Non voler crescere

Salve dottori,sono una ragazza di quasi 19anni, seguo 1 psicoterapeuta(laureato in medicina e chirurgia) da quasi 2 anni(1seduta ogni 2settimane circa)e da quasi 2 anni prendo su suo consiglio delle gocce di ENTACT, attualmente 10 al dì(i primi tempi 1 po' meno, poi più o meno sempre questa quantità ,poco più o poco meno).
Ho appena dato la maturità ma sono stati 2 anni molto difficili, specialmente quest anno , non avevo prorio più voglia di fare nulla e tanto meno di studiare o meglio di prenderemi le mie responsabilità, piangevo sempre e lo faccio ancora.Inoltre non riuscivo a concentrarmi, a studiare, a ricordare quel che studiavo,e mi dimenticavo sempre tutto anche in ambito non scolastico.Ma sono arrivata anche a volermi suicidare e tutt ora ci penso spesso,lui lo sa.Il mio problema più grande inoltre ,è il non voler crescere, inoltre non ho amici, mi sento a disagio con chiunque, non riesco a essere spontanea, non ho 1 mia capacità critica e questo mi porta a essere incapace di prendere decisioni, specialmente adesso che è finito il liceo e dovrei assumermi responsabilità maggiori.Il mio psicoterapeuta mi aveva diagnosticato 1 depressione minore che poi in alcuni momenti è divenuta più acuta.Mi ha consigliato di leggere peter pan e mi ha fatto notare che ho smesso di sognare, di progettarmi 1 futuro,ma proprio questo mi risulta difficile perchè vorrebbe dire staccarsi dal nucleo, pensare da autonomi.(solo in alcuni momenti son riuscita a farlo, inizialmente con la terapia andavo a periodi (di giorni)alterni, legati all'umore, poi col tempo i momenti in cui assumevo le mie responsabilità soni divenuti pochi giorni isolati nell'arco di mesi).
Inoltre ho riscontrato 1 cosa strana in me rispetto agli altri depressi:tendo a parlare con quasi tutti dei miei problemi(motivo per cui molti dopo 1 po' si sono allontanati) e tendo a non vedere la realtà per quella che è ma in funzione di me, inoltre quando non sono responsabile tendo a eseere fiera di quello che faccio anche quando magari è sbagliato(specialmente per il modo in cui studiavo)e ciò mi porta a essere inconsapevole della realtà.
Volevo chiedervi 1 parere sulla terapia,sulla sua durata e sul fatto che io ancora oggi sia così ostinata a non volermi prendere responsabilità da pensare di uccidermi
Grazie
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile ragazza,

che tipo di psicoterapia stai seguendo? di che orientamento?

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

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Utente
Utente
Grazie per la tempestiva risposta.Ecco questa è 1 bella domanda, solo oggi hpo scoperto dell'esistenza di diversi orientamenti leggendo sul sito, è probabile anche che il mio psicoterapeuta ma ne abbia parlato i primi incontri ma che io non abbia capito e abbia tralasciato.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Secondo te cosa ti impedisce di prenderti delle responsabilità?

