Problemi con la mia ragazza conosciuta mentre lavoravo

Come da titolo, circa 3 anni fa conosco una ragazza straniera, mentre svolgevo il mio lavoro.
All'inizio eravamo solo amici, preciso che lei e del nord-Africa quindi musulmana, quando l'ho conosciuta, lei sottolineava che eravamo solo amici, e quando andavo a trovarla dove lavora, lei diceva di non iniziare dei dialoghi, in quanto sul luogo di lavoro non voleva pettegolezzi.
Nel tempo abbiamo avuto alti e bassi, fino a quando ci siamo messi insieme.
Lei ha iniziato a fare cose strane, mi nascondeva delle cose, come il fatto che era stata sposata due volte, l'ho saputo tramite amici in comune.
Ho come l'impressione che non fosse attratta da me in quanto da quando stiamo insieme (circa due settimane) non ha mai voluto darmi un bacio con la lingua e del sesso neanche se ne parla. u8Lei dice a causa della sua religione, ma penso che comunque abbia dei rapporti con qualcuno).
Visto questi alti e bassi, circa una settimana fa litighiamo di brutto e lei mi blocca su tutti i social. compreso whtsapp.
Da quando la conosco sono innamorato di lei, anche se mi nasconde molte cose, facendo delle sedute dallo psicologo, mi parla che lei è affetta da disturbo "Border-line".
Ora mi ha sbloccato ma l'ho bloccata io, perché per me non ha senso andare avanti cosi.
Secondo voi, ha senso continuare una relazione cosi, e dalla sindrome "Border-line" si pùò guarire?.
Grazie a tutti.
Dr.ssa Serena Vitale Psicologo, Sessuologo 20
Gentile utente,
Capisco quanto possa essere difficile accorgersi che una persona con cui abbiamo una relazione non è del tutto sincera con noi.

Tuttavia, ci sarebbero delle cose che vorrei chiarire meglio ovvero: lei ha scritto che pensa che la sua ragazza abbia rapporti con altre persone, da che cosa lo deduce? Poi parla della diagnosi di disturbo borderline di questa ragazza, che però se ho capito bene, è una diagnosi fatta diciamo da lontano dallo psicologo a cui si rivolge lei che scrive il consulto, non la ragazza, è giusto? Chiedo per avere più dati per poterle rispondere meglio, rispetto a ciò che lei ha scritto, e non per fare diagnosi personalmente. Se non se la sente di rispondere, non ci sono problemi.

Quanto alla domanda che pone in riferimento al fatto, se si possa continuare una relazione con una persona con disturbo di personalità borderline, c’è da fare una riflessione che è opportuna ogni volta che diverse persone fanno domande simili alla sua, ad esempio molti chiedono se sia possibile avere una relazione con una persona narcisista, se sia possibile avere una relazione con una persona che soffre di depressione, eccetera.

La questione è questa: cercare di capire se una persona può fare al caso nostro da una diagnosi psicologica non è la cosa più giusta da fare. Questo glielo dico perché tutti noi, chi più chi meno, avrà qualche diagnosi se si facesse visitare, e come possiamo ben vedere le persone continuano a sposarsi o comunque ad avere relazioni anche spesso piacevoli. Quindi la questione non è avere in mano una sorta di cartella clinica delle persone con cui abbiamo una relazione sentimentale e scegliere quelle sane, perché così probabilmente resteremo soli.

Quindi, dal momento che è vero che questi disturbi possono essere invalidanti per la persona che li ha, come anche per le persone intorno a loro, non le sto dicendo che un disturbo borderline sia sempre una cosa piacevole, le sto dicendo che queste etichette sono utili per i professionisti sanitari e per i partner come nel suo caso, solamente nella misura in cui possano aiutare a capire qualcosa della persona per poter trovare una mediazione davanti alle difficoltà che un tale disturbo porta. Levato questo dettaglio, sicuramente utile ma comunque circoscritto a questa utilità, resta il fatto che il modo per capire se una persona sia giusta o meno per una relazione sana per noi è misurare quanto quella persona o quella relazione ci faccia stare bene. E stare bene non significa ridere sempre, divertirsi sempre o non litigare mai, ma significa che con questa persona ci sentiamo rispettati, amati, compresi, capiti e molte altre cose soggettive per il benessere di ogni individuo.

In conclusione, una persona borderline può andare in terapia e stare meglio, e a prescindere dal suo disturbo può comunque rendere felice una persona, ovviamente avere dei problemi comporterà il dover avere la giusta voglia di affrontare insieme gli ostacoli, ma questo penso proprio che non riguardi soltanto i disturbi psicologici.

