Padre assente e omosessualità

salve a tutti i dottori, vorrei farvi una domanda. Se il padre assente fosse la sola causa di omosessualità-bisessualità (ammesso che sia così), cosa succede a quei ragazzi (massimo rispetto per loro perché ne conosco alcuni) che hanno perso il padre in tenera età? E vivono con il compagno della madre? Grazie mille. La domanda non è puramente teorica, ma siccome per me è un periodo di confusione, e riconosco di avere avuto un padre, non per sua colpa, assente, vorrei avere questa delucidazione. Grazie
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
Gentile ragazzo ,

Se
<<il padre assente fosse la sola causa di omosessualità-bisessualità <<
mezzo mondo sarebbe omosessuale-bisessuale.

L'orientamento sessuale è frutto di talmente tanti fattori, alcuni dei quali ancora poco conosciuti, che non è proprio il caso di semplificare in tale modo.

Cortesemente, ci esprima meglio la Sua confusione di questo periodo, quali aree riguarda, come si manifesta; e potremo essere più esaurienti nelle risposte.

Grazie.



Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Caro ragazzo,
Se Lei ha vissuto con "il compagno" di Sua madre ha avuto un "modello" maschile a cui riferirsi.
I genitori biologici possono essere sostituiti a livello simbolico da altre figure "vicarie" o dai "care giver" (coloro che si prendono cura dei bmbini)
E' piu' nociva per determinare l'omosessualita' maschile la presenza di una madre molto "importante" nel contesto familiare, che un "sostituto" di un padre purtroppo assente.
I migliori saluti.

Dott.a FRANCA ESPOSITO, Roma
Psicoterap dinamic Albo Lazio 15132

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dopo
Utente
Utente
grazie dott. Esposito. e grazie dott. Brunialti. Voglio fare un esempio per spiegarvi cosa sento. Mi sento "bisessuale". Questa caratteristica mi ha sempre agitato, in lotta con me stesso perché la parte etero venisse fuori. C'è. C'è stato un periodo che ho pensato anche di essere omo. Ma non è così. Stamattina sono stato al mare..bellissima giornata. Mi sono rilassato e goduto la tranquillità. Torno a casa pieno di energie e vado da mamma, la abbraccio, la bacio, e le dico che per lei provavo un bene immenso (a volte abbiamo dei litigi). Finalmente avevo capito. Non c'era più grande cosa del bene che provo per mia madre. Mi ha spento. Subito.
Lei non me lo ricambia. Mai. Mi sento arido, secco, spogliato di tutte la carica che pur sento di avere. Me lo dimostra a volte, specie quando non c'è mio padre, ma forse è un impressione. Comunque non ci scambiamo mai un abbraccio carico di affetto, da ambo le parti e nello stesso momento. Quello che mi farebbe sentire uomo!! Questo alimenta questa mia ambivalenza. Chiedo forseo troppo a mia madre? Potremmo fare qualcosa per migliorare la situazione affinché mi senta felice? O cmq nelle condizioni di trovarmi una ragazza, non è che voglio sposarmi mia madre!! ma la sua frigidità mi ha sempre condizionato. Riscontro nella mia vita il fatto che una madre molto importate (lei lo è stata) sia più pesante del padre assente (il mio c'è, a volte, altre volte sono importanti gli amici), ma cmq riuscirei ad avere una vita attiva con grazie alle mie capacità, ma mi manca sapere l'amore di una madre. La mia famiglia, aggiungo una cosa, è a tratti..ci vogliamo bene, ma, "sfasati", mai uniti nello stesso tempo.
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Caro ragazzo,
Da quanto dice Lei si trova "ancora" in quella che Freud chiamava "la fase edipica".
Lei non "sente la mancanza" della figura paterna/maschile: lei e' in competizione con questa.
Vorrebbe avere Sua madre per se'. E' rilevante in tal senso la questione dell'abbraccio in cui la sente fredda.
Forse la scomparsa di suo padre biologico le ha prodotto degli sfasamento nei tempi.
L'edipo infatti si risolve nell'infanzia, quando il bambino infine "accetta" che la madre non potra' mai essere "sua" perche' c'e un padre (biologico o vicario) che per lei e' importante.
E che lei ha scelto per se'.

