Disoccupazione e solitudine

Buongiorno, ho 33 anni e sono disoccupata da tre anni, anche se in realtà ho lavorato solo in nero, perciò è come se non avessi mai lavorato.
Da febbraio ho iniziato ad andare al Centro per l'Impiego e a essere seguita da un'orientatrice. Premetto che dal 2013, cioè da quando ho iniziato a cercare lavoro, sono stata seguita da alcuni orientatori, ma purtroppo o non venivo affatto presa sul serio perché mi sono laureata in tempi piuttosto lunghi per una triennale (avevo 27 anni) oppure facevo pena per la mia situazione.
Questa orientatrice finora è stata la migliore, anche se ha avuto difficoltà a capire le mie esigenze i primi tempi, visto non sono molto sicura che il mio titolo di studi mi sia molto utile e lei questo credo lo abbia capito. Infatti mi ha messo alla prova facendomi telefonare a molte farmacie ed erboristerie per chiedere se posso svolgere un tirocinio post laurea, siccome sono laureata in tecniche erboristiche. Dovrei vedere se qualcuno mi contatta per sostenere un colloquio, e se entro la fine dell'estate non mi dovesse contattare nessuno sarebbe un vero problema.
A volte ho anche delle idee strane, cioè che vorrei tentare a vedere se riesco a trovare lavoro in ambiti molto diversi, solo che ho paura che mi dicano "guarda che con la crisi che c'è non assumiamo nessuno". Purtroppo non riesco nemmeno a trovare lavoro nel settore turistico, che nella mia zona va per la maggiore perché non ho esperienza.
Oggi però ho saputo che una mia amica ha trovato lavoro come cameriera senza però avere mai avuto esperienza. Sono contenta per lei, ma non riesco ad esserlo del tutto perché è come se fosse l'ennesima conferma che sono una persona difficile da aiutare.
Non ho molta gente con cui parlare e questa situazione che mi affligge, ne parlo con Il mio ragazzo, ma non sempre riesce a capire perché la disoccupazione di lunga durata non sa bene cosa sia.
La sua famiglia invece è più solidale nei miei confronti, ora sono più abituata a questa cosa, ma mesi fa mi sembrava quasi assurdo.
So che ci sono molte persone nella mia situazione, ma io se non riesco a teovare una soluzione entro poco tempo non saprei davvero che fare.
Addirittura l'orientatrice nel farmi il curriculum ha tolto la mia data di nascita, ma lo ha detto un parente del mio ragazzo che lascerebbe il mio curriculum a un altro parente così lo lascia un un'azienda.. peccato che questo posto sia a 50 km da dove abito e non so se mi prenderebbero in considerazione. Ero amareggiata per questa cosa perché mi sono chiesta "sono davvero così vecchia per iniziare a lavorare?"
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 114
Gentile utente, la data di nascita a volte si omette da un curriculum senza per questo voler dire che la persona è "troppo vecchia". Piuttosto, se lei continua a desiderare ardentemente un lavoro, e nello stesso tempo a scoraggiarsi in mille modi, non otterrà altro che un sovraccarico di stress. Dice che non ha esperienza in campo turistico: non potrebbe offrirsi gratis in qualche agenzia, per imparare il mestiere? Non capisco poi il suo ambiguo sentimento verso l'amica che ha ottenuto un posto di cameriera: mi pare che questo sia il segno che qualche lavoro si trova, anche senza esperienza. Invece di restare a guardare e a ruminare sui successi degli altri e sulle ragioni dei mancati successi suoi, perché non fa un elenco di tutti i posti che cercano impiegati, commesse, cameriere, agenti di viaggio, esperti erboristi e tutto il resto che si sente idonea a praticare, visto che ha anche l'aiuto di un'orientatrice? Poi vada di persona a dare il suo curriculum; se hanno tempo si presenti estesamente, sennò lasci il curriculum, con un bel sorriso, e chieda di farle sapere qualcosa. I primi tempi sarà intimidita e quasi spaventata, ma è facendo esercizio che si superano i timori e si acquisiscono competenze. Coraggio, e auguri.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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Utente
Utente
Io ho fatto un centinaio di telefonate nel mio settore, ma solo una trentina mi hanno lasciato la loro mail per inviare il mio curriculum. Forse è un po' poco, ma non sono riuscita a convincere proprio tutti.
In ambito turistico ci ho già provato, anni fa ho lasciato il curriculum in alcuni alberghi per candidarmi come cameriera ai piani, ma non ho avuto risposta. Ho provato a sostenere un test di ammissione per poter accedere a un corso per diventare receptionist, lo scritto era andato così e così, era uno di quei test logici che si dovevano compilare in 40 minuti. Al colloquio invece mi hanno respinto perché la psicologa mi aveva detto che sono troppo timida ed emotiva per fare un lavoro del genere (mi aveva detto che se per caso ci fosse stato un cliente sgarbato sicuramente non avrei reagito prontamente), ho incassato il colpo e sono andata avanti. Ho provato anche a lasciare il curriculum in uno stabilimento balneare, ma il titola aveva detto che il mio curriculum non c'entrava nulla. Sono stata sempre trattata a pesci in faccia e non credo di meritarmelo.
