Utente 444XXX
Salve, in seguito a un periodo di circa due anni di pesanti stress psicologici dovuto a traumi familiari, delusioni affettive e altro, ho avuto un periodo di ipomania di circa 1 mese terminato con una paranoia accompagnato da una fortissima paura che uno dei miei coinquilini mi volesse fare fuori.
A ciò è seguito un crollo delle mia capacità intellettuali e un periodo di forte anedonia per circa un mese.
La diagnosi è stata poco chiara, il medico mi ha detto che per il momento ciò di cui ho più bisogno è principalmente di un periodo di riposo e la terapia che mi è stata prescritta è stata: 150mg wellbutrin mattina, 500+500mg acido valproico e 100 mg seroquel sera, per un periodo di 6 mesi.
Sono passati 3 mesi e noto un miglioramento nel ragionamento e nell'emotività (inizialmente non provavo praticamente nulla), sono anche riuscito a dare un esame leggero con 28, e visti i miglioramenti il medico mi ha accennato che potremmo cominciare a diminuire il dosaggio e terminare la terapia anche prima del dovuto, senza che vi sia, almeno, rischio di ricadute.
Mi chiedevo, siccome inizialmente avevo delle eccezionali prestazioni nello studio (ho preso una laurea triennale in ingegneria meccanica in 2 anni e 8 mesi con 110), se una volta terminata la terapia, quantomeno per luglio o anche ottobre, sarà possibile nuovamente possibile riacquisire le mie capacità logiche ed emotive?
Quanto accaduto potrebbe avere dei danni irreversibili sul mio cervello?
(Sebbene i miglioramenti, noto al momento che un esercizio che avrei potuto risolvere in 20 minuti per ora lo termino in almeno il doppio o il triplo del tempo e faccio fatica a seguire a lezione - motivo per il quale per adesso ho smesso di farlo.
Noto anche che un brano musicale suscita in me emozioni "in sordina" paragonate a prima, sebbene giorno dopo giorno si vadano intensificando)

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Non ha specificato se ha fatto uso di sostanze stupefacenti.

Comunque nell'ambito di fenomeni di tipo paranoideo le terapie dovrebbero essere protratte per tempi sufficienti.

La presenza di alterazioni della cognitività andrà valutata di volta in volta.

Andrebbe chiarita la diagnosi e, pertanto, la prognosi conseguente.


Dr. F. S. Ruggiero

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[#2]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

La diagnosi non dovrebbe essere poco chiara: parla di fasi di ipomania (forse anche di mania, se sfocia in una forma psicotica), seguita poi da una prevedibile fase "down", e con una terapia che sembra appunto quella di un diturbo bipolare.
Se a tre mesi nota una ripresa, buon segno. Deve però tener presente la ripresa da una parte, e la terapia dall'altra, che va pensata probabilmente anche in senso preventivo di ricadute.
Questo dovrebbe farselo spiegare bene dai medici, che verosiilmente hanno un'idea della diagnosi abbastanza chiara.
Dr.Matteo Pacini
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[#3] dopo  
Utente 444XXX

Ringrazio entrambi per le celeri risposte

@Francesco Ruggiero Non ho mai fatto uso di sostanze stupefacenti

@Matteo Pacini Più che ipomania, è stato un periodo di intensa emotività/eccitazione, dovuto ad un innamoramento e all'ascolto di musica anche durante ore notturne con conseguente calo delle ore di sonno. Non ho mi è capitato di sentire voci o avere allucinazioni, inoltre non mi sono sentito né un "capo del mondo" o qualcosa del genere, ma semplicemente in una condizione di davvero elevato benessere.
Contemporaneamente assumevo integratori a base di erbe antistress, protizen, rodiola rosea e 5htp-idrossitriptofano.

La paranoia che il conquilino volesse farmi fuori (non tanto lui in prima persona, quanto una possibile setta di cui potesse fare parte) si è manifestata in seguito a due notti insonni (causa musica) e al fatto che qualche giorno prima aveva portato in casa amici "punk" fumando e facendo notevole baldoria. Nella stessa settimana è poi tornato a casa per il weekend lasciando completamente aperte le finestre della sua stanza che danno sulla strada, permettendo a chiunque la possibilità di entrare in casa. Contemporaneamente sono avvenuti arresti per mafia in ufficio da mio padre, quindi mi sono trovato in pochi giorni in uno stato di alta tensione.

