggere ma persistenti.
A primavera ho deciso di consultare un nuovo specialista per avere una opinione slegata dal passato, o per confermarla.
L'olanzapina arriva da questo consulto, il resto dalla psichiatra ASL che si è detta d'accordo.
Dopo l'introduzione dell'olanzapina, ho passato quattro mesi di buon umore anche se mai di esaltazione e qualche giorno di "non voglia".
Purtroppo in questo mese noto un umore "stabile sì ma verso il basso" nel senso che faccio quello che devo ma nulla più, vedo pochi amici ma non ho voglia di andare a casa loro, meglio se c'è "qualcosa da fare" sennò resto a casa, con mio marito evito discussioni altrimenti non ne usciamo più e non mi fa bene. Non mi sento "libera" di vivere i miei momenti. Persiste una sensazione diffusa di malinconia, se non proprio tristezza.
Mi sembra che l'effetto olanzapina si sia attenuato e sono nuovamente scoperta.
Dico "sono tranquilla" ma senza stimoli.
Dopo tre mesi è ricomparso il ciclo e mi avevano avvertito che l'età della menopausa può confondere i sintomi.
Confesso che bevo anche un bicchiere di vino ai pasti, e so quanto è sconsigliato, ma non me la sento di smettere. In compenso riesco a seguire una buona dieta per compensare l'effetto appetito olanzapina.
Per chiudere, scusandomi per la lunghezza, mi hanno avvertito che la dose giusta sarebbe di 5mg e non 2,5mg, che tuttavia e inaspettatamente aveva portato dei miglioramenti immediati, però il primo tentativo era stato prematuro e mi aveva stesa.
Ora devo decidere se riprovarci o continuare con i 2,5mg abbinati alla Paroxetina e (forse) riprendere le due gocce di Impromen per attenuare la fobia sociale o con Alprazolam secondo necessità, cioè quando sono agitata.
All'appuntamento mancano quasi due mesi e non posso anticiparlo, vorrei arrivarci consapevole di quanto succede.
Grazie per l'aiuto. Saluti.

[#3]  
Dr. Carlo Ignazio Cattaneo

24% attività
16% attualità
12% socialità
BORGOMANERO (NO)

Rank MI+ 52
Iscritto dal 2017
Buongiorno,
Se la diagnosi fosse , come ipotizzato dal Collega Dr Pacini, di disturbo bipolare esistono strategie di mantenimento a lungo termine che prevedono utilizzo di altre molecole rispetto all'assunzione cronica di antidepressivi ed antipsicotici. Anche la ripresa di sintomi dello spettro fobico fa pensare alla necessità di rivedere l'impianto farmacologico.
Tutto ciò va però discusso con il proprio specialista curante che ha una idea più chiara della diagnosi e del decorso della sindrome.
Dr. Carlo Ignazio Cattaneo

[#4] dopo  
Utente 926XXX

Grazie per la risposta.
Forse questa è una domanda ridicola: il caldo opprimente di queste settimane può essere un fattore che peggiora la stabilità dell'umore?
Poi non vado oltre, un saluto e grazie per il tempo che mi avete dedicato.

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
ALESSANDRIA (AL)
VIGEVANO (PV)
MILANO (MI)
BRESCIA (BS)
ROMA (RM)
PISA (PI)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Il concetto è che l'andamento va valutato complessivamente, altrimenti si finisce per ragionare su qualsiasi elemento, anche il fatto che d'Estate è caldo, come se da lì dovesse derivare chissà quale chiave interpretativa.
I punti cardine sono la diagnosi, che fornisce un modello generale sul quale prevedere sviluppi e sensibilità alle terapie, e modi e tempi di valutazione di una terapia, se è efficace o meno.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it