Mio figlio non vuole più andare al nido

Salve,
sono una mamma di 34 anni, sposata, con un bimbo di 3 anni e 5 mesi.
Il bimbo è stato inserito all'asilo nido a 20 mesi (quindi questo è stato il secondo anno di nido) senza problemi. Ha sempre frequentato con molta serenità, le educatrici mi hanno detto che ha sempre giocato, ha sviluppato ottimi rapporti con tutte loro, ha sempre mangiato tutto. Quest'anno ha fatto poche assenze, non si è malato molto, quindi ha goduto appieno di feste, compleanni, attività. Il bimbo, anche a detta del pediatra, è molto "avanti", sembra un bimbo di 4 anni (sia fisicamente che come linguaggio e comportamento). Non porta il pannolino da 1 anno, il ciuccio l'ha rifiutato a 11 mesi. Anche per le educatrici il bimbo è sempre stato "facile" da tenere. Il problema è sorto circa 1 mese fa. Un mercoledì mattina di 4 settimane fa l'ho portato come sempre al nido e si è messo a piangere. Pensavo fosse una piccola crisi (un paio di volte, al lunedì mattina, era successo di vedere qualche lacrima per il distacco), invece quando sono andata a riprenderlo alle 12.30 (dopo pranzo) mi hanno detto che non aveva giocato e nemmeno mangiato. La stessa cosa è successa il giovedì e il venerdì. Venerdì sera ha avuto la febbre, che è durata 2 giorni, a causa di una tonsillite. Abbiamo poi dovuto fare l'antibiotico e quindi il bambino è stato a casa tutta la settimana successiva. Il lunedì (siamo alla terza settimana), il bambino rientra al nido e riparte con pianti, rifiuto del gioco con gli altri bimbi e del cibo. Stessa cosa oggi (inzio della quarta settimana). Le educatrici dicono che in questo periodo molti bimbi vanno in crisi: il caldo, la fine delle attività (è iniziato il centro estivo del nido, quindi fanno meno lavoretti, tipo colorare, ritagliare, mentre fanno più gioco libero)...però il bimbo proprio non vuole relazionarsi con gli altri. La sera mi dice che vuole stare a casa con me o con papà o con i nonni (io e mio marito lavoriamo, quindi non possiamo).
Mi ha parlato di bimbi che lo spingono (oggi però non c'erano perchè non frequentano il centro estivo) o che lo disturbano mentre mangia; mi ha detto che le tate sgridano molto, che gli hanno detto che se non mangia lo mettono con i bimbi piccoli...Io non so cosa fare, anche perchè non riesco a capire cosa sia successo. Di punto in bianco rifiuta una cosa che ha sempre fatto volentieri.
Le educatrici mi dicono di non dargli da mangiare quando viene a casa perchè altrimenti non mangerà mai là. Però il problema non è solo nel cibo, ma anche nel gioco. Cosa devo fare? Devo coccolarlo di più? Fare finta di niente? Mi vengono proposti comportamenti anche molto diversi tra loro e non saprei quale seguire.
Abbiamo ancora 4 settimane di centro estivo prima di partire per le ferie (1 mese di mare che lui sta aspettando, lo dice sempre!). E poi a settembre ci sarà l'inserimento alla materna...che a questo punto mi spaventa un po'. Spero di avere qualche consiglio da esperti.
Grazie!
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 494 46
Gentile signora,

per prima cosa non deve spaventarsi: è probabile una piccola crisi e Lei e Suo marito dovete aiutare il piccolo a risolvere.
Direi di comprendere meglio che cosa è successo con gli altri bambini.
Può essere un'opportunità per giocare con le emozioni e la relazione.
Vanno bene le strategie comportamentali con un bimbo così piccolo, ma è importante capire il disagio di Suo figlio e mostrargli che può lui stesso gestire queste situazioni senza mettersi a piangere, ma magari giocare con i suoi amici più simpatici, mangiare vicino a chi gli va a genio e comunicare con le educatrici.

