Utente 434XXX
Buongiorno,
Ho 26 anni e sono affetto da Doc da più o meno quando ho memoria. I primi episodi risalgono addirittura a quando andavo alle elementari e avevo quindi circa 6-7 anni, La malattia mi è stata diagnosticata in modo tardivo quando ne avevo 20.
Il Doc nel corso degli anni si è ovviamente evoluto in ogni sua forma possibile fino a quando non ho iniziato, grazie alla terapia, ad avere un controllo quantomeno fisico su di esso, impedendogli quindi di portarmi a mettere in atto le varie compulsioni. A seguito di ciò si è sviluppato intorno alla sua sfera puramente ossessiva e non più compulsiva.
Arrivando al dunque, posso dire che questo disturbo (almeno su di me) non causa solo effetti negativi quali ad esempio l'essere più facilmente colpito da depressione a causa di eventi relativamente normali che si verificano nel mio ambiente e che poi il mio cervello mi ripropone costantemente. La malattia ha infatti portato con se molti aspetti positivi tra i quali per esempio una forte curiosità verso qualsiasi tematica possibile, il mio fortissimo desiderio di conoscere il mondo a un livello quantomeno teorico e a quanto mi dicono i miei conoscenti una certa intelligenza e cultura.
Il problema nasce proprio qui. Mentre negli anni passati mi sono trovato in situazioni di vera e propria difficoltà soprattutto a seguito di delusioni affettive (tanto da aver effettuato un auto-ricovero in reparto psichiatrico), nell'ultimo periodo ho avuto una fase di tranquillità, che mi ha permesso di acquisire maggiore controllo sul disturbo e di riuscire a direzionarlo su certi argomenti come per esempio la studio universitario (sono all'ultimo anno di psicologia) o tematiche più esterne ad esso come la filosofia.
Fare questo mi ha permesso di intellettualizzare il disturbo permettendogli quindi di generare delle ossessioni che però risultano positive e articolate su cose che ritengo interessanti anziché focalizzarsi su aspetti negativi, poco articolati e distruttivi.
Questo si è verificato in un periodo nel quale per una serie di motivi (di cui non ho consapevolezza) non ho assunto farmaci senza il parere del medico. Il trattamento comprendeva 90mg di Duloxetina, 2mg di Risperidone e xanax al bisogno.
A seguito di una discussione con un mio conoscente, gli aspetti negativi si sono fatti risentire, anche se in modo più debole. Ho quindi deciso di riprendere la terapia, ma mi sto rendendo conto di quanto al diminuire dei sintomi vi sia una diminuzione degli aspetti positivi.
Noto una forte diminuzione dell'arousal, della rapidità del mio pensiero, della mia curiosità, della mia memoria e di tutto ciò che di buono portava con se.
La mia domanda è: non sarebbe meglio imparare a gestire questi aspetti negativi conservando quanto di buono può invece esservi?
Inizio a non credere che nel mio caso sia utile rinunciare a entrambi solo per poter reagire meglio (in modo meccanico) a problemi che in realtà sono più di altre persone che puramente miei.
Vi ringrazio in anticipo!

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

La diagnosi è semplicemente DOC. Alla terapia con duloxetina e risperidone si arriva per inefficacia di altre cure, visto che non è la classica cura antiossessiva, o per altri motivi ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 434XXX

La ringrazio per la celere risposta.
Purtroppo avevo terminato i caratteri e non riuscivo ad aggiungere altro.
Si, si è giunti a questa terapia a seguito del fallimento della precedente che prevedeva 100mg. Di sertralina (successivamente portati a 150 se non erro), 10mg di olanzapina che in fase critica se non ricordo male vennero lievemente aumentati e xanax al bisogno. Ho avuto delle crisi molto forti con reazioni talvolta rabbiose per la disperazione (vennero definite clastiche mi pare) per le quali mi venne prescritto il talofen in caso di estrema necessità.
A quanto mi risulta la diagnosi è solo DOC, anche se ho memoria di un altro psichiatra all'inizio del mio percorso che parlò di disturbo schizoide. Venni comunque dimesso dal reparto con diagnosi di solo DOC.

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Strana l'associazione con composti che servono ad altro, a meno che non sia dopo il fallimento di terapie classiche, oppure perché c'è anche una componente diversa (disturbo schizoide potrebbe per esempio essere un motivo per quest'associazione).
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 434XXX

La ringrazio nuovamente, mi rendo conto di quanto la mia domanda fosse improbabile senza che me ne rendessi conto.
Purtroppo non essendo medico conosco a malapena la questione farmacologica.
Vorrei un attimo approfondire la questione, quindi senza dubbio mi rivolgerò poi al mio psichiatra.
Se mi è permesso, vorrei però chiederle se quindi, alla luce di questa terapia, sia pensabile la presenza anche di un disturbo di personalità di cui magari non mi è stato riferito per vari motivi.
Ci tengo a sottolineare che mi fido ciecamente del mio psichiatra. Il fatto è che il DOC mi porta, in alcuni casi, a fare riflessioni di fronte alle quali sono in sincero imbarazzo all'idea di doverle comunicare. Era una mia perplessità, ecco.
Se posso, vorrei chiederle se sia possibile dunque ipotizzare che insieme al DOC sia presente anche un disturbo di personalità del quale non so nulla.
La questione del disturbo schizoide di personalità, ora che ci penso, mi venne ripetuta in un secondo momento alla mia richiesta di conferma della prima diagnosi.
Comunque si, ci sono stati dei fallimenti nella terapia.
La ringrazio molto.

[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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In ogni caso, non è che debba preoccuparsi delle diagnosi come fossero delle rivelazioni o delle sentenze.
Se ci sono stati fallimenti precedenti, è anche normale che si arrivi a schemi compositi.
Dr.Matteo Pacini
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