Ansia estrema, somatizzata

Salve dottori, sono Fabio e ho 27 anni. vi prego di seguirmi un solo istante a cercare di capire se più o meno la mia situazione sia risolvibile. Soffro d'ansia dal 2011, come. È perché non ho idea. Sono un ex fumatore di erba, bevitore di alcool, un ragazzo che ha provato cose che alla sua età era meglio non provare!! dopo aver avuto un incidente in moto, mi trovai ad uscire con mio cugino, suppergiù passò una settimana dall'incidente e assumevo 40 gocce di novalgina per il forte dolore al braccio (niente di rotto) arrivammo a casa sua, così decidemmo di fumare, fin li tutto okay, non appena misi in bocca un goccio d'alcool, fu il panico.. Diventai bianco in faccia, provai ogni cosa, doccia fredda, acqua, di "calmarmi" ma nulla fece effetto.. Fini a correre per strada come un matto fin quando mi bloccai a terra, mani contorte e bloccate, ero paralizzato.. Preso dalla paura levai la benda della mia ferita sul braccio e tentai di far uscire del sangue, convinto che il problema fosse lì, che c'era una infezione in corso, ma non era quello il problema. Va bene, ambulanza. Ospedale, un'ora e fuori di nuovo. Passarono due settimane d'inferno, senza cibo senza toccare sigarette e senza uscire, susseguirono svariati attacchi di panico, fin quando decisi di tornare in Italia, tutto questo accadde in Svizzera, scusate!
Da quel giorno in poi la mia vita non è più la stessa.. Ogni giorno ho avuto problemi di ansia, ho sempre la sensazione di impazzire e perdere il controllo, ho vertigini sbandamenti, fischi alle orecchie, gambe assenti e senza forza, il cuore come se dovesse scoppiare.. Sono stato in una clinica per due mesi, medicine medicine medicine.. Niente di più!! Fin quando sono uscito.. Adesso lavoro, ma credetemi, andar avanti così e una sfida enorme!! Adesso ho questa ansia somatizzata in gola, ed è come se avessi un mucchio di muco li bloccato che non va giù e nemmeno esce. Sono stato da otorino Gastroenterologo pneumologo, ma nulla.. Nulla di nulla... Ovviamente sono diventato ipocondriaco... Non riesco ad uscirne, l'intera giornata mi sembra una guerra con me stesso!! Perché tutto questo.. Perché dopo quell'episodio la mia vita è andata sempre più in basso, perché non riesco ad essere come anni fa? Perché questo nodo alla gola che non mi molla più da un anno.. Soffro di colon irritabile, ma non credo sia questo il danno, perché con una terapia avrebbe dovuto per lo meno calmarsi e lasciarmi tregua qualche giorno, ma invece niente!! Sento proprio di perdere le forze e cader di nuovo a terra.. Mi sento confuso, spaesato, ma non voglio ricominciare con medicine ecc ecc, è stato già bruttissimo smettere con la sertralina!!!
Spero in un consiglio utile
Ci terrei davvero tanto
Cordiali saluti
Fabio.
[#1]
Dr.ssa Giselle Ferretti Psicologo, Psicoterapeuta 615 14 24
Gentile Fabio,
deve rivolgersi al più presto ad un nostro collega psicologo psicoterapeuta di persona. Lei riferisce sintomi spiccati e da tempo. Non rimandi.

Un caro saluto,

Dott.ssa Giselle Ferretti Psicologa Psicoterapeuta
www.giselleferretti.it
https://www.facebook.com/giselleferrettipsicologa?ref=hl

