Risperidone e parkinsonismo

Gentili Dottori,
sono una ragazza di 25 anni e sono diventata una paziente psichiatrica quattro anni fa, a causa di una forte depressione dalla quale ora sono uscita.
Nel tempo ho cambiato diversi medici, lo psichiatra che mi ha ora in cura mi ha recentemente tolto il Daparox (in quanto non più depressa) e la Quetiapina (quest' ultima la assumevo per dormire).
Ultimamente infatti avevo solo alcune paranoie resistenti e irritabilità, che hanno suggerito un cambio farmacologico: Risperidone mezza compressa cioè 1 mg e Quetiapina dapprima 100 mg e poi 50 mg fino al completo abbandono della stessa a causa di forte debolezza e intontimento diurni.

Ora è da una settimana che assumo Risperidone 1 mg ed è da una settimana che accuso una fortissima nausea ed eccessiva salivazione.

Fino ad oggi non ho mai letto il bugiardino del farmaco per non suggestionarmi ma oggi mi sono decisa a leggerlo proprio a causa di questa nausea e di questa eccessiva salivazione persistenti.
Mi spavento non poco, in quanto tra gli effetti indesiderati MOLTO COMUNI vedo scritto "Parkinsonismo" e di seguito i sintomi che esso comprende, primo fra tutti l' ECCESSIVA SALIVAZIONE.
Ho deciso subito di non assumere più questo farmaco (ho già scritto al mio psichiatra, lui sostiene che la nausea sia uno degli effetti della sospensione del daparox, sospensione sempre risalente ad una settimana fa circa, mentre sulla eccessiva produzione di saliva NON HA SAPUTO ESPRIMERSI).


La mia domanda è la seguente e vi prego di essere sinceri il più possibile:
Questa eccessiva salivazione andrà via non appena smetterò di assumere il Risperidone o potrebbe anche durarmi per tutta la vita?

Ho letto che nel 60/70 percento dei casi i sintomi del parkinsonismo iatrogeno sono reversibili con la sospensione dell' antipsicotico ma che ci sono anche casi in cui sono irreversibili.
In questo momento sono molto preoccupata e chiedo se esiste un eventuale trattamento in caso di persistenza anche dopo la sospensione.


Grazie per l'attenzione che mi vorrete dedicare.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
Gentile utente,

Diciamo quindi che la diagnosi è cambiata o si è evoluta e giustamente la terapia è cambiata.
Ora, se legge il foglietto creando categorie che però non sono precise o non vogliono dire esattamente quello che può sembrare, ne può trarre qualsiasi conclusione.
Il medico giustamente non si è espresso, perché mica è possibile attribuire con certezza tutti i sintomi a qualcosa, a volte si aspetta per chiarire.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini

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Utente
Utente
Grazie Dottore per la sua pronta risposta, la quale però non mi ha soddisfatta in pieno in quanto la mia preoccupazione principale resta l’ eventuale irreversibilità di questo sontomo. Lei cosa pensa in merito ?
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
Ma Lei ha letto di "sintomi extrapiramidali", e quindi dentro ci stanno diverse cose. Non so dove abbia letto esattamente quelle percentuali, tra l'altro, nel foglietto non mi risultano diquisizioni su irreverisbilità o meno, dico in generale.
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Utente
Utente
Sul bugiardino ho letto che la salivazione eccessiva è un sintomo del parkinsonismo.
Poi ho fatto una ricerca online dove ho letto quelle percentuali.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
Sì, ma dove le ha lette ? E a proposito di quali sintomi ? Tutti, alcuni in particolare...
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Utente
Utente
Le ho lette su un articolo scientifico mi sembra ... e parlava del parkinsonismo in generale...comunque da quando è stato introdotto il Risperidone in contemporanea ho anche abbandonato il daparox : stavo prendendo 10 mg da due settimane, successivi a uno scalaggio di una compressa da 20 mg e tra i sintomi terribili che sto accusando c’è anche una forte nausea. La salivazione può quindi essere correlata?
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
Le risposte che il medico le ha dato sono ragionevoli, esiste anche un criterio di tempo per capire a cosa sono legati i sintomi effetti in una situazione in cui ci sono più variabili.

Se trova l'articolo, vediamo di cosa parlava esattamente.
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