Difficoltà di socializzazione

Gentile psicologo, ho 22 anni e sono una studentessa fuori sede da circa tre anni ; frequento l’università senza particolari problemi , ma nell’ultimo periodo sto vivendo una situazione per me diventata insostenibile. Sono sempre stata una persona molto introversa fin da bambina, un tratto caratteriale che con l’adolescenza invece di diminuire sembra essersi accentuato. Introversione accompagnata da una forte insicurezza, anche quest’ultima cresciuta in seguito ai fallimenti che hanno accompagnato il mio ultimo anno scolastico e il periodo immediatamente successivo. Proprio per cercare di migliorare questa situazione, tre anni fa scelsi di studiare molto lontano da casa, ma non posso dire che la situazione sia cambiata… Vivo in collegio con tante altre ragazze, non ho mai litigato con nessuna ma allo stesso tempo non ho stretto amicizia, quando sono in gruppo non parlo quasi mai e cosa ancor peggiore mi sento estranea, distante da tutte le altre che, invece, vedo sempre così unite, piene di entusiasmo e pronte a sostenersi a vicenda. Non ho amici nemmeno quando torno a casa, di conseguenza non esco mai, in quanto questa situazione di estraneità mi ha sempre accompagnata anche negli anni precedenti all’università. Tutte queste difficoltà sono diventate ,negli ultimi sei mesi, per me insostenibili. Non ce la faccio più a vivere in completa solitudine, senza nessuno con cui parlare, confidarmi o semplicemente condividere un momento di difficoltà o di gioia. In un momento di disperazione ne ho parlato con mia madre che mi ha suggerito di aprirmi un po’ di più, ma è proprio questa ‘apertura’ che per me è difficile e non mi permette di socializzare con gli altri. Vorrei da lei un consiglio su come affrontare questo senso di malessere che nell’ultimo periodo non mi lascia più vivere serenamente. Negli ultimi mesi ho anche preso in considerazione l’idea di sospendere temporaneamente gli studi perché non me la sento di tornare in collegio, ma ho paura che sarebbe peggio. La ringrazio anticipatamente per il consiglio che spero mi darà.
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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3.8k 149 11
Gentile ragazza, non credo che sospendere gli studi , per trovarsi a casa, ugualmente sola, sia una buona strategia, Le consiglio invece di prendere contatto con lo Sportello Giovani della sua Università per fare un percorso con un Collega de visu, per parlare, chiarirsi, ricordare e superare problemi che penso partono da lontano..Che educazione ha avuto, ha fratelli , sorelle, come mai nessuno , nè a scuola nè in famiglia ha cercato di farla uscire, incoraggiandola, dalla sua introversione e timidezza.?.
Spero davvero che mi ascolti e cerchi aiuto, sprecare tempo, giovinezza così, è peccato, ci sono molti ragazzi e ragazze nella sua situazione , mi creda.. è necessario cambiare gli occhiali con cui si è sempre guardato il mondo.. anche gli altri hanno problemi, insuccessi , difficoltà.. a volte tutto sembra più difficile di quanto non sia..
Restiamo in ascolto..

MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19.8k 506 41
Gentile ragazza,
Potrebbe esserti molto utile un training specifico di apprendimento di alcune abilità che evidentemente ti mancano perché non le hai mai apprese o perché hai provato ad attuare con scarsi riscontri e quindi ti sei scoraggiata.
Però credo che fuggire ad esempio in un ' altra città per fare l ' università o non frequentando le lezioni non fará altro che peggiorare il problema . Tutti i comportamenti di evitamentonon vanno bene perché rafforzano il problema.