Cordiali saluti,

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2]
dopo
Utente
Utente
Gentilissima Dottoressa, stamattina quando ho accompagnato il bimbo al centro estivo del nido è emerso un elemento del quale non ero a conoscenza. Sono rimasta un po' di più là con lui, per cercare di farlo giocare con gli altri bimbi. Nel frattempo è arrivato il suo "migliore amico", il bimbo con cui gioca di più (anche se ultimamente rifiuta il gioco anche con lui). Quindi ci siamo messe a parlare io, la madre del bimbo e l'educatrice. Poco più di un mese fa, mio figlio e un altro gruppetto di bimbi, erano particolarmente agitati e "birichini" nelle modalità di gioco e anche nel momento di andare a tavola si sono dimostrati poco educati: non stavano seduti, volevano giocare, ecc. Quindi una delle educatrici ha preso mio figlio e l'ha messo seduto in punizione durante il pasto, impedendogli di mangiare finchè non si fosse calmato. La stessa cosa è stata fatta con altri due bimbi.
Di questa punzione io non sapevo niente. Qualche giorno dopo il bimbo ha iniziato a rifiutare il cibo e il gioco. Non so se possa essere stata la gioccia che ha fatto traboccare il vaso...
Ultimamente il bimbo mi ha detto spesso "sai mamma che le tate, quando i bimbi fanno i monelli, li mettono seduti in punizione?". Io gli chiedevo se anche lui fosse stato messo in punizione, ma lui diceva di no (e nominava solo altri due bimbi, quelli che appunto sono stati puniti con lui).
Ammesso che questo evento l'abbia un po' turbato (noi usiamo altre modalità per sgridarlo, quindi forse c'è rimasto male nello stare seduto da solo in una stanza), come posso procedere? Ignoro questa cosa? Gliene devo parlare?
Grazie mille
[#3]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 494 46
La punizione deve essere adeguata all'età del bambino, in modo che possa comprendere. Se il bimbo ha tre anni una punizione del genere mi pare inadeguata.
Non bisogna MAI umiliare chi riceve la punizione, soprattutto davanti agli altri bimbi.
Se non ho capito male, Suo figlio è stato messo in punizione in una stanza da solo?
[#4]
dopo
Utente
Utente
Nella giornata di domani cercherò di capire con l'educatrice che l'ha messo in punizione come sono andate le cose (ammesso che se lo ricordi, dato che è passato più di un mese). Però, so per certo che le educatrici di questo nido usano questa modalità: se il bambino, dopo essere stato richiamato più volte, non ascolta e ha commesso qualcosa di "grave" (un pugno o un calcio a un compagno o persevera in un'azione non consona), viene allontanato dal contesto e portato in un'altra stanza adiacente e messo a sedere da solo per un minuto o poco più. Non so se l'educatrice rimane con lui o no. Non essendo mio figlio mai stato punito, non ho mai dovuto approfondire la cosa...mi dispiace tra l'altro non essere stata informata il giorno stesso della punizione. Questo mi sarebbe stato utile per "mediare" con il bambino e spiegargli che all'asilo ci sono modi diversi di casa, che aveva sbagliato a non ascoltare le tate, ecc. Invece così non ha potuto "confrontarsi" con me.
Oggi mio figlio mi ha detto che qualche giorno fa una delle tate gli ha detto (per motivarlo a mangiare): "se continui così, ti metto sul seggiolone e ti porto nella classe dei piccoli." E questa cosa a me non piace.
Io sono un po' allibita. Le educatrici in questi giorni di difficoltà mi hanno sempre rassicurata dicendo che non ci sono stati problemi tra i bimbi o tra mio figlio e loro e che il problema era che voleva stare con la mamma... Per loro il cuore del problema era solo quello. Adesso invece stanno venendo fuori tante piccole cose che pare abbiano un po' turbato il bimbo.
Oggi mi hanno detto di non mollare e di continuare a farlo frequentare il centro estivo del nido. Altrimenti per lui sarebbe una vittoria, nel senso: volevo stare con la mamma, non ho mai mangiato, non ho giocato, ho pianto...e lei mi ha lasciato a casa. Ho vinto io! Però a questo punto non sono poi così convinta che il motivo sia solo quello.
Ci sono ancora 4 settimane di asilo...non vorrei che forzandolo ad andare in un posto in cui si è sentito umiliato, la situazione peggiorasse. Per me è importante la sua serenità, anche perchè a settembre inizia la materna: nuove maestre, nuova struttura...non vorrei avesse un brutto ricordo del nido che fino a un mese fa gli piaceva così tanto!

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