Utente 401XXX
Io 25 anni e il mio compagno 26, stiamo insieme da più di 7 anni e conviviamo da quasi 2. Abbiamo alle spalle una storia di coppia armoniosa e felice. Lui lavora (sviluppatore web), ma attualmente non si sente più realizzato come prima: si trova bene con i colleghi ma le sue ambizioni e voglia di cambiare il mondo lo rendono alquanto insoddisfatto, oltre che con il suo stipendio in due fatichiamo a tenere a bada tutte le spese. 3 anni fa mi sono ammalata di leucemia, è stato decisamente traumatico ma mi è stato sempre vicino e mi ha sostenuto moltissimo, ci ha uniti ancora di più. Ora sono 2 anni che ho concluso le cure e tutto è proseguito al meglio, ora sono alla mia seconda laurea e mi sto ricostruendo una vita normalissima. I nostri attuali impegni ci fanno stare via tutto il giorno, e ci ritroviamo la sera, ma siamo solitamente molto stanchi e anche cose molto semplici come decidere per la cena o chi si occupa del nostro adorato coniglio diventano fonte di conflitto, così ceniamo davanti alla tv, puntate di una serie e poi a letto.
Nell'ultimo periodo ha avuto delle crisi di pianto ma le riferiva a all'insoddisfazione per il lavoro... Il 23 scorso, invece, si apre, per me di punto in bianco. e mi parla di come si senta svuotato, che non ha più la forza di discutere, che ormai preferisce che decida io, perchè ho sempre da ridire, che gli faccio pesare quando sta fuori con gli amici mentre avevo altri programmi, e che insomma non regge più questa situazione e che, in pratica, o cambio oppure penserà seriamente se sia il caso di separarsi.
Io, non lo nego, tutto questo ha un suo fondo di verità, nel senso che ci tengo molto alla gestione della casa, e non avendo una mia rete di amicizie, mi pesa rimanere a casa da sola o sapere che tornerà tardi quando la mattina abbiamo la sveglia presto.
La cosa che più mi ha turbato, però, è che mi dice che non gli piacciono le cose come prima, e che non condividiamo nulla. Nella sua compagnia con cui si ritrova regolarmente ci sono fondamentalmente altre 2 coppie le quali condividono come lui la passione per D&D, mentre io no, ed è invidioso di questa cosa, perchè non abbiamo niente di cui parlare o vedere assieme...
Dopo i primi giorni dal "boom" in cui mi diceva che lo stavo trattando male anche se ribattevo cose innocue, ora le cose si sono un po' stabilizzate, ma lo sento distante, triste, e mi sembra di camminare sul filo di un rasoio, impegnata a non calpestargli le scarpe. Vorrei davvero recuperare la felicità di coppia perchè penso che abbiamo affrontato cose ben peggiori, e non riesco a capire come tutto questo stia esplodendo proprio adesso. Per capire meglio, non ce l'ho fatta, e ho letto la chat con il suo migliore amico...Ho solo capito che è stato lui a convincerlo ad aprirsi con me, e che sono sotto esame, per vedere se miglioro o meno...
Come mi dovrei comportare? Sto cercando idee e strumenti per risolvere questa situazione, lo amo e non voglio immaginare la mia vita senza di lui..

[#1] dopo  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

la malattia mette in crisi la coppia,
soprattutto la parte maschile:
https://www.medicitalia.it/news/psicologia/4800-malattia-fa-divorziare-coppia.html

Forse il Suo compagno ha "tenuto" nella fase acuta della situazione
ed ora ha un down.

Perchè non farvi aiutare?
La prova che avete incontrato è stata pesante.
Un percorso psicologico potrebbe veramente aiutarVi.
Dr. Carla Maria  BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfez. in Sessuologia Clinica, Psicologa europea, Rovereto (TN)
www.webalice.it/centrodipsicologia

[#2] dopo  
Dr. Antonio Di Carlo

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Potrebbe provare a seguirlo in qualcosa di suo interesse e fargli capire che tiene a lui e che per questo sta lavorando su se stessa. Del resto lei stessa riconosce che ci sia della verità in quello di cui le ha parlato.

"non avendo una mia rete di amicizie, mi pesa rimanere a casa da sola". Forse proietta sul suo ragazzo la frustrazione di non avere lei delle amicizie: "se io non ho amici, non deve averne neanche lui" sembrerebbe pensare. Provi ad uscire con qualcuno che le è amico e nel frattempo a condividere le uscite del suo ragazzo con i suoi amici.
Dr. Antonio Di Carlo, Psicologo Clinico e della Salute
Riceve a Pescara su appuntamento.
https://antoniodicarlopsicologo.wordpress.com/

[#3] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Intervengo solo perche' questa richiesta di consulto mi e' stata segnalata. Per la verita' mi e' stato segnalato il suo consulto precedente sul quale non si puo' piu' intervenire.

https://www.medicitalia.it/consulti/archivio/571178-difficolta_a_ricostruire_da_zero_una_rete_sociale_dopo_il_cancro.html

Segnalato dalle mie Ragazze Fuori di Seno
https://www.medicitalia.it/news/senologia/7376-blog-terapia-convegno-nazionale-ragazze-seno.html

Immediatamente ho dato evidenza al suo "caso" nel forum
(commento n. 16.290 pag. 1086)
https://www.medicitalia.it/spazioutenti/forum-rfs-100/come-si-calcola-il-rischio-reale-per-il-tumore-al-seno-44-1086.html

So che alcune di loro l'hanno gia' contattata attraverso la messaggistica privata.

