Utente 551XXX
Mia moglie, ricoverata in Comunità psichiatrica per "disturbo bipolare" dal 2017 uscita ottobre 2019 con "condizioni psicopatologia all'uscita dove presenta ancora " lievi oscillazioni timiche, con ideazione polarizzata su vissuti di inadeguatezza e di colpa"la mia domanda è la seguente: può scomparire del tutto questo stato di oscillazioni oppure ci si deve rassegnare a tutto questo?
Sicuro di un vostro interessamento alla domanda fatta porgo anticipatamente i miei saluti Grazie!

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Il disturbo è curabile, però se si è arrivati ad una soluzione residenziale evidentemente manifesta delle caratteristiche di difficile gestione, oppure altri fattori che hanno indotto a questa scelta anziché cure ambulatoriali.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 551XXX

Però lei è uscita ad ottobre scorso e le problematiche di accesso erano"la sua complessa struttura di personalità si scontra con un contesto familiare e sociale molto poco funzionale"cioè lei aveva avuti altri figli nati da un precedente matrimonio i quali non hanno mai accettati la separazione dal padre con riflessi negativi su nostro figlio

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Dr. Matteo Pacini

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Non credo sia andata due anni in una struttura psichiatrica perché ci sono dissapori in famiglia, non confondiamo i tipi di problema.
Non capisco esattamente cosa si prevedeva di ottenere, se un trattamento che fuori non era possibile, se un allontanamento da un ambiente pericoloso, o cos'altro.
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[#4] dopo  
Utente 551XXX

Fatto sta che dopo quasi 4 anni di stabilità ha fatto rientrare sua figlia con noi e dopo un mese di litigi con sua figlia si è risentita male e così io gli ho proposto questo percorso al fine di chiarirsi le idee visto che non ha mai avuto un buon rapporto con i suoi figli e mio figlio stava assorbendo tutta la negatività di questa famiglia

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Dr. Matteo Pacini

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Queste però sono questioni non strettamente mediche, lei descrive dei rapporti, convivenze etc.
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[#6] dopo  
Utente 551XXX

Io a questo punto non ci sto capendo niente io so solo che quando ci siamo conosciuti,lei prendeva il depakin 800 mg per"piccolo male"diceva lei, e dopo 15 anni ho scoperto che le convulsioni non erano altro che da attribuire a secondo dei sanitari (Neurologo ) a disturbo di conversione e poi è entrata in comunità per "disturbo bipolare" ho chiesto spiegazioni ai sanitari che la hanno in cura e mi dicono che per una ragione di Privacy non possono dirmi niente...e allora che devo fare io?

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Non saprei che deve fare, ma non capisco esattamente cosa sta chiedendo. C'è una persona che Lei conosce e che ha questi problemi da tempo, e poi una situazione familiare. Non è chiaro quale fosse lo scopo di questa permanenza, o cosa sia stato fatto, per cui non si può neanche capire se ci fosse una particolarità medica del caso, o semplicemente sia stata scelta questa via anche come soluzione abitativa o di equilibrio familiare.
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[#8] dopo  
Utente 551XXX

La soluzione di questa scelta fu il fatto che lei minacciava il suicidio ...allora io gli proposi di andare in comunità visto che a casa gli ultimi periodi non prendeva più i farmaci prescritti dallo psichiatra e anche come equilibrio familiare.I suoi due figli nati da un precedente matrimonio non Hanno mai accettato il fatto che la madre si sia riposata ed avuto un altro figlio

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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Ora è chiaro: non prendeva i farmaci e a casa minacciava il suicidio. Quindi un problema relativo al suo disturbo, il che pone di nuovo il problema: essendo adesso a casa chi garantisce l'assunzione della cura, e come si gestiscono i fattori conflittuali, se sono gli stessi di prima ?
Il fatto che adesso sia in corso una fase forse depressiva è un conto, in generale questo può appartenere al disturbo.
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[#10] dopo  
Utente 551XXX

L'assunzione dei farmaci posso garantirne che li prende ...anche perchè gli ho dato l'ultimatum che se non li prende ci separiamo,anche perchè nostro figlio ha bisogno di tranquillità visto che lo sto portando in un centro per disturbo alimentari a seguito delle violenze fatte da lei...e con i suoi figli non so che dirle ...a me pare che lei nonostante le apparenze non si occupa molto del figlio...lei è una persona che vede solo se stessa e basta..per dirla in breve..proprio ieri il figlio non aveva appetito e lei se ne è andata a letto fregandosene e io a poco a poco sono riuscito a farlo mangiare ( erano le 11 di sera ) io la vedo come una persona fondamentalmente egoista che pensa solo a se stessa

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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Quindi come vede si intrecciano due problemi. Un disturbo che ha una sua cura e poi il rapporto tra due persone con intorno una famiglia. Come evolve il disturbo non è dato saperlo, ma se la persona segue le cure, la ricorrenza di aspetti eccitatori è meno probabile e interferente. Ovviamente non tutti gli aspetti comportamentali e affettivi sono riferibili al modello del disturbo.
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[#12] dopo  
Utente 551XXX

non tutti gli "aspetti comportamentali e affettivi sono riferibili al modello del disturbo"non so perché ma questa affermazione mi fa pensare al fatto che lei in effetti non voleva un altro figlio tantè che è nato nonostante lei usasse la spirale.

[#13]  
Dr. Matteo Pacini

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Se una persona usa un contraccettivo mi pare logico che in quel momento non stia propriamente cercando una gravidanza. Questo però non significa niente rispetto a come poi vivrà la maternità e al senso che le cose assumeranno dopo.
E il tutto non ha niente a che vedere con quanto poi il disturbo potrà interferire con i rapporti che sono in ballo.
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