Soffro di doc, tutti i disturbi d’ansia e disturbo evitante di personalità

Sono un ragazzo di 28 anni e da ormai più di 12 anni soffro di Doc, poi dal 2015 di attacchi di panico, dal 2017 ansia generalizzata e altri disturbi d’ansia, fobia sociale e disturbo evitante di personalità.

E ho sempre paura che la cosa possa ancora peggiorare magari evolvendo in schizofrenia o disturbi simili.

A causa di ciò dal 2017 ho lasciato gli studi e non lavoro e prendo un sacco di psicofarmaci: Xanax 0, 50, Depakin chrono 500, seroquel 25 e seroquel 100, carbolithium 300 e 150, inderal 40.

Prima domanda: è possibile che con questi disturbi uno non riesca a lavorare?
E conoscete qualcuno che prende così tanti psicofarmaci o più?
Inoltre mi sembra così grave il mio disturbo che non trovo eguali.
Dal punto di vista della depressione ho sempre l’umore giù e desidero solo morire.

Per quanto riguarda il Doc è strano, ci sono si rituali di lavaggio ecc.
, ma più che altro penso continuamente a se è giusto comprare un indumento, se è troppo stretto, o se muoiono i miei genitori come faccio, come pulire casa nel migliore dei modi, se pulirla durante la settimana o nel week end, come fanno gli altri, se avessi un figlio come conciliare figlio e palestra e lavoro e pulizie di casa ecc.
ecc.
Penso molto all’estetica ed è una ossessione, così come a che ora portare a spasso il cane, i tempi giusti di uscita, devo fare tutto in maniera perfetta e non sbagliare.
Continue domande e se... e alle volte, molto spesso in realtà, tutte queste domande e cose da fare mi si affollano e sembra come se mi stia per prendere un infarto o scoppiare la testa.
Anche lo stomaco mi fa male.
Ho somatizzazioni ovunque e mi sento estraniato dagli altri.
E tutto ciò aumenta l’ansia sociale, che è fortissima, ho scosse al collo e ho paura di tutti, soprattutto di chi conosco, ho paura di incontrarli in luoghi chiusi, che mi prenda un attacco di panico di fronte a loro e che mi giudichino pazzo.
Dal 2017 non ho più una vita sociale praticamente e sono totalmente dipendente dai miei genitori.
Ma prima o poi moriranno e da solo al momento non ce la faccio.
Sia per i tormenti del Doc, le mie dipendenze comportamentali e i miei pensieri, sia per i malesseri fisici, gli attacchi di panico, l’ansia sociale e il disturbo evitante di personalità.
Non ce la faccio più.
Inoltre sono anche dipendente dai farmaci, penso alle emivite dopo che li prendo, se fanno effetto o no, se va bene prenderli prima di lavarsi i denti ecc.
ed ho paura a prenderli di fronte agli altri.
È un casino, una vita passata a programmare il futuro, scegliere tra giusto e sbagliato, essere perfezionista, vissuta nell’ansia, nella paura e nell’angoscia.
Logicamente non riesco neanche più a guidare.
Ripeto le domande: avete già avuto modo di vedere persone che non riuscivano a lavorare a causa di questi disturbi?
E che prendevano tutti questi psicofarmaci o più?
E messe così male?
Inoltre, si può guarire?
Ho letto di gente con doc e disturbi d’ansia che è guarita, ma ho sempre paura che fosse più lieve.
Grazie
[#1]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35,3k 861 226
Gentile utente,

C'è una cosa che non torna però. La cura che ha serve solitamente a varie cose, tranne quelle che ha menzionato.

Quello che riferisce sì, richiama invece ad un pensiero generale di tipo ossessivo, che va dietro ad un'idea di perfezione (ovviamente che non sussiste), ai quali si agganciano tutte queste scelte.

Le diagnosi che ha riportato sono quelle che le sono state fatte ufficialmente, oppure no ?

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Visite e Consulti Skype : "Studio Psichiatrico Pacini"

[#2]
dopo
Utente
Utente
Si mi sono state fatte negli anni, comprese però anche una diagnosi di depressione maggiore e disturbo bipolare. Dice che la cura non va bene?
Grazie della celere risposta. Ha mai visto casi gravi come il mio? E dosaggi di psicofarmaci simili? Se ne può uscire?
Per quanto riguarda il lavoro? Mi hanno riconosciuto una disabilità del 100% e prendo una pensione di invalidità; sono in attesa del collocamento mirato. Ha avuto casi simili?

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