Spero di esserle stata abbastanza d’aiuto, un cordiale saluto.

Riscontro orientativo, non diagnostico
Dott.ssa Serena Vitale
Psicologa Clinica e della Salute, Sessuologa
https://serenavitalepsicologa.it


👍🏻Il Dr. Musolino concorda con la risposta.

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Risposta utile1
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Dr. Valerio Bruno Psicologo
Gentile,

al di là delle possibili etichette diagnostiche che da qui non possiamo dare, è bene che lei si concentri su ciò che vuole per lei e dal rapporto che desidera con questa ragazza. La dinamica di blocco-sblocco e di bugie non depone bene in vista di instaurare un rapporto di fiducia.
Questa ragazza dovrà lavorare, sempre che non lo stia già facendo, su se stessa. Dai disturbi di personalità non si può guarire, nel senso di debellarli, perché tali disturbi nascono sin dall'infanzia e sono insiti nell'essere. Oltretutto sono egosintonici, la persona non li percepisce come disturbi ma come lati caratteriali. Si può però raggiungere una vita abbastanza equilibrata con un adeguato supporto clinico, ma questo è un altro discorso che non c'entra con il suo consulto. Rifletta anche su ciò che l'attrae di questa ragazza e sulle aspettative. Solo lei può decidere se il gioco valga o meno la candela.

Se vuole, ci aggiorni pure.

Cordiali saluti,

Dr. Valerio Bruno

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Risposta utile
Dr. Mario Canovi Psicologo, Psicoterapeuta 319 19
Gentilissimo,

noi qui non facciamo diagnosi, né tantomeno facciamo diagnosi "per interposta persona". Il punto non è tanto se questa ragazza abbia un disturbo borderline di personalità ma quali sono le sue aspettative da questa ragazza.
Mi sembra che lei abbia messo inizialmente le cose in chiaro "lei sottolineava che eravamo solo amici". Pensa che non sia attratta da lei "non ha mai voluto darmi un bacio con la lingua e del sesso neanche se ne parla" e arriva a pensare che possa "avere rapporti con qualcuno". Tutto questo con l'aggiunta di culture diverse.
Lei domanda a noi se ha senso continuare una relazione così, quando nella riga precedente dice chiaramente che non ha senso per lei andare avanti così.

Si prenda il tempo per guardare dentro sé stesso e rispondere alla domanda che ci ha posto. Eventualmente può farsi aiutare da un professionista a capire cosa cerca in una relazione amorosa e fino a che punto può spingersi nella sua ricerca.

Cordialmente,

Dott. Mario Canovi.

Dr. Mario Canovi
Psicologo Psicoterapeuta a orientamento Psicoanalitico Interpersonale Umanistico individuale e di gruppo - Ipnologo
Trento - online

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Risposta utile
Dr.ssa Serena Vitale Psicologo, Sessuologo 20
Gentile utente, ringraziando anche i colleghi che sono intervenuti nelle repliche, vorrei aggiungere una piccola integrazione che sento di non aver aggiunto nella mia prima risposta.

Quando lei si domanda se la ragazza non è davvero attratta da lei perché non si avvicina fisicamente nemmeno per baciarla, oppure lamenta queste bugie, o dei blocchi sulle varie piattaforme social, io avanzerei una riflessione per lei: questa ragazza era davvero pronta e felice di iniziare questa relazione?

Sono solo due settimane che siete insieme e descrive questa situazione, magari sbaglio ma ho come l’impressione che non ci sia una completa presa di posizione da parte di questa ragazza nel voler iniziare questa relazione, magari posso sbagliare, è solo quello che sembra leggendo le sue righe.

Quindi, tornando a confermare quanto scrivevo nella prima replica e quanto anche i miei colleghi hanno ribadito riguardo al concetto delle etichette diagnostiche, le chiederei se secondo lei ci sono le basi adeguate per avere una relazione sana con questa persona.

Se lei pensa che queste basi possano esserci, eventuali fraintendimenti e difficoltà possono essere superate anche con un percorso psicologico di coppia, o anche facendo ognuno di voi un percorso psicologico personale ed individuale.

Con i distinti saluti

Riscontro orientativo, non diagnostico
Dott.ssa Serena Vitale
Psicologa Clinica e della Salute, Sessuologa
https://serenavitalepsicologa.it

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