Utente 491XXX
Salve,
chiedo un parere rispetto ad un particolare accadimento che si è trasformato in inquietudine ed ora è un'angoscia "fissa" mai provata in vita mia, che non mi lascia un attimo di tregua.
Sto seguendo, in maniera discontinua da anni, una psicoterapia ad indirizzo sistemico-relazionale alla quale un anno fa abbiamo abbinato EMDR, causa sindrome da stress post traumatico (diagnosticata da un neurologo a seguito di un grave incidente stradale che mi ha visto coinvolta nel febbraio '17). All'epoca avevo problemi di concentrazione, pensieri intrusivi e flashback continui, rush cutanei, vampate, senso di ansia che perdurava durante il giorno, insonnia forte nonostante xanax al bisogno e melatonina 2mg (sotto controllo medico lo xanax, massimo 8/10 gocce la sera).
Durante il trattamento, ho dovuto fare un intervento di plastica ricostruttiva ad una mano, ed una ulteriore correzione a causa di un'infezione molto dolorosa.
Alcuni mesi dopo, intorno ad ottobre '17, decido di interrompere una convivenza di quasi 7 anni col padre di mio figlio, dopo aver avuto conferme che ha continuato a tradirmi ed umiliarmi ripetutamente soprattutto nel periodo di maggiore fragilità, dopo l'incidente.
Sono "uscita" da questo anno distrutta, con vere crisi di pianto / rabbia ed episodi di auto lesionismo (morsi e unghiate sulle braccia), il sentimento principale era di sfinimento, impotenza totale, disperazione, di non avere via di fuga. Per un mese le cose sembrano andar bene dopo la separazione effettiva, ma a febbraio iniziano le vertigini, gli sbalzi d'umore, di pressione, i pensieri negativi continui su eventi catastrofici ed improbabili e mi creano discreto malessere ma cerco di "andare avanti".
Dopo un attacco di panico avuto circa 3 settimane fa, per il quale mi sono recata al pronto soccorso (cardiopalmo, formicolio al petto e alle mani, sensazione di soffocamento e di morte) la psicoterapeuta mi ha consigliato di scrivere e concentrarmi sulle cose che mi avessero causato rabbia o tristezza.. l'ho fatto! Il problema è che la lista di paure e rabbia mi ha letteralmente terrorizzata.. in quel momento ho pensato "che non sarei mai stata meglio, che potevo solo peggiorare, che non avrei mai smesso di avere paura/ansia" e da lì il pensiero dell'angoscia è davvero con me 24 ore, non mi lascia mai, è come un incubo dal quale non riesco a svegliarmi. È come un dialogo inceppato, come una spirale... sono peggiorati i sintomi di cardiopalmo, tristezza, paura, senso di colpa nei confronti di mio figlio, disperazione, mal di schiena e oppressione al petto. Alcuni giorni mi alzo e cerco di fare "finta" di niente, soprattutto per mio figlio, altri mi rigiro nel letto col mio unico pensiero di angoscia che credo di alimentare inconsciamente. Non mi riconosco più, sono allo sbando e ogni tentativo di ascolto o supporto dalle persone care sembra non funzionare ; ho il terrore di "impazzire" e non tornare più come prima.
Cosa mi consigliate?
Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Sarebbe utile una visita psichiatrica per un trattamento specifico dei suoi sintomi ed un inquadramento diagnostico specifico.


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[#2] dopo  
Utente 491XXX

Grazie Dottore,
nel testo precedente avevo omesso di avere già prenotato una visita specialistica, tra una decina di giorni avrò infatti un consulto psichiatrico che spero possa risolvere o almeno attenuare questo stato.
Nel frattempo mi chiedevo se davvero l'ansia, sommata a tutto ciò che ho vissuto, possa portare questo tipo di sintomi così importanti e ultimamente per me, invalidanti.