Figlio adolescente con poca autostima

Buongiorno,
racconto brevemente la storia di mio figlio sedicenne.Sino alla seconda media non ha mai avuto problemi di relazione poi in terza media fu oggetto di bullismo da parte di alcuni compagni che lo isolarono ridicollizzando soprattutto per il fatto che riuscisse bene nello studio.Noi lo scoprimmo solo quando ormai mancava solo un mese alla fine della scuola e la cosa lasciò me e suo padre stupiti in quanto pensando di avergli insegnato che con il dialogo i problemi si possono risolvere,scoprimmo con dolore che aveva sopportato per un anno una situazione per lui dolorosa:E pur avendo sempre parlato ditutto non abbiamo mai avuto sentore di quello che stava attraversando,infatti in famiglia il suo comportamento era quello di sempre.In prima superiore la situazione migliorò notevolmente aveva molti amici e tornò il ragazzo solare di sempre,tanto che noi genitori vedendo la sua vita sociale rinata non demmo molto peso al fatto che fu bocciato.Quest'anno ha deciso di rifare la stessa scuola ,conoscendo in classe la sua prima ragazzina (durata meno di un mese),poi dopo un paio di mesi tranqulli ha preso una cotta ,non ricambiata,per una compagna di classe.Da allora ha cominciato a leggere libri sulla seduzione,va in palestra molto più spesso e ieri abbiamo scoperto che si è iscritto su internet in una comunity che insegna come approcciare le ragazze.
abbiamo poi saputo che si è anche incontrato con alcuni membri (ragazzi di 30 anni) che gli hanno fatto vedere come comportarsi senza timidezza.Si è incontrtato una sola volta con questi ragazzi(abbiamo poi saputo che la prima "lezione" è gratuita le altre a pagamento).Dopo il primo momento di arrabbiatura (gli abbiamo tolto il computer dopo aver letto i messaggi che si era scambiato con altri) io e suo padre siamo in seria difficolà,ci rendiamo conto che forse quello che ha passato alle medie ha minato la sua sicurezza ma cosa possiamo fare per aiutarlo? A parte la "paura di restare nuovamente solo" oggi non si sente più "sfigato" a parole ma nei fatti ho come l'impressione che le sue paure vivano ancora dentro di lui anche se anche il suo fisico oggi lo soddisfa molto di più.Quali sono i comportamenti più idonei che noi genitori dovremmo tenere?
Tenerlo in punizione senza computer (con cui tra l'altro messaggia con i compagni di scuola) e senza farlo uscire può essere controproducente visto i suoi trascorsi?
Grazie infinite per i consigli che ci darete.
Saluti
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile signora,

francamente non possiamo sapere se le "difficoltà" incontrate oggi da Suo figlio siano in qualche modo collegate agli episodi di bullismo. Lei stessa dice che Suo figlio pareva rinato da un punto di vista sociale e relazionale...

Magari oggi Suo figlio sta incontrando una nuova sfida che fa parte del processo di crescita: diventare un ragazzo che sa corteggiare le ragazze.

Indubbiamente la scelta del ragazzo di contattare persone di 30 anni per "apprendere" l'arte della seduzione è discutibile e comprendo come per i genitori sia fonte d'ansia e preoccupazione. Ma forse questa scelta è dipesa dalla delusione di non essere ricambiato dalla ragazzina di cui si era invaghito. Lei o Suo marito ne avete parlato con lui? Suo figlio ha amici con cui parla di queste questioni?

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

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Dr.ssa Maria Luisa Abbinante Psicologo, Psicoterapeuta 56 1
Gentile Utente,
comprendo la sua preoccupazione per suo figlio adolescente e lo spavento dopo aver saputo del "corso di seduzione".
Effettivamente, da quello che scrive, sembra che il ragazzo sia in un momento di difficoltà (bullismo subito in terza media, bocciatura l'anno scorso nonostante prestazioni scolastiche sempre buone negli anni precedenti, delusione sentimentale quest'anno e corso di seduzione).
Come va la scuola quest'anno? Cosa dicono i prof. sul suo rendimento? e sulle sue relazioni in classe? Ha amici al di fuori del contesto scolastico con cui uscire?

Per quanto riguarda il computer....... una "punizione" ci sta, ma non può durare troppo a lungo. Ad un certo punto dovrà riavere il PC.... a quel punto, però, cercherei di parlare col ragazzo del perchè del vostro spavento, degli scenari di pericolo che vi siete prefigurati quando siete venuti a conoscenza del fatto, confrontandoli con gli scenari che lui si era immaginato o se aveva pensato a possibili pericoli...... e, soprattutto, chiederei come si sente in questo periodo, del perchè crede di aver bisogno di un corso di seduzione, se è accaduto qualcosa che gli ha fatto pensare che ne avesse bisogno.

