Supporto rapporto matimoniale
Sono sposata da 2 anni e ora mamma di un bambino di quasi 1 anno e sono arrivata la capolinea.
Ho continui probelmi con lui per chi deve tenere suo figlio quando io sono a lavoro, è geloso di mia madre e ha fatto di tutto per aggredirla e farla allontanare.
Sono andata via di casa a gennaio e sono ritornata per amore di mio figlio e per mia madre che mi ha pregata dato che il bambino è piccolo dettando 3 condizioni: 1) se si voleva organizzare e tenere suo fiflio o portalo da sua madre si doveva organizzare lui 2) voleva essere libera di chiamare e prendere qualsiasi decisione 3) non volevo nominata la mia famiglia.
A distanza di 4 mesi siamo di nuovo qui peggio questa volta mi ha minacciato e la sua motivazione è che non gli faccio fare il padre perche non ho fiducia a lasciare il bambino con lui, cosa mai vietata ma non mi ha dimostrato di potersi occupare del bambino, mi dice la pasta nn l'assaggio perche mi fa schifo, quello ho paura. . scuse e solo scuse, premetto che io sono tornata a lavoro a settembre e lui aveva la macchina ad aggiustre e la mattina mia madre alle 6 mi veniva a prendere a me e il bambino e mi dava la sua macchina. tutto nasce solo per la gelosia, a mia madre gli ha detto non sono sposata con te, l'attacca perche sa che il mio punto debole. ho bisogno di supporto perche ho bisogno di aiuto, oggi ritorno per il bambino per l'ennesima volta ma so che ormai è finita per me.
Ho continui probelmi con lui per chi deve tenere suo figlio quando io sono a lavoro, è geloso di mia madre e ha fatto di tutto per aggredirla e farla allontanare.
Sono andata via di casa a gennaio e sono ritornata per amore di mio figlio e per mia madre che mi ha pregata dato che il bambino è piccolo dettando 3 condizioni: 1) se si voleva organizzare e tenere suo fiflio o portalo da sua madre si doveva organizzare lui 2) voleva essere libera di chiamare e prendere qualsiasi decisione 3) non volevo nominata la mia famiglia.
A distanza di 4 mesi siamo di nuovo qui peggio questa volta mi ha minacciato e la sua motivazione è che non gli faccio fare il padre perche non ho fiducia a lasciare il bambino con lui, cosa mai vietata ma non mi ha dimostrato di potersi occupare del bambino, mi dice la pasta nn l'assaggio perche mi fa schifo, quello ho paura. . scuse e solo scuse, premetto che io sono tornata a lavoro a settembre e lui aveva la macchina ad aggiustre e la mattina mia madre alle 6 mi veniva a prendere a me e il bambino e mi dava la sua macchina. tutto nasce solo per la gelosia, a mia madre gli ha detto non sono sposata con te, l'attacca perche sa che il mio punto debole. ho bisogno di supporto perche ho bisogno di aiuto, oggi ritorno per il bambino per l'ennesima volta ma so che ormai è finita per me.
Gentilissima,
la situazione familiare sembra alquanto precaria e conflittuale. Rimanendo in sospeso, il rischio di un'escalation è concreto e va evitato. Suo marito sta trascurando il vostro bambino, i suoi doveri primari da genitore. In questi casi, una terapia sistemico-relazionale può avere la sua validità. Prima di procedere con scelte più definitive come un'istanza di divorzio.
Ci aggiorni ancora, siamo a sua disposizione.
Cordialmente,
la situazione familiare sembra alquanto precaria e conflittuale. Rimanendo in sospeso, il rischio di un'escalation è concreto e va evitato. Suo marito sta trascurando il vostro bambino, i suoi doveri primari da genitore. In questi casi, una terapia sistemico-relazionale può avere la sua validità. Prima di procedere con scelte più definitive come un'istanza di divorzio.
Ci aggiorni ancora, siamo a sua disposizione.
Cordialmente,
Dr. Valerio Bruno
Utente
C’è solo tensione, lui vorrebbe fare finta di nulla ma non ci riesco.. ma ferito profondamente.. litigi per chi tiene il bambino.. ha aggredito mia madre e mi accanisce..
