Io 44 e il mio compagno 53 anni. pochissimo sesso, lui guarda solo porno ogni sera
La mia relazione dura da 10 anni.
Abbiamo sempre avuto un buon rapporto, e la sessualità è andata scemando negli ultimi 5 anni.
La frequenza è di 1/2 volte al mese.
Sapevo già che gli piacesse il porno.
Il problema è che adesso fa quasi esclusivamente uso di quello.
Ho scoperto che lui è pansessuale, ma non è un problema.
Io ho smesso di essere un'attrazione sessuale e una complice.
Si masturba coi porno e quando deve avere un rapporto con me deve usare la pillola perché fa fatica ad avere un'erezione.
Se gliene parlo si arrabbia e si offende.
È una situazione che dura da tanto tempo e io sono arrivata a mettere in discussione la relazione.
Grazie per gli eventuali suggerimenti
Abbiamo sempre avuto un buon rapporto, e la sessualità è andata scemando negli ultimi 5 anni.
La frequenza è di 1/2 volte al mese.
Sapevo già che gli piacesse il porno.
Il problema è che adesso fa quasi esclusivamente uso di quello.
Ho scoperto che lui è pansessuale, ma non è un problema.
Io ho smesso di essere un'attrazione sessuale e una complice.
Si masturba coi porno e quando deve avere un rapporto con me deve usare la pillola perché fa fatica ad avere un'erezione.
Se gliene parlo si arrabbia e si offende.
È una situazione che dura da tanto tempo e io sono arrivata a mettere in discussione la relazione.
Grazie per gli eventuali suggerimenti
Gentile,
da quello che racconta non sembra esserci solo un calo della sessualità, ma una distanza che negli anni si è creata tra voi. Lei sente di non essere più desiderata, mentre il suo partner sembra vivere la sessualità soprattutto da solo, attraverso il porno. È comprensibile che questo, nel tempo, l’abbia fatta sentire esclusa e l’abbia portata a mettere in discussione la relazione.
È importante dire anche che l’essere pansessuale non spiega necessariamente quello che sta succedendo. Il punto sembra piuttosto il modo in cui lui oggi vive la sessualità e il fatto che, quando lei prova a parlarne, la conversazione si chiuda con rabbia o con offesa.
Quando in una coppia non si riesce più a parlare serenamente di questi temi, la distanza tende ad aumentare. È un po’ come quando in un camino la legna viene messa solo da una parte: il fuoco continua a bruciare, ma non scalda più tutta la stanza.
Qualche piccolo spunto che può provare:
- cambiare il modo di parlarne. Non tanto perché fai questo o non mi desideri più , ma mi sento distante da te e mi manca la nostra complicità . Spostare il discorso dal problema alla relazione a volte abbassa la difesa.
- chiedere un momento dedicato al tema, non nel mezzo di una discussione o subito dopo un rifiuto. Parlare di sessualità quando si è già feriti spesso porta solo a nuove chiusure.
Se però questo argomento continua a generare solo rabbia o muro, uno spazio di confronto di coppia o sessuologico potrebbe aiutarvi a parlarne con più calma e a capire se l’intimità tra voi può essere ripensata.
Allo stesso tempo è importante che lei non metta da parte ciò che sente: il bisogno di sentirsi desiderata e complice nella sessualità è un bisogno legittimo in una relazione.
Un caro saluto.
da quello che racconta non sembra esserci solo un calo della sessualità, ma una distanza che negli anni si è creata tra voi. Lei sente di non essere più desiderata, mentre il suo partner sembra vivere la sessualità soprattutto da solo, attraverso il porno. È comprensibile che questo, nel tempo, l’abbia fatta sentire esclusa e l’abbia portata a mettere in discussione la relazione.
È importante dire anche che l’essere pansessuale non spiega necessariamente quello che sta succedendo. Il punto sembra piuttosto il modo in cui lui oggi vive la sessualità e il fatto che, quando lei prova a parlarne, la conversazione si chiuda con rabbia o con offesa.
