ansia  
Utente 399XXX
Salve, ho 42 anni.
Da circa 4 mesi avverto delle extrasistole.
Vengo da un periodo piuttosto stressante: sono disoccupato da 8 anni e convivo.La mia compagna è una lavoratrice precaria con salario minimo e tra affitto e bollette, son sempre costretto a chiedere aiuto ai miei genitori.Ad Agosto 2017 mio padre è venuto a mancare e di conseguenza la reversibilità che ora ha mia madre, ci rende ancora più difficile la vita.
Ogni bolletta che arriva è un colpo.
Non riusciamo a far fronte a tutte le spese: casa, bollette, affitto, auto, mediche.
Infatti le spese mediche e dentistiche le abbiamo accantonate d tempo per far fronte alle bollette, affitto e cibo.
Tutte queste preoccupazioni mi distruggono.
Dalla perdita di mio padre ora ho sempre paura che qualcosa poss succedere alle persone a cui tengo.
L’anno scorso ebbi un periodo e ldi extrasistole e il Doc mi fece fare tutti i controlli: ecocardiogramma, ecg, prova sottosforzo e Holter 24h.Tutto perfetto tranne che l’Holter rilevò solo 23 extrasistole ventricolari.Conclusioni del medico: ansia.Mi prescrisse un ciclo di Xanax e cardicor 1.25.Dopo poco tempo passo.
Ma ora dopo la morte di mio padre le extra sono tornate è più frequenti.Ho cercato di uscirne da solo tenendomi occupato ed a volte sembrava funzionare ma basta un leggero rilassamento e tornavano.A volte frequenti a volte molto meno così il Doc ha deciso di prescrivermi questa volta lexotan al bisogno e cardicor 1.25.Ora sono 4 mesi che non noto molti miglioramenti.La situazione è altalenante: giorni in cui ne ho solo un paio ed altri in cui ne ho molte di più.
Fastidiose ma sopportabile...forse sarà abitudine.
Allora chiedo: invece di intervenire sui sintomi non sarebbe meglio intervenire sulle cause?
Le mie insicurezze e paure non andrebbero trattate con altri farmaci che ne so ad esempio: ssri?
Parlo da profano ovviamente però mi sono documentato...per quel che ne capisco.Durante una crisi d’ansi va bene il lexotan...ok ma le cause della mia ansia da preoccupazione ci sono sempre.
Non lo so magari dico solo castronerie.
Ecco volevo chiedere un consiglio su questo.
Perdonate la mia descrizione un po’ sconfusionata ma descrivere queste cose per iscritto non è per niente semplice.
Sono in sovrappeso..102kg (spesso mangio tantissimo) e assumo da anni omeprazolo20 per reflusso ed ernia iatale ed ho 42 anni.
Questo per completezza.

[#1] dopo  
Dr. Marco Arrigo

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Gentile utente,
Sembra che lei viva da diverso tempo una sensazione di allerta costante, questo lo ritrovo quando dice " temo che possa accadere qualcosa di brutto alle persone a cui tengo".
Oltre all'allerta sembra preda della paura di quanto detto sopra.

Tutto questo finisce per scaricarlo sul corpo con sintomi ansiosi di cui le extrasistole sembrano una manifestazione.

Come lei stesso ha saggiamente detto, é arrivato il momento di conoscere le cause più profonde che la fanno stare male.
Gli ansiolitici infatti agiscono solo sul sintomo, ma non sul funzionamento dietro l'espressione del disagio.
Avendo lei problemi economici le consiglierei dunque di rivolgersi ad un consultorio della sua zona, lì troverà assistenza psicologica pagando solo il prezzo del ticket, e potrà essere seguito per un certo numero di colloqui.
Dr. Marco Arrigo - Ricevo a Messina e Reggio Calabria. Tel: 3480535198
Psicoterapeuta in formazione
https://marcoarrigo.wixsite.com/psicologia

