Utente 104XXX
Gentili Dott.ri,

sono una donna di 38 che da svariati anni (circa 20) soffre, ciclicamente, di attacchi d'ansia, attacchi di panico. Insomma, il mio problema è l'ansia. Seguo una psicoterapia (a indirizzo psicoanalitico) da 15 anni circa. Nel 2006 passai una bruttissima crisi d'ansia e il mio medico di base decise di non prescrivermi più un ansiolitico, ma mi propose di fare una cura con paroxetina. E, devo dire, in due anni ho fatto più cose che negli ultimi 20... Sono stata bene, insomma, come non lo stavo da tanto tempo, senza il pensiero fisso sui miei sintomi, sulla paura della paura, sulla paura di impazzire, ecc.
Nel gennaio di quest'anno, si è presentata la possibilità di essere incinta e quindi ho scalato la paroxetina, fino a non assumerla più. Non è stato facile: ho avuto parecchi disturbi come capogiri, crisi di pianto, intestino irritabile. Ma nella prospettiva di cercare una gravidanza, il medico mi ha detto che sarebbe meglio non assumere questi farmaci. Inoltre, visto l'effetto benefico della paroxetina, visto il fatto che negli ultimi due anni avevo accumulato molte esperienze positive, si è pensato (medico, psicoterapeuta e io), che forse potevo anche farne a meno.
Da febbraio non ho avuto attacchi di panico, però l'ansia ha ricominciato a dominare la mia vita (o io mi faccio dominare dall'ansia, come si preferisce); ho ricominciato a sentirmi meno sicura a stare a casa da sola, a uscire da sola e anche a prendere i mezzi di trasporto (che sono stati la mia fobia 'primitiva': intendo dire che il primo episodio di panico avvenne in un autobus e da allora, progressivamente ho iniziato a evitare qualsiasi mezzo di trasporto pubblico, fino a non salirci più per 18 anni...).
Sono tornata dal mio medico di base: ho spiegato la mia situazione e siccome la paroxetina, per quanto ottima per me, mi ha fatto ingrassare 12Kg in due anni e mi faceva sudare molto la notte, il medico ha deciso di propormi una terapia con cipralex da 10mg (ho iniziato da quattro giorni, prendendo un quarto di pastiglia, da domani inizierò con mezza per altri 5 giorni, fino a prenderne una: così mi è stato detto di fare dal medico e io mi attengo. Mi ha anche prescritto dello xanax da 0,25 da accompagnare per le prime due settimane).
Ora il punto è questo, e mi scuso di essere "un po'" prolissa:
del mio medico di base mi fido e lo reputo un bravo medico, che già mi ha aiutato. Il mio psicoterapeuta è uno psicologo. Quindi chiedo a voi, che siete gli specialisti: andrà bene lo stesso questo cipralex? Il mio timore è che, per sentito dire (sic!), questo farmaco sia un po' più 'attivante'. Che significa? Che è meno efficace per l'ansia?
La mia intenzione, comunque, è quella di trovare qui dove vivo uno psichiatra che mi possa seguire per la terapia farmacologica.

Vi ringrazio, cordialmente.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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gentile utente

il Cipralex e' indicato per il suo disturbo.
Le risposte sono variabili da paziente a paziente.

Lo specialista di riferimento e' lo psichiatra.

Farei anche una considerazione sui 15 anni di psicoterapia, visto che il suo problema sembra essere ancora presente in modo evidente.


Dr. Francesco Saverio Ruggiero
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[#2] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Il cipralex non mi risulta più "attivante" (se mai meno) degli altri. Sicuramente l'idea che faccia ingrassare meno della paroxetina in generale è corretta. Non fa dimagrire però.
Il dubbio è sull'efficacia equivalente, la paroxetina è un farmaco "di riferimento".
La valuti in un tempo di 1-3 mesi secondo quello che le dirà il suo medico.
Dr.Matteo Pacini
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[#3] dopo  
Utente 104XXX

Vi ringrazio per avermi risposto.

Non cerco un farmaco per dimagrire, solo sarebbe un po' un peccato andasse ad aggiungere altro peso. L'importante è che mi faccia stare bene, comunque.

Per quanto riguarda la "considerazione sui 15 anni di psicoterapia", questa è in fase di conclusione. Certo, non si sta concludendo nei migliore dei modi e questo non mi fa stare bene, anzi.

