Utente 201XXX
Salve sono una donna di 29 anni, da tre anni soffro di attacchi di panico, ansia e penso anche agarofobia vi chiedo solo un vostro parere.
Il mio primo attacco di panico è avvenuto di notte ho incominciato ad avere una sudorazione eccessiva e non riuscivo a prendere sonno ma ancora non sapevo di cosa si trattasse ma avevo in mente dei pensieri come se dovesse accadere qualcosa da un momento all'altro, il secondo è accaduto per stada con forti capogiri e annebbiamento della vista tachicardia sudorazione eccessiva e paura tremenda,infatti,da allora nn riesco piu' ad uscire liberamente da sola ho il terrore di affrontare anche solo cinque banali minuti di strada,avvolte mi fa paura anche solo il pensiero di andare in luoghi affollati, ma la cosa piu' strana è che se prendo l'autostrada ho proprio terrore da premettere che non ho avuto incidenti o cose del genere, potrebbe essere che forse collego l'autostrada a un' evento negativo di 5 anni fa? vi spiego cinque anni fa ho avuto un problema di salute che mi ha devastato mi avevano diagnosticato l'hpv ma piu' grave di quanto era avevano sbagliato e x prendere un'altro parere sono dovuta partire potrebbe essere questo la mia fobia per l'autostrada?? grazie aspetto le vostre risposte. Cordiali saluti Valeria.

[#1]  
Dr.ssa Federica Ludovici

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Gentile utente,
lei afferma che è da tre anni che soffre di attacchi di panico e sono tre anni che la sua vita ha subito un cambiamento qualitativo a causa della paura di poter avere per strada un altro attacco, è mai andata da qualche specialista (psichiatra, psicoterapeuta)?
Dr.ssa Federica Ludovici

[#2]  
201159

Cancellato nel 2013
Gentile Valeria,
anche a me, come alla collega, colpisce il periodo già piuttosto lungo in cui lei dice di soffrire di questi disturbi. Mi verrebbe da domandarle che cosa l'abbia portata proprio adesso a porre qui questa domanda. C'è stato forse qualche altro episodio o situazione che l'ha particolarmente spaventata o preoccupata?
Inoltre, come ha gestito finora questo problema? A volte infatti la crisi vera e propria inizia quando le soluzioni fino ad un certo momento adottate non funzionano più...
Il nesso che lei ipotizza per spiegare il terrore delle autostrade potrebbe avere un senso, ma andrebbe in effetti esplorato con qualcuno che la possa guidare e rassicurare in questa ricerca. Comprendendo anche altri aspetti della sua vita attuale o passata che possono avere una rilevanza sui sintomi che oggi la fanno soffrire così.
Spero di essere stata d'aiuto.

Cordialmente
Dott.ssa Lisa C. Parmiani
www.psicologamilanocitta.com

[#3]  
Dr.ssa Federica Ludovici

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Gentile utente,
quando una persona vive il primo attacco di panico, generalmente tende poi ad evitare ogni luogo o situazione in cui crede di non poter essere aiutata o in cui avrebbe difficoltà a trovare una via d'uscita. Questo meccanismo di evitamento accade per posti e situazioni che hanno caratteristiche simili o che comunque sono accomunati dalla stessa paura di non poter essere soccorsa nel caso vivesse di nuovo un attacco di panico. Quindi non credo che la sua fobia per l'autostrada possa associarsi all'evento negativo di 5 anni fa. Comunque il consiglio che le do vivamente è di rivolgersi ad uno psichiatra prima e poi di intraprendere un percorso di psicoterapia cognitivo- comportamentale.
Dr.ssa Federica Ludovici

[#4] dopo  
Utente 201XXX

Vi ringrazio innanzi tutto delle vostre risposte,non sono mai andata da uno psicologo,ma vorrei andarci.
Cmq per quanto riguarda la gestazione dei miei attacchi riesco a gestirli con una specie di autocontrollo non so come spiegarlo per esempio quando ho un'inizio di crisi incomincio a distrarmi facendo qualke altra cosao pensare cose che mi fanno rasserenare o ridere cosi' riesco ad evitarli, pero' quando c'è un pericolo mi sembra di non poterlo affrontare invece poi con la mia forza di volonta' penso che devo farcela per il bene mio e della mia famiglia.
Forse vi sembra assurdo ma da settembre 2010 riesco a gestirli, mi sono rivolta avoi per sapere se secondo voi ho bisogno di aiuto o no.
Comunque una cosa ho dimenticato di dirvi io puntualmente quando c'è una ricorrenza o festa entro in ansia e panico come mai?
grazie valeria