La paranoia è poi scomparsa da sé dormendo, e non ne sono manifestate di nuove gravi inerenti lo stato di sicurezza della mia vita, inoltre in seguito a 2 mese di trattamento farmacologico (che ho intrapreso circa 2 mesi dopo i fatti, non tanto per i fatti in sé, ma per la comparsa di anedonia) sono andate scomparendo anche tutta un'altra serie di paranoie minori, legate ad altri aspetti della mia vita e dovuti principalmente al mio carattere (nel senso che mi facevo spesso problemi per futili motivi, e in passato avevo sofferto di attacchi di panico per il tentato suicidio di un familiare, quest'ultimo bipolare severo)

Per quanto riguarda la diagnosi, lo psichiatra mi ha comunque detto che il mio quadro clinico era molto differente da quello del mio familiare e decisamente meno grave, non ha dato una diagnosi specifica, giustificando ciò dicendo che nell'ambito dei disturbi mentali il confine tra un disturbo e un altro (quale borderline, bipolare, depressivo, della personalità, ecc) spesso non è netto.

Mi ha anche rassicurato che, essendo stato preso all'esordio, con un trattamento di massimo 6 mesi (inizialmente la terapia includeva solo 50mg di seroquel + acido valproico e tutta una serie di integratori energizzanti, poi è stata aggiustata su mia richiesta per i sintomi che lamentavo, sino a giungere a quella del momento - per quanto riguarda la mia attitudine a eventualmente prolungarla sono del tutto disponibile nel caso in cui fosse necessario), dovrei praticamente azzerare la possibilità di ricadute. Il mio umore al momento risulta stabile, e alcuni pensieri di qualche mese fa mi fanno adesso quasi sorridere.

L'unico dubbio che però mi è rimasto e che non ho avuto molto modo di chiarire con lo specialista, è ripeto l'impatto sul mio cervello, quanto accaduto potrebbe essere reversibile, o comunque lasciare soltanto minime tracce?

[#4]  
Dr. Matteo Pacini

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Il confine tra le diagnosi potrà anche non essere netto, ma ipomania ha un senso specifico, e corrisponde più o meno a quel che descrive.
Gli integratori "energizzanti" non saprei cosa siano e a cosa servano in questo caso, mentre la cura è quella per un disturbo bipolare, sicuramente dalle dosi di seroquel se ne ricava che non è magari una forma in fase "maggiore".
Dr.Matteo Pacini
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[#5] dopo  
Utente 444XXX

@Dr. Matteo Pacini
La ringrazio per la diagnosi gratuita online ma la mia domanda non era finalizzata ad ottenere quest'ultima, non potendole d'altronde dare - sintetizzando in un post - un'altra miriade di informazioni che invece ho potuto dare al mio psichiatra, il quale mi segue da 3 mesi.

Forse ho sbagliato ad utilizzare il termine ipomania, ho supposto io di averne avuta una (il medico non ha specificato di cosa si è trattato), tuttavia ripeto che tale periodo è coinciso con un periodo di intenso innamoramento, rivelatosi non corrisposto, cosa che mi ha condotto ad una forte delusione sentimentale. Inoltre, la sera prima che mi venisse la paranoia che il conquilino volesse farmi fuori avevo dormito 2 ore (causa un compleanno).

Gli integratori energizzanti che mi sono stati prescritti sono per lo più complessi a base di vit B, vita D, magnesio e folati, perché in seguito a ciò che ho avuto è seguito anche un periodo di intensa stanchezza, fisica e mentale.

Tornando nuovamente alla diagnosi, ho chiesto più di una volta di cosa si potesse trattare al mio medico (il disturbo bipolare me lo ha comunque citato) e la risposta è stata ogni volta la stessa ed è quella sopracitata, poi - sinceramente - non sono così interessato a dare un nome specifico al mio disturbo, ma a seguire una terapia efficace che minimizzi la possibilità di ricadute senza continuare con cure farmacologiche lifelong - cosa che mi è stata prospettata.

