L'amore può bastare per salvare una relazione in crisi?

Gentili Dott.ri, grazie per il tempo che mi dedicherete.
Mi trovo in un periodo di grande crisi, perchè il mio ragazzo, con cui sto insieme da dieci anni, dopo l'ennesimo forte litigio causato da un mio scoppio d'ira motivato da vari fattori esterni a noi due, ma che ha trovato terreno fertile per venir fuori in una nostra discussione e apparentemente risolto, ha iniziato a prendere le distanze da me e a trattarmi con sempre maggiore distacco e insofferenza, fino al punto in cui non gli ho chiesto se avesse bisogno di stare solo x 1 pò e mi ha risposto di si. Poichè mi sta a cuore il suo bene, anche se per me è stato un duro colpo, ho accettato di concedergli tempo per riflettere e smaltire la rabbia. Tuttavia i giorni passavano, ma di lui non avevo più notizie. Adesso è trascorso più di un mese e le uniche volte che ci siamo visti sono state le 4 volte in cui preoccupata mi sono recata a casa sua, episodi in cui mi ha chiesto di volta in volta "altro tempo" e in cui cui mi ha trattata con sempre maggiore freddezza, rabbia e rancore. Mi ritiene responsabile di "averlo fatto uscire pazzo", di essere "la causa del suo esaurimento", di "averlo tramutato in una persona peggiore". In sostanza mi ha detto che vuole prendere una decisione definitiva: se lasciarmi o restare insieme, se può credere all'amore e alle promesse di migliorare il nostro rapporto o no. In tutto questo tempo ho continuato a fargli sentire che lo amo, che in noi due ci credo, che farei qualsiasi cosa di umanamente possibile per salvare la nostra storia, che è l'amore l'unica via per risolvere i nostri problemi, che per tutti i miei errori ero profondamente pentita e pronta a rimediare (ho anche fissato un appuntamento con una psicologa della mia città), che desidero la sua e la nostra felicità, ma che se non concede a noi due che ci amiamo un'altra occasione non potrà mai sapere se i problemi passati si ripresenteranno oppure no. Lui dice che non dipende da me. La nostra era una favola... Come siamo arrivati a questo punto?
E' da qualche anno che abbiamo iniziato a litigare e tutto è nato in concomitanza di una serie di eventi che hanno scatenato in lui una forte insicurezza e minato la sua autostima:
-abbiamo avuto problemi nella sfera sessuale, questo mi ha portato inizialmente a reagire male perchè anche in passato ne avevamo avuti a causa di un suo trauma causato dalla sua ex, ma poi vedendo che ferivo i suoi sentimenti ho subito corso ai ripari: l'ho rassicurato e incoraggiato ma ancora oggi me lo rinfaccia ...
-suo padre è malato,non risponde più ai trattamenti chemioterapici.Sta aspettando un nuovo farmaco dagli USA, ma le prospettive di vita non sono lunghe.
-Ha 31 anni, ma vive ancora a casa con i suoi genitori
-Non è riuscito a laurearsi e non ha un lavoro
-Non si sente stimato e appoggiato dalla famiglia e a quanto pare neanche da me.
-I litigi, scatenati anche da lui x banalità e x la rabbia repressa, l'hanno reso sempre più intollerante
Per noi c'è ancora speranza? Grazie.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Come poter dire da qui se c'è speranza?
Bisognerebbe semmai capire meglio che cosa accade e come il Suo fidanzato vive questa dfficile situazione che, a quanto Lei ci sta raccontando, non riguarda solo la relazione sentimentale.
Quando, nel passato, avete iniziato ad avere problemi sessuali, che cosa avete fatto per poter risolvere i problemi? Quel genere di prblemi vi ha allontanati ancora di più? Che cosa fa il Suo fidanzato per cercare lavoro e rendersi autonomo? Avevate progetti di un futuro insieme? Come mai il Suo fidanzato attribuisce a Lei la responsabilità di questa situazione? Lei è d'accordo, anche in parte?
Dopo dieci anni di storia, ha provato a pensare che alcune priorità e desideri che avevate dieci anni fa possono essere cambiate nel frattempo? Ne avete mai discusso insieme?

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2]
dopo
Utente
Utente
Gentile Dott.essa, grazie per avermi risposto in così breve tempo.
Cercherò di fare luce sui quesiti che mi ha appena posto.