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Utente
Utente
Io a volte penso che potrei essere portata per un settore che non c'entra affatto col mio, ma credo sia in forte crisi. Ho inviato via mail il mio curriculum a un negozio di cd musicali e dvd, ma c'è un solo addetto alle vendite, se no organizzano anche eventi. Ma leggendo il mio titolo di studi si potrebbero fare una risata! Sono andata anche di persona in alcuni negozi di questo tipo, ma mi hanno detto di no. Comunque proverò anche in altri posti.
I miei non sanno questa cosa, due anni fa lo avevo accennato a mia madre, ma era rimasta male, come se fosse stato un lavoro sconveniente. In famiglia sono l'unica disoccupata e per questo vista in modo "strano": qualcuno tre anni fa mi ha dato dell'immatura e dell'asociale, come se avessi qualcosa in meno rispetto a chi invece ha un lavoro, un marito e dei figli. Tutto perché da ragazzina ero considerata bruttina dai ragazzi e poco simpatica dalle ragazze, di conseguenza la giovinezza non me la sono goduta affatto. Persino una persona mi aveva detto che se non trovo lavoro è perché sono una fannullona e che non avrei un futuro. Grazie al cielo non la vedo più, ma ho passato momenti davvero angoscianti per colpa di queste persone. Sono stata considerata strana da molte persone per via del mio carattere.
Addirittura un'amica (che tra l'altro non sento da tempo e non so se ritenerla più tale) mi aveva messo alla prova facendomi andare per poco tempo in un negozio di alimentari per vedere "come si fa" a trattare coi clienti, visto che secondo lei avevo grosse lacune in ambito sociale. Non ne vado molto fiera di questo, infatti nel curriculum ho scritto "pulizie" anche se non è vero
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 114
Gentile utente, può darsi che lei sia timida e insicura, ma la nostra forza è nel riconoscere le nostre debolezze per superarle e trovare lo stesso elementi di successo. Lei fin qui mi pare che si sia trattenuta nel primissimo stadio: accettare i giudizi di chiunque senza analizzare sé stessa, dispiacersi di tutto e non far tesoro di nulla. Dice per esempio che forse la mamma riteneva sconveniente che lei lavorasse in un negozio di dischi, mentre a lei piacerebbe. Alla sua età può ben decidere da sola cosa le appare sconveniente e cosa invece le piace, mi pare. Poi dice che un'amica ha cercato di farla esercitare nelle relazioni col pubblico in un negozio di alimentari, e conclude che non la ritiene nemmeno più amica. Perché mai? Dice anche che i ragazzi la consideravano bruttina e le ragazze poco simpatica. Ma su queste cose si lavora per cambiarle, non per imbronciarsi e rimuginarle all'infinito!
Quando io leggo le sue lettere mi viene inevitabile pensare ad un grande maestro di psicologia del Novecento, Albert Ellis, il mio maestro, che ha fondato una nuova forma di terapia, ha costruito un impero culturale ed economico, è vissuto fin oltre i novant'anni, ed era partito parecchio peggio di lei. Piccolo, grasso, bruttino, brufoloso, figlio maggiore di una madre depressa abbandonata dal marito e perciò obbligato a far da padre ai fratelli... Poi un giorno si è fermato a guardare in sé stesso e si è accorto che il suo peggior nemico, quello che incessantemente lo criticava, lo denigrava, lo buttava a terra ripetendogli tutti gli insulti veri o presunti di chi aveva intorno, non era altri che lui stesso. Da questa consapevolezza derivò il suo proposito di diventare amico, e non più nemico di sé stesso. Cominciò a sfruttare le doti che aveva, anziché enfatizzare i difetti. Si esercitò pazientemente nelle pratiche sociali, proprio quelle dove un timido riesce così male, e lo fece senza più aggredire e maledire né sé stesso né gli altri, ma con pazienza, tolleranza, simpatia. Il resto gliel'ho detto sopra: fondò la REBT, una delle prime terapie cognitivo-comportamentali. Chiunque l'abbia conosciuto lo ricorda con ammirazione, ma soprattutto con affetto. Cerchi sue notizie in rete. Poi cerchi uno psicologo e si faccia aiutare ad uscire dal guscio. Auguri!

