Relazione a distanza, perché quando lui esce e saltiamo la videochiamata mi innervosisco?
Sono in una relazione a distanza da quasi due anni.
Ci siamo incontrati in un periodo della mia vita non esattamente felice, stavo cercando di recuperare una relazione durata anni, di cui 8 di convivenza, dove ho sempre e solo trovato un alto muro (percorso di un anno dalla psicologa) e quindi con molto sacrificio ho deciso di lasciarlo nonostante gli volessi bene.
Ho incontrato il mio attuale fidanzato, quando stavo ancora bene prima di lasciare il mio ex, durante un viaggio che feci da sola con una comitiva di sconosciuti.
Poi mi ha vista nel mio momento peggiore, crolli emotivi, ansia, perennemente arrabbiata.
Piano piano ho preso le redini di me stessa e alcune cose sono cambiate anche in ambito familiare.
Dopo aver passato tutto questo... possibile che non riesca a gestire il fatto che il mio fidanzato se esce non possiamo fare una videochiamata come al solito invece di 10 minuti per darci la buonanotte...?
È uscito e tornato tardi per due sere di fila, non esce quasi mai adesso prima usciva molto più spesso (anche più volte la settimana).
Magari esce a cena e dopo invece di tornare a casa va a bere qualcosa con gli amici.
Mi sento messa da parte e non considerata eppure so che non è così perché me lo dimostra, ma nonostante tutto non riesco a gestire la mia tristezza sul non fare la chiamata che aspetto tutto il giorno.
Parlando con lui quello che recepisce è che voglio che non esca.
Non è quello che voglio, vorrei solo che la videochiamata fosse sacra per lui quanto lo è per me e non riesce a capirmi sotto questo punto di vista.
Lui mi dice che non muore nessuno se per una o due volte non la facciamo o la facciamo per darci solo la buonanotte.
Oltre a questo comincio ad essere esausta per questa relazione a distanza, ci vediamo una volta al mese per circa 5 gg.
Anno scorso stavamo cercando di comprare una casa ma non è andata a buon fine.
Adesso stiamo aspettando circa giugno/settembre per capire se riusciamo a prenderne un altra.
Mi sembrano prove che la vita ci ha messo in mezzo per testarci.
Col lavoro che faccio da adesso in poi ho sempre 0 energie e dolori anche fisici (molte ore in piedi) che non mi invogliano ad uscire.
Mi sento anche in colpa perché quando sono infastidita da questa cosa non riesco a mascherarlo e durante la serata lo capisce perfettamente invece vorrei che si facesse la serata tranquillamente con gli amici.
Mi sento un casino...
Ci siamo incontrati in un periodo della mia vita non esattamente felice, stavo cercando di recuperare una relazione durata anni, di cui 8 di convivenza, dove ho sempre e solo trovato un alto muro (percorso di un anno dalla psicologa) e quindi con molto sacrificio ho deciso di lasciarlo nonostante gli volessi bene.
Ho incontrato il mio attuale fidanzato, quando stavo ancora bene prima di lasciare il mio ex, durante un viaggio che feci da sola con una comitiva di sconosciuti.
Poi mi ha vista nel mio momento peggiore, crolli emotivi, ansia, perennemente arrabbiata.
Piano piano ho preso le redini di me stessa e alcune cose sono cambiate anche in ambito familiare.
Dopo aver passato tutto questo... possibile che non riesca a gestire il fatto che il mio fidanzato se esce non possiamo fare una videochiamata come al solito invece di 10 minuti per darci la buonanotte...?
È uscito e tornato tardi per due sere di fila, non esce quasi mai adesso prima usciva molto più spesso (anche più volte la settimana).
Magari esce a cena e dopo invece di tornare a casa va a bere qualcosa con gli amici.
Mi sento messa da parte e non considerata eppure so che non è così perché me lo dimostra, ma nonostante tutto non riesco a gestire la mia tristezza sul non fare la chiamata che aspetto tutto il giorno.
Parlando con lui quello che recepisce è che voglio che non esca.
Non è quello che voglio, vorrei solo che la videochiamata fosse sacra per lui quanto lo è per me e non riesce a capirmi sotto questo punto di vista.
Lui mi dice che non muore nessuno se per una o due volte non la facciamo o la facciamo per darci solo la buonanotte.
Oltre a questo comincio ad essere esausta per questa relazione a distanza, ci vediamo una volta al mese per circa 5 gg.
Anno scorso stavamo cercando di comprare una casa ma non è andata a buon fine.
Adesso stiamo aspettando circa giugno/settembre per capire se riusciamo a prenderne un altra.
Mi sembrano prove che la vita ci ha messo in mezzo per testarci.
Col lavoro che faccio da adesso in poi ho sempre 0 energie e dolori anche fisici (molte ore in piedi) che non mi invogliano ad uscire.
Mi sento anche in colpa perché quando sono infastidita da questa cosa non riesco a mascherarlo e durante la serata lo capisce perfettamente invece vorrei che si facesse la serata tranquillamente con gli amici.
Mi sento un casino...
Gentile,
da quanto emerge dal suo racconto, la situazione che sta vivendo sembra muoversi su più livelli insieme. Da una parte c’è una relazione nata in un momento molto delicato della sua vita, quando stava uscendo da una storia lunga e faticosa; dall’altra c’è una relazione a distanza che, per sua natura, richiede già di per sé molti equilibri e adattamenti.
Per come lei lo descrive, la videochiamata serale sembra essere diventata un punto di riferimento molto importante nella vostra quotidianità. Non è solo una telefonata: sembra quasi rappresentare il momento in cui la relazione prende forma ogni giorno, nonostante la distanza.