Gentilissima,
ha provato a parlarne con lui anche con l'aiuto della sua famiglia? Se la situazione è talmente grave come traspare da quelle poche righe che questo portale di contatto ci consente, credo sia uno dei possibili modi per risolvere. In caso contrario, potrà valutare di ricorrere ad alternative più drastiche.
Ci tenga aggiornati.
Cordiali saluti,
ha provato a parlarne con lui anche con l'aiuto della sua famiglia? Se la situazione è talmente grave come traspare da quelle poche righe che questo portale di contatto ci consente, credo sia uno dei possibili modi per risolvere. In caso contrario, potrà valutare di ricorrere ad alternative più drastiche.
Ci tenga aggiornati.
Cordiali saluti,
Dr. Valerio Bruno
Utente
Circa 4 mesi fa avevamo avuto un grave litigio legato alla gestione del bambino: il padre insisteva affinché venisse affidato più spesso a sua madre, mentre io, per motivi organizzativi e di fiducia, mi affido principalmente a mia madre, che mi supporta concretamente (ad esempio si alza alle 6 del mattino per venire a prendere il bambino quando lavoro).
A seguito di quel conflitto, ero arrivata ad allontanarmi da casa. Sono poi rientrata ponendo delle condizioni chiare:
che fossi libera di organizzarmi autonomamente nella gestione del bambino
che, qualora volesse portarlo da sua madre, si organizzasse lui in modo autonomo (anche logisticamente)
che non venisse più coinvolta, nominata o criticata la mia famiglia, in particolare mia madre
Tali condizioni non sono state rispettate. Nel tempo sono continuate pressioni, critiche e tensioni, fino a un nuovo episodio recente in cui il conflitto è nuovamente degenerato.
Durante questa discussione, in cui ho proposto la separazione, il padre ha reagito in modo aggressivo: mi ha nascosto i telefoni impedendomi di comunicare e mi ha rivolto minacce. Successivamente, anche in presenza di mia madre, ha mantenuto un atteggiamento ostile, svalutante e provocatorio.
È importante segnalare che il padre manifesta da tempo un atteggiamento di rifiuto e svalutazione nei confronti della mia famiglia, in particolare di mia madre, che ha spesso giudicato e disprezzato. Questo ha generato una situazione di forte disagio anche per lei, che invece mi offre un supporto concreto e quotidiano e che oggi vive un senso di colpa ingiustificato.
Dopo l’episodio sopra descritto mi sono allontanata da casa con il bambino. Successivamente sono rientrata perché il bambino è molto piccolo, ma attualmente vivo un forte disagio nel condividere l’ambiente domestico con il padre.
Ad oggi lui continua a comunicare con modalità caratterizzate da:
instabilità emotiva
preoccupazioni eccessive e non realistiche sul benessere psicologico del bambino
accuse nei miei confronti come madre
atteggiamenti provocatori e svalutanti
A seguito di quel conflitto, ero arrivata ad allontanarmi da casa. Sono poi rientrata ponendo delle condizioni chiare:
che fossi libera di organizzarmi autonomamente nella gestione del bambino
che, qualora volesse portarlo da sua madre, si organizzasse lui in modo autonomo (anche logisticamente)
che non venisse più coinvolta, nominata o criticata la mia famiglia, in particolare mia madre
Tali condizioni non sono state rispettate. Nel tempo sono continuate pressioni, critiche e tensioni, fino a un nuovo episodio recente in cui il conflitto è nuovamente degenerato.
Durante questa discussione, in cui ho proposto la separazione, il padre ha reagito in modo aggressivo: mi ha nascosto i telefoni impedendomi di comunicare e mi ha rivolto minacce. Successivamente, anche in presenza di mia madre, ha mantenuto un atteggiamento ostile, svalutante e provocatorio.