[#2] dopo  
Utente 399XXX

Salve ed innanzitutto grazie della celere nonché esaustiva risposta.
Ma a questo punto da profano mi permetto di porle una domanda: visto che sono perfettamente cosciente che le mie eccessive preoccupazioni e paure sono la causa delle mie extrasistole e degli stati d’ansia cosa potrebbe dirmi , un eventuale specialista, più di quanto non so già, uno psicologo o psicoterapeuta?
Ripeto: la mia osservazione vuol essere del tutto innocente ma sopratutto da profano sulla questione e assolutamente non mi permetterei di mettere indubbio le professioni su citate e la loro indiscutibile utilità.
Ma sa è un pensiero tra me e me che ho esplicitato a lei.
Insomma io so che l’essere disoccupato mi ha catapultato in questa fase di vita con un carico enorme d’insicurezza e paure.E paura di poter far fronte ai pagamenti o agli imprevisti.Insomma l’insicurezza economica non è roba da poco ed è la causa!Il fatto che i miei genitori mi han sempre aiutato ma ora questo aiuto, per cause già descritte nel primo messaggio, si sono notevolmente ridotte..queso anche sovralimenta ulteriormente le mie preoccupazioni e/o paure!
Quindi?la saluzione potrebbe essere un lavoro con conseguente stabilizzazione della situazione economica con conseguente maggior sicurezza.
Si ma dove lo trovo..ogni santo giorno ne vado alla ricerca...anzi mendico un lavoro.
So benissimo tutto questo.
Per questo mi chiedo se il bisogno o un aiuto in questa fase che purtroppo, penso accada anche ad altri che versano in queste condizioni, non possa essere esclusivamente farmacologico???
Forse con un SSRI?
La butto lì così.
Perdoni la mia analisi se magari sconfusionata.
Non era mia intenzione mettere indubbio nulla e so certo che lei ha capito cosa intendo con il mio pensiero.
La ringrazio per il tempo che mi sta dedicando.
Cordialmente

[#3] dopo  
Dr. Marco Arrigo

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Ciò che dice mi sembra riassumibile nella seguente frase: "se so perfettamente le cause del mio disagio, che tipo di aiuto potrei avere da uno psicologo/psicoterapeuta ecc dato che la soluzione di tutto questo dipende da una mancata autonomia economica?"

Se ciò che ho parafrasato è corretto, a questo punto mi sento di correggere un pò il tiro rispetto al tipo di aiuto che le può essere utile.

Nello specifico ciò che le può servire, date le premesse, è di rivolgersi ad uno specialista (parliamo sempre di psicologi/psicoterapeuti) che però effettuino quello che si chiama "counselling".
Il tutto può essere fatto anche nei consultori.

Le spiego in breve di cosa tratta il counselling.

Il counselling è un percoso breve in cui lei, ad esempio, pone il problema: quali strategie adottare per cercare lavoro? oppure, quale area lavorativa, in base alle mie competenze, dovrei maggiormente attenzionare?.

In questo genere di percorsi lei lavorerà con lo specialista sulla definizione del problema e sulle possibili strategie per poterlo risolvere (strategie che vengono sempre create con l'aiuto dello psicologo, il quale non si sostituisce mai al cliente).

Se ha dei dubbi o delle perplessità su ciò che le ho detto non esiti a chiedere, sono qui per questo.
Dr. Marco Arrigo - Ricevo a Messina e Reggio Calabria. Tel: 3480535198
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[#4] dopo  
Utente 399XXX