-Quando abbiamo iniziato ad avere problemi, una volta compreso che reagire male non era giusto e non portava a nulla, abbiamo parlato per cercare di capire che cosa scattasse dentro di noi per provocare la mancata riuscita dell'atto. La mia molla era la paura di perderlo, la sua l'ansia e l'angoscia che il problema si ripresentasse. Quando ci dovevamo vedere lui partiva già da casa con l'angoscia che se avessimo provato a farlo sarebbe andata male e allora avremmo litigato. Con queste premesse poi le cose andavano davvero così. Litigavamo x ogni minima cosa. Lui è andato da una psicologa per farsi aiutare e lei gli disse che i problemi di coppia erano solo la conseguenza di tanti altri problemi personali e familiari (mancanza di autostima e di sostegno da parte della famiglia, mancanza di affermazione personale ecc..), che erano solo la punta dell'iceberg. Lui andò solo un paio di volte, poi interruppe la terapia di colpo.
Ha comunque cercato di rassicurarmi sul fatto che mi desiderava, io ho cercato di rassicurarlo sul fatto che credevo in lui, che mi interessava la sua felicità qualsiasi strada avesse intrapreso nella vita, che lo amavo lo stesso e lo invitavo ad avere più fiducia in se stesso, che sarebbe andato tutto bene. Ho modificato il mio comportamento insomma, e le cose sembravano andare sempre meglio di volta in volta fino a quando non abbiamo avuto più di questi problemi.
Lui però tuttora afferma che "le cose tra di noi andavano bene solo nei periodi in cui facevamo sesso", che le mie reazioni di anni fa sono le responsabili di tutto quello che è venuto dopo, anche se le ho cambiate, anche se l'ho rassicurato su tutto, anche se sono sempre stata presente e amorevole nei suoi confronti.Quindi penso di si ... in qualche modo il sesso ha allontanato lui da me, ma non me da lui ...

-Il mio ragazzo ancora studia, circa un anno fa ha iniziato anche 1 corso professionale da poco conclusosi. Ha lasciato qualche curriculum in supermercati e simili e si è sentito dire dalla madre "Ma non è che devi farci vergognare lavorando in 1 supermercato?". Questa frasegli ha fatto molto male e io sono stata l'unica ad appoggiarlo nelle sue scelte purchè lo facessero stare bene e l'ho esortato a continuare su questa strada anche perchè se suo padre venisse a mancare come farebbe a mantenersi? Qualche mese fa ha inviato qualche altro curriculum, ma nessuno lo ha mai chiamato per lavorare. In totale penso abbia mandato 10-20 curriculum non di più.
Anch'io cerco un lavoro stabile da quasi 1 anno dopo la laurea, ma neanche inviandone a centinaia ho trovato nulla di serio e qualche volta ch'io mi abbatto o accetto lavoretti che mi consentano di mantenermi un minimo di autonomia.

-Abbiamo sempre desiderato un futuro insieme,ci consideriamo già una "famiglia", vorremmo avere dei figli e l'estate scorsa abbiamo iniziato anche a comprare qualcosa per la nostra futura casa. Nei momenti critici siamo sempre stati il punto di riferimento e l'ancora l'uno dell'altra. Anche se non siamo sposati ci siamo ripromessi "nella gioia e nel dolore, nel bene e nel male" ma evidentemente questo vale solo per me, lui credo stia mollando, stia facendo marcia indietro.

-Mi attribuisce la responsabilità del suo crollo emotivo perchè avvenuto a seguito di un ennesimo litigio avvenuto con me. Lui sostiene che in questo periodo delicato della sua vita (anni) non ha bisogno di litigi. Ma dimentica che spesso è stato lui a scatenarli perchè già predisposto dal clima pesante di casa, dalla paura di perdere il padre, dalla mancanza di apprezzamento da parte della famiglia,dal constatare che mentre i suoi amici vanno avanti con le loro vite trovando lavoro lui no.

-In parte si, credo di essere responsabile, di aver sbagliato a non controllare le mie emozioni, di aver sbagliato nel modo di pormi con lui a volte, perchè percepito spesso come una minaccia, come una critica velata da una battuta. Es. Quando gli ho detto ridendo "Ti diverti senza di me eh?" Si è irrigidito perchè l'ha percepito come un attacco alla sua libertà personale. Se gli dico: "Avevamo l'occasione di fare tale cosa e non l'abbiamo fatta, perchè?" si arrabbia perchè si sente criticato e contestato. Gli ho detto che i miei comportamenti sono frutto a volte di una "paura dell'abbandono" nata quando ero piccola nel mio ambito familiare e dal vivere anch'io in una famiglia litigiosa e instabile, ma mi sono impegnata ad andare da una psicologa ad affrontare il miei problemi e quindi modificare gli schemi acquisiti in passato e migliorare x evitare che lui possa sentirsi soffocato o sbagliato, perchè non è mai stata mia intenzione farlo stare così. Mi ha chiesto tempo e spazio e glielo sto dando, gli ho chiesto 1000 volte perdono sinceramente. Detto che nonostante tutto, il mio amore è immutato, che continuo a scegliere lui come compagno di vita, perchè so che questa persona arrabbiata non è lui, ma solo il frutto di una vita difficile. Lui sostiene che l'amore non basta. Credo che mi abbia esclusa dalla sua vita perchè tra tutti i problemi che ha io e noi 2 siamo l'unico che poteva decidere di eliminare o comunque di mettere da parte. Non può evitare di confrontarsi con le sue ansie e paure nè di sottrarsi alla realtà di un padre malato e sofferente, nè alle responsabilità che questo comporta essendo l'unico figlio in casa.