Per quanto riguarda la terapia invece, sarà sicuramente valida per un disturbo bipolare, comunque il seroquel mi è stato espressamente detto che mi è stato prescritto principalmente con scopo anti-ossessivo (come dicevo sopra, un tratto del mio carattere), il wellbutrin invece è stato aggiunto successivamente poiché tracce di anedonia continuavano a persistere.
Tuttavia recentemente avendo elaborato meglio la delusione sentimentale ( in un certo senso le mie emozioni erano congelate per non soffrire ulteriormente) mi è stato detto di poter togliere l'antidepressivo nel giro di 1-2 settimane.
Aggiungo che inizialmente vi era anche l'intenzione di aggiungere il litio, ma avendo visto che stavo decisamente meglio dopo soli 2 mesi, con senso critico spiccato e assenza di derealizzazione, mi è stato detto che non era necessario.

Concludendo, la risposta al mio quesito principale - nonché scopo per cui ho aperto questo post - mi è stata data oggi dal mio psicoterapeuta, il quale mi ha rassicurato che dovrei recuperare le mie capacità cognitive, in quanto al momento - vista la grande paura provata di perdere la vita e poi la profonda delusione affettiva - ho come focalizzato istintivamente prima tutta la mia attenzione sul salvarmi e poi sull'elaborazione della fine della relazione, riducendo così notevolmente quella dedita ad altre attività quali lo studio.

Mi dispiace se la conversazione si sia dilungata forse eccessivamente, però d'altronde ripeto non potevo sintezizzare in poche righe numorissimi fatti che mi hanno pesantemente coinvolto psicologicamente nel giro di pochi mesi, tuttavia sono convinto che ogni confronto non può che essere costruttivo, La ringrazio dell'attenzione

Cordialmente

[#6]  
Dr. Matteo Pacini

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"La ringrazio per la diagnosi gratuita online"

Assolutamente no. Io mi baso su una diagnosi da Lei riportata, se invece non lo è, non conta ovviamente,. Ipomania immette in un ambito diagnostico preciso, ma Lei stesso però mi dice che il medico le ha parlato di disturbo bipolare...

"non sono così interessato a dare un nome specifico al mio disturbo, ma a seguire una terapia efficace che minimizzi la possibilità di ricadute senza continuare con cure farmacologiche lifelong - cosa che mi è stata prospettata."

Eh, ma questo è un discorso che non ha senso fino in fondo. Se le interessa fare una cura, chi stabilisce che debba durare o meno a lungo ? E soprattutto in base a cosa se non ad una diagnosi e una prognosi ?
Dr.Matteo Pacini
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[#7] dopo  
Utente 444XXX

Il medico ha accennato al disturbo bipolare tra i possibili disturbi, ma non essendone certo non me ne ha dato conferma perché ha constatato anche altri sintomi che fanno optare piuttosto per altre diagnosi, motivo per il quale mi è stata assegnata una terapia farmacologica adatta a trattare una varietà di disturbi, come ad esempio anche qualcosa piuttosto di natura paranoica, avendo sofferto di ansia e attacchi di panico (in aggiunta alla terapia vi erano anche gocce di en che ho tolto la scorsa settimana) ed essendosi manifestata la mia fase di euforia in un periodo in cui comunque era prevedibile un maggiore eccitamento vista la situazione sentimentale: ripeto, mea culpa per aver utilizzato il termine ipomania.

Per quanto riguarda la durata della cura, e quindi la prognosi, la ha stabilita il mio medico curante, avendo visto l'efficacia della terapia, nonostante non abbia stabilito in maniera netta di cosa potesse trattarsi - o quantomeno non me lo abbia voluto dire - supponendo un periodo di 6 mesi vista la rapidità della ripresa.

Mi rendo conto io stesso che l'insistenza nel sapere o meno se ciò che ho avuto possa avere ripercussioni irreversibili non sia altro che un pensiero un po' paranoico, d'altronde vista la prognosi positiva prospettatami lo avrei potuto dedurre anche da me con un po' di buonsenso, purtroppo questo è anche un aspetto della mia personalità su cui devo lavorare per migliorare.

[#8]  
Dr. Matteo Pacini

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Ho capito. Però per parlare di prognosi appunto bisognerebbe farlo in riferimento ad una diagnosi, anche non definita al dettaglio, ma almeno del tipo di disturbo.
Dr.Matteo Pacini
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[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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Per "paranoia" forse Lei intende ossessività, non saprei.
La cura nella sua composizione farebbe comunque pensare effettivamente ad un disturbo dell'umore bipolare.
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