Sono ad un punto morto....da troppo tempo

Buon pomeriggio.
Sono una ragazza di 22 anni e vi scrivo perchè non so bene a chi rivolgermi e non so cosa fare. Sono ad un punto morto. Un momento nel quale non so cosa fare della mia vita. Parto dal principio per rendere più chiara la mia "storia". Mi è sempre piaciuto studiare, alle medie ero una delle migliori della mia classe, sono passata all'esame di terza media con Ottimo ed ho portato a casa buoni risultati scolastici fino alla seconda liceo. In terza ho avuto un tracollo e ho rischiato di bocciare sia in terza che in quarta. In quinta sono riuscita a farmi ammettere all'esame con tutte sufficienze ma mi sono diplomata con un misero 60, il punteggio minimo insomma, regalato direi. Premetto che ho frequentato un liceo scientifico e che ho dovuto discuterne molto con mio padre per farlo in quanto lui voleva che andassi al classico. Mio padre è sempre stato molto severo, molto attento alla mia vita scolastica, asfissiante il più delle volte, sempre a tenermi il fiato sul collo, da quando iniziai ad andare male. Devo anche aggiungere che proprio tra la seconda liceo e la terza i miei genitori hanno divorziato e inseguito mi sono morti mia nonna in terza e mio zio in quarta. Il mix di tutti questi avvenimenti, come è intuibile, mi ha abbattuto non poco ma ho sempre cercato di apparire sorridente e serena. Finito il liceo, spinta da mio padre mi sono iscritta alla facoltà di Giurisprudenza. Ho buttato via due anni senza dare nemmeno un esame...a metà del secondo anno ho mollato tutto e mi sono messa a lavorare ma finita la stagione, presa da chissà quale illuminazione ho deciso di ritentare sempre su quella strada e ho buttato via altri due anni. Ora, a settembre, ho tentato l'ingresso ad una facoltà che mi piaceva davvero ma non sono entrata...l'unica mia speranza è entrare tramite scorrimento delle graduatorie. Non capisco cosa mia sia successo e cosa mi stia ancora succedendo. Mi sento un guscio vuoto, non ho ambizioni, non farei niente a giornate. Mi sento completamente apatica e tutte le volte che esco con gli amici devo fingere di essere una persona felice perchè non voglio farli preoccupare. Sono sempre stata vista come una ragazza timida inizialmente, ma piena di vita, voglia di vivere, allegra e solare. Quando leggo gli annunci di lavoro mi viene l'ansia perchè non trovo niente che mi piacerebbe fare e se penso a come potrei essere tra 10 anni vedo il vuoto. Mi sento una nullità, un fallimento su tutta la linea e non riesco ad uscirne.Spero di non essere stata troppo confusionaria e spero che qualcuno di voi dottori possa darmi qualche consiglio o comunque dirmi cosa ne pensa. Grazie in anticipo :)
Ringrazio in anticipo
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Dr. Michele Spalletti Psicologo, Psicoterapeuta 201 6 1
G.le utente, da quanto apprendo dalle sue parole, mi sembra che la sua vita sia "impoverita" in funzione della perdita dell'altro. Mi spiego: i lutti di cui parlava e il non aver ricevuto da suo padre un desiderio che la particolarizzasse rispetto a ciò che a lei piace fare, confondendo quello che lei ama con ciò che ama l'altro. Ci tengo a precisare che ciò in realtà e normale, nessuno vive senza dover tenere in debito conto cosa vuole l'altro, ma quando si vive la propria esistenza percorrendo le altrui aspettative, inevitabilmente prima o poi si finisce in un vicolo cieco. A mio personale e modesto parere, anziché prodursi nel fare dovrebbe fermarsi un attimo e, con tutta onestà e tranquillità, fare chiarezza su ciò che "veramente" vorrebbe essere e diventare e poi lottare per realizzarlo.

Dr. Michele Spalletti, psicologo - psicoterapeuta

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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Cara Utente,

la sua crisi sul piano dello studio viene da lontano e nasce da quel passaggio dall'Ottimo alla sufficienza risicata che forse l'ha convinta di non essere poi così tanto brava e capace, nemmeno quando ha scelto lei la scuola da frequentare.
Forse anche per questo non si è più fidata di sè stessa e ha optato per un corso di laurea che le è stato indicato da altri (suo padre), non riuscendo a capire prima cosa le interessava davvero studiare.
E' indubbiamente positivo che sia arrivata a far emergere le sue vere aspirazioni, anche se purtroppo il test d'ingresso è andato male: questa consapevolezza può essere il primo passo importante per iniziare a costruire un'identità adulta autonoma e a riempire quel "guscio vuoto" nel quale finora ha messo poco "del suo" e molto di altri, che non le hanno certo fatto mancare pressioni.

La mia impressione leggendo le sue parole è che il suo scoraggiamento possa oltrepassare i limiti di quella che è la crisi esistenziale che sta attraversando, e che lei possa soffrire di un disturbo dell'umore, perciò le suggerisco sicuramente di parlarne di persona con uno psicologo per appurare quale sia la sua reale situazione e intervenire di conseguenza.

Per il resto cosa ci può dire della sua vita?
Sua madre che ruolo ha nella sua storia?

Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Cara ragazza,

sembra essersi fossilizzata esclusivamente sulla carriera universitaria. La scelta dell'università non è sempre semplice, dovrebbe essere fatta in maniera autonoma senza troppi condizionamenti esterni.

Come mai ha sentito questo bisogno di assecondare le richieste di suo padre?
Sente li peso delle aspettative?