[#5]  
Dr. Armando De Vincentiis

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Gentile utente ricorrere a strategie personali per gestire il panico può essere utile nella misura in cui si riesce con una certa efficacia e senza un eccessivo sforzo.Ma se il ricorso a queste strategie determina una certa quota di stress ed il panico si ripresenta con la stessa intensità allora, forse, è il momento di ricorrere all'aiuto di uno specialista per uscire totalemente da questa dimensione. Una cosa è avere la forza di gestirlo un'altra e non ricorrere ad alcuna strategia perchè esso comincia a perdere la sua carica.
saluti
Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
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[#6] dopo  
Utente 201XXX

Gestire gli attachi di panico per me non è uno sforzo, anzi da quando riesco a gestirli sono diminuiti mi vengono solo quando c'è una situazione difficile che penso di non poter gestire, pero' non capisco perchè mi vengano quando c'è una ricorrenza o una festivita' mi sa spiegare il motivo per cui mi vengano proprio in quei particolari giorni? Da premettere non mi è mai accaduto niente personalmente di preoccupante da portarmi a questo punto pero' tre anni fa mia sorella ha avuto un problema di salute e come se avessi somatizzato il suo problema sto male da allora....giuro non so il perchè di questi attacchi di panico

[#7]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Se andare o meno dallo specialista, solo lei può deciderlo.

Di solito, quando ci scrivono le persone ansiose è perché vorrebbero da noi sufficienti rassicurazioni e motivi per NON andarci. Ma il punto è che finché si ha bisogno di rassicurazioni, vuol dire che l'ansia c'è, gestita o meno.

Il panico "gestito", come dice lei, può trasformarsi in altri sintomi ansiosi, meno fisici e più sul versante cognitivo, cioè in pensieri ossessivi, ipocondria, compulsioni ecc. Andando dallo specialista adesso potrebbe evitare di lasciar passare troppo tempo e di far cronicizzare il suo problema.

Volersi risolvere da soli problemi di questo tipo non solo non è una buona soluzione, ma fa esso stesso parte del problema.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

[#8] dopo  
Utente 201XXX

Scusi dottor Santonocito, perchè risolverli da soli fa parte del problema?

[#9]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Non "risolverli da soli", ma "tentare di risolverli da soli".

Lo può capire facilmente pensando a quando si deve subire un'intervento chirurgico. È difficile che in tale occasione uno pensi: "Sai cosa? Ora me lo faccio da solo".

Ma quando si tratta di problemi psichici, l'illusione fin troppo facile è che sia possibile o facile far da sé. Tutti pensiamo di essere buoni psicologi di se stessi.

Questo però non accade a caso: il tentativo di controllo, cioè di voler far da sé, in situazioni normali è lodevole ma di fronte a problemi di questo tipo diventa un tentativo di soluzione che finisce per alimentare il problema. E più non si riesce a risolverlo, più ci s'incaponisce a tentare.

Legga qui per capire il concetto di tentata soluzione:

http://www.giuseppesantonocito.it/art_intervento.htm

Inoltre, più s'insiste senza riuscirci, più si conferma a se stessi di avere un problema. Se lo si fosse già risolto non ci sarebbe lo stimolo a scriverci; "gestire" è un eufemismo per dire "cercare di sopportare".

Può dare un'occhiata a queste letture, fra il serio e lo scherzoso, per capire meglio cosa intendo:

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/156-dubbi-e-miti-dell-aspirante-psico-paziente-indeciso.html

http://www.giuseppesantonocito.it/news.htm?m=383

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
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[#10] dopo  
Utente 201XXX

Grazie dr. Santonocito,allora al piu' presto andro' da uno psicologo.
Comunque io sarei sempre voluta andare anche solo per sfogarmi perchè ho bisogno di parlare con qualcuno che non mi giudichi io voglio solo uscire da questa situazione e pensare che per me ci sia un futuro migliore e sereno grazie mille davvero a tutti se avete altri consigli li accetto con molto piacere distinti saluti Valeria

[#11]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Può leggere qui per informarsi su alcuni dei più diffusi approcci psicoterapeutici e su cosa aspettarsi da una psicoterapia:

https://www.medicitalia.it/minforma/psicoterapia/533-mini-guida-per-la-scelta-dell-orientamento-psicoterapeutico.html

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/233-la-psicoterapia-che-cos-e-e-come-funziona.html

