Iperopia o cosa?

Gentilissimi, vi contatto per chiedervi un consulto che da qualche annetto mi sta torturando. Sono una ragazza di 30 anni che 5 anni fa ha preso la decisione di cambiare la sua vita dopo 25 anni passati a condurre una vita che non mi apparteneva (laureata in giurisprudenza col massimo dei voti, pratica da avvocato finita e poi Accademia teatrale per mia scelta). Sono figlia di una famiglia benestante che tuttavia non ha mai saputo gestire i propri soldi e che quindi ad oggi si ritrova sempre a lamentarsi di soldi che non ci sono (cosa non reale). Negli anni, anche da adolescente, chiedere soldi ai miei (per attività sportive o una semplice uscita con amici ) è sempre stato una tortura e una fonte di sensi di colpa a fronte di queste lamentazioni continue. A seguito delle mie scelte di vita inoltre i rapporti con i miei sono diventati estremamente complessi, non mi passano più soldi (come è anche giusto che sia) e tutto ciò che ho fatto (studi, corsi) l'ho fatto in silenzio e a mie spese. Al contempo tuttavia ho maturato un'ansia estrema legata ai soldi che mi porta a un risparmio pressoché estremo. Faccio più lavori paralleli alla carriera artistica che mi sono scelta e ciò che guadagno (tutto e nero), oscilla tra i 900 e i 1000 euro al mese. Lo so che chiaramente l'instabilità non aiuta. Ma il problema di fondo, su cui ho riflettuto, non è legato alla povertà futura... quanto al terrore di trovarmi nelle condizioni di dover chiedere soldi a mia madre, cosa che non farei nemmeno sotto tortura. Ultimamente i rapporti con lei sono estremamente peggiorati. Ogni volta che mi incontra, l'unica cosa che è capace di dirmi è che con me ha sbagliato tutto. Ma nonostante questo "problema" io sono felice delle mie scelte, delle persone che ho conosciuto, delle esperienze che sto facendo. Ho anche un progetto e un obiettivo ambizioso da voler realizzare. Ho un compagno che mi ama e che mi sostiene, prendendosi cura di me. Non ho paura di spendere soldi per i corsi che faccio. Ma già mi faccio problemi a spenderli per un'uscita con un'amica o per tutto ciò che in quel momento mi sembra un surplus. Così facendo ho anche parecchi soldi da parte... ma per farci cosa? Non lo so. Spero possiate darmi un consiglio.
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Dr.ssa Valentina Sciubba Psicologo, Psicoterapeuta 1,5k 29 9
Gentile ragazza,
un ottimo modo per spendere una piccola parte dei suoi soldi sarebbe a mio avviso consultare uno psicologo psicoterapeuta per farsi aiutare a recuperare un migliore rapporto con la sua famiglia.
Scherzi a parte, nel senso che ciò che ho scritto potrebbe sembrare solo un modo scherzoso o ironico di risponderle, mi sembra che quello dei suoi rapporti familiari sia un "nodo" importante che andrebbe affrontato.
Le relazioni possono essere molto facilmente migliorate con opportune tecniche psicologiche. Può trovare maggiori informazioni anche sul mio sito professionale.

cordiali saluti

Dr.ssa Valentina Sciubba
Psicologa Psicoterapeuta
Terapia Breve strategico-gestaltica
www.valentinasciubba.it - Roma

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dopo
Utente
Utente
Gentile Dottoressa,

la ringrazio innanzitutto per la sua cortese risposta. In realtà il problema del rapporto con la mia famiglia non dipende tanto da me, quanto dal loro atteggiamento nei miei confronti che mi ha portata a una progressiva chiusura. Ad oggi non ho mai smesso di provare a coinvolgerli nella mia vita, ricevendo sempre come risposta critiche, giudizi o rimproveri per le scelte che ho fatto. Ho dovuto iniziare a proteggermi perché loro proprio non mi recepiscono, mi vedono come un'aliena e una persona che sta buttando la propria vita. Quindi sinceramente credo che le terapie psicologiche dovrebbero essere complessive...e non mie quantomeno non solo.
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Dr.ssa Valentina Sciubba Psicologo, Psicoterapeuta 1,5k 29 9
Forse non ha visto il mio sito; non ho mai detto che lei debba lavorare solo su se stessa, ma piuttosto intendevo sulla relazione che, per sua natura, presuppone almeno due persone.
La relazione è influenzata da entrambi i partecipanti (nel caso siano due) e se cambia il comportamento e l'atteggiamento di uno dei due, direi inevitabilmente cambierà quello dell'altro. Ecco perchè lei può cambiare le sue relazioni difficili, anche andando da sola dallo psicologo psicoterapeuta.
Una terapia familiare sarebbe forse ottimale, ma non credo sia necessaria e indispensabile nel suo caso.

Dr.ssa Valentina Sciubba
Psicologa Psicoterapeuta
Terapia Breve strategico-gestaltica
www.valentinasciubba.it - Roma

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