-I nostri obiettivi sono sempre gli stessi: trovare un lavoro soddisfacente, vivere serenamente per quanto possibile, mettere su casa e sposarci, avere una famiglia insieme. Fino a prima dell'ultimo litigio le nostre priorita erano queste. Per me lo sono ancora, per lui adesso non lo so. Dice di voler pensare a se stesso, di voler essere un po' egoista, di volersi sentire libero di fare ciò che vuole. Si è rimesso a studiare sodo dopo aver trascurato l'università per circa 1 anno e mezzo. Quindi deduco che si voglia laureare.

-Abbiamo parlato spesso di noi fino a prima dell'ultimo litigio che lo ha portato a prendersi una "pausa di riflessione", ma a volte ho come l'impressione che fino a quando se ne parla in teoria va tutto bene, fino a quando le cose filano lisce si riesce a comprendere i bisogni dell'altro, appena arriva il momento di mettere alla prova queste capacità invece "verba volant". Tutti i bei discorsi rimangono appunto solo discorsi che non si riesce a mettere in pratica ...

Oltre a dargli tempo e aspettare che cos'altro posso fare?
Devo smettere di sperare in un suo ritorno o avere fiducia nelle sue capacita di raziocinio e nel suo amore (che al momento però purtroppo sembra totalmente assente)? Al momento non mi sembra lucido, magari mi sbaglio... ma una persona piena di rabbia non credo lo sia ... Grazie infinite.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

intanto avete fatto benissimo a chiedere aiuto ad una psicologa, ma ovviamente per risolvere il problema il Suo ragazzo avrebbe dovuto continuare il trattamento, anche perché il deficit erettivo, se di questo parliamo, è un problema senz'altro risolvibile. D'altra parte iniziare un approccio sessuale con il timore o l'idea di fallire, predispone al fallimento, anche perché ansie e preoccupazioni sono incompatibili con l'attività sessuale. Quindi non sorprende quanto accadeva al Suo fidanzato. Di solito le coppie si irrigidiscono davanti a difficoltà del genere ed è probabile che questa problematica, unita alle altre difficoltà (lavoro ad es.) che sono importanti per poter costruire la propria identità ma anche la propria autonomia ed indipendenza abbiano generato altre tensioni. Ebbene su questo dovreste farvi seriamente aiutare, perché è vero che l'amore è importante in una coppia, ma ha ragione il Suo fidanzato nel dire che: "(Lui sostiene che) l'amore non basta".
L'amore non basta per costruire e mantenere un legame e probabilmente ci sono dinamiche relazionali che appesantiscono la storia e che vi portano a mettere in scena sempre lo stesso comportamento. Ovviamente sto parlando di comportamenti disfunzionali che generano tensioni e problemi.
Avete pensato di chiedere aiuto ad uno psicologo psicoterapeuta insieme?
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Cara Ragazza,
il deficit erettivo può essere "causa o conseguenza" delle problematiche di coppia.

E l'amore non basta a tenere insieme una coppia...

Sarebbe utile analizzare bene, con competenza ed empatia la vostra condizione di coppia e la vostra vita sessuale.

Le allego del materiale, un canale salute ed una video intervista su diagnosi e cura del d.e, con un approccio alla coppia.

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1225-deficit-erettile-un-problema-di-coppia-il-ruolo-della-partner.html
https://www.medicitalia.it/salute/andrologia/111-disfunzione-erettile.html
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/1593-mancanza-d-erezione-10-cose-da-sapere.html-
https://www.medicitalia.it/blog/andrologia/106-dipendenza-psicologica-dalla-terapia-orale-per-il-deficit-erettivo.html
https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1225-deficit-erettile-un-problema-di-coppia-il-ruolo-della-partner.html-
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/6154-il-ruolo-delle-donne-nel-deficit-erettivo-dell-uomo.html

