Opinione terapia farmacologica

Salve,
da circa 6/7 anni soffro di sintomi depressivi.
Umore tra "provo con lo sport" al voglio stare a letto.


- 6 anni fa mi rivolsi spontaneamente al csm locale:
Psichiatra + psicologa (durata: 2 anni)
Farmaci: Zoloft 75mg, Samir inizialmente, (melotonina per sonno).
Prescritte in gocce una benzodiazepina al bisogno (Mai prese)

Tutto bene, a parte qualche NON SIGNIFICATIVA variazione della funzionalità erettile/eiaculatoria.
Forse, anche troppa attivazione.

Dato il carico di lavoro a csm, mi invitano a farmi seguire privatamente/non farmi seguire.

A pochi mesi dall'interruzione dello zoloft ho iniziato a provare stati d'ansia, affanno, sensazione di freddo.

Decido di affrontare con sola psicoterapia (2 anni totali - ad oggi).


- Inverno 2020, richiedo nuova visita al csm lamentando sintomi da "distimia", altro specialista:
farmaco: Cypralex 10mg
Inizialmente sonnolenza, poi tutto bene, mi sembrava più equilbrato dello zeloft negli effetti ed efficace per l'ansia.
Preso per 6 mesi poi interrotto spontameamente.


Siamo ad oggi, decido di interrompere il rapporto con psicoterapeuta nonostante i risultati cognitivi, era diventata improduttiva ed il dirmi "buongiorno" al mattino ahimé non mi risolveva lo stato di salute.


Sintomi attuali:
- nichilismo/nervosismo a tratti,
- ansia (sbuffo/irrequietezza), sintomi di ansia sociale (parlo poco o a voce bassa, evito le telefonate ed alcuni contesti sociali/persone)
- difficolta neurologiche: memoria, concentrazione marcata, rimuginii, a volte mi sento "dissociato".

- sensazione di freddo costante, difficoltà ad alzarmi al mattino (a volte), stanchezza/svogliatezza costante, bruxismo.


Ho cercato una nuova specialista, ho preso appuntamento privamente con una Neurologa specializzata in psicofarmacologia/depressione.

Prescizione:
-gastroprotettore + 1 Zarelis 37, 5 -> dopo 5 giorni zarelis 75 rilascio prolungato -> dopo 10 giorni 75 + 37, 5
- xanax al bisogno.

Signora molto ferma nell'inutilità della psicologia e nella sacrosanta efficacia dei farmaci anche per prevenire future malattie nuerodegenerative e al chiederle la durata della terapia, la risposta è stata "come lo prendo io per la pressione, lei lo prenderà a vita".
Faccio fattura?
Battute a parte...

Negli anni mi sono informato, penso di essere abb.
consapevole.
però...
Posso fidarmi di una prescrizione del genere?
Per quale motivo nonstante precedenti farmaci siano stati efficaci, mi vengono prescritti "a piacere" principi attivi differenti?
La motivazione dello Zarelis è stata: data la "sensazione di freddo" preferisce darmi un farmaco duale che agisca anche sulla noradrenalina.
E' corretta come osservazione al dosaggio dato e per i sintomi che lamento?
Ciò giustifica eventuali effetti collaterali peggiori del principio attivo rispetto Escitalopram?

Leggo anche che Zarelis dia effetti marcati nel caso di sospensione/dimenticanza, una sorta di dipendenza, è corretto?

O provo a consultare altro specialista!?


Vi ringrazio
[#1]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 35,3k 846 56
La terapia è indicata per i suoi disturbi. L’attività noradrenergica si esplica a dosaggi superiori a quelli prescritti.


Le terapie precedenti sono rimaste a dosaggi bassi e poco efficaci.

La venlafaxina è un farmaco efficace bei disturbi depressivi.

Scelga se vuole intraprendere questa terapia o sentire un parere differente, visto che è dubbioso.



Dr. F. S. Ruggiero


http://www.francescoruggiero.it

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[#2]
dopo
Utente
Utente
Dott.Ruggiero la ringrazio per la risposta.
Valutero sicuramente di raccogliere altre opinioni.
Quello che ho capito in generale in questi anni, è che ahimé la ricerca può fare ancora molto per la cura di certe patologie.

Se può, qual'è la sua opinione soggettiva in merito ad un uso a vita dell'antidepressivo e/o un uso prolungato ma non per forza continuativo?

Perchè leggo/sento opionioni differenti tra chi parla del ripresentarsi della malattia a chi di un effetto "rimbalzo" della sospensione del farmaco fino a 6 mesi potenzialmente passeggero. Consapevole che in ogni caso non si parla di curare un raffeddore, probabilmente neanche di cura e che il tutto è molto soggettivo...

Di base, non essendo arrivato ad avere intenzioni "autolesioneste" concrete. La paura è che mi ci porti l'andare a giochicchiare con i miei neurotrasmettitori in modi differenti. E per non saper ne leggere ne scrivere, mi curerei sicuramente MA preferendo un farmaco già provato a dosaggi uguali o superiori piuttosto che un farmaco differente.
E' completamente insensato ciò che scrivo? è solo sfiducia?

La ringrazio realmente se lei o suoi colleghi vogliano darmi un opinione in merito.
[#3]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 35,3k 846 56
I ragionamenti non portano a nulla.

Il parere tecnico sulla terapia lo ha ricevuto.

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