Cosa ti spaventa di queste responsabilità?
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Utente
Utente
Inoltre quando dovrei essere in un periodo di stress o nervosismo o ansia come nel dover prendere 1 scelta importante come scegliere se fare l'università e quale , o qando ero sotto esami, non ero nervosa ma piangevo perchè mi sentivo costretta a afare qualcosa che non volevo e che avrei dovuto volere da me. Non volevo più studiare spesso arrivavo impreparata all'interrogazione, c sono arrivata persino alla terza prova e all'orale, ma non ereo agitata al momento della prova, non mene fregava proprio niente e nessuno mi credeva a scuola.non avevo problemi di insonnia, anzi dormivo anche troppo nei momenti di riposoo di vacanza,pensate che ho faticato a svegliarmi anche il giorno della prima prova, e ho fatto l'esame per volontà di mia sorella soprattutto che mi ha obbligato.Ma io sapevo chesuperando l'esame non sarei potuta essere sodisfatta d me (per il disimpegno) e sarei entrata in un mondo ancora più difficile per le scelte e le responsabilità sempre più importanti.
Penso di essere egoista e insensibile , di pensare solo per me, di essere apatica verso tutto e di non avere la forza e il coraggio di cambiarmi, per quello penso di uccidermi.
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Utente
Utente
Scusi non mi ero accorta del suo secondo messaggio quando le ho risposto.Cosa mi spaventa?Innanzi tutto la mia mancanza di voler affrontare la vita con le mie sole forze mi porta anche a 1 disinteresse 1 po' per tutto a cui sostituisco spontaneamente 1 forte egocentrismo:penso solo a me e non osservo la realtà, sono inconsapevole.So che questo non è 1 giusto approccio alla realtà per crescere ma non riesco acambiarmi se non rarissimamente.La mia svogliatezza, il mio disimpegno, la mia mancanza di opinioni ,gusti ,capacità critica mi portano a non avere 1 sicurezza interiore, a non sapermi relazionare, e a ricercare negli altri delle sicurezze, a dipendere dagli altri.Ioltre non so scegliere(ad es per l'università)non so neanche se farla e per ultimo quello che mi fa paura è il fatto di avere quasi sempre la mente vuota, di essere inconsapevole,di non avere progetti.E spesso evito i divertimenti e di prendermi cura del mio aspetto perchè sarebbero l'unica cosa che saprei fare e non farebbero parte di 1 progetto di vita più ampio e responsabile. Se non abbatto questo egocentrismo e questo senso di fierezza per le cose che faccio quando le faccio non riuscirò mai a imparare nulla nella vita.(Questo modello di persona che dico di essere è esattamente il riflesso di mio padre, che odio spesso per questo suo mdo di essre e che invece riesco a meglio sorbire senza irritarmi quando sono più responsabile e autonoma)
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Cara ragazza,

forse l'attuale terapia non ti è di particolare aiuto, visto che la stai seguendo da 2 anni e oggi sei al punto che ci descrivi.
O ci sono stati miglioramenti significativi?

Fra l'altro 2 sedute al mese sono un po' poche per intervenire su una situazione complessa coma la tua, e magari la terapia farmacologica non si sta rivelando così utile se i sintomi e i pensieri sono ancora tutti lì.
Hai mai pensato di cambiare?

Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

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Utente
Utente
Salve dottoressa,sul fatto se ci siano stati miglioramenti significativi o meno non so dirglielo bene neanch io(questo è 1 dei miei problemi:non essere consapevole della realtà e voler chiedere sempre l'opinione degli altri, non imparare dall'esperienza)però posso dirle che mi sembrava di avere 1 maggiore buona volontà nel fare le cose(anche grazie alle parole di mia sorella, con lei parlavo e lei non mi ha mai giudicata,adesso anche lei si è stufata e pensa che io stia bene nella mia condizone di pianto e tristezza)durante ad esempio 1periodo dell'anno, ma poi da inizio aprile è scomparsa(compariva solo pochi giorni isolati).Inoltre c'è stata 1 periodo in cui avevo capito che per stare bene con gli altri dovevo prima star bene con me stessa, ero 1 po' più indipendente, o almeno cercaqvo di esserlo e ragionavo di più con la mia testa, ma anche questo non è stato duraturo, e quando pensavo di sapermi meglio integrare forse erano solo mie convinzioni che invece non mi facevano essere realmente consapevole.
Sul fatto di cambiare sì molti mi hanno consigliato di cambiare vedendomi spesso piangere però il prolema è che penso che sia la mia fierezza che non mi permette di crescere e di vedere la realtà, è 1 cosa che ho da quando ero piccola e inoltre vedo che mio padre per molti aspetti è così, loè sempre stato e lui ha quasi 50anni, ho paura che non si posssa cancellare.
Anche se nei pochi momenti in cui mi responsabilizzavo, osservavo di più la realtà, mentre qualche volta mi illudevo di farlo, in realtà non mi interessava.Sono piuttosto daccordo con mia sorella quando dice che sto bene nella mia condizione infatti io piangevo non perchè avevo paura dell'esame ma perchè mi vedevo costretta a fare cose che non volevo,e il problema è che se non mi prendo realm delle responsabilità e non cambio testa non riuscirò neanche a lavorare.Sono 1 bambina nel corpo di 1 dicannovenne.
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Se è per questo ci sono tanti bambini nel corpo di 50enni che non si rendono conto della propria situazione. Tu di anni ne hai solo 19 e mi sembra che la tua consapevolezza della situazione sia sufficiente a motivare un tentativo di terapia diverso, perchè è probabile che continuare senza cambiare nulla serva proprio a mantenere tutto com'è.

