Odio gratuito dalla famiglia

Mia madre è la prima di 3 figlie, malata fin da piccola di diabete ed è stata cresciuta come una povera "scema" tanto che non si è investito sulla sua istruzione universitaria, destinata alle due sorelle più piccole e non le son mai stati permessi viaggi, uscite con il ragazzo, serate fuori, tutte cose che alle altre vennero permesse. L'arrivo di mio padre oltre ad essere stato preso per un qualcosa di improbabile (sei malata, ma chi ti sposerà mai), ha esteso la situazione di sufficienza, odio e cattiveria anche a lui che nonostante tutto è sempre stato disponibile ed ha aiutato anche in situazioni gravi. Con la mia nascita i sentimenti negativi sono stati estesi anche nei miei confronti, portandomi a vivere pessime esperienze che mi hanno segnata e sono state la causa dei miei disturbi alimentari. E' sempre stata la sorella più piccola (con cui mi passo 20anni) ad essere la più cattiva, tanto da togliermi ogni domenica a pranzo il piatto da sotto al naso, dicendomi che non dovevo mangiare, senza che la madre -mia nonna- le dicesse nulla. Per queste cose ed altre frasi/azioni soffro di binge eating, cosa di cui ha sofferto anche mia madre e cosa che non ci ha fatto ancor di più accettare da queste persone. Fissate con la magrezza (specie la più piccola, tanto da far venire ipotiroidismo compensatorio ad una delle figlie circa due anni fa, non nutrendola come andrebbe nutrita una bambina di 12 anni) e le apparenze sono state capaci di non dire in giro agli amici che avevano una 3^ sorella, cosa che per ovvi motivi ha fatto soffrire mia madre in modo indicibile. Mia nonna non è mai stata capace di seguire un ragionamento, almeno quelli fatti da noi, tanto da aggredirci ogni volta che tentiamo di far valere le nostre ragioni o risponde male a mia madre e -assieme alle altre figlie- la tratta male nonostante sia diventata invalida. Il mio nucleo familiare è considerato quello delle pecore nere, degli idioti nonostante il lavoro, gli studi e gli obbiettivi raggiunti dimostrino il contrario e la cosa più grave è che quella che dovrei chiamare zia, quando venni aggredita dal mio ex, non mi volle aiutare a livello legale nonostante fosse il suo lavoro, sminuendo ciò che mi successe e chiamando "poverino" l'aggressore. Nonostante ci siano dei continui tentativi per riuscire a comprendere il motivo di questo odio, persino da parte mia, veniamo sempre esclusi, insultati e considerati degli escrementi, tanto che mi è stato detto di abbandonare gli studi per tentare un bando pubblico, come se io non potessi arrivare a fare altro. I miei studi (neuroscienze), sono discriminati e vengo considerata una che in realtà studia aria fritta. Questi comportamenti portano anche i figli -molto più piccoli di me- ad avere atteggiamenti grevi nei nostri confronti, anche molto pesanti. Mio nonno è da sempre tenuto all'oscuro di tutto, come fosse scemo. Tutti i tentativi son stati fatti e non posso fare a meno di chiedermi perché e cosa io possa fare a riguardo. Grazie.
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dopo
Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Cara Signorina,
Chiede cosa possa fare. Non credo ci sia una risposta a tale domanda.
Se davvero viene nutrito tutto quest'odio verso la Vostra famiglia credo che dobbiate prenderne atto e difendervene.
Non si puo' rimediare a dei sentimenti che non si sa da dove provengano e perche'.
Allontanatevi.
Prendete atto della realta', seppur con rincrescimento ed evitate i momenti di confronto.
Mi dispiace ma non credo si possa fare altro!
Per la Vostra tranquillita' soprattutto!
I miei saluti.

Dott.a FRANCA ESPOSITO, Roma
Psicoterap dinamic Albo Lazio 15132

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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,5k 449 103
Gentile utente,

Lei ci parla di relazioni famigliari incancrenite da tempo, di "vittime" e "carnefici", di persone tenute all'oscuro (Suo nonno).

Ipotizzo Lei ci abbia scritto per essere ascoltata, per liberarsi un po', temporaneamente, di una pressione interiore insostenibile.