Egr. Dottore,
sempre grazie per il tempo che mi sta dedicando e per le sue analisi e concetti per me preziosi.
Non mi permetterei mai di dissentire o criticare quanto da lei detto ma prenda sempre le mie parole come un semplice pour parler e cmq come osservazioni soggettive.
Ho compreso grosso modo ciò che lei mi ha detto nella sua precedente risposta ma se potesse essere più esplicito.Chiedo questo con estrema cortesia e rispetto.
Poi volevo aggiungere, se mi permette, un mio punto di vista su quello che ho in parte recepito:
dovrei andare da uno specialista per sentirmi dire...” trovato un lavoro e stabilizzata la situazione economica, vedrà che la sua condizione andrà via via migliorando fino a tornare come prima della perdita del lavoro..,e scompariranno anche le extrasistole e l’ansia”?
So che lei ha ben compreso che, sono a conoscenza, in grandi linee, del mio problema e delle potenziali risoluzioni.Ma e qui che mi “incarto”, nel senso: quale sarebbe l’utilita di sentirmelo dire quando invece io so perfettamente tutto.
E poi, un lavoro, non lo si trova dietro l’angolo nonostante ogni santo giorno ne faccia forsennata ricerca sopratutto perché la mia compagna ha bisogno di alcuni controlli ed analisi piuttosto seri.
Quindi come vede tutti conosciamo le soluzioni ma le stesse sono difficilmente raggiungibili.Quindi che si fa?Cosa mi consiglierebbe uno specialista?.Ci vorrebbe un miracolo.
E nel frattempo come vivo questa estenuante attesa?Con le extrasistole e ansia che mi accompagnano in questo percorso.?!
Egr.Dottore so perfettamente che lei comprende cosa ho intenzione di dire.
Grazie anticipatamente per quello che fa.

[#5] dopo  
Utente 399XXX

Salve,
mi chiedevo se quello che ho scritto può aver urtato o offeso la sua sensibilità o professionalità da non ottenere risposta?
Non mi sembra di aver detto nulla di sbagliato ma se così fosse di certo non era mia intenzione e sono pronto a porgere le mie scuse.

[#6] dopo  
Dr.ssa Sabrina Camplone

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"quale sarebbe l’utilità di sentirmelo dire quando invece io so perfettamente tutto"

Non le sembra un po' presuntuoso affermare di sapere in anticipo cosa le dirà lo psicologo?
Il colloquio psicologico non è un passaggio di informazioni da un interlocutore all'altro rappresenta il primo passo per parte dall'esprimere una richiesta di aiuto che implica la disponibilità a mettere in discussione alcune delle proprie convinzioni dopo averne identificato la disfunzionalità.
Si tratta di un percorso in cui è attivamente coinvolto nell'assumersi la responsabilità del proprio benessere e non dell'attesa di un miracolo.
Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
Psicologa-Psicoterapeuta Individuale e di Coppia a Pescara e Mosciano S.Angelo (TE)
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[#7] dopo  
Dr. Marco Arrigo

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Le chiedo scusa io per non averle risposto, devo averlo perso tra i vari consulti.

Tornando a noi, non mi sento assolutamente offeso o toccato dal suo pensiero ma piuttosto noto che lei sente una certa impotenza relativa all'uscire da questo disagio attuale.


Come le ha detto la collega, lo psicologo (sia che faccia supporto, counselling o psicoterapia) non dà informazioni.

Le informazioni lei le può reperire ovunque e con l'aiuto di qualsiasi persona.

Lo psicologo, ed in questo caso lo psicologo - counsellor, lavora sulle strategie di risoluzione di un problema, quindi sul processo decisionale.

Per cui le consiglio di provare ad affidarsi a tale figura, altrimenti vincerà la sua resa ed il mantenimento del disagio stesso.

Ad ogni modo, se qualcosa di quello che le ho scritto non le è chiaro o semplicemente volesse approfondire sono a sua disposizione.
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[#8] dopo  
Utente 399XXX

Egr. Dott.sa,
ringraziarla per avermi risposto è cortesia ed obbligo.
Innanzitutto la mia frase, da lei così correttamente virgolettata è assolutamente decontestualizzata!
Rileggendo tutta la mia missiva si comprende, invece, un altro senso!
E meno male che ho fatto numerose premesse sul non voler criticare, mettere in dubbio etc etc etc, ma di esplicitare invece un mio pensiero in via del tutto profana.
Ed al netto di tutto questo devo sentirmi dare del presuntuoso???
Non permetto questo ne a lei e ne a nessun altro!
Sono una persona educata e rispettosa del prossimo....fin troppo!
Non avrei mai pensato di poter aver a che fare con professionisti capaci ma permalosi.
Comunque bene a sapersi.
Non userò più questa piattaforma lasciando un feedback, per quanto riguarda la mia personale esperienza, del tutto negativa.
La ringrazio ancora per il tempo perso per rispondermi.
Preferirei chiudere qua qualsiasi altra comunicazione.