La situazione di tuo padre non può essere un alibi perchè non hai certo ereditato (intendo biologicamente) un atteggiamento improduttivo nei confronti della vita e dei problemi ai quali può metterti di fronte,.
Anche tuo padre se volesse potrebbe cambiare, probabilmente, ma se non ne ha il desiderio non lo farà mai.
Tu invece stai male in questa situazione e hai quindi un ottimo motivo per non continuare sull sua stessa strada, non credi?
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Gentile Ragazza,
Crescere prevede tempi e luoghi interni da investigare ed imparare a conoscere, non abbia timore di aspettare.
Concordo con la collega sulle poche sedute che sta effettuando, forse qualche altra , al'interno di un percorso più strutturato le sarebbe di grande giovamento
Cari saluti e ci dia notizie

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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Utente
Utente
Salve grazie per le risposte,penso che ne parlerò con il mio psicoterapeuta sull'efficacia del trattamento, il problema è che ho capito di non voler crescere, però è anche vero che sono tranquilla in questa situazione non cercando di relazionarmi(evito di uscire perchè non sono amio agio, o parlo di me con gente che in realtà si prende gioco di me alle mie spalle, o non parlo proprio, non so mai cosa dire e mi sento inferiore perchè non ho valori e principi, non sono responsabile), si spesso piango ma penso che sia 1 forma di egoismo per autoconsolarmi e per cercare aiuto.Quando infatti sono più responsabile non mi atteggio da vittima e mi interesso anche maggiormente degli altri ma senza perdere i miei pensieri.Non vorrei crescere ma essere trattata da bambina mi irrita, mi rende rabbiosa e infelice, farei soffrire solo gli altri,ma sono troppo egoista per cambiare.
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Benissimo, parlagliene perchè per come ci hai descritto la situazione non mi sembra che le cose si stiano evolvendo - per quanto ovviamente da qui ci manchi la conoscenza diretta della tua situazione e quindi non ci sia possibile dirlo con certezza.

