Utente
Buongiorno, mio marito è della Nigeria, e come si sa gli uomini musulmani non sono molto abituati a dar retta alle mogli, da qualsiasi parte del mondo esse provengano. Avvengono spesso tanti litigi, e tante discussioni su un eventuale separazione, ma sinceramente per quello che sento, c'è un forte legame intimo tra noi due e nessuno (nonostante lo sfinimento di certi momenti) è realmente disposto a separarsi. Sopraggiunge un fatto che invece ribalta un po' questa separazione mai attuata: mio marito vorrebbe andare un mese in Nigeria ad ottobre. Il problema è che abbiamo un bimbo di 1 anno e mezzo e a settembre ne nascerà un altro. Io non ho nessuno che possa aiutarmi, ed inoltre il mio primo figlio proprio a settembre comincerà la scuola d'infanzia. Si tratta di un momento molto delicato per tutta la famiglia, Purtroppo lui non capisce che con due bambini così piccoli, e dopo una gravidanza strapiena di supporto progestinico, per me non sarebbe facile gestire un mese da sola la famiglia.Capisco che al suo paese si usi così. Nessuna donna nemmeno con 30 figli viene aiutata dal marito, mai. La rete di aiuti per le mamme in africa, è costituita dalle donne stesse, madri, sorelle, seconde e terze mogli. Sia come sia, come donna italiana non posso non considerare questo suo capriccio (lo chiamo così perchè più volte gli ho chiesto di procrastinare questo viaggio di qualche mese, ed avendo verificato che non c'è nessun secondo fine nella scelta del mese in cui vorrebbe andare, ho capito che è proprio un capriccio dietro il quale forse si cela una sorta di totale potere su se stesso e sulle proprie azioni. Della serie: in genere cerco di aiutarti di star dietro le tue necessità di donna e madre italiana, ma questa volta faccio come dico io, vado quando dico io), come una mancanza di fiducia nei suoi confronti. Ossia a questo punto non posso fidarmi più di quest'uomo, che pur di dar vita al suo modo di essere come nelle sue origini, viene a mancare a me e alla sua famiglia, in un momento così delicato. Io non vorrei separarmi,quello che provo per mio marito è molto forte e penso lo stesso valga per lui (se gli dico che a causa di questo viaggio voglio separarmi dice che non è pronto per separarci ma partirà comunque), però penso che una mancanza così grave oltre a creare un precedente, sia un terremoto che sconvolge inutilmente la stabilità di una famiglia. Se devo stare da sola un mese, e se comunque questo potrà succedere ancora senza che si consideri se sia il momento appropriato o meno per partire, allora è meglio che sia sola per sempre, anche se con grossissime difficoltà.
Ma come accettare di doversi separare, quando il cuore è ancora fortemente legato ad una persona? So che per il bene dei miei figli, è meglio avere solo la madre, piuttosto che un padre che è troppo abituato a leggersi indipendente per avere la loro cura come scopo primario nella sua vita. Però essere innamorati e dover rinunciare è molto doloroso.... Come fare? Grazie

[#1]  
Dr.ssa Valeria Randone

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Gentile Utente,
il suo sembra un vero e proprio grido di dolore.

Difficile lottare contro retaggi culturali, sedimentati per generazioni e per di più interiorizzati.....
L'amore non può bastare.

Quando lo ha sposato, non immaginava che la sua cultura, così diversa dalla nostra, prima o poi avrebbe creato delle difficoltà?

Anche l'educazione dei figli sarà contesa, immagino.

Può provare a suggerirgli una consulenza di coppia, sperando che accetti.

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
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[#2] dopo  
Utente
No purtroppo, quando l'ho sposato non immaginavo si sarebbe arrivati a tanto, anche perchè prima d'ora è sempre stato abbastanza disponibile a venirmi in contro su tutto. Di fatto questa è la prima rigidità contro cui mi scontro, e sono sicura che non sia solo un fatto di retaggio culturale... questa volta c'è proprio secondo me un imporsi per palettare la propria indipendenza di uomo africano che tutti i suoi connazionali vivono nel quotidiano, diversamente da lui.
Non accetterà una consulenza di coppia, di sicuro.
Per questo chiedevo un aiuto me per, me imparare a farmene una ragione emotivamente.

grazie per la Sua risposta.