Dr.ssa Maria Luisa Abbinante
Psicologa Psicoterapeuta
www.psico-milano.org

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Dr.ssa Roberta Cacioppo Psicologo, Psicoterapeuta 340 12 2
Gentile mamma,
concordo con la collega nel non trovare un collegamento così limpido tra il bullismo subito alle medie e l'attuale comportamento di suo figlio. Anzi: cercare dei nessi così lineari rischia di far perdere a voi genitori la necessaria emotività per rimanere in contatto con vostro figlio.

L'adolescenza è un processo lungo e progressivo, in cui un ragazzo deve affrontare continue nuove sfide con l'equipaggiamento psicologico che si porta dall'infanzia, e con le nuove conquiste che mano a mano riesce a fare.

E' difficilissimo per un genitore riuscire a porsi in situazioni come quella che ci ha descritto, perchè bisogna dosare la necessità degli adulti di dare dei limiti e quella del ragazzo di fare le proprie esperienze. Ecco perchè è importante che non decidiate a priori che scelte fare, come se fosse una decisione da affrontare "sulla carta". Ma potete invece cercare di avvicinarvi a vostro figlio, rispettandone il bisogno crescente di autonomia e trasmettendogli i vostri valori senza esagerare nell'opprimerlo. Potete attingere ai vogstri ricordi di adolescente (recuperando emozioni, fragilità, pensieri), ma senza pensare che vstro figlio debba identificarsi totalmente con voi, perchè non potrà succedere.

Cordialità,

Roberta Cacioppo - Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa clinica -
www.psicoterapia-milano.it
www.sessuologia-milano.it

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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
Gentile signora,
l'adolescenza è di per sé una fase complessa che mette sia il ragazzo sia i suoi genitori di fronte a nuove sfide. Non è sempre così semplice per questi ultimi distinguere se un comportamento è indice di un disagio o se invece fa parte di quel "fisiologico" processo di crescita che comporta notevoli cambiamenti sia fisici che psichici che conducono l'adolescente, non senza fatica, all'acquisizione di un'identità stabile.

In linea generale, più che le punizioni, è di aiuto mantenere aperto il dialogo, volto alla comprensione delle emozioni e delle problematiche emergenti, alla loro esplicitazione, che miri a far sentire il ragazzo sostenuto, compreso e a dare l'opportunità ai genitori di rivestire quel ruolo di guida (anche in senso normativo), modulato secondo l'età specifica del proprio figlio, ancora così utile per la sua crescita.

Se crede può leggere questo articolo al link
http://www.psicologia-benessere.it/Infanziaeadolescenza/Ladolescenza/tabid/90/Default.aspx

Cordialmente





Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
www.psicologiabenessereonline.it

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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
Probabilmente il vostro "errore", se così si può dire, è consistito nel credere che insegnare il dialogo al vostro ragazzo avrebbe dovuto renderlo dialogante anche con voi. Purtroppo è abbastanza comune fra gli adolescenti essere meno capaci di dialogare in casa che fuori.

Dal vostro racconto sembra che siano state più di una le occasioni in cui avete scoperto appunto, con sconcerto, che vostro figlio aveva una sorta di "doppia vita", della quale non sapevate nulla. Molti genitori non riescono a sopportarlo.

Ma come dice la collega Muscarà:

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/2017-i-figli-crescono-l-adolescenza-parte-prima.html

la base per crescere i figli adolescenti può essere espressa così: contenere senza opprimere. Ciò può essere interpretato in tanti modi, ma nello specifico la mia opinione è che, riguardo al corso di seduzione che il ragazzo si sarebbe apprestato a fare, di per sé non ci sarebbe stato nulla di male se non per il fatto che il ragazzo è minorenne e che corsi di questo tipo spesso costano molti, troppi soldi. Le abilità sociali si possono benissimo imparare, quindi anche essere più sciolti nei rapporti sociali, ma senza bisogno di fare corsi di seduzione.

In altre parole credo che vostro figlio abbia solo cercato di dare, a modo suo e guardandosi d'attorno, una risposta a un problema che evidentemente sente di dover superare, tutto sommato in modo un po' ingenuo ma non dannoso. Di conseguenza mi sembra eccessivo togliergli il computer, se è solo per questo.

Le sto rispondendo solo nello specifico di quest'episodio che ci racconta, ma ciò non significa che punizioni più o meno pesanti non possano essere adottate quando necessario.

Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

[#6]
dopo
Utente
Utente
Gent.li Dott.ri ringrazio tutti per le risposte.
Seguendo i Vostri consigli abbiamo da subito eliminata le punizioni drastiche che avevamo adottato,parlando con nostro figlio e cercando di fargli capire che in realtà avevamo solo paura dei pericoli cui poteva incorrere con persone adulte sconosciute.
Ora sono qui a domandarvi un nuovo parere i professori lo hanno rimandato in tre materie (vi ricordo che è ripetente) ma dopo il primo momento di arrabbiatura gli abbiamo trovato dei professori per il recupero.E qui è sorto un problema che ci lascia allibiti:tutti e tre i professori che gli stanno dando ripetizioni ci hanno detto che non hanno nulla da insegnargli in quanto è davvero molto preparato e non capiscono il perchè lo abbiano rimandato.
Mio figlio mi ha detto che in effetti lui le cose le sa ma che spesso in classe nelle verifiche o durante le interrogazioni lo assale un'agitazione difficilmente controllabile e non si ricorda nulla o magari se ad una domanda risponde poco bene va in panico.
Inoltre avverte spesso un senso d'inferiorità nei confronti die compagni ,dei professori e spesso anche con amici fuori da scuola,ma non è riuscito a spiegarmi la causa di questo disagio.In effetti durante un'interrogazione a scuola dopo aver risposto in modo poco esauriente ad una domanda ha cominciato ad agitarsi e la professoressa lo ha rimandato a posto,il giorno dopo lo ha richiamato dicendogli che però non era una vera interrogazione e che non gli avrebbe messo il voto:ha risposto brillantemente a tutto ! Ora mi rendo conto che non tutti i professori debbano capire lo stato psicologico di un ragazzo ma come possiamo noi gentori aiutarlo ad uscire da una situazione che mi rendo conto lo fa sentire frustrato? quali possono essere le parole o gli attegiamenti che dovremmo adottare e quali quelle da non usare?
Grata per le risposte resto in attesa.
cordiali saluti
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Dr. Roberto Callina Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 1,3k 32 8
Cara signora,

avete mai pensato di chiedere a vostro figlio se avesse voglia di fare due chiacchiere con uno psicologo?

Le dico questo non tanto per patologizzare una serie di comportamenti che mi sembrano, da qui, del tutto normali e compatibili con l'età di suo figlio, quanto perché a me sembra, dalle sue parole, che il senso di inferiorità, di inadeguatezza, di insicurezza, di frustrazione che vostro figlio manifesta potrebbe essere indirizzato verso una meta di maggior soddisfazione personale.

Il mestiere di genitore è, spesso, assai difficile e, a volte, l'elaborazione emotiva di sentimenti, paure, insicurezze da parte di un adolescente è più fluida con "estranei" che con i propri familiari.

L'adolescenza è quella fase della vita in cui il processo di individuazione (e di separazione dai genitori) si definisce e si concretizza; per questa ragione è spesso difficile un dialogo emotivo capace di "contenere senza opprimere" come altri colleghi le hanno già detto.

Quello che mi sento di dirle, da qui senza conoscere nulla di lei e delle vostre dinamiche familiari, è che non esistono parole codificate per parlare con i propri figli; ciò che è importante è di rimanere quanto più possibile sintonizzati sullo stesso canale emotivo del ragazzo.

A volte non servono tante parole; il ragazzo deve "sentire" il vostro appoggio e non "sentirsi" giudicato.

Fategli "sentire" che siete con lui... ma senza oppressione.

Un caro saluto

Dr. Roberto Callina - Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo
Specialista in psicoterapia dinamica - Milano
www.robertocallina.com

[#8]
Dr.ssa Maria Luisa Abbinante Psicologo, Psicoterapeuta 56 1
gentile mamma,
da quello che scrive sembra proprio che il suo ragazzo sia in un momento di crisi, che sicuramente nell'adolescenza è naturale che ci sia per tutto quello che i colleghi hanno già scritto......
.... non credo, però, che la crisi fisiologica dell'adolescenza debba essere sempre sottovalutata. In alcuni casi è opportuno aiutare e sostenere l'adolescente in questo momento, cercando di dargli qualche strumento in più che lo aiuti a venir vuori dal marasma emotivo nel quale si trova.

Non si fanno diagnosi o previsioni a distanza (ci mancherebbe!) ma, torno a dire, che è evidente che il suo ragazzo sia in difficoltà e che questa sua difficoltà inizia a produrre degli effetti (sebbene niente di così preoccupante!) nella sua vita -rendimento scolastico, ansia da prestazione (è un'ipotesi), ansie nel rapporto con l'altro sesso.

ora perchè non dargli una mano?

contatti uno psicologo per qualche colloquio di sostegno.

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