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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Dottoressa, cosa intende per presentarmi estesamente? Ecco, già io non ho mai chiesto a un negoziante di farmi sapere. Per quanto riguarda i negozi di dischi mi avevano detto semplicemente di no, quindi non ho insistito perché non è facile con tutti. L'orientatrice mi ha detto di iscrivermi alle agenzie interinali e già mi sono iscritta a una decina, ma anche di andare di persona per un colloquio orientativo. Questo mi mette un po' di ansia perché in quanto inoccupata non sono mai stata presa in considerazione, non dico che magicamente mi dovevano trovare il lavoro, ma per far un esempio, ho partecipato alla garanzia giovani nel 2014 e sono stata costretta a frequentare un corso di contabilità, e io che ho fatto il classico e una facoltà di tipo chimico farmaceutico, in più con la matematica non ho mai avuto un buon rapporto, avevo tantissime difficoltà, ma ho resistito 5 mesi.
Quell'amica credo si sia allontanata da me anche se on è successo niente di grave. Lei mi diceva che dovevo superare dei miei limiti per poter trovare lavoro, ci sto provando ma non è mai abbastanza. Aveva provato a farmi conoscere persone in più, ma io non sono riuscita a trovarmi a mio agio con esse. Pretendeva molto da me, addirittura un giorno avrei dovuto superare tre miei limiti e io gentilmente le ho detto di no. Le era parso strano che nella mia città io non sia mai riuscita ad avere una vera amica, ho delle conoscenti, alcune sono sposate con figli e lavorano, quindi non potrei nemmeno tanto frequentarle. io però ho deciso di andare in una palestra in cui non sono mai stata, anche se conosco di vista delle persone che la frequentano, tra cui i proprietari perché a 21 anni andavo in una palestra gestita da loro. Sono stata in un'altra per sei anni ma non sono riuscita a legare molto, magari cambiando ambiente spero succeda qualcosa
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Ultimamente ci sono state delle novità. Il mio ragazzo mi ha consigliato di mandare una mail a un suo amico che è consulente del lavoro, che mi ha consigliato di iscrivermi a un'agenzia per il lavoro. Ho scoperto che si tratta di un'agenzia di intermediazione, che favorisce meglio il contatto tra domanda e offerta. Eppure io non ne avevo mai sentito parlare. Invece da un'altra agenzia dovrò seguire tre seminari che durano dalla mattina fino al tardi pomeriggio. Ne ho già seguito alcuni, ma ero sempre quella con la situazione lavorativa più complicata, visto che ho quattro lavori in nero, due esperienze di volontariato, la Garanzia Giovani e dei colloqui andati a finire male. Questo mi metteva ansia, però a volte riuscivo a dire a me stessa di calmarmi e un po' ci riuscivo.
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Io però vorrei lo stesso provare a vedere se accettano il mio curriculum in alcuni negozi di cd e dvd. Forse il mio percorso è molto distante e non troverebbero agganci, però vorrei capire se è solo un capriccio o se invece potrebbe andare bene. Inoltre avevo fatto il test e Holland ed era uscito che sono più portata per i settori artistico, investigativo e sociale e sono un po' lontani dal mio ambito di studi. Da un anno inoltre una mia amica che frequento più che altro in un gruppo di preghiera sembra distante nei miei confronti. Un'estate fa invitava molta gente tranne me. Mi invita solo per andare a messa! Così qualche giorno fa mi sono ribellata, non ci sono andata e le ho scritto come mai vengo invitata solo per le messa ormai da un anno. Credo si sia infuriata, ma dovevo chiederglielo.
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 114
Gentile utente, buona idea quella di insistere coi negozi di dischi e CD, e naturalmente scrivere un nuovo c.v. in funzione di questa vocazione musicale. Sarebbe inutile infatti esordire con una laurea in farmacia; per prima cosa deve mettere il suo interesse per la musica. Ma quella in campo chimico farmaceutico è una vera laurea, sia pure triennale? In questo caso, perché non lavora in farmacia, parafarmacia, erboristeria? Riscriva il curriculum e provi a presentarlo di persona. Certo finché non prenderà in considerazione l'idea di correggere certe sue valutazioni un po' dure della realtà, con l'aiuto di uno psicologo esperto, farà una gran fatica nei rapporti umani. Valuti quanto ha detto sopra: un'amica la invita solo nei gruppi di preghiera. Lei, se aveva piacere di vederla anche in altre occasioni, perché non l'ha invitata per prima a prendere un caffè o altro? Lei non le suggerisce di stare insieme anche in altre occasioni, bensì le SCRIVE per CHIEDERLE COME MAI la invita solo per la preghiera. Modalità distante e piena di rimprovero. Poi conclude: "Credo si sia infuriata, ma dovevo chiederglielo". Ecco, cara utente, finché lei crederà di DOVER PROPRIO FARE cose che provocano negli altri furia, risentimento, rabbia, come può pretendere di istaurare buoni rapporti con la gente? A meno che -ci rifletta bene- lei non prediliga proprio il conflitto...