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

[#12]  
201159

Cancellato nel 2013
Gentile Valeria,
anche a me, come alla collega, colpisce il periodo già piuttosto lungo in cui lei dice di soffrire di questi disturbi. Mi verrebbe da domandarle che cosa l'abbia portata proprio adesso a porre qui questa domanda. C'è stato forse qualche altro episodio o situazione che l'ha particolarmente spaventata o preoccupata?
Inoltre, come ha gestito finora questo problema? A volte infatti la crisi vera e propria inizia quando le soluzioni fino ad un certo momento adottate non funzionano più...
Il nesso che lei ipotizza per spiegare il terrore delle autostrade potrebbe avere un senso, ma andrebbe in effetti esplorato con qualcuno che la possa guidare e rassicurare in questa ricerca. Comprendendo anche altri aspetti della sua vita attuale o passata che possono avere una rilevanza sui sintomi che oggi la fanno soffrire così.
Spero di essere stata d'aiuto.

Cordialmente
Dott.ssa Lisa C. Parmiani
www.psicologamilanocitta.com

[#13] dopo  
Utente 201XXX

Gentile,dr. Parmiani, mi sono rivolta a voi perchè volevo capire cosa abbia scatenato in me questi attacchi di panico.
Tutto è cominciato tre anni fa di colpo senza un vero e proprio motivo era notte e non riuscivo a dormire perchè mio figlio aveva avuto un laringospasmo e di colpo ho avuto come una sensazione di freddo e agitazione e quella notte non ho dormito affatto, poi non sono comparsi piu' fino al 31 dicembre che avevo come una sensazione che al primo gennaio non ci sarei arrivata dopo la mezzanotte la mia ansia e la mia paura è sparita, lo so è stupido ma per me è un problema di cui non trovo la soluzione.
Poi è ricomparso un'altro attacco grave a marzo 2010 ero x strada e siccome soffro di pressione bassa pensavo di aver avuto un calo di pressione e sono andata in una farmacia che mi ha fatto calmare e mi ha misurato la pressione ed era 171 su 111 e i battiti a 98 praticamente mi sentivo morire e da marzo 2010 fino ad agosto nn sono riuscita piu' ad uscire ne sola ne in compagnia a Settembre mi sono presa di coraggio e sono uscita per forza maggiore perchè fra il lavoro e la scuola di mio figlio dovevo uscire pero' trovavo conforto telefonando a qualcuno durante il tragitto (a piedi) perchè cosi' mi sentivo sicura che se mi fosse successo qualcosa mi avrebbero aiutata e a poco a poco ho voluto provare a camminare senza l'aiuto del telefono e adesso riesco ad uscire senza problemi ed è da ottobre che non ho piu' avuto attacchi di panico mi vengono raramente adesso perchè cerco di pensare ad altro forse è sbagliato ma cerco come di soffocare il problema, ma dell'autostrada non sono riuscita a risolverlo,dimenticavo per essere piu' sicura di essere in salute mi sono fatta le analisi complete del sangue e sto benissimo e quello anche mi ha aiutata a convincermi che non ho niente..Comunque sono una persona che sa reagire bene ad ogni problema lo so affrontare ma quando si risolve in meglio ho uno sfogo di pianto come per liberarmi dall'ansia che sopprimo e soffoco per non dare a vedere alle persone che soffro.....
Secondo lei dottoressa sbaglio mi dica cosìè che non va in me, non ho mai avuto paura di nulla!! adesso ogni minima cosa mi mette in ansia e agitazione grazie scusi per il ritardo alle sue domande
Cordiali saluti Valeria

[#14]  
201159

Cancellato nel 2013
Gentile Valeria,
non credo che si tratti di "sbagliare". Credo invece che quello che lei descrive sia un disagio che merita di essere approfondito con uno psicologo, come hanno già giustamente detto i miei colleghi.
Sembra che a partire da quello che lei identifica come un momento "scatenante", ovvero il terrore provato di fronte alla diagnosi, che l'ha portata ad andare a cercare "più lontano" un secondo parere, una possibile salvezza, si sia strutturata in lei una reazione di pari terrore, di pari valore "vita o morte", anche in altre occasioni, che forse con la prima hanno a che fare perchè evocano una simile solitudine, separazione, vulnerabilità. Si tratta solo di un'ipotesi che le sue parole mi fanno immaginare, ma davvero forse per lei è il momento di affrontare questo problema che tanto condiziona la sua vita con l'aiuto di qualcuno.

Serve solo un po' di coraggio per fare il primo passo...

Cordialmente

Dott.ssa Lisa C. Parmiani
www.psicologamilanocitta.com