Utente 304XXX
Buongiorno,

da tanti anni sono "malata" di depressione a fasi alterne e poi ci ricado.
Il mio psichiatra attuale mi aveva disgnosticato un distimia.
Dopo due anni in cui prendevo il Deniban (prima una compressa poi mezza al dì), un gabapentin 300 alla sera, alprazolam al bisogno, lexil per problemi di colite e tavor 2.5 per dormire, ho deciso, insieme allo psichiatra che potevo provare a sospendere il Deniban, molto gradatamente (ci ho messo quasi due mesi a sospenderlo del tutto), perchè stavo meglio e perchè mi aveva fatto ingrassare 5 kg e istinto sessuale sparito (sono anche in menopausa).
I miei esami del sangue erano buoni eccetto colesterolo altissimo 324 (ridotto ora a 269 con Colesticin che è un integratore).
Ora, dopo due mesi dalla sospensione ho ricominciato ad "agitarmi", così il mio psichiatra mi ha aumentato le dosi di Gabapentin (prima era solo la sera) me ne ha aggiunto uno alla mattina per aiutarmi con la sospensione del Deniban e siccome non sto bene mi ha detto di prenderne uno anche a mezzogiorno.
Direi che non funziona.
Sono agitata, eppure sempre stanca, non ho voglia di mangiare niente (non sono mai stata una mangiona e anche prima mangiavo poco e ingrassavo), sono irritabile e litigiosa e non ho mai voglia di ridere.
Se il Gabapentin mi stabilizza l'umore così, sono nei guai.
Riprendere il Deniban mi crea qualche problema psicologico. Mi sento una tossica (mentre questo non succede quando prendo gli altri farmaci che ho elencato).
Mi rendo conto che si tratta di fissazioni: se uno ha il diabete prende tutti i giorni la pastiglia per il diabete, se uno ha la depressione prende tutti i giorni la pastiglia per la depressione.
Ma non si guarisce mai? Io non guarirò mai? E' un po' questo il senso di fallimento.
Se smetto con i farmaci (quando ero più giovane stavo meglio per un tempo più lungo), i tempi dello stare bene sono troppo corti o nulli.
Ho fatto di tutto in questi 32 anni di episodi depressivi vari, psicoterapie singole e di gruppo (totale di 13 anni di lavoro), medicina olistica, ayurvedica, agopuntura...tutto quello che si può immaginare l'ho fatto!
Io voglio ancora ridere, vivere e lavorare con determinazione ma voglio soprattutto RIDERE!

[#1] dopo  
Dr. Mario Savino

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Buonasera. Domanda complessa la sua ma diciamo che i primi farmaci da eliminare dovrebbero essere le benzodiazepine (tavor, lexil, alprazolam) con le dovute attenzioni e sostituzioni, e mantenere il Deniban se efficace. La Distimia è una forma cronica e va curata a vita, se il Deniban la infastidiva esistono comunque delle alternative. Esistono farmaci che possono sostituire le Benzodiazepine e farmaci, peraltro, che possono permettere di fare a meno di lexil e Deniban.
Ne parli col suo Psichiatra per trovare una soluzione, sospendere il farmaco principale di una terapia non è mai una buona idea in caso di Distimia. Una volta trovato il farmaco adatto, che la fa star bene, lo prenderà probabilmente ancora per molti anni ma se funziona starà bene.

PS ho partecipato in gioventù ad uno degli studi che sono serviti per la registrazione del Deniban per la cura della Distimia, era lo studio multicentrico Deniban vs Zoloft. Non ricordo i risultati, comunque il Deniban era piuttosto efficace. Le dico questo perchè, indicazioni registrate a parte, nella Distimia oggi i farmaci di prima scelta sono considerati gli SSRI.
In bocca al lupo.
Cordialità
Mario Savino
medico
Specialista in Psichiatria
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[#2] dopo  
Utente 304XXX

Grazie dottore,
capisco che le benzodiazepine prese da così tanti anni (almeno 10 per xanax se non di più), il tavor e il lexil (prendo da due anni a fasi alterne), sono forse più "tossiche" del Deniban stesso.
Quando prendevo il Deniban avevo decisamente meno bisogno di alprazolam, lexil e anche tavor di cui prendevo solo 1 mg.

Con questo anche lei ritiene opportuno continuare con il Deniban (che a parte l'aumento di peso, non mi ha mai dato problemi, anzi)?
A vita?
Che malattia strana la depressione, in tanti anni di analisi ho scoperto tutto quello che c'era da sapere sui perchè e sulle motivazioni dei miei "buchi neri" e, ugualmente, la malattia si ripresenta. Non importa quanto si è consapevoli, lei c'è e ti toglie la voglia di ridere!

[#3] dopo  
Dr. Mario Savino

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Beh, il Deniban è l'unico "anti-distimico" nella terapia che assumeva, direi di sì, una soluzione è continuarlo.

La psicoanalisi non è necessariamente una terapia, semmai un'esplorazione di alcuni nostri meccanismi che può essere affascinante ma le cause della depressione non sono solo legate all'interazione con stress ed altri eventi, anzi sono più importanti i dati sulla storia familiare (parenti che soffrono o hanno sofferto di disturbi d'ansia o dell'umore) e il disfunzionamento di alcune aree cerebrali. Si tratta di una malattia e, sebbene per ora non si possa ottenere una guarigione in tutti i casi, sì può curarla e ottenere una qualità di vita soddisfacente.
Mario Savino
medico
Specialista in Psichiatria
www.mariosavino.com