Disturbi sessuali del mio compagno

io e il mio compagno abbiamo vent'anni di differenza. Nonostante io sia più giovane e di bella presenza, sono anni che andiamo male sessualmente. Lo facciamo solo una o due volte l'anno. Mesi fa lo stavo per lasciare, perchè non mi sento desiderata, mi sento più sua figlia che la sua donna. Parlandone, lui mi ha detto che andava a visitarsi e che avremmo risolto il problema. La soluzione secondo il suo dottore è il Cialis, simile al Viagra. L'abbiamo provato una volta, tutto bene. Ma adesso ci sentiamo imbarazzati a dover usare ogni volta il Cialis. L'attesa che faccia effetto, la programmazione della cosa....... C'è troppa freddezza e imbarazzo. Eppure senza di lui io mi sento persa. Non so che fare e intanto gli anni passano. Mi rende serena, ma sono insoddisfatta a letto. Gli altri uomini non li guardo, non mi interessa nessun'altro
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Cara Utente,

il fatto che lei sia "più giovane e di bella presenza" non ha a che vedere con i disturbi sessuali del suo compagno, nel senso che i disturbi del desiderio non dipendono dalla bellezza/giovinezza del partner, ma da altro.
In caso contrario non colpirebbero affatto persone che hanno partner attraenti, ma così non è.

Ci può dire che tipo di diagnosi ha ricevuto il suo compagno e quale causa del problema è stata identificata e contrastata con i farmaci che lei cita?

Avete preso in considerazione l'idea di chiedere una consulenza psicologica per affrontare nel dettaglio la questione di persona?

Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

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Dr. Roberto Callina Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 1,3k 32 8
Cara Utente,

che tipo di relazioni ha avuto prima del suo attuale compagno?
Da quanto tempo state insieme e da quanto, invece, andate <<male sessualmente>>?

Un caro saluto

Dr. Roberto Callina - Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo
Specialista in psicoterapia dinamica - Milano
www.robertocallina.com

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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
Gentile Signora,,
Il suo aspetto fisico e la sua bellezza, non correlano con i disturbi sessuli del suo compagno.
Che diagnosi clinica ha fatto l' andrologo?
Dalla terapia orale ricevuta, immagino deficit erettivo.
La terapia orale per il deficit erettivo, non agisce sul desiderio sessuale, che ha invece cause molto piu' complesse e sfaccattate,
Il presunto calo del desiderio o desiderio sessuale ipoattivo, correla con elementi della coppia della psiche e della sessualita' del suo compagno, anche il d. e, ma non solo.
Una diagnosi diffenziale, diventa indispensabile, sia del disagio che della coppia in cui il disagio abita.
Le allego qualche articolo, per approfondimenti.

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1240-i-disturbi-del-desiderio-sessuale-parte-prima.html

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1268-i-disturbi-del-desiderio-sessuale-parte-seconda.html

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1225-deficit-erettile-un-problema-di-coppia-il-ruolo-della-partner.html

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

[#4]
dopo
Utente
Utente
grazie per le vostre celeri risposte. Io ho 32 anni e il mio compagno 53. Stiamo insieme da 11 anni e da 5 anni abbiamo di questi problemi. Io ho avuto prima di lui storie normali come tutte le vent'enni. Ho avuto alcune sfortune nella vita che mi hanno segnato: un padre malato di schizofrenia e un ex fidanzato tossicodipendente. Io sono andata da una psichiatra per parlare dei miei problemi, ma il mio compagno non è d'accordo nel farlo. Forse è come dice la dottoressa alla quale mi sono rivolta, cioè che io e lui siamo come padre e figlia. Io non intendo lasciarlo, solo vorrei non fossimo così freddi a letto, perchè l'astinenza e il non sentirmi desiderata mi da tristezza. I suoi esami sono nella norma. E il testosterone pure. Non so nient'altro, perchè lui non ne parla molto. Grazie.
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
Mi sembra un' interpretazione semplicistica, definirvi padre e figlia, a mio avviso.
Le dinamiche di una coppia, sono ben piu' complesse e secessitano ascolti specilistici.
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Dr.ssa Roberta Cacioppo Psicologo, Psicoterapeuta 340 11 2
Gentile utente,
credo sarebbe bene per voi che troviate un modo per parlare di quello che sta succedendo e condividere non solo i "fatti" ("o facciamo solo una o due volte l'anno"), ma soprattutto le vostre sensazioni e sentimenti.