Ti faccio anche presente che il passaggio dal liceo al "dopo", che si tratti di lavoro o di università, è molto impegnativo dal punto di vista psicologico per tanti tuoi coetanei, perchè è il momento in cui si pensa per la prima volta seriamente al futuro e a cosa si vuole fare da grandi.
Hai deciso cosa farai dopo l'estate?
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No non ho deciso, e il prolema è che inizialmente mi sono interessata a cercare informazioni sull'università, ma mi accorgevo che spesso leggevo e poi non sapevo e non mi ricordavo cosa leggevo(forse perchè non ero realm interessata) e che a volte non avevo neanche voglia di leggere(questo mi fa pensare che se già trovo difficile aquisire e immagazzinare informazioni per scegliere l'università figuriamoci se avrò la costanza e la determinazione per frequentare l'università), di informarmi, tante erano i possibili corsi.
Una cosa che mi ha consigliato lo psicanalista e informarmi anche tra studenti del primo anno, ma non ho domande reali e concrete se non mi interesso, e non conosco nessuno.finirei per fare domande inutili come trovi pesante lo studio?cose che sono soggettive.
Inoltre 1 cosa che mi ostacola nello scegliere è non sapere cosa mi piace, anche infatti quando andavo al liceo non ero in grado di dire se 1 materia mi piacesse o meno indipendentemente dal mio rendimento in essa(penso di essere sempre strata inconsapevole di quel che studiavo, prendevo sempre tutto per vero senza riuscire a dare 1 mio giudizio, questo me lo ha detto anche lo psicoterapeuta).Si se dovessi scegliere se sfogliare 1 libro di medicina o storia o italiano sceglierei quello di medicina, ma anche se mi sembrava interessante scoprire il corpo umano non sono mai riuscita bene in quell'ambito.So di esere inconsapevole e questo mi blocca anche nello scegliere, ho paura di non sapere quel che sto facendo come mi è successo al liceo, non tenevo in mente in niente perchè non mi interessava e quando sapevo qualcosa pensavo che quello mi bastasse.
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1 altra cosa che volevo dirvi è che già quando dovevo scegliere la scuola superiore ho pianto molto(cosa penso più insolita per questa scelta) e sono riuscita a far fare ai miei genitori ben 2 nullaosta nell'arco dell'estate prima che iniziasse l'anno.Alla fine ho scelto per delle motivazioni futili:1 perchè mio padre e mio fratello dicevano che al giorno d'oggi la matematica e l'informatica sono molto utili 2 perchè era 1 scuola prettamente maschile, o almeno piuttosto mista e speravo di avere maggior possibilità di mia sorella nel trovare 1 ragazzo. e sia chiaro che io non ho mai parlato con 1 ragazzo più di 1 "ciao come stai", così come quasi tutte le altre persone, anche ragazze che erano in classe con me.Non conosco realmente nessuno, tendo a fare domande dirette anzichè conoscere e avere 1 opinione delle persone sulla base dell'esperienza, di ciò che fanno.
Adesso ho di nuovo paura di tenere da conto molti aspetti inutili e tralasciare o trascurare quelli importanti nella scelta .Ad es il mio psicoterapeuta sapendo delle mie difficoltà nello studio,prorio metodologiche mi a sconsigliato medicina e psicologia, anche perchè dovrei cercare di stare lontana da situazioni di sofferenza.
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
In tutto questo i tuoi genitori hanno provato a guidarti e aiutarti o ti hanno lasciata libera di prendere le tue decisioni?

