Utente 550XXX
Sono una ragazza di 18 anni.
Da un paio di anni ho cominciato a fare ricerche online riguardo ad alcuni miei comportamenti che non mi sembrano normali. E, effettivamente, essi sembrano essere sintomi di disturbi. So di non avere le competenze necessarie per potermi diagnosticare qualcosa da sola, però è evidente che abbia dei problemi. Per fare un esempio, spesso passo gran parte della mia giornata a sognare ad occhi aperti, in una specie di mondo immaginario che mi sono creata più o meno quando stavo in prima media. Anche quando vorrei mettermi a fare qualcosa di reale, non riesco a smettere di sognare, è come una droga. Sono riuscita a dare un nome (Maladaptive Daydreaming) a questa cosa facendo delle ricerche, e mi sono ritrovata pienamente in tutte le testimonianze che ho letto di altre persone. Ci sono una serie di disturbi di cui penso di poter soffrire, ma se rispetto al Maladaptive Daydreaming (se si può definire davvero un disturbo) non ho alcun dubbio, negli altri casi non sono in grado di capire se ne sono affetta o meno. E soprattutto non so come risolvere il problema. Ora, il motivo per cui sto cercando di trovare delle risponde online è perché non riesco a parlare con uno psicologo. Mi spiego meglio: i miei genitori negli ultimi 6 mesi mi hanno portata da 5 o 6 tra psicologi e psichiatri, perché pensavano fossi depressa, dato che passo le mie giornate sempre a casa, senza fare niente, spesso a letto (non sanno ovviamente che in realtà sto vivendo la mia vita immaginaria). Comunque, in tutti i casi non sono stata in grado di esporre nessuno dei mie problemi o di parlare di questi disturbi di cui ho il sospetto di soffrire con nessuno. Il parere di tutti coloro che mi hanno visitato è stato "non riscontro nulla di particolare, non vedo alcun problema" in quanto mi sono mostrata a loro come una persona felice e appunto senza problemi. E non era mia intenzione, vorrei tantissimo poter finalmente parlare con qualcuno, cercare di mettere fine alla mia sofferenza, ma non riesco proprio a confidarmi. Non mi fido di nessuno, e soprattutto sono angosciata dall'idea che se dico qualcosa al mio psichiatra i miei genitori lo vengano a sapere. Anche quando mi ripropongo di dire la verità alla fine non ce la faccio, rimango zitta. Anche negli anni passati quando sono andata, non per volontà dei miei genitori ma mia, da degli psicologi con lo scopo proprio di aprirmi, non sono riuscita a farlo. Non so esattamente perché. Forse ho paura di non essere compresa, ma soprattutto sono angosciata che la persona che ho davanti voglia farmi del male invece che aiutarmi. E che è necessario mantenere tutto segreto. Dunque, io non so come affrontare la situazione. La mia vita reale sta peggiorando sempre di più a causa di questi miei comportamenti, e io non riesco a dirlo a nessuno. Da un lato è inverosimile che riesca a risolvere i miei problemi da sola, dall'altro non mi faccio aiutare da nessuno. Cosa posso fare?

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Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Il sintomo è noto, si tende a dare un nome ad ogni aspetto come se fosse a se stante, ma più che altro è un fenomeno. Se ne conoscono le associazioni diagnostiche.

I medici e psicologi da cui Lei è stata non hanno quindi posto alcuna diagnosi, perché sostanzialmente Lei ha detto loro che stava bene, che andava tutto bene e che non aveva nessun disagio ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 550XXX

Si esatto. Nonostante più volte sia andata con l'intenzione di essere sincera, non ci sono riuscita e anzi mi sono sforzata il più possibile di apparire senza alcun problema. Ho diciamo evitato gli argomenti per me più problematici, cercando di portare la conversazione da un'altra parte. E ho giustificato il fatto che i miei genitori avessero voluto farmi fare delle visite dicendo che il loro è un malinteso e che se non studio è semplicemente perchè non sono interessata alla scuola e non perché ho dei problemi.

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Dr. Matteo Pacini

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Capisco, ma se vuole risolvere i problemi, come dovrebbe fare se non perlomeno spiegando agli altri quali sono ?
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 550XXX

Ha ragione ed è quello che mi ridico ogni volta. Inoltre non è che io abbia in fondo un problema a dire le cose a uno psicologo o psichiatra, più che altro a bloccarmi è l'angoscia che i miei genitori vegano coinvolti. Probabilmente perché in passato ogni volta che sono venuti a sapere di qualcosa che mi riguardava si sono comportati in modo tale da farmi stare male. E la paura che loro possano venire a conoscenza di cose cosi private supera il mio desiderio di parlare delle stesse con il terapeuta.

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Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Lei è libero di andarci da solo da un medico, se ha 18 anni. E comunque, anche se qualcun altro paga per Lei o l'accompagna, può chiedere che non comunichi col medico. Al medico può interessare magari avere informazioni da altri, ma questo non implica che debba riferire a questi altri notizie che la riguardano.
Dr.Matteo Pacini
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