Rapporto ambiguo tra ex

Salve a tutti, e grazie in anticipo a voi esperti. Come si può notare dalla mia scheda, sono una studentessa di vent'anni, e ho già richiesto il vostro aiuto questa primavera per comprendere una dolorosa separazione con un ragazzo. Fortunatamente, anche se piano piano, sono riuscita a superare il dolore della "perdita". Nonostante ciò, io e lui ci siamo cercati, consapevolmente, inconsapevolmente, tramite amici in comune o messaggi, anche se le nostre vite rimanevano separate. Ad agosto, però, ho avuto un crollo emotivo: un esame andato male mi ha fatto perdere l'entusiasmo, non volevo più uscire e perfino lui, spettatore della mia vita "fuori campo", si accorge del mio malessere, si fa avanti e incomincia a parlarmi, a incoraggiarmi, a sostenermi. Questo suo riavvicinamento, per quanto nobile, all'inizio è stato respinto, poi di nuovo accolto appurate le sue intenzioni sincere. Il punto è che queste intenzioni sincere erano dettate, forse, da un sentimento ancora vivo, come intuibile considerando la natura della separazione. Ora è da circa un mese che ci comportiamo come se fossimo una coppia, e non parlo di baci, rapporti sessuali ed esclusività, anzi, questi sono stati rarissimi: parlo di confidenza, di desiderio di vederci e sentirci ogni giorno, di condividere tutto e ribadirci ogni giorno il bene che ci vogliamo, al punto che i nostri amici scommettono su un nostro ritorno. Il problema è che questo ritorno non può esserci: lui non vuole una relazione stabile, e nemmeno io con lui, e in più ci sono delle "cotte" per terze persone che abbiamo avuto e che complicano la situazione (cotte per lo più sue). È come se questa situazione, benché stabile e produttiva (da quando è iniziata mi sono sinceramente ripresa dalla brutta esperienza dell'esame) sia comunque una situazione di conflitto, di disfunzione, di continua provocazione, come se ci fossero i presupposti per un ritorno, ma negassimo i nostri sentimenti e attendessimo un eventuale momento propizio per riprovarci, rifugiandoci in questo limbo che non prevede esclusività. Insomma, fino a qualche giorno fa andava bene, poi ho iniziato a essere gelosa e fare incubi con lui che se ne andava... E ho incominciato a sentire puzza di bruciato. Sono abbastanza sicura di amarlo, ma di avere paura della relazione. Anzi, no: di avere paura dell'amore, e lo stesso lui. Nonostante glielo abbia detto, la conclusione del discorso è stata semplicemente quella di vivere alla giornata, senza preoccupazioni, e che questa è solo una fase di transizione e che il nostro rapporto dovrà cambiare prima o poi, con qualunque epilogo. Io però continuo a sentirmi poco al sicuro: come posso far smettere il conflitto e deporre finalmente le armi?
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile utente,
Che domanda difficile fa! Impossibile direi!
Lei vuole la soluzione di una lunghissima equazione avendole dato appena un'occhiata.
Mi chiedo quanta poca capacita' di elaborare delle relazioni umane (molto piu' complesse di una equazione) ci sia in Lei!
Non sa che per svolgere una equazione bisogna avere svolto correttamente tutti i passaggi? Non avere sbagliato neanche un segno, non avere saltato neanche una parentesi?
Ecco se vuole davvero capire come Lei si ponga in questa questione occorre che cominci a leggere i termini dell'equazione. E a ragionarci su insieme ad uno psicoterapeuta dinamico che l'aiuti a non saltare alcun passaggio.
Auguri!

Dott.a FRANCA ESPOSITO, Roma
Psicoterap dinamic Albo Lazio 15132

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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 683
"Ora è da circa un mese che ci comportiamo come se fossimo una coppia, e non parlo di baci, rapporti sessuali ed esclusività, anzi, questi sono stati rarissimi: parlo di confidenza, di desiderio di vederci e sentirci ogni giorno, di condividere tutto e ribadirci ogni giorno il bene che ci vogliamo"

Una coppia desidera stare insieme..
Baciarsi.,
Amarsi...
Fare follie...
Pazzie..
Gesti inconsulti...
Non ha paura, anzi...

Provi a rispondere a queste domande, anche tra se e se...

Desidera ancora i suoi baci?
Desidera ancora dormire tra le sue braccia?
È oggetto del suo desiderio?
Desidera fare l'amore con lui?
Desidera ancora parlare e fantasticare sul vostro futuro?
Esiste ancora un "voi"?
Fesidera fare mille cose pazze, insolite, magiche ....o almeno dieci?
La voce del suo partner le accende le giornate?
Le fa scoppiare il cuore?
La sua presenza la completa?
La appaga?
La sua assenza la strazia?


Il coraggio alla lunga paga sempre, se c'è confusione e ci sono cotte per altro da voi, non mi sembra amore, ma affetto...abitudine...

Molto meglio un dolore oggi, che un partner annoiato ed intrappolato dall'abitudine domani...

Spero di averla fatta riflettere, le decisioni verranno in seguito a chiarezza emozionale avvenuta.


Le allego delle letture ed una video intervista su amore e paura.

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/4219-sappiamo-ancora-amare-la-nuova-grammatica-del-cuore.html
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/6090-amore-e-paura-le-intermittenze-del-cuore.html
È questa video intervista:
https://m.youtube.com/watch?v=hbh5mFUVPok

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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dopo
Utente
Utente
Grazie mille per le risposte, cercherò di essere chiara.
Dottoressa Esposito, comprendo perfettamente il discorso dell'equazione e lo condivido: io sono qui perché sostanzialmente sono arrivata ad un punto, come ha detto lei, in cui non riesco a interpretare nemmeno i dati del tema, per due motivi: paiono contraddittori e e questa separazione mi ha segnata al punto da stravolgere l'idea di amore e di relazione che avevo. Approfittando di questo discorso rispondo alla dottoressa Randone e dico che sì, voglio baciarlo e farci l'amore, e la sua presenza mi appaga, al punto da volerlo vedere tutti i giorni e starci insieme, ridere con lui, divertirmi con lui... semplicemente perché è lui e non nessun altro. Abbiamo fatto l'amore due volte in due mesi, ma poi ho preferito frenarmi perché, contraddicendomi, non riesco a volere un vincolo relazionale con lui. Voglio che stia bene, che splenda e che sia sempre nella mia vita e ciò mi appaga tantissimo, ma pretendo anche degli ampi spazi per me, la possibilità dell'altro. Lo stesso discorso è identico per lui, forse lui è ancora più spaventato di me dall'amore. Se sono qui è sostanzialmente per chiedervi: un amore che ha paura di essere vissuto, è amore? Qualunque tipo di sentimento che presenta disfunzioni, è autentico? Più che mettere in crisi l'"anticoppia", questa situazione mette in crisi me stessa, perché mi rendo conto della mia contraddittorietà e me ne preoccupo. Ho paura, insomma, di star reprimendo ciò che voglio davvero, al punto da non riuscire più ad avere consapevolezza di ciò che voglio, e lo stesso lui. E questo rapporto, per quanto sereno, per me rimane conflittuale e di transizione: un rapporto d'amicizia con concessioni da innamorati, un sentimento d'affetto che si permette anche di chiamarsi amore, tenerezza innamorata, devozione, adorazione, è troppo libero. E un rapporto troppo libero non è un rapporto vero, e vorrei uscirne, mettere dei paletti facendo chiarezza con me. Ma credo di aver bisogno di aiuto.

Cordialità, e grazie ancora

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