mio figlio...mi sento in colpa

Chiedo una prima assistenza da voi
Ho un figlio di 30 anni che sta male, non lavora dall'età di 22, da quando é iniziato il suo calvario. È un ragazzo molto chiuso che ha problemi a relazionarsi in tempi brevi e si sente costantemente in colpa per i suoi errori. Stamattina l'ho visto piangere, non lo faceva da tanto, la cosa mi ha sconfortato molto. Mi ha detto che sisente un peso per noi, che è inutile, e il fatto che non lavora da molti anni lo logora assai peggio. Io sento che è colpa mia, di averlo rovinato, non sono riuscito a farlo adattare alla vita. Mia moglie a sua volta si abbatte molto a vederlo in queste condizioni. Inizio a temere pure per lei.
Forse dovevo impedirgli di lasciare gli studi a soli 2 anni dal diploma, ma non potevo obbligarlo, soprattutto dopo avere mantenuto la sua promessa, cioè lavorare subito dopo l'abbandono degli studi. Ho provato a consigliargli il ritorno agli studi ma lui dice che ha paura a stare in mezzo la gente e che inoltre gli anni di scuola gli farebberp perdere altri anni di lavoro qualora riuscisse s sbloccarsi ed a trovarne uno. Ed infatti riguardo questo argomento ha sviluppato una nuova paura, quella di non riuscire a prendere la pensione quando sarà anziano. Mi ha anche confidato che ci sono giorni che non vorrebbe piú svegliarsi in questo mondo, perché secondo lui é una persona inutile e vedendo i ragazzi di 22/25 anni già sistemati gli danno la conferma.

Dottori vi supplico, come posso aiutarlo? Come posso fare a fargli capire che questi problemi li hanno milioni di persone, che fanno parte della vita e che l'età non c'entra?
Sarei disposto a dare l'anima per lui, qualsiasi cosa pur di aiutarlo, anche dovessi mettermi debiti per il resto della mia vita.
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Gentile Signore,

comprendo il suo abbattimento, ma penso che a questo punto l'importante non sia tanto stabilire chi ha la "colpa" della situazione di suo figlio, quanto farlo visitare da un professionista che ne valuti la situazione per stabilire se soffre di un disturbo psicologico e come ci si può occupare di lui.

Le suggerisco quindi di aiutarlo proponendogli di rivolgervi assieme ad uno psicologo che possa ascoltarvi anche congiuntamente e che prenda in carico suo figlio.
Il ragazzo ovviamente non può uscire da solo dallo stallo in cui si trova, nè può essere aiutato direttamente da lei, per quanto ne abbia il desiderio e la volontà.

In questo momento lei si sta preoccupando per due persone, figlio e moglie, e rischia di logorarsi quanto loro se non prenderà l'iniziativa di chiedere supporto a chi vi può dare aiuto.

Le faccio tanti auguri,

Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3,7k 146 11
Gentile utente, concordo con la Collega, è urgente ed indispensabile che questo vostro logorante dolore venga preso in carico da un Collega per comprendere cosa c'è alle spalle di tutto questo , penso ad un approccio sistemico , ma si informi bene, la cosa fondamentale è che si crei .. l'alleanza terapeutica.. che è fondamentale .
Questo renderebbe anche Lei meno ansioso, meno in colpa e darebbe speranza e coraggio a tutti. Si può uscirne , le competenze sociali si imparano, come tutto..
Ci tenga informati e noti che può essere preso in considerazione anche un approccio costituito da psicoterapia e un leggero mirato supporto farmacologico che funziona da starter..
Restiamo in ascolto..

MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

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dopo
Utente
Utente
Carissime dottoresse, mi avete ridato un po' di speranza, é confortante leggere le vostre parole.
Allora vorrei proporvi una cosa prima di procedere, prima peró vorrei dirvi alcune cose per sapere coaa ne pensate. Conosco mio figlio e rifiuterebbe al mille per mille un aiuto psicologico, ne abbiamo parlato tantissime volte, io non me la sono mai sentita di obbligarlo perché so che gli farebbe male. Provenendo io da una famiglia molto all'antica lo capisco quando si ha troppa pressione addosso e soprattutto degli obblighi, peró non posso fare sconti date le circostanze. Mio figlio ha anche un altro problema, ha paura ad uscire, peró se gli chiedessi una mano, come ad esempio se dovessi portare qualcosa di pesante, lui si sforzerebbe ad uscire, ed é qui che ho pensato ad una cosa.
Cosa ne direste se io facessi finta di avere bisogno di un aiuto per un trasporto pesante, portandomi quindi mio figlio, dopo peró essermi messo d'accordo con uno psicologo? Mi spiego meglio, andró dal medico di famiglia per farmi indirizzare da un vs collega, chiedendo al medico (lo psicologo) di venire con me in auto, fingendo che sia un mioamico che, anch'egli mi darà un aiuto col trasporto e pou al momento esatto, ahimé so che all'inizio gli fara male, diremo tutto a mio figlio sperando in una reazione positiva. Forse puó sembrare una cosa sciocca, ma credo possa essere un buon modo per "fregare" il ragazzo. Fatemi sapere. E vi ringrazio tantissimo per le vostee risposte, le faró leggere a mia moglie per tranquillizzarla.
Ah e... certamente vi faró sapere come andranno le cose.
Che Dio vi benedica.
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Eviterei "trappoloni" come quello a cui sta pensando, perchè il ragazzo si sentirebbe tradito e ingannato e avrebbe ragione, anche se le sue intenzioni sono buone.
Non penso inoltre che un mio collega possa accettare di partecipare a un "agguato" di questo tipo.

Suo figlio non esce di casa perchè non ne ha voglia e/o le energie oppure esclusivamente perchè ha paura di uscire? Ha avuto attacchi d'ansia fuori casa?
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dopo
Utente
Utente
Grazie d.ssa Flavia.
Lo so bene che potrebbe essere un duro colpo, ma purtroppo mio figlio non ha la minima intenzione di andare da uno psicologo. Lo hasempre rifiutato, anche se cerca un aiuto non riesce ad accettare questa eventualità, ed é perquesto che volevo provare ad azzardare quell'idea, gli farebbe male certamente, ma lui sa che lo farei per lui. Voi potreste suggerirmi qualcosa per convincerlo? Me ne vergogno a chiedere ció, un padre dovrebbe sapere gestire questo genere di cose, purtroppo il tempo mi ha mostrato che ho sbagliato qualcosa, e voglio rimediare a tutti i costi.

Mio figlio non esce perché ha paura della gente per dei possibili giudizi, ed anche paura della folla, lo mette a disagio e non capisco perché. Anche una volta non era solito frequentare posti affollati, ma non al punto di provare paura e di bloccarlo.
Si sente anche sempre stanco, ma non credo sia uno dei motivi che gli causano questi blocchi. La sua stanchezza credo sia dovuta al suo stato psicologico, perché in quei rari momenti in cui trova un po' di tranquillità lo vedo leggermente piú attivo, poi appena ripensa a tutte le sue paure, soprattutto la notte (non dorme regolarmente da tanto, quando lo fa é perché glielo impone il suo fisico per la troppa stanchezza) sembra quasi un morto che cammina.
Comunque, per la prossima settimana il nostro medico mi ha dato un appuntamento per parlare con una vs collega.
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Il senso di colpa che le deriva da questo pensiero:

"un padre dovrebbe sapere gestire questo genere di cose"

non solo non la aiuta, ma peggiora inutilmente il suo stato d'animo.
Un genitore non può essere in grado di gestire qualsiasi problema o emergenza, nessuno lo è neanche se formato in materia, quindi non ha motivo per sentirsi inadeguato di fronte al malessere di suo figlio.

Se esclude categoricamente di poter ottenere dal ragazzo una risposta favorevole alla proposta di rivolgersi ad uno psicologo è un bene che sia lei a iniziare a rivolgersi ad un mio collega, che la potrà supportare e consigliare in questa difficile situazione.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
Gentile utente,

quando chiediamo aiuto per una persona che non lo vuole, poniamo una domanda impossibile.

E' per questo che è preferibile spostare il focus: dall'altro a noi stessi, alla nostra preoccupazione.

E' da lì che si può partire per chiedere aiuto.
Aiuto per una genitorialità difficile, sulla quale gravano tante ombre rispetto alle scelte passate. E rispetto alle problematiche presenti.

<<la prossima settimana il nostro medico mi ha dato un appuntamento per parlare con una vs collega.<<
E dunque l'occasione è stata creata. La utilizzi al meglio, innanzi tutto per sè.




Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

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dopo
Utente
Utente
Carissime dottoresse, o forse sarebbe il caso di chiamarvi angeli di Dio, vi avevo detto che vi avrei aggiornato sulla situazione, anche se in ritardo sono felice di comunicarvi....
Dopo i giorni in cui vi scrissi abbiamo iniziato le sedute dalla psicologa, non so come ma sono riuscito a convincerlo, anche con l'aiuto del dottore di famiglia. Infatti in un primo momento ho deciso io in primis di parlare a mio figlio, anche se (come al solito) riluttante all'idea di andare da uno psicologo, poi, sempre dopo aver avvertito mio figlio, il nostro medico è stato così gentile da venire in casa nostra e parlare direttamente con lui, per incoraggiarlo in questa importante e giusta scelta e ci siamo riusciti. Forse vi state chiedendo del perché "fare venire il dottore", perché è una delle pochissime persone con il quale mio figlio, anche se solo telefonicamente, è riuscito a scambiare qualche parola in questi anni.

Comunque, come dicevo prima "angeli di Dio" quello che sta succedendo per noi è incredibile, forse pensiamo questo perché senza rendercene conto, pensavamo quasi all'apocalisse, ma con grande stupore si iniziano a vedere i primi passi. Una lezione anche per noi: tutto può cambiare.
Il ragazzo ha iniziato ad uscire da solo, per fare la spesa, qualche commissione, per fare compagnia a mia moglie.. evita ancora i posti affollati e non riesce a farlo sempre, ma questo è comunque un grande inizio. Pensate che, senza gli chiedessi qualcosa, una sera si è proposto di venire al lavoro con me ad aiutarmi; mi veniva da piangere per l'emozione. Ed il bello è che non è successo solo una volta.

Qualche giorno fa ci siamo visti un film bellissimo, "La ricerca della felicità", film non nuovissimo ma che lui non aveva mai visto. Ha detto che in qualche modo potrebbe ispirarlo nelle sue scelte, e forse sta prendendo in seria considerazione l'idea che gli avevo suggerito, quella di tornare allo studio.
Mi ha anche parlato del mestiere di cui parla il film (il broker), sta cercando informazioni su questo, e non avendo limiti di età, richieste che vadano al di là delle nostre possibilità, nulla di trascendentale insomma (per noi) vuole seriamente pensare ad un futuro in questo lavoro, e io ovviamente farò quel che posso, lui è determinato, io ormai lo sono più di lui, i progressi in terapia si vedono giorno dopo giorno, cosa si può volere di più?
A proposito di progressi, sta riuscendo bene anche ad allontanare i pensieri negativi che lo stanno accompagnando da quando è iniziato il periodo nero, adesso è più positivo, più attivo, riesce a scherzare molto ma molto più rispetto a 2 mesi fa, quando praticamente era un morto vivente.
Insomma, dottoresse, la strada è sicuramente lunga, ma come mio figlio stesso dice ultimamente "papà, inizio a pensarla come te. A quel paese gli errori passati, mi serviranno da lezione. Adesso si percorre questa nuova e lunga strada, e meno male che è lunga, se finisse subito sarebbe una noia, no?"
Quindi un GRAZIE di CUORE va sicuramente anche a voi, da parte anche di mia moglie, e ovviamente anche alla dottoressa che lo segue, temo non mi sopporti più per tutte le volte che l'ho ringraziata.

Se ne avete voglia, potrei aggiornarvi anche in futuro, sperando che questa testimonianza/lezione di vita, come lo è per noi, possa esserlo anche per altri, e possa dare coraggio a quelle persone che pensavano "tutto è perduto".
[#9]
Dr.ssa Michela De Simone Psicologo, Psicoterapeuta 61
Che bello leggere questa storia!

Complimenti a lei per la tenacia con cui ha seguito e incoraggiato suo figlio,
vi auguro tanta felicità!

Un saluto,

Dr.ssa Michela De Simone
Psicologa
Nardò - Cutrofiano (Le)

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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
Gentile papà,

ci eravamo sentiti alla metà di luglio, ora - neanche la metà di settembre - Lei ci presenta questo quadro; assai cambiato e incoraggiante.

