Utente
Nel 2018 mi e' stat diagnosticato un presunto disturbo bipolare in seguito ad una presunta psicosi che viene curata tramite un siringone mensile di xeplion 75 somministrata dal CSM.
Tale cura non sortisce alcun effetto in quanto mi provoca svariati effetti collaterali e mi impedisce la conduzione di una vita normale e soddisfacente:
1) mi causa gravissime disfunzioni sessuali che mi impediscono oltre alla conduzione di una normale vita di coppia anche di praticare l'autoerotismo.

2) mi causa uno stato continuo di stanchezza, astenia, mancanza di concentrazione.
Non riesco più a leggere libri e tantomeno lavorare e studiare nuove cose con gravissimi danni al mio futuro.

Tutto questo mi fa vivere in uno stato di profonda rabbia in quanto vivo gli effetti collaterali della cura come gravissime violazioni dei miei diritti e delle mie liberta'.
A questo si unisce il fatto che la mia psichiatra e' una falsa e bugiarda in quanto nega che lo xeplion possa dare tali effetti e incolpa di essi la pastiglia di finasteride che assumevo.
Peccato che tali effetti sono iniziati da quando assumo psicofarmaci.

Io sono stufo di tale situazione perche' non vivo piu' e non sopporto l'atteggiamento di presa in giro e di controllo dittatoriale che intraprende il CSM nei miei confronti.
Sono un libero cittadino che non ha compiuto reati, non ho nessun ergastolo da scontare come invece vorrebbe il CSM.
Le leggi sono a mio favore ma la psichiatra e il CSM gioca sporco quindi vorrei sapere se e' mio diritto non presentarmi piu' per fare il punturone.
Grazie.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Evidentemente deve esser già accaduto che Lei rimanga senza cure e poi le strutture debbano intervenire, altrimenti stia sicuro che se ne starebbero volentieri più tranquille.
Lei fa iniezioni probabilmente perché non fa terapia orale, e quindi non so che accordo avete. Se non si presentasse più si interesserebbero del perché, forse, e sarebbe anche cosa logica. Da qui a costringere uno a curarsi se non ha niente ce ne passa.
Il fatto che neghi il disturbo è ovviamente una possibilità teorica, ma tanto per dirlo.
In ogni caso, che uno sia obbligato a farsi curare in un posto piuttosto che in un altro, no. Uno può avere il medico che sceglie, ma se inizia col dire che la malattia è inventata e non si vuole curare...
Tra l'altro anche per via iniettiva ci sono cure alternative a questa, se non la tollera, ma evidentemente non ni fidano che sia ugualmente efficace..non saprei.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente
Visto che non esiste alcun esame che certifichi la presenza di malattie psichiatriche,e' mio diritto dubitare assolutamente della diagnosi che mi e' stata fatta. Diagnosi fattami solo per portarmi via dalla mia residenza in quanto non andavo d'accordo con i miei genitori perche' mi hanno sempre impedito ogni liberta' ed ero esasperato ma ovviamente a quei geni del CSM tutto questo non e' interessato,la mia versione dei fatti non e' interessata e l'unica cosa che hanno saputo fare e' stata di riempirmi di psicofarmaci,sbattermi in una comunita' per tre mesi e una volta uscito costringermi ad andare d'accordo con mio padre,sotto minaccia di altri ricoveri. A questo si aggiunge l'impossibilita' di avere una vita sessuale e quindi una compagna con cui invecchiare insieme,l'impossibilita' di svolgere qualsiasi attivita' intelettuale,le bugie che mi vengono propinate dalla psichiatra e che ogni qualvolta vado per il siringone o per un colloquio vengo trattato come un ritardato ,con un interrogatorio infinito su quello che faccio e come passo il mio tempo. Se non arreco dano a nessuno,io il mio tempo lo posso passare facendo quelllo che piu' mi aggrada e non ho alcun dovere di rendere conto al CSM di questo. Se a lei sembra normale che una persona venga abusata contro la sua volonta' in questo modo,non so che dirle. Io preferisco tenermi il disturbo (ammesso che lo abbia) e vivere piuttosto che non vivere piu' come mi stanno obbligando a fare.

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Dr. Matteo Pacini

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Ma Lei non ne dubita. Lei rifiuta o non si rende conto, tutto qua.

Lei dice tutto ma si guarda bene dal riferire i motivi che spingono i medici a curarla.
Si figuri se ai medici interessa che lei vada d'accordo con suo padre. Ben altro deve essere il problema.
Dr.Matteo Pacini
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