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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dopo
Utente
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Gentile Dott.essa, grazie ancora una volta per avermi risposto.
Personalmente sono pronta a qualsiasi cosa pur di salvare questa storia, perchè lo amo davvero e ogni giorno lontana da lui me lo confermano sempre di più.
Ho pensato che ci farebbe bene sia una terapia individuale, in modo che ciascuno di noi possa superare i propri traumi e i propri ostacoli, sia una terapia di coppia che ci aiuti a comunicare in modo corretto le nostre emozioni e sentimenti in modo da no ripetere da entrambe le parti gli errori commessi in passato.
Il problema però è che lui attualmente di me non ne vuole sapere, non so se ritornerà da me oppure se mi lascerà. Nel primo caso sicuramente gli proporrò di riprendere la terapia e di cominciare anche quella di coppia perchè dovremo lavorare entrambi su noi stessi e sul nostro rapporto per far si che funzioni. Altrimenti questa crisi si potrebbe ripresentare o comunque non sarebbe servita a nulla.
Per quel che mi riguarda sono seriamente intenzionata a modificare tutti quegli aspetti di me che lo fanno sentire spesso "sbagliato", criticato, non apprezzato, ma non so se lui me ne darà l'occasione. Non so se vorrà mettersi in gioco per modificare anche lui quei meccanismi che lo inducono a pensare male di me e di se stesso.
Ma c'è anche la seconda opzione...
Se decidesse di mettere la parola "fine" alla nostra storia?
Penso di dovermi preparare anche a questo, anche se le confesso che per me è difficilissimo dover ammettere questa possibilità e provo molto dolore, ma ripeto: desidero che sia felice e se con me non lo è o non pensa di poterlo essere più non potrei fare altro che rassegnarmi ... anche se continuo ad essere molto decisa nel dire, perchè lo sento, che lui è la mia scelta definitiva, che è lui l'amore della mia vita ...
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Se lui ha bisogno di distanza in questo momento, non può fare altro che concedere questa distanza, nel suo rispetto, e nel frattempo lavorare su se stessa. Stargli troppo addosso lo farà sentire in trappola e avrà voglia sempre più di allontanarsi. Si occupi di se stessa.
Mi faccia sapere in futuro, se Le fa piacere.

Cordiali saluti,
[#7]
dopo
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Gentile Dott.essa Randone,
quel tipo di problema l'abbiamo superato perchè abbiamo capito che ci desideravamo, che ci faceva stare bene, che donava armonia, che migliorava la nostra intesa, che ci faceva essere più complici ... anche se a quanto pare da parte sua è rimasto il rancore per quanto vissuto ... e comunque il primo deficit è avvenuto dopo che lui ebbe una lite con un parente.

Attualmente sono altre le questioni più pressanti, come scritto su.

Con la frase "l'amore basta a tenere insieme una coppia", intendo dire che se due persone sono davvero innamorate il sentimento che le unisce è la base e l'elemento propulsore che le spinge a comprendersi, a venirsi incontro, a migliorarsi.

Che poi occorra comprensione, complicità, affinità, sostegno, progettualità e fiducia reciproca per stare insieme me è assodato.

Forse mi sbaglio ... è solo il mio pensiero ...
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dopo
Utente
Utente
Gentilissima Dott.essa Pileci,
Grazie ancora per il tempo che mi ha dedicato e per i suoi preziosi consigli.
Seguirò le sue parole, sperando nel meglio.
La terrò aggiornata.
Cordiali saluti.
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
"Con la frase "l'amore basta a tenere insieme una coppia", intendo dire che se due persone sono davvero innamorate il sentimento che le unisce è la base e l'elemento propulsore che le spinge a comprendersi, a venirsi incontro, a migliorarsi.
Che poi occorra comprensione, complicità, affinità, sostegno, progettualità e fiducia reciproca per stare insieme me è assodato."

Si, in teoria è così ed è anche molto bello, ma quello che lei scrive è un cammino che si deve attuare in due, con fatica costanza e la voglia di concimare ed innaffiare questo amore...
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Utente
Utente
Gentile Dott. essa Randone,
ha colto al volo il senso delle mie parole, ha espresso esattamente ciò che penso ... fino a prima di farci travolgere dai problemi io e il mio ragazzo abbiamo fatto proprio questo, quotidianamente e costantemente, poi evidentemente abbiamo sbagliato o trascurato qualcosa e i risultati sono stati disastrosi ...
Per quel che mi riguarda è mio desiderio continuare o meglio ricominciare a "concimare e innaffiare questo amore", ma stavolta nel modo giusto, e sinceramente spero che anche il mio ragazzo condivida lo stesso desiderio ...
Grazie per il suo consulto.
Cordiali saluti.
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Le auguro di ricominciare da dove avete smesso di innaffiare..

Per ritrovarvi più forti ed innamorati di prima.

Talvolta può succedere...
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dopo
Utente
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Grazie infinite per il suo augurio, lo spero tanto anch'io.
Sarà mia premura farle sapere come si evolverà la situazione.
Cordiali saluti.

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