Utente 185XXX
buongiorno
a mio marito è stato diagnosticato un disturbo di personalità cluster B con note istrionico narcisistiche...la diagnosi è avvenuta a seguito di un ASO richiesto da noi famiglia dopo una serie di comportamenti preoccupanti. Inoltre, parlando con la mia psicologa, alla quale ho specificato che questi comportamenti avvengono a distanza di 5 anni circa per durare qualche mese, e sfociano in senso di onnipotenza e onniscenza, consumo eccessivo di alcol, ricerca ossessiva di attenzione e totale mancanza di riflessione, organizzazione ecc.., mi ha spiegato che si possa trattare anche di un disturbo bipolare maniacale. I sintomi descritti sono presenti tutti, nonché i tratti caratteriali del disturbo cluster B. Considerato il fatto che mio marito è in realtà una brava persona, che abbiamo un rapporto molto stretto e sincero, e che fuori da questi episodi la nostra vita è pressoché normale e felice.. le sarei grata se potesse darmi alcune indicazioni su come affrontare questo tipo di disturbo. Essendo io l'unica persona con la quale si apre sinceramente ed è disposto a parlare liberamente, in qualche modo di solito riesco a calmarlo e a farlo tranquillizzare, però a volte inevitabilmente la situazione sfugge di mano. Ho letto qualcosa in merito alla psicoterapia psicodinamica piuttosto che la psicoterapia cognitivo-comportamentale. Non intendo chiaramente fare le veci di uno psichiatra, però credo possa essere utile che io possa capire meglio di cosa si tratta. Mi può dare qualche consiglio in merito oppure indicarmi qualche testo più approfondito che possa consultare? Vorrei per quanto possibile essere d'aiuto nella comprensione del suo problema e soprattutto evitare di peggiorare la situazione, dato che in queste fasi da parte sua c'è un bisogno continuo di confidarsi con me, anche per delle ore ogni giorno.
Scusi la lunghezza
la ringrazio

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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La migliore azione che si può fare è quella di seguire le indicazioni degli psichiatri presso cui è in cura senza, in qualche modo, cercare alternative che appaiono come tentativi sostituzione ai curanti.

Anche una diagnosi sulla base della descrizione fatta secondo il mio parere non ha molto senso.


Dr. F. S. Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente 185XXX

certo sarebbe semplice, soprattutto se FOSSE realmente in cura...come dicevo ha avuto diagnosi di disturbo personalità a seguito di ASO.e stop. Come lei saprà bene, non è semplice "convincere" qualcuno di avere un qualche disturbo tanto meno intraprendere una terapia. La mia intenzione non è minimamente quella di sostituirmi ad uno psichiatra, ma bensì riuscire a portarlo lì. Il mio quesito era riferito a questo.... a come poter interagire "in sicurezza" (senza mettermelo contro) e spiegare la necessità di terapia? Ho letto infiniti articoli sui suddetti disturbi...ma nessuno che aiuti un famigliare a comunicare in maniera utile. Spero di essermi spiegata meglio.