Quando in una coppia non si riesce più a parlare serenamente di questi temi, la distanza tende ad aumentare. È un po’ come quando in un camino la legna viene messa solo da una parte: il fuoco continua a bruciare, ma non scalda più tutta la stanza.
Qualche piccolo spunto che può provare:
- cambiare il modo di parlarne. Non tanto perché fai questo o non mi desideri più , ma mi sento distante da te e mi manca la nostra complicità . Spostare il discorso dal problema alla relazione a volte abbassa la difesa.
- chiedere un momento dedicato al tema, non nel mezzo di una discussione o subito dopo un rifiuto. Parlare di sessualità quando si è già feriti spesso porta solo a nuove chiusure.
Se però questo argomento continua a generare solo rabbia o muro, uno spazio di confronto di coppia o sessuologico potrebbe aiutarvi a parlarne con più calma e a capire se l’intimità tra voi può essere ripensata.
Allo stesso tempo è importante che lei non metta da parte ciò che sente: il bisogno di sentirsi desiderata e complice nella sessualità è un bisogno legittimo in una relazione.
Un caro saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
Gentile Utente,
Concordo con quanto scritto dal collega, soprattutto sul tema della distanza che si è creata nel tempo e sul vissuto di esclusione che lei descrive.
Aggiungerei solo un altro livello di lettura.
In alcune relazioni, quando la sessualità diventa prevalentemente solitaria e mediata dal porno, non è tanto il desiderio che scompare, quanto la fatica a stare nel rapporto con l’altro, che è sempre più complesso, imprevedibile, carico di aspettative. La pornografia, in questo senso, può diventare una modalità di regolazione, non necessariamente una scelta contro il partner.
Questo però non toglie peso a ciò che lei sente. Sentirsi non più desiderata, dover competere con qualcosa che non richiede reciprocità, può essere profondamente svalutante e minare l’autostima e il legame.
Il fatto che ogni tentativo di parlarne venga vissuto da lui come un attacco è un elemento importante: indica che su questo tema non c’è più uno spazio di scambio, ma solo difesa. Ed è spesso lì che le relazioni iniziano a bloccarsi.
Più che interrogarsi se il problema sia il porno, forse la domanda da esplorare è se oggi esista ancora uno spazio condiviso di intimità e se entrambi abbiate voglia e possibilità di rimetterlo in gioco.
Resto a disposizione qualora volesse approfondire.
Cordialmente.
Concordo con quanto scritto dal collega, soprattutto sul tema della distanza che si è creata nel tempo e sul vissuto di esclusione che lei descrive.
Aggiungerei solo un altro livello di lettura.
In alcune relazioni, quando la sessualità diventa prevalentemente solitaria e mediata dal porno, non è tanto il desiderio che scompare, quanto la fatica a stare nel rapporto con l’altro, che è sempre più complesso, imprevedibile, carico di aspettative. La pornografia, in questo senso, può diventare una modalità di regolazione, non necessariamente una scelta contro il partner.
Questo però non toglie peso a ciò che lei sente. Sentirsi non più desiderata, dover competere con qualcosa che non richiede reciprocità, può essere profondamente svalutante e minare l’autostima e il legame.
Il fatto che ogni tentativo di parlarne venga vissuto da lui come un attacco è un elemento importante: indica che su questo tema non c’è più uno spazio di scambio, ma solo difesa. Ed è spesso lì che le relazioni iniziano a bloccarsi.
Più che interrogarsi se il problema sia il porno, forse la domanda da esplorare è se oggi esista ancora uno spazio condiviso di intimità e se entrambi abbiate voglia e possibilità di rimetterlo in gioco.
Resto a disposizione qualora volesse approfondire.
Cordialmente.
dott. Benedetto Vivona
Ricevo a Trapani e online
https://benedettovivona.wixsite.com/psicologo-trapani
3317463183
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 1.8k visite dal 04/03/2026.
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