Utente 379XXX
Gentili dottori, vorrei sottoporvi una domanda, per fare chiarezza su un tema che potrebbe riguardarmi.
Nel 2014 registro i primi problemi di erezione e calo della libido e anche una minzione difficoltosa (mai avuti prima, anzi, tutt’altro). Da lì inizia il mio pellegrinaggio verso i vari andrologi, ognuno con la sua teoria, ognuno con la sua diagnosi, una sola certezza: ad oggi non se n’è venuti a capo.
Come potrete capire, girovagare a destra e
sinistra con un problema simile, per un ragazzo poco più che 20enne e una relazione amorosa, senza una risoluzione, ha creato in me stress. A tal punto che potenziò i miei disturbi portandomi ad urinare ogni 20 min (rendendomi la vita ingestibile). Cosicché, circa 2 anni fa, l’andrologo presso cui ero in cura, mi consigliò amitriptilina, immagino a basso dosaggio, (diagnosi ipotizzata: prostriate cronica abatterica, CPPS) Lo dissi al mio medico di base il quale ritenne che iniziare con un triciclico così pesante fosse inappropriato. Così mi consigliò setralina. La pollachiuria è migliorò, la difficoltà ad urinare meno, (credo che in sostanza la setralina abbia spento l’ansia che amplificava un problema organico sottostante). Non nego che la setralina mi abbia permesso di continuare a vivere, ma ho registrato sin da subito che all’aumentare (ogni 25 mg di setralina) aumentava la difficoltà eiaculatoria è scarsa sensibilità. Tale problema è stato segnalato alla psichiatra che mi ha tutt’ora in cura la quale optò per una riduzione ma mai sospensione totale, se non a settembre/ottobre 2018.
In sostanza, ho assunto setralina da novembre 2017 per circa un anno, i primi 3/4 mesi a 50 mg poi maggio-agosto 100mg poi scalata perché mi accorgevo 100 mg non usciva minimamente sperma (durante masturbazione) e registravo una sorta di apatia emotiva lo dico alla psichiatra e scalo prima a 75mg per un mesetto poi 50 mg è così via.
Ora, come spero abbiate potuto apprezzare, ho fatto una premessa apposta circa la mia situazionale pre-assunzione, proprio per non incolpare a priori ne la psichiatra nè la setralina e darvi modo di comprendere (tendo ad affrontare le cose con spirito critico senza prendere posizioni illogiche). Il mio dubbio sugli effetti permanenti della setralina nasce dal fatto che difficoltà nell’eiaculazione, la perdita di sensibilità, e libido bassa sembrano essere rimasti quelli registrati durante l’assunzione (ossia più pesanti di quando intrapresi la terapia).
Ho notato che nei consulti meno recenti, su questo sito, (entro il 2009/2010) si afferma con una certa sicurezza la reversibilità dei sintomi, mentre, nei più recenti, forse perché aumentano i dati a disposizione, si tende a dire che i casi sono rari e che bisogna prendere in considerazione anche altro. Ora, secondo voi, tenendo conto dei dosaggi e del periodo in cui l’ho assunta, è verosimile una PSSD? (ci tengo a ribadire che il dubbio nasce dal registrare, ad oggi, gli stessi effetti devastanti mai avuti neanche prima). Grazie.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Un disturbo a livello uro-genitale era già presente prima della assunzione del farmaco.

Tendenzialmente la sospensione riporta la situazione alla normalità nel corso di qualche settimana.

La persistenza di un sintomo di questo tipo deve far considerare la possibilità di una ricaduta nell’ansia con conseguente presenza di questi sintomi.


L’uso di un farmaco recettorialmente più pulito può riportare la situazione alla normalità.


Dr. F. S. Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente 379XXX

Anzitutto grazie dott. Ruggero, parlerò con la mia psichiatra circa l’uso di farmaci più puliti recettorialmente rispetto alla setralina. Attualmente, per attenuare i sintomi urinari da dolore pelvico cronico, sto assumendo lyrica 25 mg da 2/3 gg la mia idea era quella di chiedere alla psichiatra e psicoterapeuta di lavorare in psicoterapia sul versante sessuale e attenuare i sintomi fisici con lyrica (se dovesse funzionare) senza aggiunta di altro anche perché psicofarmaci che aumentano la libido non ce ne sono, quindi resterebbe solo da valutare quello con minor impatto e, non versando io in condizioni particolarmente gravi, eviterei un eccessivo uso di psicofarmaci. Io attualmente particolare ansia non ne ho, anzi, ho una certa apatia, una debolissima sensibilità genitale, un orgasmo difficoltoso e una scarsa libido. Tutte cose che francamente non registravo neanche prima ( mi spiego meglio, prima magari visti i miei problemi tendevo all’ evitamento del rapporto) ma l’orgasmo era sicuramente valido rispetto alla cura con setralina. A maggior ragione il dubbio nasce da una condizione attuale in cui tutto sono tranne che ansioso. Comunque deduco che l’avverbio tendenzialmente da Lei adottato, non esclude categoricamente l’esistenza della PSSD. Devo solo sperare che i fattori siano altri, e speriamo sia così.