E poi avrei un'altra domanda da porvi:
mi succede che quando prendo lo xanax (0,25), dopo una quindicina di minuti inizia un po' di tachicardia, insomma sembra quasi un esordio di attacco d'ansia o di panico. Non mi ricordo se in passato mi aveva mai fatto questo effetto. Poi passa, naturalmente, durerà tutto una decina di minuti.
Può essere una reazione normale al farmaco, che vi risulti? Continuo a prenderlo? (Al momento la prescrizione per me è di due compresse, una al mattino e una alla sera).

E poi, è possibile che ci sia davvero un peggioramento dei sintomi ansiosi nei primi giorni di assunzione con cipralex, sebbene le dosi siano molto basse? (ricordo che dopo 4 giorni a 1/4 di compressa da 10mg, oggi sono passata a 1/2). A me pare strano. Francamente non ricordo se avevo avuto questi problemi con la paroxetina: stavo talmente male e da diverse settimane, quella volta, che nemmeno ci feci caso.

Grazie ancora, cordialmente.

P.S. per dott. Pacini: il sentito dire "attivante", per cipralex, pareva che si intendesse dire che è più indicato per chi è molto giù (depresso) e non per chi è molto ansioso.

[#4] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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E' possibile con qualunque antidepressivo, ma non è un segno negativo.
No, se mai ho detto che forse è meno "attivante", quindi il contrario.
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[#5] dopo  
Utente 104XXX

cit. dr Pacini: "E' possibile con qualunque antidepressivo, ma non è un segno negativo."

Si riferisce al peggioramento dei sintomi nei primi giorni di assunzione dell'antidepressivo?


cit. dr Pacini: "No, se mai ho detto che forse è meno "attivante", quindi il contrario."

Quello che ha detto Lei, per me è chiaro. Semmai non erano chiare le cose che ho sentito dire altrove o lette in rete, qua e là. E ho chiesto un parere proprio per capire, chiedendo una spiegazione da uno specialista e non da chicchessia.

E per questo, non posso che ringraziare.


[#6] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Sì , mi riferisco al peggioramento dei primi giorni.
Dr.Matteo Pacini
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[#7] dopo  
Utente 104XXX

Salve, scusate se 'disturbo' ancora...

Sono, oggi, al 15° giorno di assunzione di cipralex (da 3 giorni a dosaggio di una compressa da 10mg) ma non vedo miglioriamento da parte dell'ansia.

Lo so che ci vuole tempo e pazienza, voi stessi mi avete detto di valutare in un periodo di 1-3 mesi...

Però, ovviamente lo stato d'ansia in cui mi trovo in questo momento è molto forte e ovviamente sono impaziente e mi chiedo di continuo se questo farmaco riuscirà a farmela passare questa maledetta ansia.

La prossima settimana dovrei vedere uno psichiatra, almeno per farmi seguire per la terapia farmacologica.

Certo, mi trovo in una situazione particolarmente ansiogena per me, perché la psicoterapia finirà a giugno, dopo 15 anni. E la psicoterapia non sta finendo bene, anzi, in modo piuttosto conflittuale.

Di mia iniziativa, lo ammetto, prendo una compressa di xanax da 0,25 in più al giorno (rispetto alle due che dovrei prendere, secondo il mio medico) perché proprio non riesco a rilassarmi.

Avendo una lunga storia di ansia alle spalle, so che "non succede niente", ma è difficile sopportarla... soprattutto perché negli ultimi due anni con la paroxetina ero stata bene. Attacchi di panico in queste settimane non ne ho avuti, ma sto perennemente come se mi stesse per arrivare. Ho paura come se da un momento all'altro non riuscissi più a reggere questa sensazione e potessi "dare di matto" (nulla di preciso, solo la paura di perdere il controllo e fare qualche stranezza, non ragionare più, ecco).
Per fortuna, almeno questo, alla notte riesco a dormire, senza interruzione del sonno.

Mi aspettavo che il cipralex facesse già qualche effetto dalla seconda settimana...

Grazie

[#8] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Il cipralex non funziona in 15 giorni. Le avevo già indicato di valutarne l'efficacia su un tempo più lungo.
La storia passata non c'entra molto, e neanche la dose, l'attesa per il funzionamento è superiore a due settimane.
Dr.Matteo Pacini
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[#9] dopo  
Utente 104XXX

Grazie per la risposta.

Spero di stare meglio presto, in queste condizioni è più o meno difficile fare tutto.