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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Utente
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In realtà la mia situazione è un po' complessa perché siccome in passato non sono riuscita a svolgere un tirocinio nelle erboristerie, quest'anno ho dovuto contattare per telefono tutti i luoghi in cui mi ero recata, anche chi mi aveva detto di no. E se fra 3 mesi quando andrò di nuovo dall'orientatrice nessuno mi dovesse contattare per un colloquio, dovrei pensare a un piano B. Dei negozi di dischi non ho mai detto nulla, anche perché non so che mi potrebbe dire a riguardo. Invece io quella ragazza non ho mai potuta invitarla per un caffè perché è una libera professionista dagli orari molto variabili, perciò potere decisionale non ne avevo proprio. Solo io vengo invitata per le messe, altre persone anche in altri contesti, però non sono gelosa. Un anno fa questo mi faceva stare male, ma non avevo il coraggio di chiederle il perché e se per caso avessi avuto qualche comportamento sbagliato. Questa è davvero la prima volta che mi faccio un po' sentire perché non mi sono mai fatta rispettare del tutto. Ho anche pensato che un anno fa venivo ignorata perché a qualcuno del suo gruppo non sto molto simpatica, ma è solo un'ipotesi.
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 114
Non pensa anche lei, cara utente, che per sentirsi a suo agio sarebbe meglio mettere ordine nei titoli di studio realmente acquisiti così come nelle idee, nelle relazioni e in tutti gli altri aspetti della vita? A volte ci sentiamo sopraffatti dalle difficoltà, ma solo perché non facciamo chiarezza sulla reale situazione in cui ci troviamo, e quindi non possiamo partire verso i traguardi che ci attirano.
All'orientatrice che la segue non ha detto nulla del suo più vivo interesse professionale? "Dei negozi di dischi non ho mai detto nulla, anche perché non so che mi potrebbe dire a riguardo". Cosa potrebbe mai dirle, oltre a darle qualche consiglio nella stesura del curriculum? E questo vale per tutte le altre cose (laurea, rapporto con l'amica di preghiera) che lei ha piuttosto danneggiato che portato a buon fine.
Direi che è giunto il momento di cercare uno psicologo esperto di problem solving, e di affidarsi a lui. Insistere da soli, dopo tanti dolorosi fallimenti, oltre che far male a lei stessa potrebbe essere un atto di presunzione. Con molti auguri.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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Io ho avuto qualche perplessità a dirlo all'orientatrice perché già mi considera strana, in quanto con poche persone che mi possono aiutare a trovare lavoro, in più il settore in questione potrebbe lasciarla molto stupita.
Da una psicologa ero andata per molto tempo, ma non mi era stata molto utile. Mi ricordo che agli inizi mi suggeriva e pensare a un personaggio femminile di qualche libro o film o addirittura a una donna veramente esistita e pensare "che farebbe Tizia in questa situazione?". Non credo sia stata esperta in problem solving. Del tutto sola non lo sono, ho conosciuto più persone in un anno tra un po' che in tutta la mia vita. Però c'è sempre qualche intoppo. C'è chi ha già un figlio e non riesco a vederla sempre, chi ha alti tipi di impegni e così mi tocca spesso restare in stand-by. Anche se volte noto che persone del mio passato siano in qualche modo ritornate, mi chiedo se non fosse un segno positivo (la psicologa diceva che se della gente che vedevo da adolescente poi col tempo comincia a considerarmi di più, allora forse potrei essere e cambiata) So che nella mia città c'è un centro di counseling gratuito, ma non so se potrebbe andare bene. Io comunque prima di settembre non potrei andare.
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 114
Centro di counseling gratuito? Attenzione, si affidi però ad uno psicologo regolarmente iscritto all'Albo, perché sul termine "counseling" si fa molta confusione. Spero che lei rimandi a settembre solo per ragioni di vacanze.
La psicologa da cui andava ha cercato correttamente di aiutarla, suggerendole di ispirarsi ad un "modello ideale". Peccato che lei non abbia seguito gli esercizi fino ad un miglioramento sostanziale, e che a quel che pare non sia stata totalmente sincera con la collega.
Quanto al non dire all'orientatrice che vorrebbe lavorare in un negozio di dischi e CD, mi sorge un dubbio. Di veri e propri negozi di musica ormai non ne esistono più, si parla casomai di negozi di elettronica. Ma lei forse vorrebbe lavorare in una discoteca? Le ripeto ancora una volta che non può risolvere alcun problema se non è sincera, prima di tutto con se stessa, e poi la affido senz'altro ad un/una collega psicologo/a che possa aiutarla di persona. Auguri.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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