Caro ragazzo, stante la presenza di questi conflitti, che non sono cosa da poco, le consiglio anche io di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per elaborare i suoi conflitti e sgombrare il campo da queste tematiche.
Lei e' giovanissimo e per Lei sarebbe risolutivo.
Ci faccia sapere.
I migliori saluti.
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Utente
Utente
carissima Dr. Esposito, la ringrazio. Innanzitutto non ho perso mio padre biologico, lui c'è, volevo solo chiedere cosa accade per quelli che lo perdono. Credo molto nella tecnica psicoanalitica, tra l'altro, anche per alcuni problemi di psicosi, sono seguito da uno psicoanalista che mi sostiene e spero possa aiutarmi a risolvere questo problema. Sono impegnato anche in molte attività che mio padre stesso svolgeva, nel campo artistico, quindi mi sento in qualche modo che mi identifico con lui. Secondo lei riuscirò a risolvere il problema? Un'altra cosa: in questi momenti di vuoto sento proprio che vorrei litigare con mio padre, ma lui, ormai stanco di questo comportamento, mi ignora; e questo mi fa male. Potrebbe aiutare il fatto che mamma parli con lo psicoterapeuta e mi aiuti in questo percoso? Ancora grazie.
P.S. mi è stata diagnosticata non proprio una psicosi, ma una depressione reattiva, che è iniziata proprio quando la mia prima ragazza, con la quale pensavo di "sbloccarmi" mi lascio..senza avere rapporti con lei. Per superare la fase edipica, occore un rapporto sessuale? Spero una risposta.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
Gentile utente,

non mi avventuro in "interpretazioni certe" fuori da un setting specifico, nel quale ho la persona davanti; anche perchè le linee guida del portale non lo permettono.
Tuttavia la frase:
<<Non c'è più grande cosa del bene che provo per mia madre.<< mi sembra troppo "assoluta" per la sua età non più infantile.
E l'ientificazione/scontro per Suo padre, altrettanto.

Ma Lei è seguito da uno psicoanalista (domanda importante: è anche psicologo e psicoterapeuta?), e dunque le domande che ha posto qui andrebbero poste a lui; Le manca la fiducia in lui? O che altro?
Questo vale anche per la Sua situazione affettiva e sessuale:
<<depressione reattiva, che è iniziata proprio quando la mia prima ragazza, con la quale pensavo di "sbloccarmi" mi lascio..senza avere rapporti con lei. Per superare la fase edipica, occore un rapporto sessuale? Spero una risposta.<<

Rispondo all'ultima domanda: Il rapporto sessuale di per sè non fa miracoli, meglio una psicoterapia ben condotta.






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dopo
Utente
Utente
drss, Brunialti, io dico quello che sento, sinceramente, anche se può sembrare strano. Lo psicanalista che mi segue è anche psicologo e psicoterapeuta, sicuramente dirò a lui i miei dubbi. Non parlo di un'altra esperienza da uno psicologo ipnotista, che ho avuto prima dell'analista è che non mi ha aiutato con la psicosi, ora prendo farmaci, probabilmente anzi ha contribuito a peggiorarla, perché l'ho già fatto parecchie volte. Cmq grazie per la risposta. Lei, crede come la dr Esposito, che sia il complesso edipico? O ha un'altra intuizione?
P.S. soprattutto, pensa che possa risolvere? magari accettando delle cose o elaborandone delle altre?
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
Alla Sua ultima domanda rispondo che, per l'appunto, si tratta di interpretazioni dipendenti da un orientamento o l'altro di chi risponde,
( https://www.medicitalia.it/minforma/psicoterapia/533-mini-guida-per-la-scelta-dell-orientamento-psicoterapeutico.html )
e che ho volutamente evitato per i motivi già sopra detti.
Io ho cercato di segnalarLe "comportamenti" su cui riflettere, più che dare interpretazioni, per i motivi esposti in #6.

Ma alle sue importanti domande potrete dare risposte pertinenti assieme al Suo Psicoterapeuta.

Saluti cordiali.




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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Caro ragazzo,
Rispondo alla sua domanda finale.
No. Per superare la fase edipica non serve un rapporto sessuale.
Occorre che il figlio si accolli il lutto. Il dolore che la madre non gli appartiene e non gli potra' appartenere perche' ama un altro.
Ci vuole un bel po' per superare questo lutto.
E penso che Lei debba elaborarlo con il Suo terapeuta.
Non si preoccupi del sesso per ora.
Ha una intera vita per pensarci!

Non metta mai in contatto sua madre con lo psicoanalista. Sarebbe un danno per Lei. Lo spazio dello psicoanalista deve essere esclusivamente suo. Incontaminato.
Di suo padre parli con lo psicoanalista. E' una figura troppo importante per la Sua vita!

Mi faccia sapere! Auguri
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Utente
Utente
Grazie mille Dr.ss Esposito, sono contento della sua risposta :D
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Utente
Utente
Grazie anche a lei, Dr.ss Brunialti, chiedevo perché sono consapevole dei diversi orientamenti. Però penso anche che la verità, che tutti cerchiamo, sia una. E io voglio perseguirla :D grazie mille
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
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