Il Cialis è un farmaco che viene prescritto per contrastare la disfunzione erettile, ma - come lei stessa ci scrive - non è affatto detto che da solo possa risolvere il problema. Da un lato perchè il suo tuilizzo può essere machinoso, e dall'altro perchè in ogni caso la componente psicologica (si entrambi i partners) e di comunicazione di coppia non può essere affatto messa in secondo piano.

Credo potrebbe essere importante per voi rivolgervi a uno psicologo perfezionato in tematiche sessuologiche: normalmente questo è un tipo di situazione in cui si fa un percorso di consulenza con entrambi i membri della coppia, proprio perchè le cause alla base del sintomo più evidente possono essere molteplici, e spesso collegate più a dinamiche relazionali che della singola persona.

Provi quindi a condividere con il suo compagno la sua preoccupazione e il suo eventuale desiderio di mettersi in gioco in prima persona, e forse sarà più facile affrontare qusta difficoltà in maniera risolutiva.

Cordialità,

Roberta Cacioppo - Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa clinica -
www.psicoterapia-milano.it
www.sessuologia-milano.it

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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
"Forse è come dice la dottoressa alla quale mi sono rivolta, cioè che io e lui siamo come padre e figlia"

Sa dirci perchè vi è stato detto questo?
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Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
Gent.le Sig.ra,
ho letto i suoi precedenti consulti nei quali più di un anno fa descriveva una condizione simile, illustrandoci le tentativi di risolvere il suo disagio: ricorso agli antidepressivi, tradimento del suo compagno confessato e accettato da quest'ultimo, prescrizione del viagra.
Lei stessa ci racconta che nel suo passato ci sono relazioni dolorose: con suo padre affetto da schizofrenia, con un fidanzato tossicodipendente e del bisogno di trovare una stabilità nella sua vita affettiva.
A quanto ci racconta però, questa stabilità ha un risvolto altrettanto doloroso: l'assenza di una sessualità gratificante che sta progressivamente portando al deterioramento del rapporto di coppia.

"Eppure senza di lui io mi sento persa. Non so che fare e intanto gli anni passano. "

La sua affermazione sintetizza in modo efficace un rapporto "sbilanciato" e "stagnante" che non evolve in nessuna direzione e di cui il deficit erettivo del suo compagno rappresenta l'aspetto più evidente che sta catalizzando tutta la sua attenzione, privandola della possibilità di entrare in contatto con i suoi bisogni affettivi.
A tal proposito dato che al momento non ci sono le condizioni per avviare una psicoterapia di coppia sarebbe opportuno che lei prendesse in considerazione la possibilità di un percorso individuale, a tal proposito le consiglio la lettura di questo articolo:
https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/153-perche-iniziare-una-psicoterapia.html

Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
Psicologa-Psicoterapeuta Individuale e di Coppia a Pescara
www.psicologaapescara.it

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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 292 182
Il medico lo avrà spiegato di sicuro al suo compagno, ma il Cialis al bisogno non è l'unica versione disponibile del farmaco. Ne esistono anche formulazioni a dosi differenti, che si assumono ad esempio solo una o due volte la settimana. In questo modo si risolve il problema dovuto all'imbarazzo di prendere la pillola proprio quando serve.

Forse sarebbe opportuno che il suo compagno consultasse anche uno specialista urologo/andrologo, oltre al medico di base.

Tuttavia farmaci come il Cialis agiscono solo sull'aspetto meccanico dell'erezione, ma non sono in grado di generare desiderio se questo non è presente.

Tutto sommato, forse il problema sta da un'altra parte, più sul versante relazionale.

Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

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