Cordiali saluti

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

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Attivo dal 2015 al 2015
Ex utente
Gentile dott.ssa Fregonese, grazie innazitutto per aver risposto. Come le dicevo, sebbene sia forte in me la tentazione di prendermi un periodo di pausa dallo studio non penso che questa sia la soluzione più giusta. Per rispondere alle sue domande: ho un fratello maggiore con cui vado d'accordo ma che al contrario di me è molto più aperto e socievole. Non ho mai avuto problemi con i miei genitori che mi hanno sempre sostenuta in qualsiasi mia scelta o necessità, anche loro però sono abbastanza introversi. Ho affrontato questo mio problema con mia madre ques'inverno ma senza far trasparire il disagio che invece io avverto, per non farla preoccupare, trovandomi in quel periodo a chilometri di distanza. Per necessità ne ho riparlato in questi giorni, anche della mia volontà di non tornare all'università, ma anche secondo mia madre sarebbe peggio. A scuola sono sempre stata molto studiosa, anche se ricordo molto mal volentieri le scuole elementari (ed io penso che da allora sia iniziata la mia insicurezza) in quanto non mi sono mai sentita valorizzata. Al liceo,invece, mi sono trovata a mio agio più con i professori che con i miei compagni di classe, ma alla fine del mio percorso scolastico ho avuto una forte delusione che ha inciso molto sulla mia insicurezza. Probabilmente con il tempo cambierò anche io ma ho la fastidiosa e dolorosa sensazione di star buttando alcuni anni che invece meriterebbero di essere vissuti diversamente e soprattutto più serenamente. Grazie ancora e se tornerò all'università prenderò in considerazione l'idea di chiedere aiuto al supporto psicologico messo a disposizione degli studenti.

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Attivo dal 2015 al 2015
Ex utente
Gentile dott.ssa Pileci, ringrazio anche lei per la tempestiva risposta. Come ho già scritto in precedenza penso sia necessario non solo tornare all'università ma anche chiedere aiuto. Spero che il resto dell'estate io possa meditare molto su quanto mi sta accadendo e cercare la più giusta e serena soluzione. Cordiali saluti.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19.8k 506 41
Bene, ma meditare va bene se aggiungiamo anche delle azioni per risolvere concretamente il problema.
L ' estate e le vacanze possono essere ottime occasioni per socializzare.

Cordiali saluti
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17.4k 317 528
"Vivo in collegio con tante altre ragazze, non ho mai litigato con nessuna ma allo stesso tempo non ho stretto amicizia, "

Cara Ragazza,
Perché vive in collegio?

Mi sembra un ambiente troppo limitante e restrittivo....oltre che, immagino, solo femminile.

Non era possibile stare in affitto?
Oppure presso la casa dello studente?

Mi sembrano soluzioni più consone alle sue difficoltà ....

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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Dr.ssa Ilaria La Manna Psicologo, Psicoterapeuta 282 8 9
Gentile Utente,

se la sua timidezza e introversione sono tali da farla soffrire in questo modo, tanto da averla portata a pensare di lasciare l'Università, ritengo sia utile chiedere un aiuto psicologico, è un peccato che lei interrompa un percorso così importante per la sua vita e non perchè non le piace, ma "solo" per sottrarsi a questa sofferenza. Il dolore che traspare dalle sue parole è dovuto dal forte desiderio di entrare in relazione con qualcuno con cui condividere momenti e allo stesso tempo dall'incapacità (e paura) di riuscirci e questo per persone timide e sensibili come lei è molto doloroso.
Si rivolga a uno psicologo che la aiuti ad affrontare queste sue difficoltà, nel frattempo mi sentirei di suggerirle quello che giustamente le ha consigliato anche sua mamma: provi ad "aprirsi" anche se la sua difficoltà è proprio questo "aprirsi", ma non deve farlo con tutto il collegio e imporsi un'estroversione che non ha. Tra tutte le ragazze probabilmente ci sarà quella più chiacchierona e socievole e quella più riservata e delicata, che sente più simile a lei, provi ad avvicinarla, una parola, una frase, un caffè. I timidi non amano i gruppi e le grandi tavolate, preferiscono una persona alla volta e poi quando si sentono a proprio agio sanno essere i migliori amici. Si dia questa possibilità.

Un caro saluto

Dott.ssa Ilaria La Manna
Psicologa Psicoterapeuta - Padova

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Attivo dal 2015 al 2015
Ex utente
Gentile dott.ssa Randone, ho scelto di andare a vivere in collegio perché pensavo fosse una scelta giusta per affrontare le mie difficoltà. Trovandomi a contatto con tante ragazze mie coetanee speravo di riuscire a trovare un gruppo di persone, magari a me più affini con cui stabilire un rapporto di amicizia. Purtroppo, per cause in gran parte a me imputabili, non è stato così. Cordiali saluti.
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Attivo dal 2015 al 2015
Ex utente
Gentile dott.ssa La Manna, ho cercato di socializzare con ragazze caratterialmente a me più affini, ma senza particolare successo.Qualche parola qua e là ma sempre con una distanza e una diffidenza che non riesco a restringere. Mi rendo conto però di riuscire a interagire un po' meglio quando sono in un gruppo con un numero di persone molto limitato. Grazie per la risposta. Cordiali saluti.