Quando questo momento salta o si accorcia molto, lei racconta di sentirsi messa da parte. Allo stesso tempo però riconosce che il suo compagno le dimostra affetto e che probabilmente non sta cercando di allontanarla. Questo doppio movimento, sapere razionalmente che l’altro c’è, ma sentire comunque tristezza o inquietudine, è qualcosa che molte persone sperimentano nelle relazioni a distanza.
C’è poi un altro elemento che emerge nel suo racconto: lei stessa dice di essere molto stanca, con poco spazio di energia fuori dal lavoro. In momenti così può succedere che la relazione diventi uno dei pochi luoghi emotivi disponibili nella giornata, e quindi ogni piccolo cambiamento venga percepito con maggiore intensità.
Per come lo descrive, sembrerebbe che tra voi due ci sia una differenza nel significato dato a quel rituale serale:
per lei è un momento quasi sacro , per lui invece qualcosa che può essere più flessibile.
In alcune coppie a distanza può essere utile fare un piccolo esperimento: invece di difendere un singolo rituale (in questo caso la videochiamata ogni sera), provare a costruire due o tre momenti di contatto che abbiano forme diverse.
Per esempio: una sera una chiamata più lunga, un’altra un messaggio vocale, un’altra ancora solo un saluto veloce. Paradossalmente, quando un rituale diventa troppo rigido può trasformarsi facilmente in una prova d’amore da superare ogni giorno, e questo rischia di mettere entrambi sotto pressione.
Un’altra cosa che emerge dal suo racconto è la stanchezza che inizia a sentire verso la distanza stessa. Dopo due anni e vedendovi solo una volta al mese, è comprensibile che inizi a chiedersi quanto a lungo questo equilibrio possa reggere. In molte relazioni a distanza, a un certo punto diventa importante capire quando e come la distanza potrà ridursi, altrimenti il peso emotivo tende ad aumentare.
Qui naturalmente abbiamo solo uno sguardo parziale su ciò che sta vivendo. Alcune di queste riflessioni potrebbero trovare spazio anche in un confronto più continuativo, se sentirà il bisogno di approfondirle con un professionista.
Nel frattempo forse può provare a osservare una cosa: quando salta la videochiamata, ciò che pesa di più è la mancanza del contatto con lui in quel momento, oppure il timore che questo possa significare qualcosa per la vostra relazione?
A volte questa differenza aiuta a comprendere meglio cosa si muove dentro di noi.
Un caro saluto.
da quanto emerge dal suo racconto, la situazione che sta vivendo sembra muoversi su più livelli insieme. Da una parte c’è una relazione nata in un momento molto delicato della sua vita, quando stava uscendo da una storia lunga e faticosa; dall’altra c’è una relazione a distanza che, per sua natura, richiede già di per sé molti equilibri e adattamenti.
Per come lei lo descrive, la videochiamata serale sembra essere diventata un punto di riferimento molto importante nella vostra quotidianità. Non è solo una telefonata: sembra quasi rappresentare il momento in cui la relazione prende forma ogni giorno, nonostante la distanza.
Quando questo momento salta o si accorcia molto, lei racconta di sentirsi messa da parte. Allo stesso tempo però riconosce che il suo compagno le dimostra affetto e che probabilmente non sta cercando di allontanarla. Questo doppio movimento, sapere razionalmente che l’altro c’è, ma sentire comunque tristezza o inquietudine, è qualcosa che molte persone sperimentano nelle relazioni a distanza.
C’è poi un altro elemento che emerge nel suo racconto: lei stessa dice di essere molto stanca, con poco spazio di energia fuori dal lavoro. In momenti così può succedere che la relazione diventi uno dei pochi luoghi emotivi disponibili nella giornata, e quindi ogni piccolo cambiamento venga percepito con maggiore intensità.
Per come lo descrive, sembrerebbe che tra voi due ci sia una differenza nel significato dato a quel rituale serale:
per lei è un momento quasi sacro , per lui invece qualcosa che può essere più flessibile.
In alcune coppie a distanza può essere utile fare un piccolo esperimento: invece di difendere un singolo rituale (in questo caso la videochiamata ogni sera), provare a costruire due o tre momenti di contatto che abbiano forme diverse.
Per esempio: una sera una chiamata più lunga, un’altra un messaggio vocale, un’altra ancora solo un saluto veloce. Paradossalmente, quando un rituale diventa troppo rigido può trasformarsi facilmente in una prova d’amore da superare ogni giorno, e questo rischia di mettere entrambi sotto pressione.
Un’altra cosa che emerge dal suo racconto è la stanchezza che inizia a sentire verso la distanza stessa. Dopo due anni e vedendovi solo una volta al mese, è comprensibile che inizi a chiedersi quanto a lungo questo equilibrio possa reggere. In molte relazioni a distanza, a un certo punto diventa importante capire quando e come la distanza potrà ridursi, altrimenti il peso emotivo tende ad aumentare.
Qui naturalmente abbiamo solo uno sguardo parziale su ciò che sta vivendo. Alcune di queste riflessioni potrebbero trovare spazio anche in un confronto più continuativo, se sentirà il bisogno di approfondirle con un professionista.
Nel frattempo forse può provare a osservare una cosa: quando salta la videochiamata, ciò che pesa di più è la mancanza del contatto con lui in quel momento, oppure il timore che questo possa significare qualcosa per la vostra relazione?
A volte questa differenza aiuta a comprendere meglio cosa si muove dentro di noi.
Un caro saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 40 visite dal 09/03/2026.
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