Utente
salve. Scrivo una domanda in merito ai miei genitori. mi sono accorto, anche se l'ho sempre saputo, che sono in conflitto interno. Nascosto. Io ci ho sofferto per questa cosa. Ora che ho recuperato la mia vita per un po' viene fuori che il "disagio" tra di loro, nella loro relazione, c'è sempre. Papà è sempre insoddisfatto, mia madre vorrebbe più attenzioni di quelle che ha. Esempio: mia madre dice, dopo che mio padre si è lamentato per il pranzo insufficiente: "vi" lamentate sempre, "Vi", mettendoci pure a me , laddove io non mi sono lamentato affatto. Ho anche un fratello minore io. Sono un po' il motivo per cui stanno insieme, io, secondo me. Considerato il fatto che questo non dialogo e non trasparenza tra di loro mette, come vi ho detto, anche me in disagio, e nel desiderio di aiutare me e anche loro, cosa potrei fare? Grazie mille per le eventuali risposte.

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

Lei vive tuttora in casa con i genitori? E' figlio unico? Ha un reddito insufficiente per vivere in autonomia?

Ci chiede:
<<Considerato il fatto che questo non dialogo e non trasparenza tra di loro mette, come vi ho detto, anche me in disagio, e nel desiderio di aiutare me e anche loro,
cosa potrei fare?<<

Considerato che la vita di coppia dei genitori prosegue da molti anni, e che nel corso del tempo si sono stabilite, definite, consolidate, dinamiche loro proprie,
è difficile rendere più trasparenti queste loro dinamiche (di cui, del resto, loro due sono i "proprietari assoluti") .

Il Suo ruolo può essere dunque
di stare "super partes",
di non parteggiare,
di non raccogliere nascostamente le confidenze dell'uno e dell'altra.
Cose non facili.






Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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[#2]  
Dr.ssa Sara Ronchi

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Immagino il suo disagio.
Il mio consiglio è quello di considerare queste frasi avulse dal rapporto con lei.
E' evidente che la loro comunicazione e relazione sta attraversando un momento di crisi che però non la deve assolutamente coinvolgere.
Cerchi di rendersi autonomo il prima possibile e di avere molti interessi al di fuori dal nucleo coppia dei suoi genitori.
Solo in questo modo non si sentirà preso dentro da questo ingranaggio patogeno.
Coraggio

Cordialmente
Dr. Sara  Ronchi
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[#3] dopo  
Utente
Dr.ssa Brunialti, grazie, e dr.ssa ronchi anche a lei. Vivo ancora in casa con i miei, che non possono permettersi di mantenermi altrove. Mio padre potrebbe se facessi l'università, farebbe il sacrificio, ha detto, ma adesso non ho voglia più di studiare. Sto cercando di trovare un lavoro, qualcosa da fare..diciamo che a volte parteggio per mio padre perché, diciamo così, sono molto simile a lui e la vedo proprio come lui. Mamma è un po' infantile a volte. E pesa, come dicevo, questa difficoltà tra di loro su di me, pure, nel senso che giocando sul fatto che ci sono io, secondo me, hanno "consolidato" questo rapporto. Mio padre mi sostiene e capisce in tutto quello che faccio, è mia madre, che non ci "arriva" proprio, non capisce le mie motivazioni, i miei bisogni, vive in un mondo tutto suo fuori dalla realtà. Proprio grazie a "me" si è creata, penso io, una sua realtà intorno.. perché è molto legata alla mamma sua, ancora e non c'è spazio per affetto con mio padre, sessualità, mi sono accorto, e per affetto, quindi, nei miei confronti..cosa che mi aiuterebbe e, devo dire, avrebbe aiutato tantissimo. Grazie per le due risposte :)

[#4]  
Dr.ssa Sara Ronchi

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Le due personalità dei suoi genitori sono ovviamente differenti.
Lei si vede simile a suo padre mentre la mamma che deve badare a nonna non ha tempo per occuparsi affettivamente di lei e di suo padre.
Le stia vicino lei magari in modo diverso.
Magari anche sua madre avrebbe bisogno di averla più accanto.
Faccia un passo in avanti lei e non si senta sminuito anzi.
E' un gran segno di maturità affettiva e lei ci può riuscire.
Coraggio!

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Dr. Sara  Ronchi
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[#5] dopo  
Utente
mi permetto dottoresse di farvi una domanda, sfruttando questo post, sicuro che sappiate darmi una valida risposta. Questa domanda riguarda me però, o in generale, i rapporti di coppia. E' molto frequente incontrare coppie in cui entrambi i partners fanno un lavoro affine? E' un genere di situazione indice di una migliore intesa, o è indice invece di una scarsa attrazione fisica, per esempio, che viene compensata con l'affinità di "modi di vedere e di fare"? Perché io, ecco, ho avuto relazioni con "colleghe", con le quali c'era una buona intesa, ma l'attrazione fisica non c'era. O non c'entra niente. Grazie e mi scuso se mi sono permesso.

[#6]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

anche in relazione alla Sua ultima domanda,
Le ripropongo le mie:

E' figlio unico?
Ha un reddito insufficiente per vivere in autonomia?



Dr. Carla Maria BRUNIALTI
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[#7] dopo  
Utente
c'è un fratello più piccolo..purtroppo non ho lavoro, quindi non posso vivere autonomamente

[#8]  
Dr.ssa Sara Ronchi

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Capita di incontrare di tutto nelle coppie....
C'è chi fa l'architetto e l'altro l'impiegato....chi la cassiera e chi il magazziniere ecc.
Può essere più che strettamente i lavori ci siano affinità di passioni...di valori etici....di principi...
Non credo che fare due lavori simili avvicini anzi.
Credo in questo ultimo caso possa essere presente monotonia che magari la coppia compensa con la stessa passione per esempio per il cinema o la stessa musica.
Ogni individuo e' speciale perché unico.
Le coppie si formano x tanti motivi sopracitati nonché alchimie particolari.

Cordialmente
Dr. Sara  Ronchi
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[#9]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

l'attrazione fisica passa attraverso canali imponderabili, che non c'entrano con la professione nè con altri elementi valutabili razionalmente.

E' una chimica imprevedibile.

Se desidera approfondire l'argomento per qualche Suo problema specifico,
mandi un nuovo post con qualche elemento in più, considerato che questo consulto aveva come oggetto il rapporto con i genitori.

Saluti cordiali.





Dr. Carla Maria BRUNIALTI
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[#10] dopo  
Utente
grazie delle risposte!!

[#11]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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