Utente 490XXX
Salve buongiorno sono un ragazzo di 25 anni che studia all’università, ho avuto nell’ultimo anno disturbi di ansia cominciati con 2 attacchi di panico che inizialmente, il primo mese circa mi hanno terrorizzato tanto da non riuscire ad entrare nemmeno in un supermercato, o guidare visto che il primo attacco di panico l ho avuto in auto da solo, poi con un po’ di forza di volontà è anche il fatto di avere in portafoglio un Tavor sono riuscito a superare questa cosa per il momento , un passo alla volta e mettendomi alla prova anche perché mi sentivo molto invalidato. nei messi successivi sono stato meglio al bisogno prendevo il Tavor di 1 mg mezza pasticca quindi 0,5 o il tranquirit 3 o 5 goccie per dormire, non ho voluto mai eccedere nel uso dei farmaci anche perché piano piano la fase degli attacchi di panico era attenuata, avevo un ansia generalizzata seguita da un ipocondria che per fortuna grazie alla facoltà di branca medica dei miei studi, piano piano sono riuscito a diminuire,fino ad ora avevo avuto sempre questo fatto di avere un ansia generalizzata, ovvero il fatto di pensare spesso a me a come mi sentivo e meno intorno a me è questo generava una lieve ansia generalizzata, il problema che ho al momento è che da un po’ di giorni non sento più ansia, non ho più quella sensazione ansiogena, ma ogni tanto mi viene una sorta di angoscia come se mi mancasse qualcosa che mi porta un malessere un vuoto, volevo chiedere cosa ne pensate, anche perché mi turba molto a volte questa sensazione, non è invalidante come L ansia che ti viene da scappare a casa però mi turba, certo capisco che devo essere preoccupato per gli esami o per il futuro o per la stabilità economica, sarà solo il fatto che devo lavorare di più sul fatto di pensare a ciò che succede intorno a me è meno a me, preciso che non sono mai stato in cura da uno psicologo, ho avuto un colloquio solo con una psichiatra agli esordi iniziali
Spero di essere stato chiaro e ringrazio anticipatamente per le eventuali risposte

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Sta procrastinando i tempi di trattamento provocando una cronicizzazione del disturbo.

È opportuna una valutazione psichiatrica per un trattamento conseguente.

Dr. F. S. Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente 490XXX

Quindi lei ritiene che sto prolungando i tempi di guarigione? Quindi i miei risultati che ritengo di avere raggiunto siano solo apparenti?