L'isolamento dopo una malattia oncologica e' quasi una costante e una crisi di coppia una delle conseguenze piu' frequenti.
E' difficile CONdividere le proprie paure anche con lo stesso partner (scommetto piu' spaventato di Lei) e se I partners reggono in una prima fase, paradossalmente (o comprensiblimente) spesso cedono quando le cose sembrano tornare alla normalita'
Ci vorrebbe qualche volume di osservazioni per spiegarlo nei dettagli.
Ecco perche' e' piu' semplice CONdividere con le compagne di avventura. Leucemia o tumore al seno sono la stessa cosa quando affrontiamo il tema delle paure. Di cancro (o leucemia) si guarisce, ma e' piu' difficile guarire delle seconda e piu' importante malattia che ad esso si accompagna: la paura del cancro.

La condivisione non comporta solo vantaggi sul piano psicologico, perche' ci sono sufficienti dati scientifici per poter concludere che
LE TERAPIE CURANO
LE RELAZIONI GUARISCONO.

La condivisione virtuale non puo' sostituire del tutto quella reale, ma quando non ci sono alternative ha il suo valore,
anzi.....(possibilita' di condividere in tempo reale e 24/24 h)

Se lo desidera puo' entrare nel blog presentandosi con un nome (anche fasullo se non ci vuol mettere la faccia)

https://www.medicitalia.it/spazioutenti/forum-rfs-100/come-si-calcola-il-rischio-reale-per-il-tumore-al-seno-44-1088.html

L'aspettiamo....
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com

[#4] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone

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Carissima,
complimenti per il coraggio e la tenacia con cui racconta la sua storia di vita, la sua malattia, il superamento alla malattia e le sue lauree

Una coppia può attraversare momenti di crisi per svariati motivi:
relazional
individuali
educativi
relativi allo sguardo sul mondo
sessuali
Crescita differente dei componenti della coppia
per dinamiche di potere
Per difficoltà nella gestione del conflitto
e così via

Provi a proporre al suo partner una consulenza di coppia, luogo ideale, non giudicante, di grande accoglienza ed empatia, dove il potere dipanare la matassa emozionale in cui vi trovate.
Una consulenza di coppia, diventa la strada da poter intraprendere per comprendere realmente le motivazioni che hanno causato la vostra crisi, e per porre le basi per una futura ricostruzione.
Anche le crisi, cara signora, possono diventare risorse.
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

[#5] dopo  
Dr. Fernando Bellizzi

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Perchè non gioca anche Lei a D&D?
Dr. Fernando Bellizzi
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[#6] dopo  
Utente 401XXX

Ringrazio i gentili Medici per le celeri risposte, replico solo ora in quanto mi sono presa del tempo per riflettere.

Gentile dottoressa Brunialti,
sicuramente ha tenuto nella fase acuta... È venuto a trovarmi ogni giorno, era la mia certezza quotidiana, sempre pronto a farmi sorridere..E ci riusciva.
Purtroppo non possiamo permetterci l'ingresso di un tale percorso, ma gli ho paventato la possibilità e ci sarebbe lo psiconcologo dell'AIL che mi aveva seguita durante le fasi del trapianto e che anche lui aveva conosciuto.

Gentile dott. Di Carlo,
sì, probabilmente è così, è un po' frustrante sentirsi sempre la parte "ammaccata" della coppia... I suoi amici li conosco e mi ci trovo tutto sommato, solo che si ritrovano per attività che non condivido e così piuttosto che stare a guardarli, sinceramente evito..

Gentile dott. Catania,
apprezzo molto la segnalazione del blog, penso di iscrivermi.. ora che ci penso non ho mai condiviso con qualcuno che ci sia passato.. Forse mi farà bene?

Gentile dott.ssa Randone,
coraggio e tenacia sono le cose che mi sono sentita riconoscere spesso, ma credo che ogni tanto me lo dimentico... Forse sperando che non sia veramente successo nulla di così impattante nella mia vita.

Gentili dott. Bellizzi,
non gioco a D&D perché non mi ha mai attirato fin da quando ci siamo messi insieme, ma una volta mi sono lasciata convincere a provare, ma sinceramente è stata un'esperienza per me imbarazzante e poco divertente, non mi è mai piaciuto "recitare"...
Inoltre io con la fantasia non vado d'accordo, e parlare di orchi/incantesimi/danni sinceramente mi fa un po' sorridere.

È un hobby sicuramente sano ma non io non c'entro niente...

Il peggio è che prima la ragazza del suo migliore amico non giocava, e magari ci ritrovavamo ogni tanto noi 4 a fare cene a casa o altro, ora invece si è appassionata anche lei è quindi alla fine col fatto che trovano il tempo per trovarsi per quello (ed è una cosa fissa di una volta a settimana) non vedo più neanche loro se non alle occasioni particolari..

[#7] dopo  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

L'idea di essere seguiti come coppia dallo psiconcologo che già Lei conosce
può andare
in mancanza d'altro.

E pur vero che ciò rimanda a quell'esperienza dura che ormai è abbastanza conclusa;
ma al contempo permette anche a lui di aprire quei pacchi pesanti
che si sono accumulati interiormente all'epoca
e poi rimasti lì.

Saluti cari.
Dr. Carla Maria  BRUNIALTI
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