È importante segnalare che il padre manifesta da tempo un atteggiamento di rifiuto e svalutazione nei confronti della mia famiglia, in particolare di mia madre, che ha spesso giudicato e disprezzato. Questo ha generato una situazione di forte disagio anche per lei, che invece mi offre un supporto concreto e quotidiano e che oggi vive un senso di colpa ingiustificato.
Dopo l’episodio sopra descritto mi sono allontanata da casa con il bambino. Successivamente sono rientrata perché il bambino è molto piccolo, ma attualmente vivo un forte disagio nel condividere l’ambiente domestico con il padre.
Ad oggi lui continua a comunicare con modalità caratterizzate da:
instabilità emotiva
preoccupazioni eccessive e non realistiche sul benessere psicologico del bambino
accuse nei miei confronti come madre
atteggiamenti provocatori e svalutanti
Utente
o mi trovo in uno stato di forte stress emotivo, divisa tra il desiderio di garantire la presenza del padre e la necessità di tutelare il benessere mio e del bambino. Mi sento inoltre condizionata da un senso di dovermi sacrificare restando in una situazione che mi crea malessere.
Il mio obiettivo è:
* garantire al bambino un ambiente stabile e sereno
* comprendere modalità adeguate e sicure di gestione genitoriale
* tutelarmi rispetto a comportamenti aggressivi, svalutanti o manipolatori
* gestire correttamente il rapporto padre-figlio senza esporre il bambino a conflitti
Chiedo supporto per:
* una valutazione della situazione dal punto di vista psicologico e relazionale
* indicazioni pratiche sulla co-genitorialità in sicurezza
* strategie di comunicazione e definizione di limiti chiari
* orientamento su eventuali strumenti di tutela, anche legali
Il mio obiettivo è:
* garantire al bambino un ambiente stabile e sereno
* comprendere modalità adeguate e sicure di gestione genitoriale
* tutelarmi rispetto a comportamenti aggressivi, svalutanti o manipolatori
* gestire correttamente il rapporto padre-figlio senza esporre il bambino a conflitti
Chiedo supporto per:
* una valutazione della situazione dal punto di vista psicologico e relazionale
* indicazioni pratiche sulla co-genitorialità in sicurezza
* strategie di comunicazione e definizione di limiti chiari
* orientamento su eventuali strumenti di tutela, anche legali
Gentilissima,
comprenderà che il nostro sostegno qui non potrà andare oltre questo servizio che stiamo fornendo. Si evidenzia dalle sue parole un atteggiamento emotivamente violento da parte di suo marito. Lei ha tentato di parlare con lui civilmente e lui ha risposto picche arrivando addirittura a minacciarla e non si è fermato alle alle parole ma, avendole nascosto il telefono, è passato all'azione. Non è sacrificandosi come sta facendo per il suo bambino che lei riuscirà a garantirgli un contesto di crescita favorevole per il suo sviluppo psicofisico. Esistono consultori, centri antiviolenza, dove poter denunciare maltrattamenti e prendere i dovuti provvedimenti fino a consultare avvocati divorzisti. Con la famiglia di lui lei che tipo di relazioni intrattiene? Sono aperti ad un confronto?
Ci aggiorni pure.
Cordiali saluti,
comprenderà che il nostro sostegno qui non potrà andare oltre questo servizio che stiamo fornendo. Si evidenzia dalle sue parole un atteggiamento emotivamente violento da parte di suo marito. Lei ha tentato di parlare con lui civilmente e lui ha risposto picche arrivando addirittura a minacciarla e non si è fermato alle alle parole ma, avendole nascosto il telefono, è passato all'azione. Non è sacrificandosi come sta facendo per il suo bambino che lei riuscirà a garantirgli un contesto di crescita favorevole per il suo sviluppo psicofisico. Esistono consultori, centri antiviolenza, dove poter denunciare maltrattamenti e prendere i dovuti provvedimenti fino a consultare avvocati divorzisti. Con la famiglia di lui lei che tipo di relazioni intrattiene? Sono aperti ad un confronto?
Ci aggiorni pure.
Cordiali saluti,
Dr. Valerio Bruno
Questo consulto ha ricevuto 6 risposte e 408 visite dal 21/04/2026.
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