[#2]
dopo
Utente
Utente
Sono stato in clinica psichiatrica l'anno scorso da aprile a giugno, son dovuto andare non tanto per l'ansia, ma perché avevo cominciato ad avere pensieri molto negativi, paura dei coltelli e di potermi far del male, tutto questo dovuto a fatto che con mio padre non ho mai avuto un buon rapporto, ed ogni volta che io stavo male lui invece di tranquillizzarmi, mi gridava addosso, beh credo sia la cosa più brutta che possa succedere.
Comunque la ringrazio per la risposta dott.ssa Ferretti, lo farò al più presto, anche perché a fine maggio diventerò papà, e questa cosa un po' mi ha stravolto la vita, ed anche tanto.
Lei pensa che con una terapia possa tornare tutto al suo posto?
Un attimo per perdersi ed una vita per riprendersi, psicofarmaci per rimettere insieme i pezzi.. Una terapia senza medicine? Mi potrebbe indicare su qualcosa in particolare? Ho avuto gli effetti collaterali della sertralina ed è stato bruttissimo, ed ho avuto gli effetti collaterali anche quando ho iniziato a dimezzarla (fatto da solo) piano piano ohni settimana
Come spiega il fatto che riesca a relazionarmi meglio in presenza di una donna che di un uomo? Non è attinente al discorso ma okay, dovevo chiedere.
Non perderò tempo nel fissare un appuntamento con un buon psicologo.
Grazie ancora,
Cordiali saluti
Fabio.
[#3]
Dr. Enrico De Sanctis Psicologo, Psicoterapeuta 1,3k 65
Caro Fabio,

riconosce molti aspetti di sé in modo valido. Parla di uno stato ansioso, di somatizzazioni e di ipocondria, e questo merita molta attenzione.

Posso lasciarle una suggestione, sperando che possa esserle utile. Dal punto di vista psicologico, secondo il mio orientamento teorico, a volte il corpo può esprimere qualcosa che ci tormenta. Non riusciamo a dirlo a parole, subiamo alcune situazioni, ad esempio, senza riuscire ad affrontarle in prima persona, in modo soggettivo e giusto per noi.

A mio parere è emblematica la sua affermazione: "Soffro d'ansia dal 2011, come e perché non ho idea". Questo potrebbe indicarci coerentemente, come dicevo, che non può dare parola a se stesso, come se Fabio non avesse valore. Allora la parola la prende il suo corpo.

Ha l'occasione di ascoltare ciò che il corpo le dice e, piano piano, di farlo proprio e diventare, così, l'autore della sua vita.
Mi hanno colpito le sue parole in un altro consulto, quando ha scritto: "A 27 anni si dovrebbe avere il mondo in mano...". Si lasci dire con simpatia che il mondo in mano è un pensiero troppo grandioso, nessuno ce lo ha. Ma se ci ridimensioniamo e rivisitiamo la sua affermazione con una chiave di lettura differente, diventa un pensiero molto suggestivo: possiamo cioè dire che è giusto che lei riesca a sentire la vita nelle sue mani, a sentirne l'appartenenza. Questo senz'altro sì.

Condivido con la collega di valutare di rivolgersi a uno psicoterapeuta, in modo tale che possa fare proprio questo, dare voce a se stesso, acquisire forza e fiducia in sé. Cosicché non basti più "un attimo per perdersi e una vita per riprendersi". E facendo i conti con i limiti della realtà, diventare il protagonista della sua vita.

Un saluto,
Enrico de Sanctis

Dr. Enrico de Sanctis - Roma
Psicologo e Psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico
www.enricodesanctis.it

[#4]
Dr.ssa Rosa Riccio Psicologo, Psicoterapeuta 247 5 18
Gentile Fabio,
capisco che abbia il desiderio di capire e di avere risposte certe, il suo malessere è evidente e perdura da un pò quindi questo desiderio mi sembra comprensibile.
Il punto è che da qui è davvero difficile rispondere. Non so dirle se "con una terapia tornerà tutto a posto" ma certamente posso dirle che le condizioni trattabili oggi sono tante ed esistono trattamenti farmacologici e psicoterapici davvero all'avanguardia.
Si fidi e si lasci seguire da professionisti.

un caro saluto

Dr.ssa Rosa Riccio
Psicologa-Psicoterapeuta
www.cantupsicologia.com

[#5]
Dr.ssa Giselle Ferretti Psicologo, Psicoterapeuta 615 14 24
Gentile Fabio, è stato clinica psichiatrica e lì non le hanno proposto una terapia psicologica oltre ai farmaci?

Certamente il fatto che stia per diventare padre può contribuire ad alterare una situazione psicologica già molto fragile.
Lei dice che ci è voluto un attimo per perdersi: spesso succede che un unico fatto costituisca solo l'innesco di una situazione traballante e che chiedeva di essere presa in esame già da tempo.

