Utente
Buongiorno,
Scrivo perché mi sto trovando ad affrontare una situazione che da ormai due anni è diventata per me ingestibile. Frequento un'università molto difficile (e costosa, cosa che alimenta non poco i miei sensi di colpa) e mi trovo fuoricorso di un anno e con molti esami arretrati. Ho cominciato con una media eccellente e per anni ho dato tutti gli esami senza problemi, anche se sempre con un livello di ansia abbastanza elevato, fino a bloccarmi completamente a poco più di un anno dalla fine. Sono ormai molti mesi che non riesco a superare esami e da un anno a questa parte sto sviluppando idee ossessive che non mi abbandonano mai sul fatto che ormai non ce la farò più, che qualche professore percepirà la mia inadeguatezza e mi boccerà all'infinito o che qualcuno mi impedirà di laurearmi rendendo vani tutti gli sforzi, in termini di anni e soldi spesi, fatti fin ora. Sono terrorizzata dagli esami orali, tanto da farmi venire crisi di panico molto forti da settimane prima e farmi sviluppare idee di riferimento riguardo ai professori che per qualche motivo mi potrebbero odiare e ostacolare all'infinito che non riesco ad accantonare in nessun modo. Nei miei momenti peggiori passo le mie giornate e nottate a cercare ossessivamente su internet storie come la mia, esempi di persone che per motivi simili non sono riuscite a laurearsi o modi e metodi di suicidarsi che sembrino incidenti per non far soffrire chi mi sta a fianco. In tutto ciò devo anche dire che ha molto influito un netto peggioramento della mia situazione familiare (che non è mai stata buona) negli ultimi quattro anni, cosa che mi ha provocato profonda sofferenza e senso di inadeguatezza. Ho provato a seguire una cura da uno psichiatra e ho anche assunto vari tipi di antidepressivi che però con l'avvicinarsi della sessione sembra che smettano totalmente di funzionare. Sono talmente stanca di questa situazione che le uniche alternative che riesco a vedere in questo momento sono di mollare tutto o di suicidarmi, cosa che però non riuscirei a fare pensando al mio ragazzo che è l'unico che mi sta a fianco senza darmi addosso e che però sento che soffre di questa situazione con me. Vorrei solo poter tornare indietro a prima di cominciare tutto e scegliere una strada diversa, ma ormai è impossibile. Grazie a chi mi vorrà rispondere.

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Dr. Magda Muscarà Fregonese

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Gentile ragazza, spiace sentire come questa situazione la conduca a terribili pensieri.. mentre la soluzione sta nel comprendere cosa la blocca e la fa soffrire al punto di non avere più il coraggio di affrontare la situazione, cioè il giudizio.. il giudizio di un padre simbolico, il professore..che sicuramente , pensa Lei, la boccerà e continuerà a bocciarla.. Dal mio punto di vista, approccio psicodinamico, c'è appunto un problema di rapporto con la figura paterna , del resto Lei ha accennato a problemi familiari che si sono accentuati.. Figura paterna che simboleggia l'autorità, ecco i professori che Lei pensa come eterni persecutori.. Le consiglio un percorso con un Collega de visu, per fermarsi a pensare, ricordare, rileggere e riflettere sul suo passato, la sua storia e poi andare avanti, perchè il futuro sì che possiamo cambiarlo.. Forse Lei vede con gli occhi della bambina , della ragazza che è stata, episodi che vanno riletti e liquidati.. fondamentale è il tipo di relazione che si instaurerà tra Lei e il Collega che la seguirà..l'alleanza terapeutica, che scatta in psicoterapia, aiuta a superare. liquidare il passato , rivisto con occhi adulti, a vedere anche che i professori non sono persecutori , chi più esigente , chi meno, certo, ma non c'è accanimento, come in questo momento le pare..
Mi ascolti e cerchi aiuto, informandosi anche presso l'Ordine degli Psicologi della sua provincia..
Ci riscriva , la prego, spero di essere stata convincente, tutti abbiamo avuto paura per quel certo esame e così via, normale , ma si supera, fuori c'è la vita, l'amore ed il premio di tanta ansia e tanta fatica, abbia fiducia..
MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

[#2] dopo  
Utente
Gentile dottoressa, la ringrazio di cuore per la sua risposta, mi ha fatto riflettere su elementi che non avevo preso in considerazione. Quello che mi ha detto è profondamente vero, il rapporto con i miei genitori e soprattutto con mio padre è sempre stato da parte mia un rincorrere un'approvazione e una sicurezza che non sono mai arrivati, anzi dalle loro parole e dai loro comportamenti è sempre emerso come se io fossi una persona "cattiva e sbagliata dentro" e che non avrebbe mai reso felici le persone a fianco a lei (la mia stessa nascita è stata un errore), enfatizzando al massimo ogni mio piccolo sbaglio e dando per scontato e dovuto tutto quello di buono che potevo fare per me o la famiglia. Pensare alla mia paura del giudizio in questa prospettiva me la rende più affrontabile, la ringrazio di cuore per avermi dato questo spunto. Ho provato a seguire una terapia psicologica ma ho notato che il medico cerca di farmi riflettere sul contenuto (assurdo) delle mie paranoie, dicendo che prima devo dare esami e finire gli studi e poi avrò tempo di risolvere i miei conflitti interiori e familiari, cosa che però a me non ha mai convinto. La ringrazio di cuore per l'attenzione e gli spunti preziosi, ne farò tesoro. Cordiali saluti