Utente 195XXX
Buongiorno,
ho 45 anni ho sofferto in passato di ansia e attacchi di panico. Mi sono curato sia farmacologicamente che con psicoterapia, e ho avuto i miei alti e bassi, ma dal 2010 sono stato decisamente meglio.
Sono tuttora in terapia con fluvoxamina, atenololo e clortalidone (per una lieve ipertensione).
Ultimamente sono tormentato dai sensi di colpa e dalla rabbia per alcune cose del mio passato, e ci sono momenti nei quali la tensione e la rabbia sono così alte e le somatizzazioni così forti da avere una reale paura che mi venga qualcosa di fisico.
Mi spiego meglio: non sono gli attacchi di panico o di ansia che ho sperimentato in passato (che conosco molto bene) dei quali non soffro più ormai da una decina di anni, quanto piuttosto la paura che la rabbia che provo e i sensi di colpa che provo e i conflitti interni che ho possano provocarmi un infarto o comunque possano nuocere direttamente alla mia salute in modo non soltanto di malessere psicologico (anche intenso) o psicosomatico, ma anche realmente fisico fino al punto di ammalarmi o morire.
Anche perché negli ultimi anni si sente continuamente parlare di rapporto tra mente e corpo e malattie che non riesco a capire quale possa essere il confine tra gli “stati mentali” e le influenze della mente sul corpo fisico ovvero tra la manifestazione psichica o psicosomatica (anche dolorosa e che crea sofferenza) e quella fisica (malattia organica fino ad arrivare alla morte).
La domanda quindi è: si può morire per rabbia, conflitti o sensi di colpa? (senza un intervento esterno, ovvero ad esempio un suicidio al quale fortunatamente non penso proprio)?
Ringrazio anticipatamente per la cortese risposta.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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La sua preoccupazione indica uno stato ansioso ingravescente che può peggiorare nel corso del tempo.

È utile che la sua terapia sia rivista al più presto per evitare che il peggioramento diventi più evidente.

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