Innanzi tutto grazie per questo riscontro;
di qui, online, si fa tutto quanto ci è possibile (del tutto in forma di volontariato gratuito),
ma non sempre si viene poi informati dell'esito.
E dunque, Grazie!

Un incoraggiamento per i "bassi" (down) che inevitabilmente accadono; accadranno.
Ma non saranno in grado di incidere negativamente sul percorso iniziato.

Saluti cordiali. Essere genitori è per sempre.



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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Mi fa molto piacere apprendere che la situazione di suo figlio è cambiata notevolmente in questo periodo e che ha accettato di farsi aiutare.

La sua è un'importante testimonianza per tutte le persone che hanno perso la speranza nella possibilità di un cambiamento, su questo non c'è alcun dubbio.

Ci aggiorni ancora sull'evoluzione della situazione,
un caro saluto
[#12]
dopo
Utente
Utente
Dottoressa De Simone, no, i complimenti vanno a voi e ringrazio Dio che esistete.
Grazie Dottoressa Massaro, ho ritenuto corretto condividere queste parole e testimonianza, per rispetto nei vostri confronti e per tutte quelle persone, di tutte le età, che credono di non potere uscire dal vortice nero.
E grazie anche alla Dottoressa Brunialti.

Ne approfitto per fare in piccolo resoconto proprio sui "down".
Adesso io non conosco molto bene l'inglese, ma credo di poter dire che il primo down che stava per presentarsi, si è trasformato in un UP.
Vi racconto in breve: Come vi avevo già anticipato, mio figlio dopo aver guardato La ricerca della felicità, ha iniziato una serie di ricerche su internet per informarsi sul lavoro che tratta il film. Bene, si è iscritto ad un forum di finanza, dove sperava di ricevere consigli, ma non appena ha comunicato loro che non aveva un titolo di studio adeguato e l'età non giovanissima (o forse è la "massa" che fa pensare che a 30 anni non si è più giovani) lo hanno preso un po' in giro.
Mi ha quindi raccontato di questo fatto, temevo che ciò potesse deprimerlo, ed inizialmente ci era rimasto un pò male. Ho pensato, ci siamo, adesso ci ricadate nuovamente, macchè... è più motivato di prima.
E non solo, non si è nè depresso, nè arrabbiato, anzi li ha pure giustificati per il loro comportamento. Perchè a detta sua, "magari mi sarei comportato anche io se mi fossi trovato nella loro situazione", e vuole provare questa strada a tutti i costi, e sempre parole sue "intanto ci devo provare, se poi hanno ragione loro pazienza, non avrò il rimpianto per non averci provato".
Siamo felici, davvero. Ormai l'ottimismo inizia a circolare nelle nostre vene.
[#13]
Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
Bene!

Lei sia preparato anche a eventuali down in corso d'opera..

Forse lo porteranno ad un maggiore realismo.

Saluti cari.




[#14]
dopo
Utente
Utente
Certamente dottoressa, mi tengo anche in contatto con la dottoressa che losta seguendo, così che possa consigliarmi i migliori tragitti da seguire.
Mi scusi ma non ho capito la frase finale "Forse lo porteranno ad un maggiore realismo".
[#15]
Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
Era riferito a

<<"intanto ci devo provare, se poi hanno ragione loro pazienza, non avrò il rimpianto per non averci provato".<<

Saluti cordiali.



[#16]
dopo
Utente
Utente
Sì dottoressa, quello lo avevo capito, ciò che probabilmente ho frainteso io è; anche lei crede che potrebbe essere troppo tardi per queste scelte? Oppure, più semplicemente, parla del down in caso di fallimento del progetto?
Che sia il primo o il secondo caso, gentile dottoressa, sono sicuro che saremo in grado di gestire l'amarezza, in caso di evoluzioni negative. Questo lo penso anche in virtù degli ottimi miglioramenti fatti finora, ed essendo un progetto che richiede tempo, gli servirà anche per maturare altre possibili scelte, oltre a forgiarlo sul lato psicologico.

Grazie ancora!
[#17]
Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
<<parla del down in caso di fallimento del progetto?<

Sì.


Che sia il primo o il secondo caso, gentile dottoressa, sono sicuro che saremo in grado di gestire l'amarezza, in caso di evoluzioni negative.

Mi fa proprio piacere!

Saluti cordialissimi.




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