Saluti.

[#9] dopo  
Dr.ssa Sabrina Camplone

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Mi scusi ma se è un profano come fa ad affermare "so perfettamente tutto" ? è una contraddizione in termini!
Siamo sicuri che sono io ad essere permalosa?
Se ci ha scritto è per rivolgerci una richiesta di aiuto ma se ritiene di saperne quanto uno specialista ci sta inviando un messaggio paradossale: chiedo aiuto ma non lo voglio dallo psicologo.
In quale altro modo possiamo aiutarla?
Io credo che quello che tiene lontano molte persone dall'incontro diretto con uno psicologo sono le rigide convinzioni che non si è disposti a mettere in discussione, non il disagio.
Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
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[#10] dopo  
Utente 399XXX

Egr. Dott. ed Egr. Dott.sa,
vi ringrazio per quanto avete fatto, per l'impegno ed il tempo
dedicatomi.
Mi dispiace che il senso di alcune mie parole sia stato frainteso e che per altre, invece, non sia stato colto a pieno.
Ciò dovuto probabilmente, ai limiti che si incontrano esplicitando i pensieri in parole mediante una tastiera, ed anche a me, che non sono stato in grado di farmi capire come avrei voluto.
Di questo ne faccio mea culpa e chiedo venia.
Vi ringrazio per il vostro intento ammirevole.
Riguardo ai vostri consigli, purtroppo potrò solo farne tesoro ma non potrò dargli seguito in quanto la mia situazione economica non mi permette tali spese.
Le uniche armi che possiedo per aiutarmi sono:
l'essere consapevole della mia situazione ansiosa e delle cause e concause;
fare più attivita fisica e perdere del peso;
impegnarmi mentalmente su altre cose;
ridurre il fumo;
continuare ad assumere giornalmente il Cardicor 1,25;
e dulcis infundo...Lexotan gocce al bisogno.
Insomma stravolgere le mie abitudini e ritmi di vita sperando in questo modo di dare una scossa o un sussulto al mio "stato di allerta continuo".
Chissà magari tornerà in stan-by.
Vi lascio con la promessa, che se un giorno..e prego anche Dio ogni giorno oltre a fare di tutto....dovessi riuscire a trovare un lavoro e se le mie condizioni "ansiose" dovessero essere le stesse, bene allora daro seguito al vostro unanime consiglio di rivolgermi ad uno specialista.
Di più non posso fare.
Grazie di tutto e piacere di avervi conosciuto.

Cordialmente

[#11] dopo  
Dr. Marco Arrigo

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Caro Utente,
innanzitutto mi fa piacere leggere che, in qualche modo, abbia chiarito il malinteso creatosi con la collega.

Tornando a lei, se l'ostacolo nel chiedere aiuto è prettamente economico può valutare di rivolgersi ad un consultorio dove riceverà assistenza psicologica o direttamente counselling a prezzo di ticket praticamente.

Se vorrà farci sapere le sue evoluzioni in futuro saremo lieti di accoglierla nuovamente!

Saluti
Dr. Marco Arrigo - Ricevo a Messina e Reggio Calabria. Tel: 3480535198
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[#12] dopo  
Dr.ssa Sabrina Camplone

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Concordo pienamente con gli obiettivi che si è dato che nella quotidianità possono senz'altro creare delle condizioni favorevoli.
Tuttavia non posso che associarmi all'invito che le ha rivolto il collega che le consentirebbe di non dover rinviare l'incontro diretto con uno psicologo.
Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
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