Le università organizzano ogni anno delle giornate di orientamento e di presentazione dei corsi di laurea: prova a informarti sulle iniziative dell'ateneo (o degli atenei) che potresti frequentare.
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I miei genitori mi hanno sempre lasciata libera, solo mio padre tende a dire cose 1 po' a sproposito e a guidare verso ciò che pensa lui, ma dato che ne sono consapevole non è così pressante per me.
Per le giornate di orientamento c sono state e ci sono andata, ho sentito anche 1 paio di presentazioni e già lì avevo difficoltà a prendere appunti dal 2°giorno che sono andata.Ho 1 sacco d materiale informativo, anche i siti sono pieni di informazioni, tutto sta alla mia convinzione determinazione e responsabilità,è quella che manca.
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Non sei interessata a nessuno in particolare dei corsi che hai sentito presentare?
Hai considerato l'idea di cercare invece lavoro?
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Si penso che ci sia più di 1 cosa che potrebbe interessarmi,dovrei pensare ancora bene però anche al tipo di lavoro che può offrirmi,e alla disponibilità del lavoro e al fatto che mi piaccia o meno(è già questo è difficile per me), ho anche paura a scegliere perchè già solo nella scelta sono io a dover dare più peso a 1 cosa piuttosto che a 1 altra. ma il probl è che se non mi responsabilizzo non avrò la determinazione e la volontà per fare qualunque cosa.Potrei anche provare a lavorare ma ho paura di continuare a vivere senza pensare al mio futuro e senza osservare e prendere atto della realtà.1 cosa che mi viene molto difficile è pensare e se non ho l'interesse e la volontà di tenere le cose a mente è difficile che riesca nello studio, e che riesca a esssere consapevole nel momento in cui faccio delle scelte.Ho fatto passare alla mia famiglia 1 periodo d'inferno,perchè piangevo sempre.Io penso sia solo 1 capriccio e non so se è curabile, se non sono io a voler crescere non ci riuscirò mai.
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Utente
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Salve volevo fare 1 domanda: ma se io non voglio crescere, cioè assumermi responsabilità , è utile che vada da 1 psicoterapeuta? Inoltre io sì vorrei dormire anche di giorno per non affrontare la realtà, sono molto indecisa se devo prendere 1 decisione, spesso non riesco a seguire discorsi o tg o programmi televisivi, tengo poco le cose in mente,sono molto egoista e insensibile, non voglio avere contatti con la gente, e mi irrito se sono trattata come 1bambina(anche se cerco di non darlo a vedere), però non penso di avere sensi di colpa(come invece sentivo fortemente all'inizio diciamo della depressione), e mi capita di ridere a delle battutee o quando qualcuno fa 1 brutta figura.ho sempre la mente vuota se non pensieri su me stessa e sul volermi uccidere, sul fatto ch non so cosa voglio dalla vita, non ho progetti, non mi organizzo.E poi a differenza di molti depressi sono spesso orgogliosa di quello che faccio o aspetto di essere ricambiata anche se quel po' che faccio dovrebbe essere 1 mio semplice dovere o è fatto male ma non ne sono consapevole.
é possibile considerarla depressione o è solo svogliatezza e egoismo?
già solo il fatto che da qualche giorno passo quasi tutto il giorno su questo sito piuttosto che pensare a cosa fare all'università e alle mie giornate non è 1 sintomo di egoismo e interesse verso qualcosa(che riguarda esclusivam me e che però so che non può darmi ciò che voglio ma continuo a farlo)
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Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
"Salve volevo fare 1 domanda: ma se io non voglio crescere, cioè assumermi responsabilità , è utile che vada da 1 psicoterapeuta? "

Gent.le ragazza,
la paura di sbagliare sta monopolizzando al tua attenzione alimentando sfiducia e insicurezza nelle tue potenzialità.
Un percorso di crescita personale attraverso dei colloqui con uno psicologo-psicoterapeuta ti consentirà di avviare un processo di cambiamento finalizzato all'autorealizzazione.
Ti consiglio di leggere questo articolo:

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/153-perche-iniziare-una-psicoterapia.html

Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
Psicologa-Psicoterapeuta Individuale e di Coppia a Pescara
www.psicologaapescara.it

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Utente
Utente
Grazie per la sua risposta, ho letto l'articolo.Io sì vado da un medico-psicoterapeuta da quasi 2 anni e fin dall'inizio mi ha detto di preferire la comunicazione ai farmaci, anche per la mia giovane età(prendo solo entact infatti).ma quando lei dice "la paura di sbagliare sta monopolizzando al tua attenzione alimentando sfiducia e insicurezza nelle tue potenzialità."risponde al fatto che io provi orgoglio il più delle volte che faccio qualcosa?ma anche per semplici gesti della quotidianità?
Inoltre non riesco a provare dolore o gioia per gli altri anche per persone della mia famiglia a ci ero molto affezionata(come può essere la nascita di 1 figlio o 1 infarto),io penso che sia 1forte egocentrismo e egoismo.anche il fatto che io pianga spesso per essere consolata e sperare che qualcuno possa risolvere i miei problemi
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Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
Gent.le ragazza,


quando ho affermato: "la paura di sbagliare sta monopolizzando al tua attenzione alimentando sfiducia e insicurezza nelle tue potenzialità.", mi riferivo alla maggior parte degli aspetti della tua esperienza così come l'hai descritta tu stessa, prova a rileggere i post precedenti.
Inoltre due anni sono un arco di tempo molto ampio se finora non è avviato alcun processo di cambiamento, forse è il caso di fare il punto della situazione con il medico-psicoterapeuta che ti sta seguendo.

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