[#3]  
Dr.ssa Valeria Randone

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Perché dovrebbe farsene una ragione?

La sottomissione porta solo frustrazione ...

Può farsi aiutare, ma non per rassegnarsi di certo.
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
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[#4] dopo  
Utente
Cara dottoressa, non sono pronta a separarmi ma non ho via di uscita perché se ogni volta che gli viene lo schiribizzo di prendere e partire, devo affrontare di nuovo il problema di ritrovarmi sola con un lavoro e due bimbi piccoli, come potrà immaginare non ci sono molte alternative....
E' anche un po' una questione di principio. I nostri uomini non si allontanano più di tanto quando hanno dei figli piccoli... certo nessuno aspetta che i figli vadano all'università per avere un po' di libertà, ma comprendere che ciò che si vuole possa creare un grosso sconforto soprattutto a dei bambini così piccoli, richiede una maturità o un retaggio culturale come diceva Lei prima, con sostanza e ben costruito.
A volte penso che ritrovarsi sola per sempre con due bimbi piccoli, piuttosto che un solo mese, o di tanto in tanto, potrebbe essere contraddittorio. Non penso però un matrimonio si possa basare su certe carenze, e non è detto che anche se oggi sono abbastanza convita di non volere più in futuro nessun compagno, che un domani non possa cambiare idea e ritrovarmi un aiuto, una seconda chance.
Che ne pensa?

[#5]  
Dr.ssa Sabrina Camplone

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"questa volta c'è proprio secondo me un imporsi per palettare la propria indipendenza di uomo africano che tutti i suoi connazionali vivono nel quotidiano, diversamente da lui."

Gent.le Sig.ra,
nella vita quando si fanno delle scelte importanti e definitive come diventare genitori c'è un universo di priorità e di responsabilità che va ridefinito ma sopratutto condiviso tra i membri della coppia.
E' possibile che finora la rabbia non abbia creato le condizioni favorevoli ad una comunicazione efficace, che il suo ultimatum: " se parti chiedo la separazione" sia arrivato come il tentativo di voler affermare un potere sul partner, rivelandosi un boomerang.
Se il legame affettivo che avete costruito insieme è profondo, è necessario confrontarvi e parlare delle reciproche esigenze ma provando ad uscire dalla logica "io vinco tu perdi", nella coppia si gioca insieme e inevitabilmente sia la vittoria sia il fallimento riguardano sempre entrambi i partners.
Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
Psicologa-Psicoterapeuta Individuale e di Coppia a Pescara e Mosciano S.Angelo (TE)
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[#6]  
Dr.ssa Valeria Randone

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Tra la separazione e la sottomissione c''è un tante di possibilità che andrebbe analizzato e forse attuato

Quello che vuole o non vuole oggi, fortunatamente, non sarà lo stesso domani....
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
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[#7] dopo  
Utente
Vi ringrazio entrambe per le risposte con contenuti davvero interessanti.
Ho provato ad andargli incontro cercando di proporgli un altro periodo, un pochino più in la come tempistica ma non lontanissimo affinché anche il suo desiderio fosse rispettato (anche se sinceramente la trovo una scelta sbagliata a priori, e che sarebbe un caso da archiviare almeno fino all'anno del secondo bambino),ma la scelta del periodo per lui è insindacabile. Ottobre oppure Novembre al più tardi (1/2 mesi del bambino), non si discute e sente che se non potrà andare in uno di questi due mesi, la nostra storia potrebbe non continuare.
Una mia vecchia amica psicoterapeuta della breve strategica direbbe: "una scusa come un'altra per svincolarsi da un rapporto forse percepito troppo stretto".
C'è da dire però che da un ultimo approfondimento è scaturito uno stato di ansia a causa di un grave lutto nella sua famiglia, che lo ha messo molto in ginocchio dal punto di vista psicologico. laddove sostiene che la stessa morte di un suo fratello potrebbe accadere a lui all'improvviso senza aver potuto passare del tempo con la sua famiglia. Capisco che contro questi stati d'ansia il ragionamento, la razionalità di procrastinare un desiderio così urgente, non possa avere alcun potere. Certo è che il ruolo di genitore richiede una priorità e responsabilità assoluta (non sempre concepita in Africa) e che questo viaggio mi costerebbe un organizzazione di un mese con una baby sitter con costi non indifferenti....

