Crollo emotivo

Buongiorno,
desidero avere un parere sulla mia situazione. Mi scuso per la lunga spiegazione.

Da circa 3 settimane sono andata a vivere da sola. All'inizio a causa di un po di tristezza e di noia (ero anche in ferie dal lavoro) non ho iniziato a vivere benissimo questa situazione. Da questo lunedì però ho subito quello che chiamerei un crollo emotivo. Sbalzi d'umore, pianto, senso di vuoto, ansia, insonnia (fino a ieri mi svegliavo alle 4 senza più riuscire ad addormentarmi, ieri non ho proprio dormito, neanche un minuto) conseguente stanchezza mentale e fisica, mancanza di appetito principalmente legato al fatto di non aver voglia di cucinare e poi mangiare sola.

Ho deciso da subito di risolvere la situazione. Ne ho parlato con parenti ed amici avendo il loro supporto, e dietro consiglio di un'amica ho avuto un incontro con una psicologa.

Mi ha chiesto varie cose, che ho cercato di raccontare e spiegare in un "bagno di lacrime". Dal mio lavoro (non sono molto soddisfatta), dal senso di solitudine, al come e perchè ho comprato casa (arrivata un'occasione all'improvviso), al mio modo di relazionarmi con gli imprevisti (sono una persona molto organizzata e "distaccata" quindi l'imprevisto è qualcosa per me di difficile gestione) e del fatto che negli ultimi due anni ho perso 40 kg, con dieta e un po di esercizio, e grazie all'aver scoperto di avere l'insulina alta e quindi al conseguente trattamento farmacologico.

Morale della storia, la psicologa mi dice che sono depressa (non si sa se cronica o altro), che dovrei iniziare una terapia, e che se non lo faccio consiglia di prendere dei farmaci perchè posso solo peggiorare.

Questa notizia mi ha "sconvolta": in primis perchè non mi conosce e mi ha parlato per un'ora, e secondariamente mi ha fatto venire voglia di tirarmi fuori da sola da questa situazione. Prendo il positivo da una situazione "negativa".

Ho deciso di iniziare con la palestra, per un benessere fisico - mentale, per conoscere nuove persone e per passare il mio tempo libero diversamente, sfogandomi.
Ho deciso di entrare in un gruppo di giovani volontari, sempre per conoscere nuove persone e passare del tempo con attività di qualità, ed a breve dovrei conoscerli.

Inoltre, sotto consiglio della farmacista, ho iniziato ieri sera a prendere delle pastiglie totalmente naturali per migliorare umore, e sonno si spera. (è rimasta anche lei allibita da quello che suggeriva la psicologa)

Cosa ne pensate?
Sto facendo giusto?

Ci sono consigli per migliorare la situazione?