Lei però ci dice anche:
<<Tutti i tentativi son stati fatti e non posso fare a meno di chiedermi perché e
cosa io possa fare a riguardo. <<

Mi chiedo quale sia la molla che a distanza di qualche decennio ancora la spinge - inutilmente - a cercare l'approvazione e la stima della Sua famiglia d'origine.
Forse un certo distanziamento Le sarebbe salutare e al contempo manderebbe un messaggio, sempre che venga recepito.

Tenga conto della limitatezza che ha un consulto online in una situazione talmente consolidata! E dunque - se desidera essere aiutata e non solo ascoltata - lo faccia di persona.
Saluti cordiali.

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

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dopo
Utente
Utente
Ho scritto perché ieri nel tentativo di fare uno stupidissimo regalo a nostro nonno, son finita con l'essere trattata male da mio cugino di soli 16anni, senza che nessuno gli dicesse nulla e da queste 3 donne che -gira e ti rivolta- danno sempre la colpa a me o alla mia famiglia per qualsiasi cosa. Ho avuto un attacco di panico e non respiro bene da ieri a causa di tutta questa faccenda. Ogni tentativo di spiegare ciò che mi viene fatto, ciò che viene detto e fatto a mia madre o a mio padre vengono tramutati in colpe alla nostra persona. La situazione da ieri è continuata oggi, con mia nonna che metteva in dubbio la salute di mia madre dicendo che era per ripicca che non siamo andati a pranzo e non per i suoi problemi di salute, tanto da sentirmi dire "E' il diavolo che ti fa parlare", quando ho provato a farle capire che se dopo quasi 50anni di malattia ancora pensa queste cose della figlia, non è una persona normale. Ma è "il diavolo" che fa parlare me, ma non le altre due figlie o i suoi nipoti. E sentirsi dire certe cose nel 2016 fa cadere le braccia.
La molla è semplice, è la voglia di avere una famiglia unita, che capisca le mie ragioni, che faccia la Famiglia, che CAPISCA effettivamente. E' il voler bene a mia mamma che è stata sempre raggirata dal senso di colpa profuso da mia nonna (e che di conseguenza ha messo in mezzo me), il fatto che sono stanca di ingoiare e di essere considerata la cattiva e l'invidiosa se provo anche solo a difendermi.
Vorrei che smettessero di insultare e di far ricadere le colpe su di noi, nonostante gli aiuti in ogni ambito che son stati dati (le punture allo zio ipocondriaco che le voleva solo da mio padre, i lavori in casa gratuiti, il toglierci cose per darle a loro compresi computer e cellulari, ecc).
E lunedì avrò modo di parlare con una psicologa perché sono arrivata al limite.
Ho richiesto un consulto perché il "basta" dopo anni di soprusi è partito da me, andando anche contro mia madre e mio padre ed avevo bisogno di sentirmi dire che la scelta fosse quella giusta, perché quando si tratta di loro penso quasi il contrario.
Quindi grazie ad entrambe.
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Cara signorina,
Spero che il rapporto con questa psicologa riesca a farLe sentire di essere "appoggiata" e "sostenuta" nelle sue esigenze.
Ma essere "appoggiata" davvero e in modo positivo, utile a farla stare bene. A farle comprendere che gli unici rapporti che valga la pena di coltivare sono quelli che fanno stare bene. Ed e' masochistico oltre che inutile cercare di stabilire un contatto con chi tale contatto non lo desidera, o non e' disposto ad investire in esso o addirittura lo usa per danneggiare l'altro.
Purtroppo queste cose esistono ed e' inutile negare cio' perche' fa male.
Occorre capire che non ci si puo' fare nulla. Anzi, capire che la "famiglia" talvolta e' il luogo piu' saturo di influssi negativi e distruttivi che esista.
Non a caso esiste una intera branca della psicologia che si occupa o meglio cerca di occuparsi dei legami familiari disfunzionali e delle psicopatologie che la famiglia e' in grado di generare negli sfortunati appartenenti!
I miei auguri cara signorina!
Ci mandi sue notizie se vuole!

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