[#8]  
Dr.ssa Valeria Randone

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Dalle sue parole emerge una certa tendenza a proteggere il suo partner ai suoi stessi occhi

Oltre al lutto, c'è la vita!

La vita dei suoi figli e della sua famiglia.

L'aspetto genitoriale va sempre protetto e disgiunto da quello coniugale ...

Speriamo possiate trovare un punto di incontro meno rigido.

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
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[#9]  
Dr. Nunzia Spiezio

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Cara signora,
comprendo il suo stato d'animo. Sicuramente anche il solo pensiero di doversi trovare da sola a gestire l'arrivo di un nuovo bimbo più il bimbo di un anno e mezzo, più la casa più il lavoro, senza la presenza di suo marito, l'addolorerà molto. E vedo che l'addolora al punto di pensare ad una separazione. Certo per una donna della nostra cultura è grave ciò che intende fare il suo consorte ma ho il sentore, forse sbagliandomi, che questa non sia l'unico disagio che le deriva da questo matrimoniale confronto interculturale. Riguardo al problema di cui ci parla le consiglierei di non anticipare i tempi impregnando di ansiose aspettative l'evento che,magari, non è detto che si verificherà. E' proprio sicura che lui non possa prima di ottobre cambiare idea?
Intanto mi sentirei di consigliarle di organizzare la sua vita di allora non contemplandolo, chiedendo ad altri membri della sua famiglia di supportarla e di godersi questi ultimi mesi della sua gravidanza con meno preoccupazioni e litigi possibili.
Quando sarà più lucida e meno fragile valuterà con calma l'atto del suo compagno ed agirà di conseguenza. Ora, nello stato emotivo in cui si trova, sarebbe meglio evitare il più possibile mezze decisioni. Ancor più perchè, se manifestate durante litigiosi confronti, possono risultare lesive. Se riesce a fare qualche colloquio dal vivo (nei corsi pre parto, se ne sta seguendo uno, troverà di sicuro un collega) potrà sicuramente trarne beneficio e magari farsi aiutare per contattare qualche associazione che si occupa di interculturalità e di matrimoni interreligiosi che, mi dispiace dirglielo, perlomeno nella mia esperienza professionale difficile non creino problemi di gestione e comunicazione tra coniugi. Ma non è detto che non possano essere superati e non con questo stato d'animo: "Per questo chiedevo un aiuto per me per imparare a farmene una ragione emotivamente".


Dr.ssa Nunzia Spiezio
Psicologa
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[#10]  
Dr.ssa Sabrina Camplone

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"C'è da dire però che da un ultimo approfondimento è scaturito uno stato di ansia a causa di un grave lutto nella sua famiglia, che lo ha messo molto in ginocchio dal punto di vista psicologico"


E' evidente che il suo compagno avrebbe bisogno di condividere il suo vissuto per affrontare serenamente le scelte che vi riguardano, l'ascolto da parte di uno psicologo forse lo aiuterebbe a far affiorare le paure e la sofferenza che non riesce ad esprimere con la sua compagna, che forse vuole proteggere evitando di coinvolgerla in tutto questo.
Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
Psicologa-Psicoterapeuta Individuale e di Coppia a Pescara e Mosciano S.Angelo (TE)
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[#11] dopo  
Utente
Grazie per le vostre parole.
Ha ragione la dott.ssa Spiezio, mi sto rovinando la gravidanza con questa discussione e come prevedeva essendoci sempre diverse problematiche, non mi sono mai goduta questo stato sin dall'inizio (anche se confesso che un giorno ho visto una coppia di italiani con lei incinta all'8 mese litigare ferocemente...).
Forse è più logico e più lucido occuparsene più avanti.
Grazie ancora