Grazie
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Dr.ssa Daniela Magrì Psicologo 12
Gentile signora,
la sua spiegazione non è affatto lunga. Il trasferimento e la vita da sola in una nuova casa sono eventi stressanti. La necessità di iniziare attività che le permettano di conoscere persone nuove mi fa intendere che abbia anche cambiato città o zona. Inoltre cucinare e mangiare da soli non sono descritte solitamente come attività piacevoli. Sembrerebbe anche che questa sia la prima occasione in cui si confronta con l'indipendenza completa e questa può far paura. La nuova situazione può far emergere degli stati d'animo dovuti alle novità con cui si sta confrontando (paura, tristezza). Alcuni di questi stati d'animo però, potrebbero essere esistiti già precedentemente, quando potevano essere compensati in qualche modo da quel che aveva intorno (le persone con cui viveva, l'ambiente familiare della casa, ecc.). Probabilmente la psicologa, nel paventarle la possibilità di una diagnosi, avrà contattato questi stati d'animo più antichi, che lei avrà descritto, se non verbalmente, anche solo con il fiume di lacrime. La sofferenza che descrive, causata dalla nuova situazione, le sarà sembrata spiegabile solo in parte dalle difficoltà pratiche della stessa: la storia che racconta (aver dovuto perdere tutto quel peso) anch'essa fa intendere che lei abbia già sperimentato sentimenti di tristezza e situazioni in cui è stato necessario un grande sforzo da parte sua per migliorarle. Il distacco e l'organizzazione di cui parla la hanno aiutata sicuramente a farcela, ed infatti ce l'ha fatta (a dimagrire, a comprare una nuova casa, a lavorare, a trasferirsi ecc.) ma rischiano di tenerla lontana da un mondo emotivo che invece la psicologa avrà visto. Da un lato ricerche recenti hanno portato alcuni psichiatri a consigliare ai propri pazienti "in odore" di depressione, di iscriversi ad un programma di attività fisica di almeno sei mesi prima di iniziare un trattamento farmacologico, per cui la sua decisione è sicuramente buona se rispecchia quel che le piace fare. Nei momenti di stress è infatti importante prima di tutto prendersi di cura si se stessi nei modi che più preferiamo, che ci fanno star bene. Qualunque cosa le faccia piacere va bene, se davvero la fa sentire bene. D'altro canto i farmaci possono essere un aiuto che le potrebbe facilitare l'accesso a contenuti emotivi che potrebbero spaventarla ed aiutarla a affrontarli e risolverli definitivamente. Tenga presente che il fatto che una sostanza sia naturale non indica che il suo effetto sia blando, per cui il controllo medico di sostanze psicoattive è comunque preferibile al consiglio gentile e pieno di buone intenzioni del farmacista. Quello di farsi seguire da un professionista è uno dei regali che possiamo fare a noi stessi, e ce lo possiamo fare quando pensiamo (e dovremmo pensarlo sempre) di meritare il meglio che possiamo offrirci.
Le auguro il meglio

Dr.ssa Daniela Magri
www.danielamagri.it

[#2]
dopo
Utente
Utente
Gentile Dott.ssa,
la ringrazio per la sua cortese risposta.

Capisco meglio le sue parole, e mi conforta sapere che comunque il mio stato emotivo legato al mio essere andata a vivere sola, sia normale. Comprendo anche che io possa avere tutto un mondo dietro, mai affrontato, legato principalmente al mio relazionarmi con gli altri, di timidezza e poca considerazione di me, ma che non sono sicura di poter affrontare in questo momento, principalmente perchè da un lato economico entrare in analisi è abbastanza costoso.

Esistono alternative?

Ho iniziato con la palestra, mi piace molto.
Con i miei genitori abbiamo pensato che mi farebbe bene tornare di tanto in tanto a casa, per così dire abituarmi, magari un giorno si ed uno no, o comunque ogni qual volta ne senta il bisogno. Anche per arrivare alla bella stagione, dove sicuramente gli impegni sono maggiori, l'umore migliora, la casa di "illumina".

Ho deciso comunque di sentire un'altro parere psicologico, ed in settimana parlerò con un'altra dott.ssa, ed andrò dal mio medico di base per parlare della situazione, ed in particolare della questione insonnia, che diventa sicuramente debilitante e non aiuta.

Dal punto di vista della dieta e del peso, ho deciso di prendere una pausa (volevo infatti perdere ancora 5/7 kg) perchè credo mi abbia portato ad essere troppo drastica nell'eliminazione di alcuni cibi, e quindi credo anche di non ingerire tutti i nutrienti e vitamine necessarie a stare bene. Ne parlerò anche di questo con il mio medico.

Ho contattato alcune realtà della zona per fare attività di volontariato, ed ho trovato anche alcuni gruppi di meditazione... non so voglio tenermi un'ampia scelta, anche per capire se ci cose che mi piacciono più di altre, e conoscere persone nuove e diverse (per quanto riguarda questo aspetto non mi sono allontanata dalla zona dove abitavo prima, ma comunque avevo pochi veri amici, e lavorando invece in un'altra città, tutte le altre persone conosciute sono difficili da frequentare perchè ad 80 km di distanza).

A proposito di lavoro, ho parlato con il mio capo della mia situazione, anche perchè non voglio che interferisca con il lavoro e che non si capisca magari un mio sbalzo d'umore, e lui è stato molto comprensivo. Mi conosce da tempo e abbiamo sempre lavorato a stretto contatto, e anche lui mi dice di aver accumulato molto molto stress.
Il lavoro è un'altro punto dolente, perchè sono da qualche tempo alla ricerca di una nuova occupazione che mi permetta di avvicinarmi molto a casa. Continuerò a cercare, senza però far si che questa situazione mi stressi.

