Problemi con genitori

Salve a tutti. Mi sono iscritto da pochi secondi perché cercando sul web storie simili alle mie non ne ho trovate se non alla larga, perciò visto che spesso rispondete ai vostri iscritti anche dei messaggi di conforto - mi rendo anche conto che è piuttosto difficile risolvere un problema via internet - ho deciso di provarci anch'io.
Non mi sento bene con i miei genitori; so di essere ancora un adolescente però ascoltando anche le storie e i pensieri dei miei amici mi rendo conto che il mio rapporto con i miei genitori non si avvicina granché ai loro. Mi spiego meglio: mia madre è molto puntigliosa, pignola, eccessivamente ordinata, grande critica, spesso urla anche per cose banalissime. Devo sempre dare il massimo in qualsiasi cosa altrimenti non va bene,inizia a criticarmi e a urlarmi contro senza neanche ascoltare le mie motivazioni oppure lo fa, finge di compartir mi e poi riparte con lo schema di prima e francamente sentirla gridare non mi piace, soprattutto alle mie orecchie. Mio padre invece non è stato molto presente nella mia prima infanzia per motivi di lavoro - come biasimarlo, lo faceva per la famiglia - mentre quando ho iniziato le medie fino ad oggi è risultato molto più presente nella vita mia e di mia sorella e questa cosa inizialmente non mi è stata semplice da "normalizzare", cioè da rendere parte della mia vita quotidiana, però è da tre o due anni che abbiamo formato un buon rapporto. Lui non è come mia madre, almeno credevo: ci tiene molto all'ordine però è molto più rilassato e flessibile di mia madre. Non mi critica per ogni cosa che faccio e anzi se c'è un problema si interessa e cerca di risolverlo con me. Ogni volta che torna a casa da lavoro mi chiede come mi senta e se vede che sto giù o rispondo male si incuriosisce e continua a farmi più domande per capire cosa io abbia. Però certe volte proprio non lo capisco perché prima con me fa dei discorsi edotti e da mente libera ma poi magari a tavola si rimangia tutto quello che ha detto il giorno prima o fa la figura dello stupido laddove si è dimostrato tanto colto.
Dopo questa introduzione, passiamo ai fatti: non sento di amarli come genitori. Quest'estate sono andato all'estero per la prima volta e per un periodo decisamente lungo - un mese - eppure non ho mai sentito la mancanza dei miei genitori e quando li ho rivisti all'aeroporto non ho provato nulla se non una vagonata di stress in arrivo. Quando ero lì sentivo il peso dei loro messaggi che spesso, lo ammetto, ignoravo di proposito. Quando sono tornato a casa mia da che mi sentivo libero e felice, leggero e senza problemi, mi sono sentito più pesante, imprigionato come se avessi delle catene pesanti da trascinare. All'estero uscivo, parlavo con tutti anche con persone in mezzo alla strada, sono stato ospitato da persone fantastiche con le quali parlo ancora e non ho mai né litigato né urlato con nessuno: mi sentivo etereo. Qui invece l'opposto, mi sono sentito e mi sento tuttora come in una prigione.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,5k 451 103
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Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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