In questo momento è ancora in tempo per poter fare le scelte più giuste. Se lo ritiene necessario può rivolgersi ad un Collega per un orientamento scolastico/lavorativo, questo le potrà servire per fare chiarezza su questo momento di stallo.




Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica
www.psicologoaviterbo.it

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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3,7k 146 11
Con i colleghi mi sembra che sarebbe bene che lei si fermasse a pensare e ricordare, cercando l'aiuto e l'appoggio di uno psicologo, che potrebbe aiutarla a fare chiarezza.
Importante è recuperare la motivazione e cercare di fare la facoltà che le interessa..
A questo punto in discussione è la qualità della sua vita e il suo futuro, ci sono stati sbagli, anche in buona fede da parte di suo padre, una madre poco presente ? lutti, aspettative sbagliate, ora solo lei può darsi aiuto e invertire la rotta..
Molti auguri, cerchi di volersi bene..

MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

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dopo
Utente
Utente
Buongiorno.
Ringrazio tutti i dottori per le tempestive risposte. Per quanto riguarda il consiglio di fermarmi un attimo...il problema è che mi sento ferma da troppo tempo. Ho già perso 4 anni della mia vita e stare ferma per me è impossibile,per non parlare del fatto che per il momento dovrò sicuramente cercarmi un lavoro in quanto non posso permettermi di gravare ancora sulle spalle dei miei genitori ( che comunque , giustamente, non me lo permetterebbero).
Per quanto riguarda il ruolo di mia madre posso dire che a lei non è mai importato cosa facessi, purchè facessi qualcosa, che fosse lavorare o studiare ed è sempre stata comunque molto succube delle decisioni di mio padre. Purtroppo mi rivedo fin troppo in lei, poca iniziativa, poca ambizione, poche soddisfazioni. Mia madre è sempre stata una donna intelligiente ma incapace di prendere decisioni senza essere guidata e da quando si è lasciata con mio padre (sono passatiormai 7 anni) non è ancora stata riuscita a rifarsi una vita con qualcun altro. A differenza di mia madre tuttavia, soprattutto negli ultimi anni, sono riuscita ad andare contro mio padre non riuscendo comunque a uscirne soddisfatta, forse perchè mi intestardivo su cose sbagliate, solo per andargli contro, o nelle poche cose buone a cui ero arrivata da sola ( come ad es. la decisione di provare l'ingresso in una facoltà che mi piaceva) non sono mai riuscita. Ho scelto Giurisprudenza perchè mi sentivo in colpa verso mio padre, mi sentivo in dovere di soddisfare le sue aspettative, sempre altissime, che ormai era da troppo tempo che non riuscivo a soddisfare ma così facendo ho portato solo ad un peggioramento della mia situazione. Avevo anche pensato di fare un viaggio tramite Working Holiday Visa che mi permetterebbe di passare un anno all'estero per lavorare, mantenermi da sola, e scoprire il mondo, sperando di risvegliare quella voglia di indipendenza che è ime latente, al momento assopita, ma temo la solitudine di un posto nuovo.
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
"Purtroppo mi rivedo fin troppo in lei, poca iniziativa, poca ambizione, poche soddisfazioni. Mia madre è sempre stata una donna intelligente ma incapace di prendere decisioni"

"A differenza di mia madre tuttavia, soprattutto negli ultimi anni, sono riuscita ad andare contro mio padre non riuscendo comunque a uscirne soddisfatta, forse perchè mi intestardivo su cose sbagliate, solo per andargli contro"

Se lei è cresciuta con un modello materno così debole e succube del marito le è sicuramente difficile riuscire ad essere diversa e a trovare il modo di opporsi all'ingerenza di suo padre senza fare qualche errore, prima di trovare il modo giusto per affermare sè stessa.

Penso che le siano mancati incoraggiamenti e riconoscimenti nel momento in cui lei non faceva ciò che suo padre si aspettava, quindi è comprensibile che nella prospettiva di prendere una scelta che lui non condividerebbe (allontanarsi per un anno o più dall'Italia) lei elabori delle aspettative negative e si lasci prendere dalla paura di sbagliare.

Non so se andare all'estero sia o non sia la sua strada, ma se mai lo facesse e si trovasse male sarebbe sempre in tempo a tornare sui suoi passi.
Credo che sia meglio che lei scelga da sola rischiando di sbagliare piuttosto che seguire i diktat paterni per trovarsi comunque a sbagliare, come è successo con l'iscrizione ad un corso di laurea che non le interessa e che l'ha portata a perdere degli anni.

[#7]
dopo
Utente
Utente
Buonasera a tutti.
In primo luogo vorrei ringraziare i gentilissimi dottori che hanno risposto alla mia richiesta di aiuto e volevo informarli che c'è stata una svolta nella mia, in positivo fortunatamente.
La settimana del mio compleanno sono entrata alla facoltà di psicologia grazie allo scorrimento di graduatoria. Inutile dire che la mia felicità è stata indicibile e con mia grande sorpresa anche quella di mio padre nonostante non fosse la facoltà che lui aveva scelto per me. Questo mi ha permesso di iniziare nuovamente a vivere veramente la mia vita e ad esserne padrona. Frequento le lezioni con entusiasmo, nonostante le 2 ore di treno che mi separano dalla facoltà, e studio con un rinnovato interesse che non avevo da anni. I rapporti con mio padre si sono alleggeriti, ho iniziato ad andare in palestra per perdere i chiletti di troppo e ho trovato un ragazzo a cui piaccio davvero anche nella mia taglia 46.
Finalmente il mio treno è partito e sono riuscita a non perderlo. Il mio punto morto è diventato ora vera vita.

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