Anche oggi tante parole. Volevo sapere cosa pensa di queste piccole cose che sto facendo, se sono sulla strada giusta.
Il mio umore è comunque cambiato, voglio io migliorare e stare bene! L'aspetto principale che mi fa sentire triste è il distacco dai miei genitori, con cui ho sempre vissuto, ma anche questo penso passerà normalmente.

La ringrazio

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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 494 45
Gentile Utente,

posso chiederLe che cosa L'ha "sconvolta" di ciò che Le ha restituito la psicologa che ha incontrato?

La diagnosi di depressione, il consiglio terapeutico di iniziare un trattamento, altro...?

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#4]
dopo
Utente
Utente
Buongiorno ,
Si la cosa che mi ha "sconvolto" o forse meglio turbato è una diagnosi così forte senza avere troppo elementi.
In quella sola ora di incontro credo di non aver potuto esprimere a pieno come mi sentissi, soprattutto a causa dell'emotività che stavo esprimendo da tutta la settimana.
Il suo essere così sicura e categorica sulla depressione ed il dirmi di dover inziare con i farmaci nel caso in cui non decidessi per un percorso di analisi perché a suo dire sarebbe andata sempre peggio, fino a dovermi nel caso raccogliere con un cucchiaino.. mi ha spaventato.
Da quel momento sento un po di paura e ansia e difatti non sono riuscita a dormire per due giorni. Troppi pensieri, ci sto veramente ragionando troppo..in generale a tutta la situazione!
Solo stanotte, tornata dai miei e con delle gocce omeopatiche sono riuscita a rilassarmi. Credo di sentire molto forte la loro mancanza... sapendo comunque di averli vicini, forse ancor piu di prima.

Cosa ne pensa?
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 494 45
Intanto bisogna chiarire una cosa fondamentale: gli psicologi NON possono prescrivere farmaci! Quindi o si è trattato di una psichiatra psicoterapeuta, oppure la psicologa che ha visto Le ha detto una cosa estremamente scorretta, anche sotto il profilo deontologico, arrivando addirittura all'esercizio abusivo della professione medica!

In ogni caso, può verifica qui le credenziali della psicologa: www.psy.it anche per sapere se è specializzata in psicoterapia.

Per quanto riguarda la velocità nel porre una diagnosi, diciamo che a volte, nonostante le reticenze del pz nel racconto, può essere molto chiara da subito; altre volte il cosiddetto "primo colloquio" può consistere in diversi colloqui (anche cinque) per poter giungere una valutazione accurata, in cui la situazione è chiara e si imposta quindi un trattamento adeguato.

Su un aspetto vorrei essere cauta come la Collega che L'ha vista di persona: è vero che se un disturbo depressivo non viene trattato, può in ogni caso darci noia, non nel senso che peggiora e Lei trascorrerà le giornate chiusa in casa a piangere... !
Intendo nel senso che gli schemi cognitivi (pensieri, idee, credenze su se stessi, gli altri, le relazioni, l'idea di stare sola, ecc...) e quelli comportamentali (cosa fa) sono quelli e non verranno modificati, soprattutto se c'è una certa rigidità. Tale rigidità può essere legata sia al fatto che gli schemi sono automatici (e quindi inconsapevoli), sia a fattori direttamente legati alla persona (es talvolta l'età).

Per questo motivo una psicoterapia (non necessariamente analisi!) potrebbe essere indicata, previa valutazione.

Legga qui: https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/1583-depressione-patologia-o-poca-forza-di-volonta.html

Inoltre, ci sono diversi tipi di depressione: il depresso è anche una persona dedita al dovere e al lavoro, con una grande fragilità legata al valore personale e all'amabilità personale.

La difficoltà a stare da sola deve essere compresa, perché potrebbe essere generata da diverse ragioni e io da qui, poiché non La conosco, non posso dire nulla.