La terapia non fa magie, è un percorso che va effettuato con il desiderio di andare a fondo dei propri problemi per uscirne, bisogna affidarsi ad un professionista, evitare il fai da te, e, se necessario, abbinare una terapia farmacologica.

Cordiali saluti,
[#6]
dopo
Utente
Utente
Grazie mille... Purtroppo non ho avuto una vita rose e fiori, ma sono solo io il responsabile di tutto ciò. Ebbene sì, qualcosa che non riesco a dire c'è, qualcosa per modo di dire, perché poi alla fine sono un infinità. Io ho molto rancore, soprattutto nei confronti di mio padre, che ancora oggi nonostante essersi fatto un'altra famiglia continua a tartassarmi di chiamate, a cui non rispondo.. Perché non ho il coraggio, perché so di esplodere e farlo sentire "nulla", e non mi va questo. Ho rancore con me stesso, per esser così debole, così condizionato da tutto questo, di andare sempre alla ricerca di qualcosa che in me non va. Dopo quello che mi è accaduto, un passato di droga alcool e dopo aver visto la morte in faccia miliardi di volte, tra incidenti in auto, in moto, amici persi, che dio li protegga, non riesco a superare questo che ormai mi porto dietro da anni, come andare avanti per inerzia... Ho sempre pensato di lasciare tutto e tutti per partire e immergermi nella natura, senza internet senza niente, io e me stesso, ma non ne ho il coraggio, come detto prima se tutto va bene, lo spero, il prossimo anno sarò papà, la cosa mi spaventa ma allo stesso tempo mi da una gioia immensa dentro di me, e spero vivamente che l'arrivo di questa nuova vita mi dia la forza di buttare tutto alle spalle, ma no per dimenticare anzi..buttare alle spalle nel senso di "risolvere" questi miei problemi interiori, ed andare avanti.. Io la forza ce l'ho, perché da solo ho smesso con la cocaina, da solo ho smesso con l'alcool, da solo ho smesso con l'erba, così come da solo ho eliminato le medicine, tra cui tranquirit e sertralina.. Ho solo bisogno di.... Un dottr De Sanctis ad esempio, le sue parole hanno fatto subbugliare il mio stomaco, sfortunatamente in Svizzera non trovo medici così, non parlo nemmeno uno svizzero perfetto, son qua da tre anni, ancora poco per poterlo sapere perfettamente, fossi stato a Roma sarei venuto in men che non si dica.
Grazie mille, grazie mille davvero dottr de Sanctis ed anche alla dott.ssa Riccio.
Sono in una spirale purtroppo, così come mi hanno spiegato in clinica..un circolo vizioso, da cui pensavo esserne uscito.
Cordiali saluti
Fabio.
[#7]
dopo
Utente
Utente
Dottoressa Ferretti.
Dopo la clinica sono stato affidato ad uno psichiatra, sa perché non ci sono andato più? Perché a modo mio di veder la cosa, io non avevo nessuno disturbo ossessivo compulsivo e nessuna bipolarità, lui mi diede una catasta di farmaci da prendere come se fosse cibo al pranzo domenicale, ed io questa cosa non la sopporto, perché ha 27 anni non posso andar in giro con la busta delle medicine, capisce cosa voglio dire? Io non ho fatto nessun "fai da te" ma ho solo misurato la mia forza di volontà nell'eliminare piano piano quello che dovevo eliminare per tornare al mio naturale equilibrio. Sappiamo tutti che con l'avvento di internet la gente è molto più informata su cose che prima sconosceva, con questo non voglio dire che adesso rimpiazziamo i medici, per carità, però il fatto stesso di sapere cosa si prende può aiutare ad essere più cauti.
Io credo che la mia sia una grande sofferenza interiore che ancora nessuno purtroppo e risuscito ad inquadrare, mi reputo anche colpevole di questo, perché ho sempre evitato psicologi e psichiatri.
Uno perché non trovo mai il medico di "fiducia" e due perché....devo lavorare, lavorare e lavorare... Vivo solo, e non posso permettermi di chiedere un giorno alla settimane o due per poter andare dallo psicologo, qua alle 18 chiudono barracca, ed io lavoro fino le 17.30, anche volendo non ho il tempo per poterlo fare, adesso ancor di più vista la bella notizia che ho avuto dalla mia ragazza.
Lo so, sembro un po masochista, menefreghista, vi chiederete "perché ti lamenti allora"
Beh non lo so nemmeno io, so solo di voler uscire da questa ruota... In un modo o nell'altro!
Spero di trovare qualcuno disposto a ricevermi in tarda serata, lo spero tanto.
Adesso da buon ipocondriaco domani avrò l'esame dal pneumologo, Poi chissà quale altro esame richiederò, ah dimenticavo, la rinolaringoscopia (^__^) non so se ridere o piangere.
Grazie mille dott.ssa Ferretti
Cordiali saluti
Fabio
[#8]
Dr.ssa Giselle Ferretti Psicologo, Psicoterapeuta 615 14 24
Gentile Fabio,
in Svizzera può trovare colleghi italiani o che parlano italiano!
Uno degli effetti della terapia psicologica è quello di imparare a distinguere tra le proprie responsabilità e quelle degli altri, e senz'altro, uno degli obiettivi è quello di liberarsi dal rancore. La rabbia e il rancore costituiscono una limitazione davvero importante nella vita delle persone che soffrono.
Passare da una dipendenza all'altra (droga, alcool, farmaci) non è equivalente a liberarsi del problema.
Per uscire dai problemi bisogna attraversarli, dare un significato, e infine lasciarli andare...le questioni legate a suo padre possono essere trattate, poi le apparterranno in forma non disturbante.