Socializzare di più va bene, ma la perplessità riguarda proprio gli schemi automatici di una persona. Se questi schemi non vengono cambiati, aumentare il numero di persone con cui uscire potrebbe evidenziare maggiormente il problema, perché i sentimenti legati alla solitudine e una certa difficoltà a stare con gli altri si farebbero ancora più marcati.

In ogni caso, a mio avviso fa bene a sentire un secondo parere.
Ma anche il medico di base potrebbe essere coinvolto per le problematiche relative all'insonnia e per coordinare gli interventi dei diversi professionisti coinvolti.

Cordiali saluti,
[#6]
Dr.ssa Daniela Magrì Psicologo 12
Gentile signora,
provare nuove situazioni, fino a che le piace farlo, è sicuramente un modo di aprire nuove possibilità che poi potranno essere colte o meno. L'aumento delle scelte possibili, se quelle iniziali le appaiono scarse, di per sé è positivo, a meno che poi non finisca per sentirsene sopraffatta.
Personalmente credo anche nella possibile "terapeuticità" di qualsiasi situazione, se per lei sa di buono, trova che possa in qualche modo "nutrirla" emotivamente e, soprattutto, la fa sentire bene.
Da quel che descrive però continua ad emergere un malessere che si declina nelle scelte alimentari, nell'elaborazione del distacco dai genitori, in quei sentimenti di poca considerazione. Alcuni di questi potrebbero essere, come dice lei stessa, legati alla fase di vita che sta attraversando con l'allontanamento da casa.
Per quanto riguarda le altre emozioni negative di cui parla, però, sarebbe un vero peccato portarsi dietro, nella sua nuova vita, dei pesi che potrebbero magari essere lasciati per prendere in mano cose che da più soddisfazione maneggiare.
La questione economica della terapia può essere oggetto di discussione con il terapeuta che sceglierà: nello stesso modo in cui ha parlato chiaramente con il suo capo potrà farlo con il terapeuta il cui pagamento rientra nel contratto terapeutico, per cui è giusto che sia un tema su cui mettersi d'accordo.
Decidere di stare meglio è l'inizio di un percorso che è fatto anche di questioni pratiche, che lei è brava ad affrontare. Si dia la possibilità di farsi aiutare per procedere nel modo più spedito e comodo possibile: quello verso il benessere è un percorso che vale sempre la pena fare.
Buon proseguimento
[#7]
dopo
Utente
Utente
Buongiorno a tutti,
non so se rispondendo qui poi questo messaggio verrà letto, ma proviamo.
Volevo solo dire che ho deciso di intraprendere un percorso con uno specialista, presso il consultorio locale. Ho un primo appuntamento orientativo settimana prossima.
Il problema è che l'insonnia non passa e sono tornati momenti di ansia generalizzata, e pianto . Il problema è che penso e ripenso a cosa varie, è c'è uno stato di impazienza e forse di "paura" che quello che sto facendo non funzioni.

Prendo alcuni prodotti omeopatici (principalmente valeriana), che però non sembrano funzionare a mio avviso, quanto meno non per dormire e il mio medico mi ha prescritto il Luzul gocce, che però funziona in parte e non sempre.

Inoltre stanotte, interamente insonne, ho avuto delle vampate di calore, che mi capitano in maniera lieve, erano particolarmente forti, quasi brucianti. Eppure ero tornata per la notte a casa dei miei genitori.

Le vampate che cause hanno?

Oggi vorrei inoltre tornare dal mio medico di base per capire se forse prendo troppe cose e quindi innescano un effetto "contrario". (Tre tipi di prodotti omeopatici più le gocce a giorni alterni)
Può succedere?

Ultimissima domanda. Ci sono altri fattori, oltre a quelli psicologici, che dovrebbero/potrebbero essere controllati? Per avere un quadro completo.


Vi ringrazio molto per il vostro tempo e professionalità.
[#8]
Dr.ssa Daniela Magrì Psicologo 12
Gentile signora,
Le consiglierei di descrivere i suoi sintomi al suo medico di base perché alcuni potrebbero essere spiegati anche da cause ormonali.
Ci faccia sapere
Buona serata

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