Un caro saluto, ci faccia sapere se crede
[#9]
dopo
Utente
Utente
Ovvio si trovano medici italiani, ma il problema rimane la fiducia
Concordo appieno ciò che dice dottoressa "passare da una dipendenza all'altra" non equivale a liberarsi del problema, anche per questo non voglio tornare in terapia, nel senso.. Ho paura che la prima cosa che mi diranno sarà, deve prendere questo quello e quell'altro, lì mi crollerebbe il mondo addosso. Io cerco questo con il mio psicologo, la conversazione, il confronto di idee, non voglio uno psicologo che mi impone o che cerca di inculcarmi le cose in testa.
Lei non fa servizio anche in Svizzera vero? (Sdrammatizzo)
Grazie per il suo tempo
Fabio.
[#10]
Dr. Enrico De Sanctis Psicologo, Psicoterapeuta 1,3k 65
Condivido con lei che uno "psicologo non deve inculcarle le cose in testa, ma avere un confronto di idee" con lei e consentirle di svilupparne di nuove liberamente.
Accanto a questo è importante anche lo stabilirsi di una relazione terapeutica in cui, ad esempio, potrà "tranquillizzarsi" nei momenti in cui sta male, comprendendo il suo stato d'animo.
In modo tale che possa costituirsi in lei un senso di sicurezza di sé e un po' di pace.

Allora davvero un caro augurio,
Enrico de Sanctis
[#11]
dopo
Utente
Utente
Buongiorno carissimi dottori.
Ecco, io cerco esattamente questo, qualcuno che mi diriga nella direzione giusta nel modo più sociale possibile, nel modo più naturale possibile. Sono una persona molto sensibile, nel senso..vedendo una scena un video, magari di uomini che salvano animali ad esempio, mi sale un senso di gioia immensa che si trasformano in lacrime di gioia, il mio unico problema è che sono molto ma molto arrogante e mi arrabbio per un niente, a lavoro in famiglia con chiunque, tenendo dentro la rabbia, ho solo rabbia se ci penso, rabbia rabbia rabbia... Per cosa? A saperlo non sarei qua sicuramente!! Penso che star/far così non ha senso per nulla.
Vorrei vivere di gioia, di amore, di buoni rapporti, di un buon vivere.
Contatterò al più presto un buon psicologo, vi farò sapere l'andamento delle cose.
Vi ringrazio tantissimo , mi ci voleva questa piccola scossa di motivazione.
Cordialissimi saluti
Fabio

Quali argomenti vorresti approfondire su Medicitalia? Partecipa al sondaggio